lunedì 24 novembre 2014

GRILLO E L’ASTENSIONE

I tre Big: Renzi ha già detto che ha vinto e che l’astensionismo è un fatto secondario, Berlusconi sta tardando a parlare, Grillo dal suo blog ci fa sapere
“Un dato per tutti: l'astensionismo non ha colpito il M5S
Poi passa a confrontare i voti ottenuti nelle due elezioni regionali in Emilia Romagna
regionali 2010       6% 126.619 voti
regionali 2014    13,26% 159.456 voti
L’arguto  politico non intende confondere le elezioni regionali con quelle politiche e di conseguenza sentenzia che i suoi voti sono aumentati.
Potrebbe dire che trattasi di aumento anche per i risultati in Calabria dove passa da uno  0 per la lista non presentata a un 5,39% con 14.485 voti.
Ma ci sono state altre elezioni, quelle recenti europee di maggio e quelle politiche del vicino 2013, con ben altra musica.
Ebbene nelle politiche del 2013 i voti in Emilia Romagna erano per il Movimento 5 stelle alla Camera il 24,65% ben 658.475 voti
alle elezioni europee di maggio 2014 erano il 19,23% ben 443.936 voti
In Calabria nelle politiche del 2013  erano il 24,86% ben 232.811 voti
nelle europee del maggio 2014 erano il 21,50% ben 160.828 voti.
Le persone che sono andate a votare in quei due appuntamenti elettorali (politiche 2013 ed europee 2014)  erano persone abitanti dell’Emilia Romagna e della Calabria, non erano altre persone e potevano benissimo votare per le regionali per il movimento 5 stelle, hanno preferito non farlo.
 Quelle persone, se si confrontano i dati con i migliori risultati del 2013 sono:
658.475 (persone emiliane e romagnole)
232.811(persone calabresi)
891.286 (totale persone che nel 2013 votarono M5S)
Gli attuali votanti sono 159.456 + 14.485 = per un totale di 173.941
Quindi 891.286 - 173.941= Il risultato è di meno 717.345 Persone.
Non mi piace di fare il censore del Movimento 5 Stelle, è stato un movimento sul quale in tanti abbiamo riposto speranze. Il risultato del 2013 era straordinario, ma quando si vince e si preferisce rinviare le responsabilità  politiche derivanti dalla vittoria si paga un prezzo. La realtà, dopo le elezioni del 2013,  imponeva un patto per un governo di sinistra con l’appoggio di 5stelle, un patto magari per fare solo una cosa: il reddito minimo per chi è disoccupato. A quella necessità storica non si è voluto rispondere, si è determinato l’isolamento del Movimento 5 stelle, l’operazione di ripescaggio di Berlusconi, il governo Letta, l’elezione di Napolitano e poi la successiva ascesa di Renzi. Oggi è miserrimo dire che l’astensionismo non ci tocca, ne sanno qualcosa quei lavoratori disoccupati che hanno scelto di non votare e ne sanno qualcosa anche quelli che hanno scelto di votare nonostante tutto.
24/11/14  francesco zaffuto

Immagine – struzzo con testa dentro la sabbia

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