
Quel cucciolo di tigre non era certo destinato a un pensionato che abita in un monolocale di Milano.
Da qualche parte in Iran o anche in Europa ci deve essere una grande villa con un grande giardino, con qualche gabbia o sito adatto ad ospitare animali esotici e pericolosi; dove il proprietario, col mantello o in bermuda, indica ai propri figli i colori di una giovane tigre e si vanta con i propri ospiti per la capacità di procurarsi quell’animale feroce.
I cuccioli a volte vengono adottati da altri animali mammiferi anche se sono di un’altra specie; la natura ha conferito ai cuccioli movenze e forme che spingono ad un istinto protettivo; l’attribuzione di valore denaro al cucciolo lo snaturalizza e gli fa perdere la qualità di cucciolo.
Tanti animalisti potranno restare indignati per questo atto, ma va considerato che questa riduzione a valore di quel cucciolo di tigre viene fatta ogni giorno anche con gli uomini; siamo in un mondo dove si è arrivati a delitti come far scomparire bambini per commerciare organi.
L’indignazione allora deve tradursi in leggi sanzionatorie e di sicura applicazione, a protezione dei cuccioli di tutte le speci anche dei cuccioli dell’uomo che muoino di fame in qualche parte del mondo; il valore denaro deve servire prima di tutto per il latte e per il pane dei cuccioli.
29/08/10 francesco zaffuto
:(
RispondiEliminache storie madò...