giovedì 15 marzo 2012

Commissioni bancarie sui fidi


Allo stato dell’arte in questo momento giace in Parlamento una norma approvata che prevede la nullità delle commissioni bancarie, il presidente dell’ABI (associazione banche italiane) si è virtualmente dimesso e chiede al Parlamento la cancellazione di tale norma: http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Banche-lettera-Mussari-confronto-urgente-serrato-Parlamento/13-03-2012/1-A_001283028.shtml
Tra le diverse cose che mi sono capitate nella vita ho avuto anche la vicissitudine di insegnare “Tecnica bancaria”, alle classi quinte negli istituti commerciali. Una delle lezioni che mi capitava di fare era sul Fido concesso dalle banche ai clienti e sulle commissioni.
Cerco di essere molto breve perché l’argomento fidi per la sua complessità mi occupava più di una settimana di lavoro con miei studenti, mi limito solo alle commissioni.
Il fido accordato è il livello di credito effettivamente deliberato dalla banca e messo a disposizione del cliente nelle varie forme tecniche. Sulle somme che il cliente va ad utilizzare graveranno gli interessi che saranno conteggiati in rapporto al tempo di utilizzo delle somme stesse. Gli interessi possono essere considerati alti o bassi, ma in ogni caso sono il compenso che richiede la banca e che in qualche modo deve coprire ragionevolmente i suoi costi e i suoi sperati profitti per la concessione del credito.
Bene, quando un’azienda si sente dire che le è stato accordato un fido con un interesse del 6% potrà lamentarsi o essere contenta del trattamento, ma potrà fare anche i suoi conti di convenienza. Semplice!? Niente affatto, perché oltre agli interessi intervengono le commissioni. Commissione di mancato utilizzo, la banca fa pagare una commissione al cliente se non utilizza il fido che gli è stato accordato; e ci può essere una logica, perché la banca ha concesso una disponibilità al cliente e se il cliente non la utilizza impedisce alla banca di metterla a disposizione di altri. Commissione di massimo scoperto, la banca fa pagare al cliente una commissione sulla somma di massimo utilizzo del suo fido; e ci può essere una logica se la banca vuole stimolare il cliente a non restare eccessivamente e per troppo tempo in posizione di scoperto.
In classe quando spiegavo le commissioni bancarie spesso accadeva che i miei studenti fingessero di stare attenti; ma ogni tanto accadeva che ci fosse uno studente veramente attento e poneva la domanda: “ma prof. come è possibile che da un lato la banca chiede una commissione per spingere all’utilizzo del fido e dall’altro chiede anche una commissione per penalizzare il massimo utilizzo del fido?”.
Come spiegare simile mistero a quel raro studente attento?
“Vedi, Pierino, una cosa è la filosofia e la logica e cosa diversa è la Tecnica bancaria. La commissione di massimo scoperto contrasta con l’invito ad utilizzare il fido e contrasta con la stessa operazione di concessione di credito. Per capire devi inserire un terzo elemento: la Banca è un istituto privato, cerca di guadagnare al massimo in tutte le operazioni che svolge e della logica se ne fa un baffo”. Forse il presidente dell’ABI Giuseppe Mussari nella spiegazione potrebbe essere molto più convincente di me; e la classe questa volta, di attenti e disattenti, è il Parlamento.
15/03/2012 francesco zaffuto
Immagine – il mio vecchio libro di testo scolastico