giovedì 31 ottobre 2013

non sapevo

I leader intercettati, Merkel in testa, sono un po’ arrabbiati con Obama,
ma Obama ha detto che non sapeva niente delle intercettazioni
ma ciò è ancora più inquietante
Vuol dire che in USA decisioni delicatissime vengono prese da altri
e non sappiamo chi sono gli altri.
Questa frase del “non sapevo” ci ricorda Angelino Alfano
 che la disse quando scoppio lo scandalo della espulsione di due cittadine kazache
è terribile dover paragonare Obama ad Alfano.

Immagine – delle tre famose scimmiette, quella che non sente

venerdì 25 ottobre 2013

Malato di Sla muore lottando

Malato di Sla muore dopo il presidio a Roma

Il Comitato 16 novembre: era un combattente, costretti a fare nove presidi. La moglie: «È morto per lo stress»

Si chiamava Raffaele Pennacchio, medico di 55 anni e malato di Sla, morto dopo due giorni di presidio a Roma per chiedere più fondi per l’assistenza domiciliare dei disabili gravissimi.
«Dopo l’incontro (con i rappresentanti del governo cui ha partecipato anche Pennacchio, ndr) sembrava semplicemente stanco - prosegue Lamanna del Comitato 16 novembre -, quando siamo arrivati in albergo si è sentito male. Raffaele era un grande combattente e la notte prima aveva voluto essere davanti al Ministero dell’Economia, dormendo in ambulanza: al chiuso, protetto, ma aveva voluto esserci. La sua morte per noi è un colpo senza possibilità di ripresa».
Mercoledì l’incontro con i rappresentanti dell’Esecutivo (i sottosegretari alla Salute Paolo Fadda e all’Economia Pierpaolo Baretta, e la viceministro per il Lavoro e le Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra) si era concluso positivamente. «Avevamo appena portato a casa un primo importante risultato - spiega Lamanna -: l’impegno per l’aumento del fondo per la non autosufficienza e per l’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi. Impegno che ci consentiva di poter finanziare il nostro progetto “Restare a casa”.
A nome del governo, Fadda, Baretta e Guerra si dicono «molto colpiti e addolorati dalla improvvisa scomparsa di Pennacchio che abbiamo avuto modo di apprezzare per la determinazione e l’impegno». Baretta invita però a «non strumentalizzare questo dramma»
La notizia dettagliata su questo link del Corriere


STRUMENTALIZZARE! C’è poco da strumentalizzare! Purtroppo siamo in un paese dove il sano non crede all’ammalato e il sazio non crede al digiuno. Altrimenti non sarebbe stato necessario che dei malati così gravi si mettessero a lottare in prima persona.

mercoledì 23 ottobre 2013

La BORSA di Milano in 10 anni la peggiore

Non si tratta solo della nuova caduta del listino che si è registrata oggi 23 ottobre; si tratta di 10 anni, visti da uno studio degli andamenti mondiali fatto dall’ufficio studi di Mediobanca


le Borse migliori sono quelle del “nuovissimo mondo”, Jakarta, cresciuta del 957%, Città del Messico (+558%), Mumbai (+511%) e San Paolo (+396%). Niente male anche i rendimenti della Borsa sudafricana, cresciuta del 378%, russa (+317%) e coreana, con Seul cresciuta del periodo del 224%.
Ma a parte la particolarità dell’espansione del nuovo mondo dove prima c’era ben poco. Il confronto è bene farlo con le Borse europee e con gli USA. Ebbene,  a parte Atene che sta peggio di noi, in dieci anni le altre Borse hanno tutte realizzato un segno positivo
+ 187% USA
+ 190% la borsa di Copenaghen
+ 129% la borsa di Francoforte, Germania
+ 85% Londra
+ 55% Parigi
Perfino Madrid arriva a un + 59%
 Solo Milano in dieci anni arriva con un meno  – 5,6%
Si può dire che l’economia Italiana è partita con un gap negativo prima della crisi economica e la crisi ha determinato una caduta catastrofica.
 Non è solo il segno di una difficoltà per le aziende italiane, è anche il segno che sono scappati dalla borsa italiana gli acquirenti. Sono rimasti ad acquistare e a vendere gli speculatori e chi fa il mestiere di operare in titoli, i risparmiatori si tengono ben alla larga da ogni forma di investimento in azioni. C’è un generale scoraggiamento, si tira a campare e si aspetta.
 Si aspetta la stabilità, si aspetta il cambiamento (che è l’inverso della stabilità),  si aspetta la ripresa, si aspetta la notizia di possibili guadagni, si aspetta e intanto si corre verso altre piazze.
  Chi ha operato sulla borsa di Milano ha puntato costantemente sul ribasso ed ha guadagnato con questa scommessa , ha creato un deserto di numeri, anche aziende in buone condizioni sono quotate  a prezzi stracciati come quelle cattive. In dieci anni un deserto economico che si accompagna al deserto politico.

