lunedì 31 gennaio 2011

Federalismo CCC: Comuni, Case e Calderoli


Era dall’inizio di gennaio che tentavo di capire qualcosa sulla riforma federale fiscale per i comuni; impresa difficile perché si muoveva ogni giorno. Calderoli si limitava a qualche accenno per la stampa, per non rivelare tutte le sue genialità come se si trattasse del brevetto di un nuovo frullino; nei fatti ha trattato con l’opposizione per trovare qualche voto in più. Ora giovedì si dovrebbe arrivare al risultato finale.
Provo fare un breve elenco delle novità che dovrebbe introdurre la riforma federale fiscale per i comuni; lo faccio con difficoltà perché sugli organi di stampa le notizie sono apparse frastagliate e confuse (se qualche lettore mi corregge su qualche punto lo ringrazio anticipatamente).

Compartecipazione dei comuni all’Irpef fino al 2,5%. (Non si comprende l’aspetto federale per questo punto, i comuni resteranno in attesa del giro fondi dello Stato).
Sanzioni elevate per fare emergere le case fantasma, i comuni riceveranno in premio dallo Stato il 75% delle sanzioni.
Cedolare secca sui contratti di affitto, del 20% per gli affitti concordati e 23% per gli affitti a canone libero. (Secondo Calderoli con questa misura dovrebbero emergere gli affitti in nero, nei fatti i grandi proprietari di tanti immobili verranno ad avere una riduzione di imposte, oggi cadono in aliquote ben più alte).
Tassa di soggiorno. Una tassa sull’ospitalità da far pagare ai turisti.
Introduzione dell’ IMU una nuova tassa sulla casa in sostituzione dell’ICI con aliquote più elevate.
L’ ICI sulla prima resta abolita.
L'imposta di registro sui trasferimenti di proprietà di immobili dovrebbe diminuire dal 4 al 2% per la prima casa e dal 10 all'8% per le seconde case. (Questa misura in qualche modo di alleggerimento, viene prevista dal 2014).
La possibilità di detrarre una parte del canone di affitto per prima casa dalla denuncia dei redditi (di tale misura si hanno pochi elementi di certezza).

L’aspetto che meraviglia di più di questa riforma della Lega è lo stampo centralista, la Lega non si è sforzata tanto mentalmente per affidare ai comuni competenze e responsabilità specifiche.

Le grandi novità federali sembrano essere: cambiare il nome alle imposte, agevolare i redditi di grandi proprietari immobiliari con la cedolare secca, raggranellare un po’ di soldi dal turismo; lasciare intatto l’esonero ICI sulla prima casa, introdotto da Berlusconi, che ha equiparato in ricchezza chi abita in un monolocale di periferia con chi abita in un appartamento di sette stanze in centro città.
Mi rendo conto che non è facile entrare nel merito delle imposte sotto l’aspetto tecnico, ma ci deve essere un punto di riferimento di giustizia nell’imposizione fiscale: debbono pagare tutti, ma di più chi è realmente più ricco. Le imposte con le caratteristiche della cedolare secca, scelte con la scusa della semplificazione, nei fatti avvantaggiano i più ricchi; l’amorevole cura di trattare allo stesso modo la prima casa nei fatti avvantaggia chi ha come prima casa un gran bella casa. Tenere alte le imposte di registro al momento dell’acquisto non avvantaggia certo il mercato immobiliare in difficoltà.
I grandi innovatori leghisti si rivelano miseri per idee e ingiusti dal punto di vista sociale. Se questa è la riforma fiscale per i comuni c’è di che preoccuparsi per quella regionale e per la sanità. Se questo governo se ne va a casa prima dell’approvazione di queste riforme è un beneficio per il nord, per il sud e soprattutto per gli italiani poveri e medio poveri.
31/01/11 francesco zaffuto
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Un link interessante sull’argomentohttp://enzorusso2020.blog.tiscali.it/2011/01/27/il-difficile-accordo-sul-fisco-municipale/
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(immagine “Riforme” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast-digiart.blogspot.com/2011/01/ottenebrazione.html )
nota descrittiva dell'immagine per disabili visiviDue mani si dispiegano su un fondo grigio, ogni avambraccio porta dentro gli occhi e parti del volto, ma il naso è posto nel palmo delle mani, di conseguenza nel palmo delle due mani ci sono due nasi. Data la simmetria dell’immagine potrebbe significare che ogni nuova riforma finge un cambiamento. Ma potrebbe significare: occhio alle riforme, soprattutto provate ad odorare bene perché l’occhio può ingannarvi.

