sabato 28 aprile 2012

Buon 1 maggio 2012, anche se non è buono per niente


Lavorare tutti lavorare meno
Disoccupazione e disperazione sono all’ordine del giorno.
Si aspetta la crescita come un miracolo.
E con la crescita si vuole ricominciare da capo con lo stesso sistema produttivo e con gli stessi danni, come se nulla fosse mai accaduto.
E se la crescita non ci sarà?
Aumenterà la disperazione !! … ??
La vera crescita ci può essere se partiamo dai bisogni umani.
Dobbiamo dividere il lavoro che già c’è e la ricchezza che già esiste.
Lavorare tutti lavorare meno
non è uno slogan è un progetto di vita per un futuro migliore.
L'orario di lavoro va ridotto, non va fatto ricorso agli straordinari, va lasciata la possibilità di andare in pensione per far posto ai giovani.
Dividiamo il lavoro che già c'è e creiamone altro. Quale?
C’è ne sta tanto di lavoro … ma proprio tanto.
La terra, salvare la terra, pulirla dall’inquinamento,
coltivarla per ricavarne alimento per tutti,
piantare alberi,
allevare gli animali senza crudeltà,
pescare senza distruggere le riserve ittiche.
Produrre energie non inquinanti.
Riciclare i rifiuti urbani e industriali.
Produrre prodotti non inquinanti,
produrre macchine che funzionano con energie non inquinanti.
Rendere efficienti i trasporti pubblici.
Distruggere le armi
Costruire case per tutti con criteri antisismici, abbattere le case fatiscenti
Ricercare e studiare, aumentare il livello della cultura, dell’informazione e della consapevolezza
Curare i malati e assistere gli anziani.
Lavorare con uomini e mezzi per l’ordine e per una giustizia giusta
Preparare cibi e posti di accoglienza per i turisti e i viandanti.
Curare le stesse istanze in cui deve manifestarsi la partecipazione e la democrazia.
Abbellire la terra con l’arte.
Curare spettacoli per fare ridere e sorridere.

Comuni, Regioni, e Stato debbono farsi artefici di iniziative produttive per creare lavoro in concorso con le iniziative private.