mercoledì 17 marzo 2010

Gentili banchieri



Che cosa è l’usura? Cos’ è la cura dello Stato per il risparmio?


17/03/10


Avete ricevuto dal gentile banchiere (o ufficio postale), a cui avete affidato il vostro denaro, una gentile comunicazione di questo tipo relativa al vostro rapporto di conto corrente?


Gentile Cliente
Alla luce dell’andamento dell’indice Istat, dell’andamento dei mercati finanziari e della progressiva riduzione dei tassi d’interesse, le comunichiamo, ai sensi dell’art. 118 del D. Lgs. 1 settembre 1993 n. 385, così come sostituito dalla legge 4 agosto 2006 n.248, la seguente “proposta di modifica unilaterale di contratto” relativa al suo conto corrente.......(banca o posta stessa cosa)......... per le condizioni sotto indicate con decorrenza dal ... maggio 2010


Tasso di interesse annuo creditore lordo da 0,25% a 0,15%


Analogamente la informiamo che, con medesima ricorrenza, sarà ridotto anche il tasso debitore relativo allo scoperto di conto......fido......, disponibile presso......


Tasso annuo nominale per scoperto di conto da 9,25% a 9,15%


Entro 60 giorni dalla ricezione della presente è sua facoltà recedere dal contratto.....


Il gentile banchiere vi avverte che il vostro denaro sul conto corrente, che già non vi fruttava niente, vi frutterà meno di niente. Vi avverte anche che, in caso di vostro bisogno di denaro, la distanza tra il niente e quello che dovete al gentile banchiere è di ben nove punti. Vi cita le leggi per dirvi che è suo diritto modificare il contratto. Vi cita l’Istat e i mercati finanziari per dirvi che “la vita è così”. Vi dice anche che se non vi piace siete liberi di andare a.... . Dove? Da un altro gentile banchiere (o ufficio postale) che applica le stesse condizioni.
Sorge un dubbio: nove punti di distanza per l’interesse fanno del nostro gentile banchiere un gentile usuraio? Possiamo andare a controllare le definizioni nel vocabolario o in qualche enciclopedia. Ma prima cerchiamo di completare l’analisi del trattamento.

Vediamo cosa accade in base alla comunicazione su esposta:
se chiedete un prestito sul vostro c/c di € 1.000,00 (sempre che ve lo diano perché dovete essere meritevoli di fido) ebbene in un anno dovete pagare € 91,50 di interessi
se tenete la stessa somma di € 1.000,00 depositata sul c/c per un anno ricevete € 1,50 di interessi.Questa è l’incredibile situazione in termini di applicazione di tassi a credito ed a debito. Ma il malcapitato correntista potrebbe considerarsi fortunato se tutto finisse qui. Non finisce qui. C’è lo Stato con le sue imposte e c’è il gentile banchiere (o ufficio postale) che con si accontenta del differenziale dei tassi per guadagnarci sopra e desidera anche un compenso per la tenuta del conto e per i servizi bancari che vi offre in un anno.


Bene, proviamo a fare i conti dopo un anno di un correntista che non ha bisogno di prestiti e che addirittura sta prestando denaro alla banca o alla posta.
Consideriamo a titolo d’esempio sempre € 1.000,00 come deposito per un anno sul c/c, alla fine di un anno siete compensati con:
+ € 1,10 (di interessi netti, perché il generoso € 1,50 di interesse, elargito dalla banca, viene colpito da una imposta dello Stato sugli interessi del 27%);
meno € 50,00 (di spese che le banche fanno in genere pagare per la tenuta del conto; ho inserito un dato medio favorevole, le condizioni variano da 30,00 a 100,00 euro );
meno € 34,20 (di imposta di bollo su estratti conto del conto corrente in beneficio allo Stato):
meno € 70,00 (per anno, se volete servirvi del servizio della carta di credito, per divertirvi a pagare in modo moderno nei supermercati, per i prelevamenti al bancomat e per viaggiare come finti capitalisti).
Alla fine di un anno troverete che i vostri € 1.000,00 sono diventati € 846,90.Intanto il gentile banchiere, se ha prestato i vostri € 1.000,00 a un altro malcapitato, con le stesse condizioni, andrà ad incassare alla fine € 91,50 + (50,00x2) + (70,00x2) = ben € 331,50 complessivi. L’amorevole Stato andrà ad incassare € 0,40 + (34,20x2) = ben € 68,60.
I due malcapitati cittadini trattati con gentile amorevolezza, per essersi serviti del sistema bancario moderno, hanno pagato insieme alla banca e allo Stato ben € 398,80.
In questo esempio che ho proposto non salta agli occhi un’ultima cosa, il cosiddetto principio dell’uguaglianza nel trattamento dei depositi bancari che fa lo Stato. Occorre una riflessione aggiuntiva: se al posto di € 1.000,00, voi movimentate il vostro conto corrente con € 100.000,00, lo Stato che ama tutti allo stesso modo applica sempre la stessa imposta sugli interessi sul conto/corrente del 27% e la stessa imposta di bollo di € 34,20. In base al principio di uguale trattamento il più fregato è nei fatti l’operaio (o l’impiegato o il pensionato) che vive del solo suo stipendio e che ricorre al conto corrente bancario per servirsi di alcuni servizi o spesso per imposizione delle stesse aziende che preferiscono effettuare i pagamenti degli stipendi tramite l’accreditamento in c/c.
Gentilmente vi saluto tutti
francesco zaffuto

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(immagine - " sorprese" fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/ )

3 commenti:

  1. Carissimo delucidante, chiunque tu sia...
    volevo solo aggiungere la comunicazione del 1° giugno con decorrenza 1° Settembre 2011.

    In parole poverissime, nella stessa forma leccaterga adoperata nella comunicazione da Lei fedelmente riportata, avvisano che il tasso d'interesse annuo creditore lord(issim)o è sceso dallo 0,15% allo 0,00%.
    È strano che, per completare la presa pei fondelli, non abbiano avvisato che tale tasso da annuale sia divenuto addirittura giornaliero.
    Un bel 0,00% è ancora considerato un tasso a periodo definito?
    Saluti
    N

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  2. Grazie per il commento, riporto il post in evidenza sul mio blog per dare modo di leggere il commento.
    Fra poco pretenderanno anche le nostre scuse per il denaro depositato
    saluti

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  3. ho inserito un nuovo post Gentilissimi banchieri

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