sabato 5 ottobre 2013

viaggio dall'Eritrea

 Venivano dall’Eritrea  molti degli esseri umani annegati a largo di Lampedusa e di Scicli, ma di notizie su questo paese i vari servizi televisivi sono stati  molto avari. Ho provato a cercare su internet qualcosa.

Tra le brevi notizie storiche di Wikipedia troviamo che lo stato di guerra con l’Etiopia ha avuto fine nel 2000 e che tra Etiopia ed Eritrea al momento vige una pace armata.
con un negoziato noto come "Accordi di Algeri", con i quali si è affidato ad una commissione indipendente delle Nazioni Unite il compito di definire i confini tra le due nazioni. L'EEBC (Eritrea-Ethiopia Boundary Commission) ha terminato la sua indagine ed il suo arbitrato nel 2002, stabilendo che la città di Badme debba appartenere all'Eritrea. Tuttavia il governo etiope non ha a tutt'oggi aderito al verdetto della Commissione Confini e ritirato il suo esercito sia dalla città di Badammè che da altre aree del territorio sovrano eritreo.

Leggo poi  una notizia sui rapporti tra Eritrea ed Italia del 30 settembre 2013 sulla Nazione
Campi Bisenzio, 30 settembre 2013 - L'ambasciatore di Eritrea in visita a Campi Bisenzio.Questa mattina il sindaco Emiliano Fossi e l'assessore alla città sostenibile e inclusiva, Luigi Ricci hanno incontrato Zemede Tekle, ambasciatore dello Stato di Eritrea. L'ambasciatore si trovava a Firenze, città gemellata con Asmara, capitale dello Stato africano, in occasione dei Mondiali di Ciclismo ai quali hanno preso parte 4 atleti eritrei. Ieri si sono ritrovate a Firenze per l'occasione le associazioni eritree di tutta Italia. “È stata l'occasione – sottolinea il Sindaco Fossi – per un incontro tra lo Stato di Eritrea e il Comune di Campi Bisenzio. Abbiamo parlato, infatti, della possibilità di stringere un accordo di amicizia che possa avere sviluppi anche a livello imprenditoriale, stabilendo sinergie tra le realtà del nostro comune e la giovane nazione del Corno d'Africa”. A Campi risiedono inoltre diversi cittadini dell'Eritrea.

Sempre su internet c’è un sito che pare avere un carattere di ufficialità e che magnifica i risultati sociali,  economici e politici in Eritrea http://www.eritreaeritrea.com/ . Se provate a dare un’occhiata trovate anche sullo stesso sito un articolo riportato da Stampa Libera  dove si parla di trame contro l’Eritrea ordite da Amnesty, estrema sinistra italiana e Vaticano per mettere in cattiva luce l’Eritrea  http://www.eritreaeritrea.com/uccidere_la_speranza.htm 

Quello che non viene digerito dagli esponenti politici in Eritrea è proprio il rapporto di Amnesty
Ma se chi scappa dall’Eritrea è disposto a fare un viaggio così disperato verso le coste italiane un motivo ci deve pur essere.

Uno dei pochi servizi giornalisti recenti sull’Eritrea è quello de il Fatto quotidiano
Riguardo ai rapporti tra il nostro paese e il Governo dell’Eritrea, possiamo leggere questo articolo dell’Espresso di Luglio
Un corposo dossier degli ispettori Onu accusa il nostro Paese di avere contribuito alla macchina bellica del padre padrone dell’Asmara Isaias Afewerki. Nel documento esaminato da “l’Espresso” vengono chiamate in cause aziende italiane per forniture di elicotteri e veicoli utilizzati dalle forze armate del regime, sottoposto all’embargo internazionale ……

La presidente della Camera Boldrini è ieri intervenuta cogliendo gli aspetti essenziali del problema, (e non si comprende perché viene attaccata da destra e da sinistra quando si fa paladina dei diritti umani).
 ” Bisogna spiegare, ha detto Boldrini che il reato di immigrazione clandestina non significa che non si deve soccorrere in mare.
Boldrini ha anche auspicato che gli stati membri dell’Europa cedano sovranità per armonizzare le loro legislazioni in tema di immigrazione. Oggi, il lutto nazionale è stata una “decisione molto apprezzabile da parte del governo” ma perché tutto questo abbia un senso “nulla dovrà essere più come prima perché altrimenti il nostro stato d’animo, la nostra solidarietà non avrà senso”.
“Penso che dovremmo riconsiderare le nostre politiche verso i paesi di origine dei richiedenti asilo che rischiano la vita in mare. Perché intere generazioni di eritrei lasciano il loro paese, uomini e donne, perché migliaia di somali lasciano il loro paese?” ha detto Boldrini ricordando che in Eritrea “uomini e donne sono costretti al servizio militari sine die” e invitando la stampa a “non far vedere i loro volti: Lo chiedo anche a voi non esponete queste persone con generalità complete  perché questo espone le famiglie rimaste a casa”. “E dovremo forse riconsiderare anche i nostri rapporti con i paesi di transito” dove non c’è cultura dei diritti umani, ha aggiunto Boldrini.

Questo post ovviamente è molto disarticolato e costruito sulla base di notizie reperite su internet, ma pare necessaria una maggiore informazione su ciò che accade in Eritrea e sulla tipologia dei rapporti tra governo italiano e quello eritreo.  Se vogliamo affrontare il problema drammatico degli sbarchi sono necessari i doverosi aiuti a chi sta annegando ma non bastano, sono necessari:  un ruolo attivo di tutta l’Europa sull’immigrazione con una normativa comune, rapporti chiari con i paesi di origine per il rispetto dei diritti umani, aiuti ai paesi d'origine per avviare un proprio autonomo sviluppo economico. 
Se guardiamo la cartina del globo terrestre dobbiamo pur credere ai nostri occhi, l’Africa è un continente immenso è impossibile che non possa dare pane ai suoi figli.

05/10/2013 francesco zaffuto

Immagine – l’Africa nel globo terrestre