sabato 1 novembre 2014

Siamo tutti giornalisti di Google

Per il Senato, che ha recentemente approvato il disegno di legge in materia di diffamazione, saranno Google e i gestori degli altri motori di ricerca – a decidere se e quali informazioni continueranno ad essere accessibili online e quali scompariranno, dietro semplice richiesta dell’interessato e senza bisogno che sia un giudice a pronunciarsi.
 Guido Scorza, attento osservatore della normativa per il web,  ne dà notizia sul Fatto quotidiano
 La norma ritornerà alla Camera per l’approvazione definitiva e se non ci sarà un aggiustamento nei fatti tutti noi blogger diventiamo Giornalisti (non pagati di Google e gestori vari). Il Gestore avrà le stesse prerogative di un editore o ancor di più di un direttore responsabile di un megaquotidiano.
 Quali potranno essere gli effetti, Guido Scorza ce ne evidenzia quelli più pericolosi:  “E’ facile, infatti, immaginare che quando domani il politico o il personaggio famoso di turno, scriverà a Google per chiedere di disindicizzare un articolo che lo riguarda perché diffamatorio, Google, salvo eccezioni, accoglierà la richiesta per sottrarsi ad ogni possibile contestazione senza, naturalmente, perdere troppo tempo a valutarne la fondatezza o l’infondatezza.”
L’autore o l’editore di un contenuto, infatti, è in grado di difendere la legittimità del proprio operato e, dunque, la permanenza online del contenuto mentre il gestore di un motore di ricerca, per un verso non è in grado di farlo e, per altro verso, non è competente a farlo visto che il suo obiettivo non è quello di fare informazione, cronaca o storia ma, semplicemente, quello di indicizzare le storie e le notizie da altri prodotte e pubblicate.”
 Sul Web il dibattito su questa legge langue, il blogger sono dei Giornalisti distratti, con una legge così è facile diventare tutti curatori di blog che si occuperanno di ricette,  ricami … e altre utili notizie che non disturbano eccessivamente.

 Occorre trovare una norma capace di tutelare i privati dalla diffamazione e nel contempo di tutelare la libertà di stampa ed di espressione.

1 commento:

  1. Comunque Google non può rimuovere nulla da Internet, può eventualmente filtrare i risultati che il suo software fornisce dopo una ricerca per parola chiave, oppure può bloccare/cancellare un contenuto che sia pubblicato tramite un servizio di Google (per esempio Blogger).

    La dimostrazione più ovvia sono i casi in cui un magistrato ordina di "bloccare" un sito Internet perché contiene qualcosa che viola le leggi italiane. Per esempio un sito di scommesse online che non paga le tasse in Italia. A quel punto l'ordinanza si rivolge ai service provider italiani che devono escludere il sito dai propri server DNS, che sono i "cosi" che associano il nome del sito al suo indirizzo IP cosi uno scrive "www.scommesse.uk" invece di 134.76.234.15. Anche l'operazione sui DNS non rimuove nulla, infatti basta usare un DNS diverso da quelli forniti dai service provider italiani per aggirare il "blocco".

    Per cui alla fine il "politico" può fare quello che gli pare ma non c'è verso di rimuovere nulla da Internet se non staccando fisicamente il cavo da tutti i computer che contengono il contenuto incriminato. Oppure (ovviamente) portando in tribunale la persona fisica che pubblica un dato contenuto, posto che sia un Italiano.

    Queste "leggi" sono prodotte da gente che non ha idea di come funzionino le cose e possono riguardare solo altra gente che non ha idea di come funzionino le cose.

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