 La Borsa non è un piano astratto e staccato dal paese e dai problemi del lavoro. Se la politica farà ripartire il lavoro e le aziende più sane che operano nel mondo del lavoro anche in borsa si avranno ripercussioni positive, altrimenti si può solo peggiorare.
23/10/2013  francesco zaffuto



sabato 19 ottobre 2013

fatti più in là


“Fatti più in là” pare essere la regola generale di questo pianeta per tutte le cose spiacevoli e anche per gli uomini che sono diventati essi stessi delle cose spiacevoli.
 Non voglio l’inceneritore nel mia città, sia fatto più in là. Non voglio che il mio corso d’acqua sia inquinato, sia fatto più in là. Non voglio che con i tuoi stracci vieni a costruire un tuo campo nomadi alla periferia del mio paese, sia fatto più in là.   Sei uno oppositore al mio regime, ti distruggo oppure fatti più in là.
Accanto  a questa prassi generale che pare regolare il mondo c’è ne sta un’altra da parecchio tempo: è quella del “vado più in là”. Non riesco a vendere le merci che ho prodotto nel mio paese, per venderle “vado più in là”. Mi costa tanto la manodopera  nel mio paese, per costruire i miei prodotti “vado più in là”. Non ho le materie prime che mi servono per costruire milioni di telefonini cellulari, per prenderle “vado più in là”. Non ho risorse energetiche sufficienti a mantenere il mio standard produttivo, per prenderle “vado più in là”.
 Accanto a un procedere di spogliazione determinato dal “vado più in là” si è determinata anche la chiusura a riccio del “fatti più in là”, e come conseguenza si spostano milioni di tonnellate di merce e milioni di uomini alla ricerca disperata di una collocazione. Si semina inquinamento ovunque e si semina malessere ovunque.
 Si scopre che quel pianeta un tempo pieno di terre promesse è diventato piccolo.  Si potrebbero vedere gli aspetti benefici di una possibile costruzione di una società multietnica e di un mondo unito; ma fino ad ora ci sono tutti gli effetti di un mondo di merda.
 All’interno di questo mondo così fatto poi ci sono dei particolari paesi che rischiano di essere sepolti nel liquame, perché le proprie istituzioni sono diventate incapaci di dare una qualche risposta. Uno di questi paesi è l’Italia, sono alcuni anni che si dice che il problema centrale è il lavoro ed ancora non arrivano risposte.
C’è qualcuno che,  dall’alto della mancanza di problemi dice: “gli italiani non vogliono fare più certi mestieri e per questo è buona cosa che arrivino disperati da altri paesi”.  Ma ciò è vero solo in piccola parte: scopriamo che se sei un italiano che vuoi fare un lavoro umile non lo trovi,  perché l’altro italiano che ti vuole dare il lavoro umile te lo vuole dare in nero e preferisce darlo a uno straniero che può accettare silenziosamente condizioni pesanti. Accade così che l’italiano che voleva fare il lavoro umile lo va a fare più il là  da straniero in Germania o in Inghilterra. Scopriamo che emigrano non solo gli italiani con laurea che trovano dei buoni lavori all’estero, ma anche gli italiani con laurea che non riescono a trovare in Italia neanche un lavoro umile.
 Il Governo Letta dice di avere avviato una manovra benefica per diminuire le imposte sul lavoro e complessivamente il cuneo fiscale. La diminuzione dell’imposte sul lavoro è sicuramente uno degli aspetti più rilevanti per il lavoro nel nostro paese. Ma volendo mantenere le entrate fiscali inalterate, non sfondando i limiti del debito imposti dalla comunità europea, non riducendo la spesa per l’impianto burocratico dello Stato; l’operazione si traduce in un trasferimento di collocazione delle imposte, da alcuni soggetti ad altri soggetti. Di conseguenza, in questo momento, Letta deve badare al coro di tante voci che cantano un “fatti più in là” per fare in modo che il peso fiscale ricada su altri.
Non intendo aggiungermi a questo coro, ma è certo che: con 14 euro in più nella paga non ci più essere una grande ripresa dei consumi e se l’IRAP non viene sterilizzata dai costi del lavoro continueranno ad esserci imprese in difficoltà.
 Il peso fiscale, se non si vuole fare ricadere sul lavoro,  deve necessariamente cadere sui redditi più elevati, sui patrimoni che non vengono investiti in impresa, sui consumi di beni voluttuari. Lo Stato deve dimagrire la sua spesa burocratica. Debbono essere trovate misure per fare emergere l’economia in nero, far pagare le imposte a chi evade, senza strozzare l’economia marginale. L’Europa deve dare il necessario tempo per i rientro dal debito. Non è facile e per qualsiasi governo può essere necessario un tempo di lavoro. Intanto c’è un problema di urgenza: la condizione di disoccupazione per periodi lunghi è una tragedia. Non ce la si può cavare con un aspettiamo che riprenda l’economia, diventa urgente un riordino del welfare e della normativa sul collocamento. Allego qui la proposta sul Collocamento al lavoro già inviata l’8 maggio 2013 a tutte le componenti politiche; c’era stato un qualche riscontro iniziale, poi un successivo totale silenzio.

