sabato 28 gennaio 2012

un atto violento


Dire che il titolo di studio non ha alcun valore è un atto violento.
Il valore legale (o chiamiamolo se vogliamo sociale) del titolo di studio è il riconoscimento minimo per una fatica spesa in anni di studio. Il completamento di un corso di laurea consta esami, patemi d’animo, giornate e nottate di studio. Indipendentemente dalle capacità fisiche date dalla natura, chi raggiunge il compimento di un corso di laurea ha fatto un lavoro pesante ed ha investito buona parte della propria vita; pertanto uno straccio di merito deve essere riconosciuto da questa società. Magari avrà difficoltà a spendere nello specifico quel titolo di studio ma voler sancire che non vale un C.. per trovare un lavoro. è un atto violento.
Il governo Monti si è al momento astenuto, forse ha sentito la puzza di bruciato e non è andato oltre.
Ma va combattuto il luogo comune della mancanza di valore dello studio, va combattuto prima che il grande Moloch inghiotta tutto; e il Moloch non è Monti ma l’imperante luogo comune.
28/01/12 francesco zaffuto
Immagine – il grande Moloch del film Cabiria

10 commenti:

  1. Luoghi comini e stravolgimenti per una rimodulazione del pensiero stesso. Questa nuova linea mi sembra una delle capacità che più sta sfuggendo alla critica. Sembrano sedute psicoanalitiche dove il paziente (Italia) viene riprogrammato, ogni input si contraddice e puntualmente spunta un nuovo dogma.

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    1. a Mark
      e i luoghi comuni si insediano come verità che sopravvivono anche se contrapposte. Nel nostro paese ci si lamenta di avere pochi laureati e nel contempo si lasciano i laureati in condizione di disoccupazione o di sottoccupazione.

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  2. Io invece penso che si dovrebbero fare concorsi (puliti... :D) in grado di valutare davvero i candidati migliori, senza assegnare punteggi ai titoli di studio. Se davvero i sacrifici e l'applicazione nello studio ti hanno dato quel qualcosa in più, ne sarai comunque avvantaggiato, ne coglierai comunque i frutti. Ma se sei il classico laureato analfabeta di ritorno, col voto pompato e la tesi comprata, perché dovresti passare avanti a uno più intelligente e valido ma senza laurea? Certo che bisogna studiare! Ma il culto del pezzo di carta, e quello ancor più malsano del farsi per forza chiamare "dottore" sopravvive ormai quasi solo in italia.

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    1. a Zio Scriba,
      concorsi puliti ed anche lauree pulite. Anche perché chi vuole fare il medico o costruire ponti si presume che una laurea pulita la debba avere.

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  3. In questi chiari di luna, oggi più che mai il "pezzo di carta" ha un valore simbolico.
    Ma tutto ormai viaggia all'ombra del simbolismo.
    Per dire: c'è una categoria che si ammanta del titolo di "onorevole", quando questa stessa categoria di onorevole non ha più neanche i lacci delle scarpe.
    Se il "pezzo di carta" è frutto di impegno, di sacrifici, di rinunce, nessuno ha il diritto di disprezzarlo o deprezzarlo.
    E se tutt'ora lascia perplessi il fatto che diplomati e laureati, magari meritevoli di miglior fortuna, lavorino nei call-center o in imprese di pulizia, il motivo c'è: il deprezzamento di quel "pezzo di carta" è fisiologicamente contingente a questi tempi.
    Deprezzamento, quindi; mai disprezzo.

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    1. a gattonero,
      deprezzamento fisiologico e poi dicono che abbiamo pochi laureati. Intanto le aziende propongono a laureati corsi di riqualificazione e stage senza reali prospettive di assunzione.

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  4. Ripeto di avere dubbi sul fatto che il governo Monti non sia un Moloch!

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  5. Conosco due gemelli, figli di un'amica e tre fratelli, figli di una famiglia che ha dovuto fare sacrifici per farli studiare e tutti hanno ottenuto la laurea nei tempi regolamentari
    Dei due gemelli uno è medico ed è al S.Raffaele, l'altro è architetto e lavora in Svizzera a 5.000 franchi al mese.
    I tre fratelli sono ingegneri, uno alla Ferrari, uno alla compagnia aerea svizzera,l'altro ing.elettronico lavora per una ditta svizzera con sede in Italia.Tutti contattati dopo la tesi di laurea.
    Questi si meritano il titolo e cosa ne deduci?
    Cristiana

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    1. a cristiana2011,
      tutti i laureati si meritano il titolo per il fatto di averlo in qualche modo raggiunto. Ma io conosco laureati che vanno a fare stage a 250 euro al mese, e con limitate possibilità di essere assunti alla fine dello stage.

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