sabato 21 gennaio 2012

I forconi e la Sicilia


Essendo siciliano tendo ad a diffidare dei siciliani; dagli anni cinquanta i siciliani hanno appoggiato con il loro voto le componenti politiche più retrive. Ma i siciliani, quando si svegliano dal lungo sonno della sopportazione, sono capaci di sommovimenti di grande portata; la Storia ci ricorda i Fasci siciliani della fine dell’800 e i Vespri siciliani del XIII secolo.
Cosa accade oggi in Sicilia per me che vivo lontano non è facile da capire e allora mi limito per la cronaca a inserire alcuni link sugli avvenimenti:
Nelle notizie riportate nei link c’è chi parla di infiltrazioni mafiose; riguardo alle possibili infiltrazioni in un movimento tutto è sempre possibile, ma che oggi esiste un movimento che affonda le radici nel malessere dell’isola è un fatto inoppugnabile.
Ma di cosa ha bisogno la Sicilia? Non certo della cura Monti; l’avere strozzato con le accise sui carburanti molte aziende e prepararsi ad un possibile innalzamento dell’IVA che continuerà a strozzarle non è la cura appropriata per risollevare l’economia. La Sicilia ha bisogno essenzialmente di lavoro; è il lavoro può nascere in qualche modo proteggendo e sviluppando l’economia locale.
Non è certo del rinvio delle competenze tra Monti e il governatore Lombardo che la Sicilia ha bisogno; lo stesso Lombardo si deve assumere tutte le responsabilità delle azioni che può svolgere nella pienezza dell’autonomia regionale e Monti di quelle su base nazionale.
Certo non è facile dare ricette; ma sentire che a Palermo si vendono i limoni e pesce della Spagna è una notizia quanto meno inquietante, eppure è la realtà. Se non si possono rivendicare barriere doganali, almeno è necessario promuovere tutta la produzione a km. 0 per favorire lo sviluppo della produzione locale.
21/01/12 francesco zaffuto
Immagine – antica foto di Bernardino Verro uno degli esponenti di punta del movimento dei Fasci siciliani della fine dell’800 - http://it.wikipedia.org/wiki/Bernardino_Verro

8 commenti:

  1. Caro Francesco
    sono d'accordo con te!
    Devono essere soprattutto i politici locali a dare le linee guida e leggi per lo sviluppo.
    Ricordiamo ai politici che la Sicilia è una Regione autonoma come il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta che sfruttano il turismo ed altre risorse locali. Fanno bene i Siciliani a svegliarsi! Ciao Stefano

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  2. a Stefano
    purtroppo l'autonomia regionale in Sicilia è stata usata soprattutto per conferire il titolo di onorevoli ai politici eletti che si sono presi appannaggi simili a quelli del Parlamento nazionale. Spero che la sveglia possa suonare...
    ciao

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  3. E' proprio un tasto dolente: l'uso dell'autonomia fatto fin qui.La Sicilia e i Siciliani onesti meritano altro.

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  4. ciao Sandra
    solo il Padreterno ha pensato di premiarli con il sole e il mare.

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  5. Sabbenadica zu Cicciu

    Come al solito un post bello tosto.
    Cosa accade oggi in Sicilia non è facile da capire, neanche per chi da sempre ci vive e la vive.
    “Ma di cosa ha bisogno la Sicilia?” , ma credo sarebbe meglio chiedersi “Cosa hanno tolto alla Sicilia? - Cosa si sono lasciati espropriare i Siciliani senza reagire?”.
    I Siciliani hanno bisogno di ritrovare la loro identità e la loro dignità.
    I Siciliani devono dare mandato a politici corretti, non a corrotti, ad alchimisti come Cuffaro, Lombardo e simili.
    I Siciliani non devono chiedere aiuti, contributi, agevolazioni, riduzioni delle accise, ma devono pretendere una politica di risanamento morale ed economico.

