sabato 5 marzo 2011

8 Marzo festa di lotta

Tratto da


E' di nuovo quasi 8 Marzo.
E' di nuovo festa della Donna.
E come ogni anno, io mi chiedo di quali donne sia la festa.
Mi guardo intorno: l'assistente domiciliare di mio figlio ha 30 anni, una laurea in psicologia e fa la baby sitter, oltre all'assistente.
Non può sposarsi perchè non le basterebbero i soldi per farsi una famiglia.
Non può fare figli perchè dovrebbe smettere di lavorare.
E' la sua festa?
Poi penso alle mamme del san'Alessio, istituto di Roma dove va anche mio figlio, ipovedente con problemi di autismo.
E' la loro festa, ma davvero?
Donne con figli di 18-20 anni che stanno in casa perchè, finita la scuola, non c'è nulla per loro.
Non lavoro, non terapia e tempo libero solo quel poco che ci si può permettere.
Davvero è la loro festa?
Forse qualcuno dovrebbe dirglielo, magari quando quel giorno vedranno le solite scenette sceme delle donne in giro con le amiche a vedere spogliarelli, loro che magari se ne stanno a casa ad assistere il figlio, o a pensare a cosa quel povero ragazzo farà senza di loro.
E' la festa delle mamme come me, che lottano continuamente con insegnanti di sostegno incompetenti e assenteisti, protetti da maestri che hanno paura di perdere la faccia sostenendo te e tuo figlio?
E' la mia festa come donna disabile, cui hanno offerto ,a suo tempo, solo una iscrizione all'albo dei centralinisti , pur avendo una laurea in lettere?
Credo non abbiamo molto da festeggiare noi donne non vedenti o gravemente ipovedenti romane, chiuse in una città priva del tutto di accessibilità come Roma.
Senza sintesi vocali, senza semafori acustici, senza rispetto perfino nelle cose più stupide.
Pensate che in 5 anni di scuola elementare di mio figlio, le comunicazioni avvenivano scritte a mano sul suo diario, obbligandomi a cercarmi un vedente per leggerle.
Nessun verso di fargliele scrivere a macchina o mandare per email!
Ce ne sarebbero di cose da dire, per l'8 Marzo e per questa frenesia di festeggiare, ma mi basta questa: la terza violenza nella capitale in poche settimane.
O se volete quest'altra: le madri rom che vivono nelle case fatiscenti da cui, regolarmente, vengono scacciate per essere rimandate ancora di più nella povertà e nella solitudine.
Per non parlare della festa continua di chi, come c'è scritto nel comunicato in prima pagina, si occupa di anziani o di malati gravissimi.
Perchè l'8 Marzo diventi la festa di tutte le donne, quest'anno, non festeggiare.
Vai nelle piazze, nelle strade, e nei blog.
LOTTA!!
Rosa Mauro
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Origine dell'8 marzo
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l' 8 marzo raccontato da Camilla Ravera
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per ricordare anche
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un ulteriore contributo storico
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un nuovo post
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una nuova poesia alle donne
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quanta strada ancora da fare...
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immagime - un albero di mimosa al limitare di un viottolo che porta verso il mare - l'alberello di mimosa è alla destra del quadro e in primo piano, il mare sta sulla destra come in una piccola conca che si adagia su una vallata verde, sempre in primo piano dei sassi rotondi in prossimità del viottolo - olio su legno © francesco zaffuto

16 commenti:

  1. E' ovvio che la festa della donna ormai non è più tale. E' invece una sconfitta.
    E non solo per i disabili.
    Ciao Francesco,
    Lara

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  2. Certo, sono d'accordo. La Festa della Donna è una burla, non c'è niente da festeggiare.

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  3. Forse è meglio! Per loro, per noi. Cancellare la festa? Boicottarla? Non è necessario, la festa può ancora assumere una sua autonoma legittimità, semplice e inviolabile, quella del sentire popolare che ha una propria cultura, un proprio giudizio critico, dove ancora c'è il godere semplice del cuore quale unico ed efficace strumento di libertà.

    Paolo

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  4. a Paolo - Ambra - Lara
    Ho riportato l'intervento di Orba Moderna perchè ci sono feste come il primo maggio, il 25 aprile, l'8 marzo che sono delle feste di attenzione, per tenere viva un'attenzione. Non debbono trasformarsi in mere ricorrenze, ma vanno utilizzate per mettere al centro problemi, perciò in qualche modo giornate di lotta.
    saluti

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  5. Oggi ho detto a mio figlio 23 anni che l'otto marzo non voglio vedere nenche l'ombra di una mimosa. Poi gli ho detto che quando avremo anche una festa degli uomini allora potremmo tutti festeggiare. Lui ridacchiando ha detto:" ma ogni giorno è la festa degli uomini..." Poi rincarando la dose: " le donne si ghettizzano, accettano compromessi, si assoggettano agli uomini, al mito della bellezza...." Ed io ho solo pensato..anni di lotte finito alle ortiche...
    Please, non parlatemi della festa delle donne che urlo!!

