
E vattinne
Che aspetti...
Vattinne
Hai avuto tutto il tempo dell’uomo
C’era la terra e c’era ricchezza da spartire
e tu hai comprato anime morte
A chi ti chiese pane e lavoro
hai detto dopo, dopo
Per tuoi onori
hai detto ora, ora
e ora vattinne
Vattinne
prima che si fa sera
salva un pezzo dell’anima tua
ti serve per attraversare la notte
Vattinne
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25/02/11 - francesco zaffuto
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immagine - la cartina del Mediterraneo
francesco penso che pure se si redimono ormai nella notte ci siamo entrati tutti: sta a noi uscirne e lasciarceli da soli, ciao laura
RispondiEliminaUna piccola poesia musicale che leggo con molta partecipazione.
RispondiEliminami piace che dopo quel Vattinne non ci sia un punto esclamativo. Quel "vuoto" ci fa precipitare sul verso successivo. E mentre cadiamo, ci accorgiamo del buio che ci sta per inghiottire. Speriamo di vedere invece presto una luce.
RispondiEliminaSono meridionale anch'io. So l'intonazione con cui si pronuncia la parola che fa da titolo e refrain alla tua composizione...
RispondiEliminaaggiungerei... a calci!
RispondiEliminaa TuristadiMestiere
RispondiEliminasono stato molto indeciso se usare Vattene, il napoletano Vattenne, il mio siciliano Vattinni, alla fine ho preferito il Vattinne che sta tra la Campania e la Puglia che mi pare avere la sonorità più decisa.
ciao
ottima la scelta dialettale, qualunque fosse stata, perché più forte dell'italiano. Speriamo possa aprirsi una strada all'abbattimento "federaliasta" della silviocrazia!
RispondiEliminaMa l'innominato ha fatto un patto con il diavolo, ahinoi! Occorrono, forconi, metaforici quanto si svoglia, ma robusti ed assai numerosi.
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