sabato 7 gennaio 2012

Per favore giocare a carte scoperte


Il ministro Fornero si dice disponibile a “studiare” per l’introduzione del reddito minimo garantito.
Confindustria: purché a pagare non siano le imprese.
Bonanni dice "una misura assistenziale che ucciderebbe il lavoro gravando sulle casse dello Stato".
La Camusso dice “le risorse dove sono?”
Sacconi, dall’oltretomba come ex ministro del welfare, dice che non va bene.
Per favore giocare a carte scoperte: qui si tratta della vita dei lavoratori disoccupati.
In Italia, nonostante sia la patria di grandi confederazioni sindacali, non è mai decollata una misura di protezione per i lavoratori disoccupati; specie per i giovani che iniziano a cercare un primo lavoro e per quelli che versano in condizione di disoccupazione da più tempo.
Per quello che non è stato fatto ognuno si assuma le sue responsabilità, sindacati compresi. Se i sindacati hanno paura che venga smantellato l’istituto della Cassa integrazione lo dicano con molta chiarezza. Ma se l’istituto della Cassa integrazione non viene smantellato come possono considerarsi così poco sensibili all’introduzione dell’istituto del reddito minimo garantito?
Penso che si debba fare chiarezza su tre tipologie di istituto per evitare di fare una grande confusione:
- l’ - Cassa Integrazione è un istituto che ha il carattere di attesa che una azienda possa riprendersi; ha un carattere di provvisorietà in vista di una ripresa della stessa azienda e mantiene tutta la sua utilità;
- l’i- Indennità di disoccupazione (o salario minimo garantito) è un istituto per chi ha perso il lavoro e per chi ancora non ha trovato un primo lavoro, è connesso con la disponibilità dichiarata dal lavoratore a prendere il lavoro proposto, di conseguenza è un istituto che deve prevedere forme di liste di collocamento che in qualche modo abbiano un carattere pubblico;
- l’i- Reddito minimo garantito è un istituto connesso a uno stato permanente di povertà, istituto che può fare riferimento a chi è disoccupato ma anche a chi non è in grado di poter fare un lavoro per grave invalidità o perché ha raggiunto la vecchiaia senza alcuna pensione maturata.
I tre istituti in una società attenta ai suoi cittadini debbono necessariamente convivere per evitare che la società possa diventare selvaggia. Questi istituti debbono gravare complessivamente sulla società: imprese, lavoratori, Stato e nessuno si può sottrarre alle proprie responsabilità. A questi istituti si contribuisce in base alla propria ricchezza e non ci pigliamo per i fondelli.
07/01/2012 francesco zaffuto
immagine - un mazzo di carte scoperte sparpagliate sul tavolo

11 commenti:

  1. penso che sia la solita boutade d'inizio anno per sviare il discorso che non riusciranno a fare nulla.

    RispondiElimina
  2. é un argomento che mi innervosisce alquanto e più che definire la posizione forse sarebbe importante fissare i punti di partenza.
    previdenza e ammortizzatori. Ormai nessuno nega che il sistema previdenziale è in attivo. Le dolenti note intervengono nel momento in cui si affronta la parte "assistenziale" o di ammortizzatori sociali; ci si accorge allora che sistemi come la cig servono prima di ogni cosa come ammortizzatore delle eventuali perdite delle imprese che la utilizzano per non avere variazioni negative sui profitti.
    Personalmente penso che il salario minimo garantito dovrebbe entrare all'interno di una riforma effettiva degli ammortizzatori sociali che non può prescindere da una cassazione delle attuali leggi sul mercato del lavoro, perchè diversamente diventerebbe un ulteriore costo che il padronato scaricherebbe sui lavoratori e sullo stato ad uso esclusivamente della tutela dei propri profitti.
    Comprendo le posizioni che vengono espresse: la CGIL non vede nel momento attuale i presupposti per l'introduzione di questa misura, i sindacati asserviti al padronato (CISL e UIL) possono solo gestire quella proposta in termini clientelari e in questo momento non hanno la forza per poterlo fare,l'imprenditoria italiana è cialtrona per definizione e il governo, attraverso la Fornero secondo me utilizza la proposta come arma di distrazione di massa per consentire libertà di licenziamento.
    Forse sono stato un po contorto ma spero di aver reso per lo meno l'idea.