 Occorrono riforme ma non ci si può ispirare al “fatti più in là”.
19/10/2013 francesco zaffuto
Immagine – una manifestazione per il lavoro

venerdì 18 ottobre 2013

quali pirati 2? la lettera della madre di Cristian

Sono la mamma di Cristian. Ho detto tante volte quello che penso di questa triste vicenda che ci ha sconvolto la vita, quello che so del sogno di mio figlio, quello che voglio per la felicità di Cristian.
Ho scritto a tanti, privatamente, per sensibilizzarli a questa battaglia. Molti ci hanno mostrato attenzione e interesse, invitandoci ad una trasmissione, chiedendoci una intervista, riportando una dichiarazione.
Poi, in 120mila hanno risposto all'appello di una madre affinché il Presidente Napolitano faccia il possibile per riportare Cristian e i suoi compagni a casa. Non finirò mai di ringraziare queste persone per aver dato forza alla mia supplica.
Ringrazio quelli che hanno firmato perché condividono l' ideale ecopacifista della battaglia di Cristian e dei suoi compagni. Ringrazio quelli che invocano la libertà di manifestare il  dissenso. Ringrazio quelli che si sono indignati perché quei 30 non hanno fatto niente e quelli che si sono entusiasmati perché invece hanno fatto tanto.
Ringrazio ancora i musicisti, tanti, quelli che Cristian ama, che con la loro musica vanno oltre e dicono tanto... quello che noi non sappiamo dire, e si sono schierati al nostro fianco. Ringrazio le oltre un milione e 400mila persone che hanno firmato l’appello di Greenpeace alle autorità russe.
Ringrazio gli amici di Cristian, i compagni di Greenpeace che hanno condiviso con lui il percorso del volontariato e hanno manifestato tutta la stima per quel mio ragazzo "orso" ed ora la preoccupazione per la sua sorte, ma anche gli amici di sempre, che forse Cristian ha trascurato per abbracciare anima e corpo l'impegno ambientalista, ma che, da veri amici, non gli hanno mai girato le spalle.
Ringrazio quelli che incontriamo ogni giorno e con discrezione, a bassa voce, con lo sgomento nel cuore, ci offrono un sostegno che nessuno può darci.
Ringrazio infine tutte le  mamme che hanno firmato semplicemente perché... sono mamme. E una mamma non può lasciare sola un'altra mamma che chiede aiuto per il figlio innocente.
A tutti voi, grazie!
Raffaela Ruggiero

quali pirati?


