lunedì 11 febbraio 2013

Lutto sull’Italia


Il suicidio di Giuseppe Bulgarella indica precise responsabilità
 Il suo ultimo contratto, infatti, lo aveva firmato nell'ormai lontano 2000.
Se sei già anziano
se sei anche stato un sindacalista
non ti piglia nessuno per un lavoro
Lo stato di disoccupazione diventa disperante man mano che si passa più tempo a vivere in quel disagio.
Non bastano le commiserazioni e le lacrime di coccodrillo
Non esiste una lista di collocamento pubblica che dimostra che sei disoccupato da più tempo e che hai il diritto di essere collocato al lavoro con una precedenza.
ALLORA COSA AVETE FATTO !!
Perché avete distrutto il pubblico collocamento?
Cosa hanno fatto i politici e cosa ha fatto lo stesso sindacato?
E COSA INTENDETE FARE ORA?!?!?!?!?

Allora questo solo per fare memoria  da http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_collocamento_pubblico
Tranne poche modifiche, il sistema (del collocamento)  rimase inalterato dal 1949 fino agli anni settanta. Infatti, in tale anno con la legge 11 maggio 1970, n. 83 si regolamentò il collocamento speciale in agricoltura e con la legge n. 300/1970, il c.d. Statuto dei lavoratori, artt. 33 e 34, si modificò la chiamata numerica. Successivamente con la legge 28 febbraio 1987 n. 56 e la legge 23 luglio 1991 n. 223, fu abrogato l'obbligo della richiesta numerica, concedendo dapprima l'assunzione su richieste nominative per la metà degli assunti, estesa poi per intero a tutti.
La riforma non modificò i caratteri portanti del sistema di collocamento pubblico: essa fu fortemente intaccata dal d.l. 1º ottobre 1996 n. 510 conv. in legge 28 novembre 1996 n. 609, che ha completamente liberalizzato il sistema delle assunzioni, abolendo anche l'obbligo della richiesta preventiva. Il principio dell'avviamento era stato sostituito in favore di un più semplice meccanismo di domanda e offerta.
La riforma voluta dall'On. Tiziano Treu, titolare del dicastero del lavoro del Governo Prodi, era solo l'inizio della generale riorganizzazione di tutto il sistema di mediazione e collocamento dei lavoratori nel mercato del lavoro. Numerose erano state le pronunce della Corte di Giustizia Europea sulla mancanza di concorrenza nel sistema italiano del mercato del lavoro. 
Allora questo per dire quello che occorre fare con urgenza
Le aziende dovrebbero attingere obbligatoriamente a liste di collocamento pubbliche, con il criterio di scorrimento a partire da chi sta in stato di disoccupazione da più tempo,  per almeno il 70% del personale da assumere;  e la chiamata diretta la potrebbero fare solo per il rimanente 30% (questa percentuale di chiamata diretta è già abbastanza alta per soddisfare le esigenze delle aziende di un personale di fiducia).
 Tutti i lavoratori in attesa di occupazione e iscritti alle liste di collocamento debbono percepire un pagamento per la disponibilità al lavoro, con una percentuale x della paga base stabilita per legge come minima sul territorio nazionale. 
BASTA … non chiamiamoli più disoccupati ma chiamiamoli disponibili al lavoro e diamogli concretamente una mano sul piano istituzionale,
11/02/13 francesco zaffuto