    RispondiElimina
  3. a Loris
    la tua riflessione su come è stata gestita in molti casi la Cassa integrazione la condivido (specie per gli interventi di Cassa straordinaria); penso che come intervento provvisorio la C.I. vada lasciata in vita. Riguardo al salario minimo garantito (che io preferirei chiamare: pagamento della disponibilità al lavoro) penso che debba essere affiancata la reintroduzione di una forma di liste di collocamento pubbliche.
    Riguardo invece al cosiddetto reddito minimo penso che sia meglio lasciarlo per l'intervento in aiuto alle condizioni di povertà.
    A Cirano; cosa faranno loro non lo so, ma credo che sia importante per un movimento di lotta sapere cosa vogliamo noi.

    RispondiElimina
  4. Hai toccato temi dolenti, per i quali condivido in buona misura anche quanto detto da @Loris.

    RispondiElimina
  5. Ragionamento tutto molto logico...se ne verrà a capo?

    RispondiElimina
  6. Introduci una questione molto complessa, e su cui debbo ammettere di avere ancora riflettuto abbastanza. In linea di principio, penso che si dovrebebro ridurre le molteplicità di forme assistenziali, ma ovviamente questo va considerato nel dettaglio.
    In ogni caso, sono convinto che la domanda sull'esistenza delle risorse necessarie sia del tutto impropria, perchè alla fine qualcuno darà da mangiare a queste persone. Evidentemente, si preferisce che sia la famiglia a farlo, magari assieme ad enti assitenziali confessionali: questi le risorse in qualkche modo le trovano, sarà un miracolo?
    Purtroppo, viviamo in un paese in cui politici, nel discutere di pensioni, introducono il concetto davvero stravagante per cui nel valutare il loro importo, bisogna anche considerare che esse servono a mantenere anche figli e nipoti: ogni commento in proposito sarebbe superfluo.

    Se mi permetti un breve OT, volevo fare sapere a chi fosse interessato che da qualche giorno ho inziato a riportare ampi stralci del mio libro sul mio blog.

    RispondiElimina
  7. A Vincenzo Cucinotta
    mi riprometto di ripassare sul tuo blog per una lettura attenta del tuo libro.
    Riguado alla questione sociale dei costi del mancato welfare condivido ampiamente; attualmente il costo grava sulle famiglie e su altre forme di assistenza. Aggiungerei che qualora lo stato di malessere diventa grave si moltpilcano i costi repressivi: polizia, giustizia, carceri, e costi sanitari. Paradossalmente un buon welfare potrebbe far risparmiare; se poi si costruisce un welfare capace anche di stimolare verso la ricerca occupazionale si potrebbe anche stimolare la crescita. Intanto un buon welfare non deprime i consumi otre misura.
    saluti

    RispondiElimina
  8. A Sandra M.
    se ne verrà a capo?
    Nutro forti perplessità sulla cura Monti.

    RispondiElimina
  9. Il ministro si è dichiarata disponibile a "studiare", non ci ha detto quanto impiegherebbe per farlo, né quali potrebbero essere i risultati di tale studio, né quali saranno i suoi compgni di banco in questo studio... quindi è come dire tutto e niente, da una parte sembra un'apertura, ma nella realtà dei fatti sarà come sempre il nulla!

    RispondiElimina
  10. il problema, caro Francesco, è nella legalità. Se tutti pagassimo le tasse, se nessuno riscuotesse indennità non dovute, se gli organi preposti facessero i controlli e non si lasciassero corrompere, se tra i nostri governanti non dilagasse il malcostume (nella più benevola delle ipotesi), forse questo paese potrebbe rialzarsi dal fango. Io nel mio piccolo cerco di essere irreprensibile, ma sembro Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento. Ne sono fiera e vado in giro a testa alta, ma quanto si può resistere così? Io sono molto sfiduciata anche nei confronti del nuovo governo! P.S. oggi pago il bollettino, ho ricevuto il libro e l'altro in omaggio :D

    RispondiElimina
  11. A Rita Baccaro
    Temo che lo “studio” della Fornero sia rivolto a costruire un nuovo contratto di lavoro dove si sta in prova per tre anni.
    A Turista diMestire
    Fino a quando ci sono dei Don Chisciotte, si può sperare

    RispondiElimina

SI POSSONO INSERIRE RETTIFICHE E COMMENTI A QUESTO POST IMMEDIATAMENTE ED AUTOMATICAMENTE. CHI INSERISCE RETTIFICHE E COMMENTI LO FA SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA’ – Il curatore di questo blog si riserva di cancellare rettifiche e commenti che possano contenere offese a terzi o appelli alla violenza. Grazie per ogni rettifica o commento che andate ad inserire. Quando posso e quando trovo qualche parola rispondo.