lunedì 27 maggio 2013

Il cammino dell'umanità: quale destinazione spirituale?


intervento di Antonio Pilato - sull'uccisione del soldato inglese accaduta a Londra


Si può comprendere qualsiasi forma di protesta politica, sociale, culturale ed economica, con qualsiasi mezzo di comunicazione interpersonale e sociale, entro i limiti della ragione e della legalità contro le cieche e sorde istituzioni pubbliche e private, laiche e religiose, di ogni ordine e grado di responsabilità delle varie strutture, preposte alla osservazione, alla protezione e alla concessione dei servizi esistenziali indispensabili.

Si può esprimere ogni denuncia contro l'arroganza, la presunzione, l'egoismo, la frustrazione, la persecuzione politica e lo sfruttamento economico. Si può reagire contro ogni dittatura, tirannia,  prepotenza da parte dei potenti nei confronti dei più deboli e contro tutte le varie vessazioni.

Ma non si può (nessuno ne ha assolutamente diritto) per tutti questi motivi, senza dubbio esecrabili, perché sminuiscono la dignità della persona che li esercita o che li subisce, uccidere. Nessuno può farlo. La vita non ha prezzo. Chiunque ha il dovere assoluto di rispettare quella degli altri e la propria.

Sono rimasto esterrefatto, impietrito, paralizzato psicologicamente per la struggente compassione davanti all'immagine del soldato inglese investito con la macchina, ucciso e poi decapitato, mentre l'assassino volteggiando la mannaia, con le mani ancora bagnate del sangue di un essere umano, si lasciava riprendere risoluto e compiaciuto del gesto folle.

Devo ammettere di non aver mai visto una scena simile, compiuta da parte di un uomo nei confronti di un altro uomo. Dove è la pietà? Dove la misericordia? Dove il culto della persona? Alcuni individui vivono e pensano ancora allo stato preistorico? Forse ancora più indietro allo stato della caverna primordiale?

Quale strazio per la famiglia e per i figli, quando saranno grandi, ricordare che il padre è stato ucciso e vilmente martoriato, peggio di un animale da macello?

Di tutti questi fatti, è anche la politica corresponsabile? Quale cammino avrà, di questo passo, l'umanità?

27 maggio 2013


Qui due link sulla notizia

L'immagine è un quadro del pittore e filosofo Antonio Pilato - una barca di emigrati disperati - Nella sua opera pittorica A. Pilato si è caratterizzato per la grande sensibilità sul problema dell'accoglienza degli immigrati. 

3 commenti:

  1. Riflessione forte e profonda. La religione non può venire calpestata con atti di barbarie come quelli visti durante questi ultimi giorni. Inutile dire che qui Dio non centra per nessuna ragione, ma solo la cecità della follia umana, quella che sola è in grado di fomentare odio senza senso.

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  2. Credo che nessuno abbia mai visto una scena simile, almeno in tv. Colpisce anche che l'assassino venga tranquillamente ripreso e possa andarsene sempre tranquillamente.
    Credo però che di episodi brutali, di assassinii, di non rispetto della vita umana, sia piena la storia dell'uomo senza tornare alle caverne, gli eccidi di intere popolazioni del secolo scorso ne sono una riprova.
    E' sconsolante dover constatare che l'essere umano non riesce a redimersi, se non in parte, dal suo lato più oscuro, più bestiale.

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  3. Una di quelle tragedie di fronte alle quali non si trovano, se si é persone civili, le parole. E comprendo la sofferenza umana insita nel contributo morale di questo post.

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