domenica 15 aprile 2012

E SE DANTE SI ARRABBIA …


In continuazione del post SCHIAVI NELLA MENTE
Dopo la notizia della decisione del Politecnico di Milano di istituire, a partire dal 2014, di corsi di laurea per il biennio finale esclusivamente in lingua inglese, la Società Dante Alighieri ha diffuso questo comunicato che viene riportato qui di seguito.
«La lingua inglese senza dubbio va studiata come lingua veicolare, ma non può in alcun modo sostituire la lingua nazionale». La Società Dante Alighieri - attraverso le parole del Presidente, l’Ambasciatore Bruno Bottai - esprime con decisione la propria opposizione nei confronti della rivoluzione linguistica che il Politecnico di Milano porrebbe in atto nel 2014 proponendo i corsi per gli studenti dell’ultimo biennio della laurea specialistica e dei dottorati esclusivamente in inglese, e abolendo di fatto la lingua italiana.

«Ci siamo battuti per il rispetto della nostra lingua nell’Unione Europea e ogni giorno più di 500 Comitati della “Dante” impegnati in Italia e all’estero lavorano generosamente per valorizzarne il prestigio e la dignità - afferma l’Ambasciatore Bottai -. Non possiamo accettare, dunque, che la presunta internazionalizzazione delle Università italiane comporti il sacrificio di uno degli elementi fondamentali del nostro patrimonio culturale e storico.»

Il richiamo al patrimonio culturale e storico fatto nel comunicato è essenziale e trova riferimento nell’articolo 9 della nostra Costituzione.
Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
L’autonomia delle Università, prevista dal comma finale dell’art. 33, della Costituzione non può prescindere dai compiti dello Stato e chiaramente si esplicita: “Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.”
E’ fuori da ogni dubbio che la lingua italiana è parte essenziale del patrimonio storico e culturale della nazione, che va tutelata in base all’art. 9; e che le Università che erogano servizi per conto dello Stato non possono sottrarsi a tale obbligo.
Le Università debbono inoltre mettere in condizione tutti i cittadini italiani di fruire della cultura senza porre discriminazioni: le lezioni esclusivamente in lingua inglese nei fatti impediranno la fruizione a ogni cittadino italiano che vorrà ascoltare liberamente una lezione nell’ università; e metteranno in difficoltà gli studenti frequentanti di lingua madre italiana, che saranno costantemente sottoposti allo stress continuo di più passaggi mentali impedendo il fluire e la profondità della riflessione e della ricerca nelle diverse discipline.
Per gli aspetti citati ne consegue che studenti o associazioni di cittadini o singoli cittadini, portatori di interesse di difesa della lingua italiana, hanno il diritto di chiedere l’annullamento dell’atto amministrativo del Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Milano; annullamento che può essere chiesto dinanzi al TAR.
Mi auguro che la Società Dante Alighieri possa farsi artefice di questa battaglia in sede legale.
(Il testo di questo post verrà inviato alla Società Dante Alighieri)
15/04/12 francesco zaffuto
Immagine – il volto di Dante molto severo di Gustave Dorè

3 commenti:

  1. Prosegui così! Non sei solo in questa campagna di sensibilizzazione!
    Buona domenica

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  2. Ogni tanto salta fuori qualche genio con queste trovate ad effetto..
    Perchè non in tedesco o in cinese?..

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  3. ANCORA PIù INCAZZOSO IL FATTO CHE SI TRATTI DI UN'UNIVERSITà PUBBLICA!!!

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