mercoledì 4 aprile 2012

Energie pulite e la crescita


Il Governo intende rivedere il sistema degli incentivi sulle energie rinnovabili. Che un sistema di incentivi possa essere rivisto per renderlo meglio efficiente può essere utile, ma se il sistema degli incentivi vuole essere rivisto per ripristinare il vantaggio alle aziende che usano gas, carbone e petrolio siamo di fronte a una scelta nefanda; in tal caso il governo Monti arriverebbe all’assurdo di annullare quel poco fatto da Berlusconi per le energie pulite.
Qui di seguito i link sul problema che si è sollevato in questi giorni:
Con l’ultimo referendum sul nucleare l’Italia non solo ha chiaramente eliminato il nucleare ma ha anche dato il segnale di volere cambiare rotta rispetto alla produzione energetica. Sviluppare le energie pulite è un impegno nazionale per Parlamento e Governo per rispettare la volontà dei cittadini espressa con il referendum, non la si può considerare come una opzione bensì come un obbligo.
Affrontare sul medio e lungo periodo una politica energetica di sviluppo delle energie rinnovabili in Italia significa costruire il pilastro dell’economia energetica nazionale.
Se oggi il Governo e i partiti che l’appoggiano intendono varare misure per la crescita economica non possono prescindere dalla scelta su quale tipo di economia sviluppare, non può essere sviluppata un’economia che poi darà vita ad aggravio di costi per inquinamento e per danni sanitari. E’ necessario distinguere negli interventi per la crescita e va creato lavoro in settori strategici per il paese: sviluppo delle energie pulite, disinquinamento del territorio e delle acque, riciclaggio delle materie, sono settori vitali per uno sviluppo di lungo periodo.
04/04/12 francesco zaffuto
Immagine – il simbolo di energia nucleare – no grazie

4 commenti:

  1. Gli incentivi sulle energie rinnovabili sono stati affrontati male e devono essere rivisti per renderli efficienti. Le energie rinnovabili sono un comparto in continua evoluzione pertanto lo devono esserlo anche gli incentivi.
    Il punto cruciale lo esprimi bene
    “Affrontare sul medio e lungo periodo una politica energetica di sviluppo delle energie rinnovabili in Italia significa costruire il pilastro dell’economia energetica nazionale”.
    Di fatto gli incentivi sono stati programmati :
    • con un ammortamento molto lungo degli impianti riguardo all’obsolescenza tecnica e quindi economica;
    • non tengono conto dell’evoluzione dei costi del materiale necessario per gli impianti.
    Non è stata prevista l’armonizzazione produttiva tra vecchio e nuovo che è fondamentale sia dal punto di vista tecnico che economico, non tiene conto che i nuovi impianti devono essere sempre all’avanguardia e ripartiti nel tempo, alfine di evitare che nel breve periodo sia tutti da rinnovare.
    In ogni caso bisogna vigilare che gli impianti non sorgano ad esclusivo scopo di lucrare sugli incentivi.

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  2. A libomast
    ti ringrazio per la precisazione sugli incentivi ben venga una migliore organizzazione della spesa pubblica, visto che sono soldi nostri; mantenendo la scelta strategica sulle rinnovabili.

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  3. @LIBOMAST: ma è quello che sta succedendo; se gli incentivi scendono sotto il livello di appetibilità economica, ci sarà il crollo dell'impiantistica relativa. Il reddito netto (esentasse fino a 20kw) in un'annata soleggiata media, era dell'8-10% per vent'anni. Questo ha portato il boom, che ora si sta ammosciando poiché altre forme d'investimento sembrano più redditizie.

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    1. A gattonero
      se il carbone diventa più redditizio prendiamo tutti in regalo la silicosi

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