sabato 12 marzo 2011

Cosa imparare dai giapponesi e dalla natura



Le sconvolgenti immagini che ci pervengono dal Giappone ci fanno riflettere sulla nostra fragilità di umani e sulla fragilità della terra.
Dai giapponesi dobbiamo imparare a costruire le case e a farlo davvero; non come in Italia dove ci dichiariamo tanto bravi in costruzioni antisismiche e poi non le realizziamo.
Dalla natura dobbiamo imparare ad essere meno presuntuosi e più solidali.
Non possiamo disseminare il pianeta di centrali nucleari che aggiungono pericolo al già fragile equilibrio della natura stessa.
Non possiamo ignorare la necessaria fratellanza umana per porre a un qualche riparo l’umanità da una sorte a volte avversa.
La carta sismica dell’Italia, che ho posto come immagine a questo post, ci dà l’urgenza dei nostri compiti: tutte le nuove case vanno costruite con criteri antisismici, con un contenuto incremento dei costi scongiuriamo perdite di vite umane e perdite per enormi costi di ricostruzione; rifiutare le centrali nucleari in Italia (come già abbiamo fatto) e perseguire con decisione la nuova strada delle energie rinnovabili.
12/03/11 francesco zaffuto
E CHE DIRE DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA ?
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pareri sulla sicurezza delle centrali
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Medici senza frontiere - aiuti
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immagine la carta sismica dell'Italia

11 commenti:

  1. Come non essere d'accordo con te?

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  2. Capita molto spesso che ci sia sintonia nelle nostre considerazioni. lo hai notato anche tu sul Blog di Rosa...ne sono onorato e mi fa davvero molto piacere, perchè al di là di percorsi, forse, diversi e di esperienze, certamente, proprie ed irriproducibili constato che le affinità travalicano il buon senso per andare anche nel modo in cui si affrontano i ragionamenti ed in cui si vede il mondo...davvero grazie Francesco

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  3. Fino a quando il perseguire profitto e potere rimarrà imperniato nelle zucche malate degli esseri umani, ogni progetto di umana condivisione fallirà miseramente.

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  4. Assolutamente vero, e poi non mi fiderei della qualità costruttiva in Italia, basta guardare gli ultimi terremoti, le prime case a cadere sono state le ultime ad essere state costruite. Da noi sarebbe catastrofe nucleare.

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  5. I giapponesi già subirono due bombe nucleari e avrebebro dovuto farne tesoro di quella terribile esperienza. Una cosa che non voglio imparare dai giapponesi è disseminare l'Italia di centrali nucleari. Saranno pure bravi a costruirli, ma il terremoto è ancora più bravo a distruggerle. Eppoi, di questa razza padrona umana così idiota ne ho piene le tasche.

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  6. ma tu che vuoi dire, che più di mezza italia è soggetta a terremoto, no! ma dai!
    e che mezza sicilia è soggetta a terremoto? ma no! sennò il ponte sullo stretto come si fa? e le centrali nucleari......così sicure.......
    parli di energie rinnovabili, cioè vuoi dire che qui in sicilia per esempio, dove cè sempre sole,agratis, potremmo avere un sacco di energia senza spendere una lira? ma no! ma dai!.........
    solo quei pazzi di tedeschi, che hanno pochissimo sole, usano costruiscono, utilizzano le energie rinnovabili..............ehheheehhe.......
    sogni solo sogni..... chissà quando......

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  7. Hai perfettamente ragione.
    I nostri media trovano il pretesto per parlare delle centrali nucleari.. degli edifici giapponesi , come dovrebbero essere.Solo quando accadde qualcosa, si parla...si parla...si parla.

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  8. Gli interventi sono tutti in sintonia. Per un attimo mi sento rincuorato, forse siamo la maggioranza. Ma poi mi rendo conto che siamo un pugno di amici negli intendimenti che si incontrano su internet. Quanti siamo? Non so.
    @ a Stellapolare, quando penso alle energie rinnovabil penso anch'io al sole della Sicilia.

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  9. Passando dal blog Pausa caffè un prezioso intervento sul ponte sullo stretto
    http://pausaecaffe.blogspot.com/2011/03/siamo-una-massa-di-ignoranti.html

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  10. Grazie Franesco del tuo intervento, ci troviamo perfettamente in sintonia, speriamo che la logica, lo spirito di sopravvivenza ed il cuore ci guidi e ci aiuti a lottare per il nostro futuro ed anche di chi rimarà quando noi non ci saremo più

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