martedì 9 novembre 2010

BONDI, EX ROSSO POMPEIANO


La caduta della Domus dei gladiatori Bondi non l’avrebbe potuta provocare neanche se ci avesse dato mille testate. La richiesta di dimissioni di Bondi per questo motivo è quantomeno ridicola.

Il disastro viene da lontano e Bondi ha lavorato nel solco della sbadataggine, contribuendo solo con l’ultima testata.

Intanto si preparano i falchi, quelli del “privato è bello”. I caritatevoli “mecenati “ dello sponsor, quelli che amano il patrimonio artistico; quelli che per il solo fatto di essere manager privati dovrebbero essere migliori dei dirigenti pubblici. Forse per la capacità di fiutare un proprio profitto?

Fortuna ha voluto che il crollo sia avvenuto mentre non c’erano visitatori, altrimenti, oltre allo scempio della caduta delle sacre pietre, avremmo avuto la tragica fine di qualche turista. Immaginiamoci per un attimo la morte di un turista straniero cosa avrebbe provocato di impatto a livello internazionale, una campagna tipo: "non andate in Italia a vedere antichità".

09/11/10 francesco zaffuto

(immagine – due volti romani che emergono da una base di rosso pompeiano)

2 commenti:

  1. Metto le mani avanti, non per te ma per eventuali altri fraintendimenti: quello che qui scrivo è un paradosso, un'iperbole, una fregnaccia da gatto.
    La Domus era in piedi da più di duemila anni, è 'sopravvissuta' all'eruzione del Vesuvio, non ce l'ha fatta a sopravvivere alla trascuratezza di chi avrebbe dovuto curare queste vestigia del passato.
    L'ultima visita che ho fatto agli scavi risale a qualche anno fa. Pompei, per me, è fuori mano, ho preferito andarci in treno, portandomi appresso la nipote (di cui sono zio, anche se ne vengo creduto nonno), dodicenne, felice del viaggio fuori porta e della possibilità di 'rivedere' luoghi già visti quando ne aveva sette (con il solito adorato, e più maturo, zietto).
    Giugno inoltrato, treno all'alba per essere pronti all'apertura; colazione in un chiosco e gambe in spalla, verso i cancelli. Coda infinita allo sportello dei tickets, cancelli chiusi...
    Era una domenica, in attesa una folla di 'turisti', italiani e soprattutto stranieri.
    Un sole boia.
    Taglio il discorso, che non era previsto in ciò che volevo dire: assemblea dei custodi, cancelli aperti poco prima di mezzogiorno, una rabbia che non dico...
    Visita correndo sotto il sole, per visitare quanto più possibile prima della chiusura (questa al minuto spaccato).
    Se qualunque sindacalista, o pseudo tale, interviene per dire che i diritti dei lavoratori, questo tipo di diritto, devono prevalere sul buon senso, come nel caso specifico, gli sputo in un occhio.
    Ma il vero spunto di questo commento era un altro: è crollata una Casa di oltre duemila anni; dispiace, eccome, che ciò sia avvenuto, un prezioso ricordo dell'antichità è divenuto un cumulo di ruderi.
    Senza vittime, ma solo per culo.
    Ruderi più vecchi di altri ruderi che ogni giorno si accumulano, soventissimo con vittime, di case costruite da dieci anni o meno, ruderi di crolli seguenti ristrutturazioni fatte da incompetenti o peggio.
    Davvero, in questa Italia, è credibile che possa esserci cura per l'arte in genere e per i monumenti in particolare, quando non riusciamo a garantire il costruito attuale?
    Personalmente, se mi fosse posto il dilemma: una, dico una, vita umana risparmiata in cambio della definitiva polverizzazione di Pompei, non avrei dubbi a rispondere.
    (Il primo pensiero va alla scuola di san Giuliano, e poi alle centinaia di crolli, avvenuti prima e dopo quella tragedia, in cui, non avendo il culo delle cose antiche, scompaiono famiglie intere, e si grida al miracolo quando qualcuno sopravvive al crollo).

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  2. Anch'io la penso come te sulla vita di ogni singolo uomo, è la cosa più preziosa ed il punto di riferimento per costruire la civiltà.
    Riguardo alle pietre antiche, hanno una qualche funzione se ci aiutano a ricordare vite antiche di uomini che forse hanno avuto le nostre stesse speranze, dobbiamo conservare quelle pietre per ricordare il nostro percorso; il raggranellare qualche euro dai turisti penso che debba considerarsi come seconda possibilità (certo da non escludere, visto che permette di lavorare ad un ampio settore).

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