oggi gli Arctic 30 dovranno affrontare il loro 30esimo giorno di detenzione per aver fatto la cosa giusta: un'azione coraggiosa che mostrasse al mondo l’avidità di multinazionali che mettono a repentaglio il futuro del nostro Pianeta. 

30 lunghi giorni in cui le famiglie di Cristian e degli altri attivisti, e tutte le persone che credono nella libertà e nella difesa dell'ambiente hanno atteso notizie con speranza

giovedì 17 ottobre 2013

Letta in USA


Letta in USA: «Usa indispensabili»


"Abbiamo bisogno della leadership americana"

Immagine – da un vecchio film,   il nostro Alberto Sordi si commuove stringendo la mazza da baseball 

mercoledì 16 ottobre 2013

Quarto o quinto potere, ma chi li paga

Quarto o quinto potere, ma, qui da noi,
 chi li paga?
Ospito qui l’intervento inserito su facebook dal mio amico psicologo Santo Messina che saluto e ringrazio
……………
Premesso che stimo Fazio per essere uno dei più bravi conduttori di tutte le tv nazionali (modesto, composto, lieve, competente..), ma devo dire che un giorno doveva venire fuori il bubbone della stratosferica differenza esistente tra ciò che guadagna un normale lavoratore o impiegato e quel che riescono a portare a casa le varie caste. 
La crisi ha favorito quella esplosione. 
Si è partiti dai compensi dei parlamentari e dai commessi del parlamento (5 -10.000 E mese) .. ma quelli, che pure sembrano incassare tanto (circa 240.000 anno), fanno la figura dei poveracci a confronto di calciatori, conduttori, comici, pupi, nani e ballerine e giornalisti e notai e affaristi vari e marchionni e direttori di banca e sconosciuti 'imprenditori' e finanzieri... Li metto tutti insieme? 
Sì cari amici. Perché, a pensarci bene, non risponde al vero che ci sono quelli che paghiamo noi tutti (pubblici dipendenti e parlamentari) e quelli che, invece, sarebbero pagati dalla pubblicità o da altro (calciatori, brunivespa, pupi ballerine e nani di raiset). 
Vi chiederei chi paga, alla fine la pubblicità, se non noi tutti quando col carrello si fa la spesa? Penso che, al di là delle varie distrazioni su parlamentari, fabifazi e berluschini, si pone, si deve porre prima poi una questione: ci può essere un limite nel differenziale tra stipendio medio e guadagni massimi in questo Paese? Si può proporre in questa Italia, nella quale non si riesce a far pagare l’IMU a quelli che possiedono come "prima casa" edifici ubicati al centro di Roma? 
Si può proporre, senza essere tacciati di comunismo di ritorno, una cosa simile? 
Penso di no, perché tanta gente, troppa, pensa che certi compensi milionari (Marchionne, Vespa, banchieri... ) sono giusti e giustificati, ben guadagnati. Salvo poi lamentarsi dello stipendio che spesso non arriva alle 1000 euro. Io li considero, specialmente in una situazione grave come quella che viviamo, semplicemente uno scandalo.
Santo Messina