4 commenti:

  1. Io credo che sarebbe un grande passo avanti per i proprietari di immobili e porterebbe, se non subito, almeno dopo pochi anni, ad un notevole recupero di redditi "sommersi". Conosco molte persone che non affittano le abitazioni perchè, contando le tasse che si portano via quasi metà della cifra, non hanno un beneficio tale da "rischiare" la locazione che ti "aliena" un bene per 4-8 anni se tutto va bene. Per non parlare di chi preferisce comunque rischiare il "nero" che, già dopo un paio di anni di tasse evase, garantirebbe comunque la copertura delle eventuali sanzioni. Io trovo comunque una tassa assurda quella sulle abitazioni perchè lo Stato è capace di prenderti il 40% sul reddito, ma quando devi ripararla o manutenerla non è così solerte nel renderti qualcosa (che non è neanche minimamente equivalente a quanto "estorto" e comunque dopo estenuanti lungaggini burocratiche).
    Volete il 40% ? allora rifondete la stessa percentuale su tutte le spese DI QUALUNQUE TIPO che il proprietario deve eseguire sullo stesso immobile e solo su presentazione della fattura (il che farebbe emergere altri redditi sommersi).
    Ben venga dunque un minimo di agevolazioni con la cedolare secca al 21% (che ritengo comunque impropria).

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  2. Anche io ho avuto l'avventura di dare una casa in affitto ed ho avuto anche danni che mi ha lasciato l'inquilino, oltre a pagare tutte le imposte previste. Posso capire bene il ragionamento fatto da Raffaele. Volevo invitare a riflettere sul fatto che avere una casa che si da in affitto è ben diverso di averne 5 o sei che si danno in affitto. La cedolare secca mette tutti in condizione di parità. Ciò non toglie nulla al fatto che si possono trovare dispositivi d'imposta che tengano conto degli effettivi oneri.
    saluti

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  3. Confermo che è estremamente difficile capire qualcosa sulla riforma federale fiscale, che vuole la Lega.Quest'ultima prima equipara i beni della chiesa ai beni degli italiani e poi..tassa i primi ed esonera dai tributi i secondi.
    Il federalismo fiscale è una dottrina economico-politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese (i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa. Tale sistema, integrato e coordinato tra i vari livelli di governo dello Stato, prende il nome di fisco federale.
    I problemi sono molteplici e tutti principali :
    Tra questi come e in che percentuale riscuotere le imposte è come distribuirle e/o ridistribuirle?
    Il tutto porta alle Questioni: la Meridionale e la Settentrionale.
    I problemi sono molteplici e tutti principali :
    Tra questi come e in che percentuale riscuotere le imposte è come distribuirle e/o ridistribuirle?
    Il tutto porta alle Questioni: la Meridionale e la Settentrionale.
    Es. Una banca, una assicurazione, ecc. con sede centrale al Nord versa le imposte dovute al Nord anche se ha moltissime filiali al Sud ?
    Es. le quote latte ?
    Non sono un ecomista, ma sento molta puzza.
    liborio mastrosimone

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  4. Caro Liborio,
    mi pare che, e spero di sbagliarmi, che il nocciolo di questa riforma sia quello di staccare la ricchezza immobiliare dal cumolo del reddito. In questo modo chi è ricco per case e titoli viene colpito con la cedolare secca e chi lavora con una elevata imposta che può arrivare ad aliquote del 40%.
    Ciao

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