lunedì 18 giugno 2012

La Grecia e l’esultanza degli strozzini


Appena si è delineata la vittoria dei conservatori di Nea Dimokratia subito si è diffusa la soddisfazione di Merkel, Barroso, Monti, Obama; governanti europei e banchieri di tutto il mondo … pare che abbiano vinto loro. Ma non è proprio così. L’Antonis Samaras vincente porrà in discussione il patto per tenere la Grecia dentro l’area euro e lo stesso Alexis Tsipras, se avesse vinto, avrebbe posto in discussione il patto. Forse le condizioni poste da Tsipras potevano essere diverse; ma, in ogni caso, neanche Antonis Samaras potrà accettare la disintegrazione sociale del suo paese.
La Grecia non può essere strozzata dagli interessi sui debiti; strozzare chi è in difficoltà non è il modo per recuperare i crediti e non può essere il modo di costruire l’Europa. Se uno stato europeo può emettere debito pubblico ad in tasso dell’1% ed un altro stato è costretto ad emetterlo a tassi del 7 o 8 % lo sfascio può solo continuare fino alle conseguenze più estreme. L’emissione del debito europeo deve avvenire allo stesso tasso; i governanti europei chiamino i titoli come vogliono: Eurobond o Euroscasss, ma non possono prendersi un altro anno di tempo per prendere delle decisioni.
18/06/12 francesco zaffuto
Immagine – il Partenone visto dalla collinetta del Filopappo – foto Maria Luisa Ferrantelli