    Si, speriamo che “ la sveglia possa suonare...”, che i Forconi siciliani si siano resi conto che a causare i loro disagi di oggi ha contribuito, con la loro connivenza, l’uso scellerato dei fondi ricevuti dall’UE per lo sviluppo dell’agricoltura isolana e non solo.
    Speriamo che il governo nazionale predisponga un piano economico di restituzione alla Sicilia del mal tolto.
    La Sicilia è stata privata ed è scippata giorno dopo giorno delle sue risorse migliori: i suoi figli.

    Sentire che a Palermo si vendono i limoni e il pesce della Spagna è una notizia quanto meno inquietante”. Alla tua osservazione aggiungo che nella grande distribuzione trovi: fave di provenienza Bolivia, ceci di provenienza Messico, lenticchie di provenienza Turchia, fagioli di provenienza paesi dell’est, grano duro ???
    Questa tipologia di mercato è semplicemente dovuta agli investimenti delle multinazionali straniere della grande distribuzione e all’emigrazione generazionale (forzata dagli eventi) delle forze lavoro, emigrazione che ha desertificato i paesi interni della Sicilia dove mancano quasi due generazioni.
    [http://www.repubblica.it/economia/2012/01/21/news/azienda_big_dei_pelati_italiani_acquistata_ dai_giapponesi-28545345/?ref=HREC2-5]

    Si, speriamo che la sveglia continui a suonare, che venga “SENTITA” e che conduca a cambiamenti di grande portata.

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  6. Don Liborio,
    le fave della Bolivia mi hanno fatto venire un po' di mal di pancia ...
    ciao

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  7. Ciao Francesco,vivo in sicilia,anche se non sono siciliana e quasi mi dispiace perchè amo questa terra.E' una terra di contradizioni e di imbrogli, e la confusione così è più facile.I siciliano non possono svegliarsi una volta ogni cento anni e poi cadere in un placido dormiveglia di attesa.Attesa di qualcuno,di qualcosa ,ma attesa.
    Ci sono giovani da qualche anno,che si mettono in discussione e cercano di cambiare qualcosa,sono intraprendenti preparati pieni di idee ma poi sbattono la faccia contro realtà che sanno di vecchio,di prevaricazione,di indolenza colpevole.
    il movimento dei forconi?hanno un programma dichiarato?hanno un interlocutore?si fa lo sciopero per far sapere a cualcuno che qualcosa non va e dev'essere cambiato,non si fa lo sciopero per affossare quel poco di economia stentata e fragile che ci aiuta ancora in qualche modo a sopravvivere.La Regione ,a statuto speciale,usa la sua autonomia solo come fabrica di impiegati regionali e di consulenze?E di fronte a tanto scempio di fondi pubblici ,anche europei,come mai nessun movimento spontaneo ha sentito il bisogno di mobilitarsi?Il paese che mi ospita è la capitale delle opere incompiute:a nessuno è venuto in mente che le stesse opere,se completate e gestite avrebbero dato lavoro benessere e dignità?.
    Ti chiedo scusa,troppo lungo il commento,ma è tanta anche la confusione.Ciao

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  8. A Chicchina,
    ti ringrazio per l’intervento, mi ha fornito qualche spiraglio di riflessione in più (per me che sto lontano dalla Sicilia). Nel movimento di lotta mi pare che confluiscono figure sociali e più interessi diversi: quello dei camionisti, quello degli agricoltori, e giovani studenti. I camionisti quando si fermano provocano disagi immediati e sono una categoria in qualche modo forte, gli altri sono categorie che quando protestano restano deboli. Siamo di fronte al paradosso che la lotta danneggia anche una delle parti che sta lottando; alcune aziende agricole si considerano danneggiate per lo stesso proseguimento dei blocchi. Nonostante ciò; se questo movimento è l’occasione per iniziare un percorso di riscatto sociale della Sicilia è buona cosa; se è un finale stanco di partita diventa drammatico. Quello che non mi è piaciuto è l’isolamento politico e sindacale che si è voluto creare attorno a questo movimento e la sua demonizzazione; spero che i giovani disoccupati della Sicilia possano diventare l’asse portante di questo movimento.
    ciao

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