sabato 8 gennaio 2011

Viva l’Italia, e poi...


Eccola, su questo post sventola la bandiera italiana.

Raccolgo l’appello del Presidente della Repubblica Napolitano di celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e di rendere onore al Tricolore.

Però, bisogna ammetterlo, che strano paese è il nostro dove ci sono esponenti del Governo che in un recente passato hanno detto pubblicamente: (non voglio ripetere e passo alla verifica breve in video http://www.youtube.com/watch?v=OpuwySISFOw ).
Oggi gli stessi, sempre al Governo, dicono che si potrà celebrare l’anniversario dell’Italia solo dopo l’approvazione della loro legge sul federalismo, come se l’Italia dovesse nascere nel 2011, come a dire che l’Italia ancora non c’è.
Ma l’Italia è nata tanto tempo fa, quando alla fine di un lungo percorso fu scritto :

A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ‘I velle,
sì come rota ch’igualmente e mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle.

Dante Alighieri, data probabile 1320 http://www.classicitaliani.it/intro_pdf/intro243.pdf , aveva finito di scrivere la Divina Commedia; nasceva la lingua Italiana con un opera destinata a rimanere nei secoli un punto di riferimento di tutta l’umanità per forma, contenuto e bellezza. Attorno a quella lingua si formò una cultura italiana; altri poeti verranno, verranno dopo secoli anche uomini che vorranno dare una veste fisica e sociale a quella unità espressiva.
L’Italia poteva essere una repubblica come la desiderava Mazzini, poteva essere una strana federazione papalina come l’idealizzava il Gioberti o democratica come nelle convinzioni di Cattaneo http://www.losio.com/100citta/cronologia01.htm. Ma la Storia, che è determinata da un complesso di eventi, ci ha consegnato nel bene e nel male un’Italia Sabauda. Che potevano dire quei contadini di Bronte (in Sicilia) che si aspettavano dall’arrivo dei Mille “terra e libertà” e invece furono fucilati http://www.bronteinsieme.it/2st/mo_601.html ????
Lo Stato unitario Sabaudo fu, nei primi anni dell’unità, particolarmente crudo e violento con il meridione d’Italia; lo stesso tipo di sviluppo economico perseguito penalizzò l’economia del meridione; sono tanti gli studi di storia economica che dimostrano questa tesi, qui cito solo quelli di Capecelatro e Luzzato
http://www.francescoseveri.eu/Severi_Salerno/Lezioni%20Marino/Capecelatro_Carlo.pdf
http://www.morronedelsannio.com/sud/seconda.htm
Lo Stato Sabaudo nei fatti ha rappresentato l’unità d’Italia nel bene e nel male per circa novant’anni, ci condusse alla prima guerra mondiale (680.000 italiani morti http://cronologia.leonardo.it/storia/a1918v.htm ) e alla seconda guerra mondiale (443.000 italiani morti http://it.wikipedia.org/wiki/Conteggio_delle_vittime_della_seconda_guerra_mondiale_per_nazione). Quando celebriamo il 25 aprile, che tanti maliaccorti vogliono cancellare dalle ricorrenze, vogliamo dire: MAI PIU’, MAI PIU’, MAI PIU’.
Dopo la seconda guerra mondiale nasce una Repubblica italiana malandata ma con una Costituzione equilibrata nelle sue affermazioni di principio. Nasce un’Italia che lentamente si ricostruisce, con tanti problemi ma anche con qualche punto a suo favore.
L’Italia c’è, qualsiasi cosa ne possano pensare Bossi e amici, grazie a Dante e grazie a tanti che si sono sacrificati senza la riconoscenza di questo paese (compresi quei tanti garibaldini bergamaschi). http://www.bergamoestoria.it/musei/800/scheda06_garibaldi.pdf
L’Italia di oggi è tra i sette “grandi” paesi industrializzati, piena di ricchi e piena di poveri. La cosa più incredibile è che i ricchi si lamentano come i poveri e riescono a confondere le acque su tutti i problemi più importanti del paese. C’è un vizio o chiamiamolo “modo di essere” che hanno gli italiani dal nord al sud e che li unifica “nel peggiore modo di essere”: si richiama a un vecchio proverbio che dice “stai bene e lamentati”.
Chi sta tutto sommato bene deve smetterla di alzare la voce: chi sta al sud ed ha un lavoro ed una bella casa deve smettere di lamentarsi; chi sta al nord ed ha un lavoro ed una bella casa deve smettere di lamentarsi; solo così si potranno meglio ascoltare i problemi di chi non ha un lavoro e neanche una casa.
L’Italia c’è, ma occorre migliorarla.
08/01/11 francesco zaffuto
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immagine 1 – il Tricolore
immagine 2 – Illustrazione di G. Dorè sulla Divina Commedia – Paradiso, la rosa celeste.
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