immagine - Locandina del film – Quinto potere di S. Lumet – da internet

martedì 15 ottobre 2013

La collocazione delle ossa


Ecco cosa è accaduto a Roma quest’anno alla fine di luglio quando Priebke compì cento anni.
 L’ex Ss festeggia in sordina nella casa del quartiere Aurelio di Roma dove si trova da anni ai domiciliari, mentre sui muri di varie zone della città compaiono scritte che inneggiano a lui. 
 «Dio stramaledica i tuoi accusatori», si leggeva su uno striscione sotto la residenza di Priebke, assieme agli auguri. Firmato Comunità militante Tiburtina (Cmt), sigla semisconosciuta dell’estrema destra. Nel centro storico, a piazza Augusto Imperatore, un altro striscione attacca il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici: «Arrivaci tu a 100 anni». All’ex ufficiale delle Schutzstaffeln tra i responsabili dell’eccidio di 335 persone, è dedicata anche una svastica con la scritta “Auguri Priebke” comparsa sul muro della sede nazionale dell’ Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi). E poi ancora `Priebke eroe´ e l’immancabile svastica sulla serranda di una sezione del Pd a piazza Verbano. 

Se per l’Italia le ossa di Priebke sono pesanti; se l’Argentina non le vuole, potrebbero ritornare a Hennigsdorf, il piccolo centro della Germania dove ebbe i natali.  Ma pare che anche per il suo paese natale le ossa sono pesanti.
  Hennigsdorf  - “ L'amministrazione comunale ha fatto sapere all'agenzia Dpa che il regolamento cimiteriale prevede la sepoltura solo per i residenti, oppure in presenza di una tomba di famiglia. All'apparenza, quindi, soltanto un cavillo burocratico.”
 Non si tratta di un cavillo burocratico. In materia cimiteriale esistono in Italia disposizioni di legge e probabilmente ci sono le stesse leggi in Germania.  In Italia l’art. 50 del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 così recita :
Art. 50.
  1. Nei cimiteri devono essere ricevuti quando non  venga  richiesta altra destinazione:
    a) i cadaveri delle persone  morte  nel  territorio  del  comune, qualunque ne fosse in vita la residenza;
    b) i cadaveri delle persone morte fuori del comune, ma aventi  in esso, in vita, la residenza;
    c) i cadaveri delle persone non residenti in vita  nel  comune  e morte fuori di esso,  ma  aventi  diritto  al  seppellimento  in  una sepoltura privata esistente nel cimitero del comune stesso;
    d) i nati morti ed i prodotti del concepimento di cui all'art. 7;
    e) i resti mortali delle persone sopra elencate.

 Quindi le ossa, se nessuno le richiede e riesce a dimostrare che c’è un luogo privato disponibile in altro Comune,  in base a tale legge,  debbono restare a Roma.
 Il sindaco di un comune della Sicilia (in provincia di Messina) offre un luogo di sepoltura. A quale titolo può farlo, pubblico o privato? Mi pare un po’ fuori luogo questo atteggiarsi  di un sindaco come  il più caritatevole in materia di sepoltura.
 Non so cosa accadrà alle mie ossa,  non ho commesso grandi delitti e neanche grandi opere di bene, non saranno richieste da un  Comune della Sicilia e resteranno un problema privato. 
 La morte è la “livella”  che ci porta tutti allo stesso traguardo, ci lasciò detto il grande Totò,  ma ci vuole un grande senso dell’universo per comprendere la funzione livellatrice della morte.
 Si applichi pure la legge burocratica delle disposizioni cimiteriali senza alcuna eccezione, ma non si dimentichi.
 Le ossa di chi ha commesso grandi delitti e le ossa dei santi sono pietre capaci di generare simulacri e reliquie.  “A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti ….” ebbe a dire Foscolo nei Sepolcri 
 Non è un problema di ossa ma di memoria, e in questo caso,  non vanno dimenticate le torture, le liste delle persone che dovevano essere eliminate, la banalità con cui si conteggiava la vita, il plauso che tanti dettero alla violenza e alla guerra. Ma la memoria deve essere accompagnata dalla conoscenza.  C’è da chiedersi perché, nonostante il peso di tali terribili memorie,  ci sono persone che disegnano una svastica con l’intenzione di incutere paura.
  La riflessione sull’uomo e sulla sua natura deve essere attenta ai suoi bisogni materiali ma anche a quelli che non sono materiali.  L’Io dell’uomo si espande, cerca un riconoscimento, questo riconoscimento può prendere vie diverse, e le vie possono diventare un inestricabile groviglio di strade con il nome di famiglie,  di clan, di squadre, di culture, di partiti. E queste vie chiedono anch’esse riconoscimento, e quando diventa mancato riconoscimento di gruppi diventa guerra. La strada “ama il prossimo tuo come te stesso” non è solo un esercizio di bontà è anche un esercizio di conoscenza, ci deve portare a comprendere l’uguaglianza riconoscendo la diversità.  La morte sta là in attesa con la sua “livella”.
15/10/13 francesco zaffuto
Immagine fuori testo   – scheletri delle catacombe dei cappuccini di Palermo