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  6. ad I am
    Goethe avrebbe detto "la vita è breve e l'arte e lunga". Ci ho pensato tante volte a questa sua frase emblematica, ma in certi frangenti ci ritrovo tutta la nostra contraddizione di umani. Per affermare un qualche giusto principio, anche in modo instabile, ci dedichiamo una vita e non basta. Accusare stanchezza è umano, ma non possiamo dire he non andava bene farlo se siamo ancora convinti della giustezza. Lo potranno fare altri dopo di noi, abbiamo il compito però di trasferire la testimonianza in avanti. Non dobbiamo offuscare come fanno quelli che svuotano l'8 marzo dai contenuti essenziali, riproponiamo la lotta. Poi se siamo anche stanchi, diciamo pure: ora tocca a voi la strada è stata in qualche modo segnata.
    ciao

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  7. Come al solito festeggia chi non ha problemi, ma qualche eurino da spendere/buttare via sì.

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  8. E' corretto quello che dici. Ma ti dico anche che le donne devono cambiare al loro interno. Devono conservare la loro dolcezza dovuta al fatto che creano e attraverso questo Amore trovare la forza interna per essere se stesse. Non hanno bisogno di stereotipi o di un uomo per essere considerate. Hanno solo bisogno di credere in se stesse. Le donne hanno un'Anima Immortale.... Troppi eoni di sudditanza....

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  9. Sono d'accordo Francesco che ci sono ricorrenze che servono per tenere desta l'attenzione.
    Bisognerebbe sempre guardare al perché sono nate.
    E l'otto marzo per anni fu una piccola vittoria delle donne, vittoria ottenuta anche attraverso la morte, come in tutte le lotte.
    Ma in questi anni, non so neppure più se chi la festeggia, ne conosca le origini, sappia cioé che al di là di un mazzetto di mimosa o di una cena tra donne in pizzeria, c'è ben altro.
    Grazie e ciao,
    Lara

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  10. ad I am
    sì, la donna che imita l'uomo è un pessimo percorso. Consideriamo ad esempio la guerra:in passato l'uomo andava in guerra e la donna applaudiva se tornava vincitore o piangeva se tornava morto; oggi assistiamo a donne che vogliono fare carriera nell'esercito. Penso che la donna dovrebbe con il suo intervento far diventare la guerra un tabù e costrure insieme all'uomo un mondo di pace. La donna con la sua presenza attiva dovrebbe migliorare l'uomo e non limitarsi ad imitarlo.
    ciao

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  11. Caro Francesco,
    grazie per essere passato da me, così ho avuto modo di conoscerti.
    Prima vorrei dire due parole sul post precedente, quello sul carro carnevalesco : un' opera d' arte, per me una riflessione sulla fugacità della vita e l' inconsistenza dell' avere...ma ci sarebbe tanto da dire.
    Per quanto riguarda la festa della donna, mai amata da me, oggi l' ho riscoperta per ribadire quanto la donna sia meravigliosa nel suo amare i figli per quello che sono, anzi li ama di più se essi hanno qualche mancanza e quest' anno ho avuto il coraggio di dire in faccia alle amiche che mi hanno invitato che io non esco con sole donne...anche l' uomo fa parte di noi.
    Tengo a dirti che a me piace disegnare e per un mio post ho ideato un punto centrale con due cerchi, simboleggiano il punto l' embrione, il cerchio la donna ed il cerchio esteriore l' uomo, il quale abbraccia la donna e il bambino, l' uomo li protegge, è questo il mondo che immagino io.
    Scusa la lungaggine.
    Ciao.

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  12. A teoderica
    l'uomo e la donna si sono sempre incontrati spesso ignorandosi nel passato; per il futuro penso sia necessario che si possano incontrare riconoscendosi per migliorare la storia dell'umanità.

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  13. ho pure io linkato il tuo post, mi sembra giusto affrontare sotto diversi profili che non sono quelli stereotipati commerciali, ma quelli reali della lotta delle donne delle sue protagoniste, della sua emancipazione.

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  14. Ancora qualche anno fa l'8 marzo era una festa di lotta ...

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  15. io sono con Francesco. L'8 marzo va celebrato, oggi più che mai. Ma non con una pizza o uno streep-tease. Va riempito di contenuti, di intenti, di obiettivi, di certezze. Deve tornare a essere giorno di dialogo e di riflessione. E, perché no, giorno da trascorrere con le amiche o, magari, con la mamma e la nonna: per mettere un po' di generazioni a confronto. Il post ha la sua intensità perché nasce da una forte testimonianza di disagio e di "emarginazione".

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  16. Il rispetto verso le donne deve esistere ogni giorno e non solo l'8 marzo.Saluti a presto

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