domenica 23 novembre 2014

ETERNIT e i tempi dell’innocenza


E’ difficile …  da qualche giorno che provo a capirci qualcosa su quella sentenza … non so voi … provo un riepilogo …
La Cassazione annulla in modo definitivo la sentenza Eternit e dice che il reato era prescritto già al tempo della sentenza di primo grado; un po’ come dire che i giudici del primo grado e quelli del secondo grado non sanno contare.
 Non si tratta di un calcolo matematico: i giudici della Cassazione contano la prescrizione dal momento che Eternit ha cessato di inquinare l’aria; i giudici di primo e secondo grado contano dal momento in cui sono ci sono stati i morti.
 E’ evidente che gli effetti cancerogeni per dipendenti e popolazione sono stati in continuazione e a seguito di un inquinamento prodotto, ma per la Cassazione resta la data della chiusura della fabbrica.
  Anche i giudici della Cassazione potevano contare come gli altri giudici ma non l’hanno fatto; è evidente che la legge sulla prescrizione e le norme sul disastro doloso permettono più ipotesi interpretative; e alla fine, nel caso specifico,  è l’interpretazione dei giudici di Cassazione che prevale, giusta o sbagliata che sia.
Riguardo al fatto che si possa fare un nuovo processo già la difesa del magnate di Eternit richiama il principio giuridico ne bis in idem  “Non si può essere processati due volte per lo stesso fatto”.
 Riguardo alle reazioni dei politici, siamo al pianto del coccodrillo; si promette una prossima riforma della prescrizione; ammesso che questa riforma venga fatta, varrà per il futuro, per altri fatti, ma non potrà dare giustizia alle vittime di Eternit.
 E’ un pasticciaccio brutto, uno dei più brutti della giustizia nel nostro paese.
 A parte gli anni di galera (per magnati Eternit vivi e già morti), non c’è il riconoscimento dei danni per le vittime,  i costi sostenuti dall’INAIL e quelli per il risanamento ambientale ricadono sullo Stato,  li pagheremo silenziosamente tutti noi con le tasse.  
23/11/14 francesco zaffuto