lunedì 23 gennaio 2012

Come dire e pensare 18.000 miliardi di dollari


Provate a dire e pensare 18.000 miliardi di dollari. Tutto il prodotto interno lordo degli USA nel 2010 era solo 14.850 miliardi di dollari; ma 18.000 miliardi di dollari sono depositati nelle banche offshore (si badi bene – banche svizzere escluse)
Trovate informazione per i 18.000 su:
Per chi non ha voglia di leggerlo in inglese, la traduzione è su:
Se c’è una cosa che non manca nel mondo sono i soldi, ed è per troppi soldi che ci stiamo tutti rovinando. I mercati sono solo il giudizio di questi soldi. Il problema è: come neutralizzarli per gli effetti destabilizzanti.
Pur vivendo nella nostra miseria, più o meno discreta, facciamoci venire qualche idea.
Intanto quando questa massa monetaria si muove per fare contratti finanziari deve pagare un’imposta sulle transazioni (magari ben più elevata di quella che prevedeva l’economista Tobin).
Alle banche nazionali vanno proibite le attività con le banche offshare.
Quando i proprietari di questi soldi si muovono per godere delle proprie ricchezze vanno colpiti con tassazioni elevate nell’acquisto di beni di lusso.
Chi ha altre idee le metta giù.
A qualcuno verrà in mente: la rivoluzione. Sì, c’è pure quella, ma attenzione: chi ha 18.000 miliardi di dollari può promuovere 18.000 false rivoluzioni, e pagare centinaia di migliaia di politici. Ma un nuovo sentire della coscienza universale dell’umanità può cambiare tante cose. Questa ricchezza non è sopportabile in un modo dove si muore ancora per fame.
23/01/12 francesco zaffuto
Immagine – un mucchio di dollari

7 commenti:

  1. La prima e vera rivoluzione deve avvenire dentro di noi. So che sembra facile dirlo, perché io pur non essendo ricco non rischio (per ora) di morire di fame, ma l'accapigliarci per le "loro" ricchezze, o l'avere come massima aspirazione nella vita i posti da schiavi salariati che loro possono darci, rischia di farci diventare merdosi e avidi quanto loro, e questo per loro sarebbe (è) un trionfo.
    Oggi nel mondo troppi conformisti e servi volontari diventano rivoluzionari solo perché gli si tocca il portafogli, e questo è deprimente. Quanti "indignati" non sarebbero tali, con qualche lurida briciola d'oro in più dentro le tasche o nelle cassette di sicurezza?

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    1. a zioScriba
      l'aspetto etico è essenziale ...

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  2. Non ho nuove idee. Mi sento impotente. Fa male quella frase "...non è sopportabile in un mondo dove si muore ancora per fame"

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  3. @Zio scriba
    Non è che qualcuno voglia sostituirsi a costoro, la questione mi pare un'altra, e cioè cosa costoro hanno fatto, quante persone innocenti sono morte perchè si accumulassero tali fortune.
    Ed ancora, si tratta di una ricchezza virtuale, per la gran parte consistente in titoli di varia natura, ed adesso la paura di costoro è che vada tutto in fumo a causa dell'eccesso di tali titoli che navigano sul mercato senza che vi sia un controvalore materiale ad essi.
    Tutto sto casino che ha colpito l'europa, ed in particolare l'Italia, trovano origine in costoro, gente che vive per accumulare ricchezze, e quando le ha accumulate utilizza tutte le proprie risorse vitali per difenderle. Magari uno avrà anche diritto a sprecare la propria vita per simili futili occupazioni, ma visto che finisce per coinvolgere anche noi, penso che non possiamo evitare di tentare di renderli inoffensivi.

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    1. A Vincenzo Cucinotta
      ... penso che sia etico anche rendere inoffensiva la loro presenza sui mercati

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    2. La mia era una divagazione "esistenziale" della cui bontà resto convinto, ma sulla ferma condanna dei maiali intrallazzatori, speculatori, usurai, avidi e disonesti, e dell'economia marcia che hanno creato, sono ovviamente d'accordo sia con Vincenzo che con Francesco.

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