martedì 8 ottobre 2013

Grotte, Ottobre 1893 - 2013

(la locandina della manifestazione)

Il 12 ottobre 2013  di quest’anno a Grotte,  in provincia di Agrigento,  si celebra il 120° anniversario del Congresso dei fasci siciliani che si tenne a Grotte, a quei tempi grande centro  minerario.
Si riunirono, quel 12 ottobre del 1893,  1500 persone, in gran parte lavoratori delle miniere ed anche braccianti e piccoli produttori;  il Congresso ebbe rilievo interprovinciale e vi parteciparono gli esponenti di punta  dei Fasci siciliani: Bosco e De Felice, e con la presidenza di De Luca.
 Lo storico Salvatore Francesco Romano ha considerato questo evento  tra i più importanti della Storia dei fasci in Sicilia, per la partecipazione e per i contenuti.

 Nella Sicilia della fine 800 dominava ancora  il latifondo di origine feudale, con mezzadria e bracciantato super sfruttato,  ed insieme al latifondo diversi centri minerari dove le condizioni di lavoro erano inumane e imperversava il lavoro minorile.  

(antica foto d'epoca sui Carusi - così venivano chiamati i bambini che lavoravano nelle miniere)

 Il Congresso di Grotte stabilì come punti: l’elevazione dell’età minima per il lavoro a 14 anni (si consideri che allora nelle miniere lavoravano bambini di 11 e anche più piccoli); la stessa misurazione per lo zolfo estratto valevole in tutte le miniere per il cottimo, la paga minima giornaliera, la diminuzione dell’orario di lavoro a otto ore,  e l’eliminazione delle botteghe (il trucksystem: in base tale metodo per paga i lavoratori in gran parte non ricevevano soldi ma beni comprabili nelle botteghe dove gli stessi padroni imponevano gli acquisti).

(una illustrazione d'epoca di una manifestazione dei fasci siciliani)

Il Congresso di Grotte fu uno degli ultimi grandi momenti organizzativi dei fasci siciliani, nei mesi successivi iniziò  la repressione  delle manifestazioni, con i morti e i processi dei tribunali militari.

 (particolare di una foto d'epoca - sul processo del tribunale speciale di Palermo dove furono processati gli esponenti principali dei fasci siciliani)

Il Governo Crispi si distinse per la sua capacità nella mattanza; fu distrutto il più grande movimento di opposizione del Sud, gli anni che vennero dopo si caratterizzarono per la spoliazione della Sicilia e per la grande emigrazione, un grande grigiore pervase l’Italia e la condusse alla prima guerra mondiale.
 Dopo la prima guerra mondiale un nuovo grande movimento operaio si diffuse nell’Italia del Nord, ma il Sud e la Sicilia erano ormai sprofondate nel silenzio, la repressione del movimento dei fasci siciliani era riuscita a creare uno stacco temporale tra destini del nord e del sud  d’Italia.  Il movimento delle città operaie del nord d’Italia venne anch’esso represso e iniziò a diffondersi nel nord d’Italia un movimento piccolo borghese chiamato fascismo che non aveva nessun riferimento con lo spirito e le finalità dei fasci siciliani.
08/10/2013 francesco zaffuto

2 commenti:

  1. Ormai non ci sono più movimenti veri di opposizione nè al nord nè al sud. Ora è il momento della spoliazione dell'Italia intera e della grande emigrazione. Non voglio pensare cosa potrà seguire... :-(

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  2. Da tempo si è spento l'ardore che aveva caratterizzato quei movimenti. Viviamo tempi bui.

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