venerdì 24 giugno 2011

Il quadro astratto della politica in Italia

Dopo le ultime lezioni amministrative e dopo i referendum il quadro della politica italiana si è modificato. E’ come uno di quei quadri astratti in cui possiamo leggere tante cose, dove pensiamo a cose che potrebbero esserci ed anche non esserci, dove tutto ha un significato o tutto potrebbe ridursi ad un insieme di linee che delineano solo degli accostamenti cromatici.
Proviamo a leggere qualcosa in questo quadro: diminuzione notevole della forza del PDL, ridimensionamento della Lega Nord, stentata e limitata affermazione delle componenti centriste, affermazione della sinistra ed anche indefinibilità della sinistra, ripresa della voglia di partecipazione degli italiani, una sensibilità verso i problemi ecologici e verso la legalità. Se ci fossero le elezioni politiche domani tutti questi elementi potrebbero riflettersi nel risultato di un Parlamento notevolmente modificato, ma con elezioni nel 2013 potrebbe determinarsi anche un quadro diverso; in due anni di storia moderna si possono determinare situazioni ben diverse. Allora più che pensare alle possibili alchimie occorre pensare all’agenda del fare, del qui e ora, elencando i bisogni e le priorità, senza la paura di scoprire le proprie idee, senza la paura di essere scopiazzati dagli altri, perché se se si è copiati nei compiti si va verso un miglioramento della salute del paese, e quello che conta è la nostra salute.
La sinistra, che si è affermata sia pure in modo indelineato, deve pensare a questa agenda del fare senza alzare steccati e forse riesce ad avviare un grande processo unitario a cui possono contribuire in tanti, come movimenti e come individui.
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Immagine – Kandinsky - Composizione