martedì 30 novembre 2010

Addio Brancaleone



Addio Monicelli,
nei tuoi film sei riuscito a raccontare tutti i nostri vizi di italiani senza mai disprezzarci, speravi sempre che ce l’avremmo fatta. In questo 2010 ci hai messo in guardia con qualche intervento da vecchio saggio: l’Italia «ha preso sempre più un percorso di rinuncia e di conservazione del benessere, senza solidarietà con il prossimo. Importante è chiudersi in un fortino anche a costo di barare e sopraffare. Ed è quello che sta avvenendo. Stiamo perdendo forza e creatività, un cambiamento che interessa tutto l'Occidente, mentre l'asse si sta spostando verso Oriente. Ma l'Italia è sempre la pecora nera. Noi stiamo applaudendo allegramente. È un continuo di feste in tv, balli, nudità, sesso. Sembrano gli ultimi giorni di Babilonia, come un vecchio film. Poi Babilonia crollava...'. Quello che è oggi il degrado dell'Italia si poteva prevedere già da due generazioni fa. Il fatto è che noi siamo sempre stati un popolo subalterno. Sotto il dominio prima di francesi, poi spagnoli, di tedeschi, sotto lo stesso dominio del Papa. Insomma non abbiamo mai avuto una nostra reale indipendenza, mai davvero avuto il senso della libertà».


Mario, ci proveremo ancora una volta a diventare italiani; abbiamo una bellissima lingua e dei bei colori, abbiamo una cultura un po’ disprezzata, abbiamo qualcuno dei tuoi film che possiamo rivedere.
30/11/10 francesco zaffuto
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immagine – da una scena del film di Mario Monicelli – L’armata Brancaleone

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