domenica 13 ottobre 2013

occhio al razzismo


E’ tale il malessere che si vive nella nostra società al punto che anche la ragione e il buon senso possono cadere nel sonno. Abbiamo gente che muore in mare travolta e annegata,  e abbiamo anche gente che si suicida perché non trova lavoro. Può accadere addirittura che il disperato che dovrebbe essere vicino all’altro disperato,  per sua stessa condizione e natura, viva tale vicinanza come soffocamento.

Chi suona le sirene della politica fa calcoli su queste disgrazie, non voglio entrare nel merito se lo fa in buona fede o in mala fede, ma questi calcoli vengono fatti perché la condizione oggettiva di malessere esiste.

  Qua non si tratta solo di decidere se l’immigrazione clandestina debba essere considerata reato o illecito amministrativo, non si tratta di decidere se deve valere il diritto del suolo o il diritto del sangue per la cittadinanza; si tratta di decidere se si può vivere o non vivere nella nostra società.

Abbiamo necessità ed urgenza di una legge sul lavoro che possa assicurare un welfare ai cittadini italiani disoccupati, solo in questo modo si può trovare anche la strada per dare un aiuto ai disperati che approdano al nostro paese. Se per questa questione essenziale non viene trovata una soluzione rischiamo di portare verso il razzismo anche i disperati.
13/10/2013 francesco zaffuto

