lunedì 18 marzo 2013

la festa al papà


Domani 19 marzo si celebra, in qualche modo, la festa del papà. Tanto per capirci, quello con la à accentata finale; per quelli senza l’accento ci sono attenzioni per molti altri giorni durante l’anno. Una volta questa festa coincideva con una vera e propria festività con interruzione delle attività lavorative, oggi in Italia è diventata una semplice ricorrenza ed una occasione per qualche commerciante per  vendere oggettistica da regalo. Accade però che in diverse scuole dell’infanzia si venga a celebrare questa ricorrenza in funzione educativa e pedagogica per i bambini, come se questi non fossero in grado di capire cosa è un padre. Ebbene passiamo al fatto di cronaca che un po’ mi ha spinto a scrivere questo post.

 In una scuola materna di Roma, dopo aver sentito l’illuminante parere di una psicologa,  cancellano la festa del papà perché un bambino ha due mamme e la sostituiscono con una generica festa della famiglia.  Un nutrito gruppo di genitori va a protestare in Comune, interviene l’Assessore che esprime il disappunto per la cancellazione della festa, poi la presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio, poi il presidente delle Famiglie Arcobaleno, fino ad una dichiarazione di Fratelli d’Italia (il nuovo partito di destra). Chissà cosa faranno domani 19 marzo?
 Ma ci vuole tanto a spiegare ai bambini che padre è colui (o anche colei) che si prende cura del figlio? Eppure nella stessa simbologia cristiana la figura di San Giuseppe è proprio quella del padre putativo, e non del genitore per via di semenza. Forse in quella stessa simbologia c’è un significato ben più profondo: prendersi cura, farsi carico, amare un bambino e venerarlo come un Dio;  avere la consapevolezza, che a prescindere da ogni nostro costume,  questo nuovo essere è un miracolo della natura che dobbiamo custodire con cura, non possiamo considerarlo come qualcosa che ci appartiene o il prolungamento dei nostri geni, è molto ma molto di più.
18/03/13 francesco zaffuto
Immagine – il San Giuseppe con il bambinello di Guido Reni da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Saint_Joseph_with_the_Infant_Jesus_by_Guido_Reni,_c_1635.jpg

5 commenti:

  1. sarebbero da abolire le feste della mamma, papà, nonni, ecc.: la famiglia italiana è molto diverse da com'era quando decisero di istituire queste giornate di "festa", utili a tutti tranne che alla "famiglia".
    la festa del papà? un peso per me, non tanto quando ero bambina (visto che ho avuto un padre straordinario) ma quando sono diventata madre e subito dopo moglie separata con tutto sulle spalle: in classe di mio figlio c'era solo un bambino con la famiglia unita, era una classe intera di separati! ogni anno era un evento drammatico sta festa del papà per tutte noi madri, spesso costrette a ritirare i regalini realizzati dai bambini per i papà, metà dei quali però era latitante.
    questi papà o mamma o nonni day sono solo business, metodi per creare greggi e appiattimento mentale.
    io so cos'è un padre, ho 52 e da bambine eravamo le più fortunate io e mia sorella per averlo e per averne uno così bello e bravo, ma eravamo all'epoca già le uniche in classe! non sai i pianti di noi madri ogni 19 marzo, per anni di asili ed elementari, e i nostri figli? cosa ricorderanno di questa festa del "papà"?
    è l'italia, sono gli italiani, se intendiamo con questi un ovile pieno di greggi di pecore ammucchiate, che esultano se solo una di loro esulta, che scappano se una sola scappa, ecc. fino ad andare al macello convinte di continuare il percorso iniziato comunque in ..un allevamento.
    ah! l'aspetto cristiano non lo conosce nessuno, come nessuno se chiedi in strada conosce la boldrini! sempre italia è.
    speriamo cambi, dipende soprattutto da noi donne, sparite, dissolte in un giornale di cronaca nera, di gossip o di moda e, per non tradire il ruolo che ci viene più richiesto, nelle riviste o siti porno, dove spesso troviamo anche qualcuno di quei bambini che domani a scuola "festeggeranno" i loro "papà".
    la cosa assurda sai qual'è francesco? è che tutto questo per molti è normale, più si è presi in giro e si subisce e più il gregge si sente nella normalità, sta più quieto.
    spero pure che i partiti la smettano di mettere bocca sui bambini e sulla loro educazione: vanno protetti non hanno bisogno di divertirsi, quello da sempre i bambini lo inventano e lo fanno in autonomia, e dovrebbero cominciare proprio i partiti come fratelli d'italia, quella destra che spinse alemanno a togliere la carne a tutti nelle mense scolastiche romane perché era quaresima, ma in quel caso quando si ribellarono i genitori musulmani o buddisti o altro, furono presi in giro, lì la famiglia non conta si vede, conta solo quando ci si deve travestire.
    tutto è travestimento in questa nazione, a cominciare dalle madri costrette a travestirsi da padri.
    ciao francesco, scusa se sono stata lunga ma è un argomento questo che avrai capito mi fa saltare in aria, buona giornata, laura

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  2. Troppo lunga, ancora, la strada per l'affermazione di tanti diritti civili!

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  3. Far saltare la festa del papà perchè c'è un bambino con due mamme sa solo di mossa propagandistica sulla pelle dei bambini.
    Perchè nessuno si è mai preoccupato di non festeggiare la festa del papà (o della mamma) se in una scuola c'era qualche orfano.
    Mi pare che ormai ci si preoccupi solo del cosiddetto "politically correct" anche quando è una palese cazzata...

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  4. E tre, se non va rinuncio. E' la terza volta che cliccando Pubblica mi esce "errore 502" e mi cancella.

    Volevo solo dire che Bild ha già detto tutto, e, visto che quel tutto l'ha vissuto sulla sua pelle, assume un valore assoluto.
    Poi si è aggiunto Giulio, con una considerazione cui non avevo pensato, ai bambini orfani che non hanno provocato la messa in soffitta di questa festa.
    Detto questo, credo che qualche genio in quella scuola abbia fatto questa pensata per fare visualizzare meglio quell'istituto; è possibile che non avesse altri problemi di cui occuparsi, visto che, come ben noto, nella scuola italiana tutto fila liscio.
    Ciao, Francé, buona settimana.

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