giovedì 11 marzo 2010

Scuola ed elezioni, ponte lungo


Un ponte lungo, nel pieno del secondo quadrimestre, è distruttivo per la didattica


11/03/10

Un ponte lungo che in alcune regioni può arrivare fino a 18 giorni: questo è quello che accadrà nella maggior parte delle scuole d’Italia. Bambini lascati a casa con problemi per le famiglie, ragazzi più grandi che interrompono la didattica per un periodo eccessivamente lungo di vacanza nel momento più cruciale del secondo quadrimestre.
Ubi maior minor cessat; ci sono le elezioni e sono il maior, la scuola nel nostro paese è sempre minor.
Le scadenze democratiche nel nostro paese sono tante: elezioni politiche, regionali, provinciali, comunali, rispettivi ballottaggi, referendum. Ogni anno almeno una interruzione della didattica, e può accadere anche più di una volta all’anno. Ma la scuola è fatta di giorni di scuola, di lezioni e di prove che necessitano di tempi organizzati; tempi che debbono fare riferimento alle necessità didattiche per l’apprendimento degli allievi.
Il nostro paese esiste come Repubblica dal 1948 e questo problema non lo si vuole risolvere. Il problema è risolvibile: i comuni debbono reperire luoghi dove si possa esercitare l’attività elettorale senza interrompere le lezioni. Anche alcune parti di edifici scolastici possono andare bene se non sono quelli dedicati alla didattica. Ogni comune deve fare un monitoraggio dei luoghi disponibili, non è difficile, si tratta solo di non fregarsene del problema, e di porlo almeno come problema.
Lo Stato ha il dovere di indirizzare i Comuni con norme appropriate, il Ministro della pubblica istruzione ha il dovere di sollecitare tutti gli organismi pubblici.
Quando ero insegnante e mi occupavo della professione docente per la GILDA degli insegnanti, ho scritto su questo problema più di una volta a Ministri e ad altre autorità; oggi parlo da questo “lontano” blog, ma ci sono tanti insegnanti e tanti presidi che possono far sentire la loro voce dalla scuola su questo problema; il tacere, il dire che tanto non serve a niente, determina il niente.
francesco zaffuto

(immagine “se resta qualcosa” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)

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