giovedì 9 giugno 2011

Legittimo impedimento? Sì, e …



Immagine - vecchia storica foto dell’interpretazione dell’Amleto di Laurence Olivier con teschio tra le mani.



Amleto: … questo galantuomo
può ben essere stato, al tempo suo,

un grande compratore di terreni,

con le sue ipoteche, le sue multe,

le obbligazioni, le malleverie,

le caparre, le doppie garanzie,

i recuperi; ed ora trova qui

la sua multa per tutte le sue multe,

la caparra di tutte le caparre:

la zucca riempita di terriccio.
(Amleto atto V, scena prima)

E’ la conclusione di tutte le conclusioni, l’uguaglianza per tutti.


Ma possiamo cercare una qualche uguaglianza in vita, almeno quella di fronte alla legge?
Da più di dicessette anni è aperta la questione se sia giusto mettere a riparo i politici da eventuali tentativi di persecuzione giudiziaria. La vecchia immunità parlamentare (eliminata dall’ondata moralizzatrice che fece seguito a mani pulite) prevedeva che i l Parlamento potesse concedere o non concedere l'autorizzazione a procedere alla magistratura; questa prerogativa data al Parlamento intendeva bilanciare il potere di ufficio inquisitorio della Magistratura; e i parlamentari utilizzarono l’istituto spesso per bloccare un procedimento giudiziario sul nascere.. Forse l’intera questione merita una nuova riflessione attenta, forse è necessario un istituto giuridico di garanzia che non coincida con il Parlamento, forse è meglio lasciare tutti parlamentari uguali come ogni cittadino di fronte alle leggi. Ma nella ricerca di un dispositivo normativo è prevalso l’interesse immediato di trovare una copertura per una persona. Si tento con il Lodo Alfano che prevedeva una sospensione di tutti i processi per 4 cariche dello stato come una sorta di automatismo, e venne bocciato in toto dalla Corte Costituzionale. Il tentativo successivo fu fatto con il cosiddetto “ legittimo impedimento”, che prevedeva addirittura di fare rinviare il processo per sei mesi solo sulla base di una autocertificazione per impegni da parte del Presidente del consiglio inquisito.
La raccolta delle firme promossa da Di Pietro per abrogare il legittimo impedimento avviene nel maggio 2010; solo tempo dopo, nel gennaio 2011, interviene la Corte Costituzionale che limita notevolmente il ricorso al legittimo impedimento, togliendo la prerogativa di una autocertificazione e restituendo ai giudici la capacità di giudizio sulla natura dell’impedimento stesso.
http://www.repubblica.it/politica/2011/01/13/news/consiglio_consulta-11185858/
Non so se Di Pietro allo stato oggi dell’arte andrebbe a raccogliere le firme? Ma è una domanda inutile con il senno del poi. Sta di fatto che OGGI la cancellazione con il Referendum del legittimo impedimento riporta di nuovo a zero il discorso sulla particolare tutela di alcune cariche politiche e mette tutti i cittadini in condizione uguale dinanzi alla legge, legge che riconosce ai comuni cittadini il legittimo impedimento solo in casi molto gravi di salute.
http://www.leggioggi.it/2011/06/07/guida-ai-referendum-il-quesito-sul-legittimo-impedimento/
La domanda di conseguenza diventa più semplice:
Votare Sì, se si vuole che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge.
Ma ci sarà anche chi voterà Sì perché si è stufato di tutti i tentativi di fare delle leggi ad personam .
09/06/11 francesco zaffuto

4 commenti:

  1. Diciamo che voterei comunque SI, ma voterei doppiamente SI perché sono davvero stufa delle leggi ad personam. Non se ne può più.

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  2. Forza con la vittoria del SI, allora!

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  3. La legge è uguale per tutti e soprattutto per i politici.Salutoni a presto

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