immagine – Goya – il sonno della ragione

venerdì 11 ottobre 2013

ragionando sul tempo ... 2


A come amnistia
 Beccaria nel suo trattato “Dei delitti e delle pene” la parola amnistia non la pronuncia, ma il capitolo finale del suo trattato, quello che precede le conclusioni porta il titolo “Delle grazie”.
Beccaria dice che la clemenza del sovrano
La clemenza  … dovrebbe essere esclusa in una perfetta legislazione dove le pene fossero dolci ed il metodo di giudicare regolare e spedito. Questa verità sembrerà dura a chi vive nel disordine del sistema criminale dove il perdono e le grazie sono necessarie in proporzione dell'assurdità delle leggi e dell'atrocità delle condanne. 
E sempre nello stesso capitolo aggiunge
Ma si consideri che la clemenza è la virtú del legislatore e non dell'esecutor delle leggi; che deve risplendere nel codice, non già nei giudizi particolari; che il far vedere agli uomini che si possono perdonare i delitti e che la pena non ne è la necessaria conseguenza è un fomentare la lusinga dell'impunità, è un far credere che, potendosi perdonare, le condanne non perdonate siano piuttosto violenze della forza che emanazioni della giustizia.
Beccaria si riferiva alle grazie e una amnistia come grazia generalizzata l’avrebbe considerata capace di fomentare l’impunità.
 Sicuramente Beccaria avrebbe considerato ingiusto e atroce un sistema che tiene in pochi metri quadrati uomini per anni portandoli alla disperazione ed anche al suicidio, dove la carcerazione non ha niente a che fare con la rieducazione. Le carceri spesso diventano una palestra per continuare ad odiare la società.
  L’Italia è il paese del Beccaria ed in Italia venne abrogata la pena di morte prima che in ogni altro paese del mondo. Ma l’Italia non è riuscita a progredire sul piano delle leggi penali. Il codice Rocco fu tutto improntato a un sistema penale con al centro la carcerazione, non furono ipotizzate misure di pena alternative neanche per i reati minori.
 Al sovraffollamento delle carceri non si può rispondere con il criterio di aumentare l’edilizia carceraria, e non si può periodicamente varare provvedimenti di indulto e di amnistia per svuotare le carceri e poi riempirle negli anni successivi.
 La strada maestra è quella di trovare pene alternative per tutti i reati minori, riservando le carceri ai reati più gravi e a quei reati che possono rivestire problemi di pericolosità sociale.  Ma la pena per un reato ci deve essere e deve essere scontata.  Ricordo un intervento del cardinale Martini sul carattere risarcitorio della pena, purtroppo non sono riuscito a reperirlo, l’avrei volentieri citato. Martini poneva l’accento sul necessario risarcimento che deve fare chi ha commesso il reato, un risarcimento verso gli offesi e un risarcimento verso la società. Nel suo saggio sull’utopia Thomas More ipotizzava che coloro che avevano commesso dei delitti fossero obbligati a fare dei lavori pesanti e sgradevoli come risarcimento. Con una riforma del codice penale si può introdurre la pena come un obbligo del fare, obbligo che si può adempiere con un lavoro obbligato e risarcitorio da eseguire in regime di sorveglianza sociale.
 Per seguire questa strada maestra è necessaria “la vitù del legislatore” la sua operosità. L’ultimo indulto risale al maggio del 2006, ebbene di anni ne sono passati, anni inoperosi e litigiosi. Si è continuato a parlare della vicende di B…, si è continuato a parlare di riforma della giustizia, si è approdati al nulla. Per questo la parola amnistia diventa nuovo motivo di litigio e contrasto. In una società meno stupida si potrebbe varare un provvedimento diverso dall’amnistia, si potrebbe varare un generalizzato provvedimento di commutazione della pena, da carceraria in obbligo di fare un lavoro risarcitorio. Ma questa società è così stupida che un lavoro non lo ipotizza neanche per gli onesti.
11/10/2013 francesco zaffuto
L’intera versione del trattato del Beccaria è reperibile in web su

Immagine – Van Gogh – la ronda dei carcerati

ragionando sul tempo ...

vignetta dal blog di Franco Portinari http://www.portoscomic.com/

Ricevo e inserisco  questo intervento del pittore e filosofo Antonio Pilato 
Ma qual è il ruolo del Presidente ?

Quando mai questo Presidente della Repubblica dello Stato, chiamato Italia, si è preoccupato, interessato, reso disponibile spasimando in prima persona, occupato autorevolmente con forza d'animo del consorzio umano dei cittadini, dei problemi dei giovani, della scuola, dei licenziamenti, dei disperati in cerca affannosa di una occupazione, delle tasse che cadono come macigni sempre più pesanti sulla testa di tutti gli esercenti senza respiro e già al collasso?

Quando mai questo primo grande pensatore, al di sopra di tutti i politici, autore delle grandi intese,chiamato a rappresentare l'unità nazionale, si è preoccupato di sostenere le aspettative dei migliori intelletti, per evitarne la fuga in altri paesi e consentire il progresso delle lettere, delle arti, delle tecniche e delle scienze nella nostra penisola?

E come ha provveduto, sempre il Presidente italiano, nei confronti del malaffare politico in generale, e dello sperpero “partigiano” del denaro pubblico, causato dall'altissimo e , tuttora intoccabile, reddito mensile dei politici, senatori e deputati di tutti i colori e di Lui medesimo?

E di altro male ancora, che si annida ai vertici de l' Acropoli, di cui tutti discutiamo contro, senza mai la sensazione dell'ascolto per una proposta risolutiva, a ragion della “Piazza “, che cosa?
Nulla . Solo cinico sorriso in faccia per risposta.

Orbene, di questo e di quant'altro ancora, il signor Presidente non ha detto nulla con la sua voce eloquente e roboante di sempre, non ha fiatato né mosso ciglio.

Ma il Presidente è rimasto preoccupato, interessato, impegnato, come sempre, a comparire nelle pubbliche parate, nelle cerimonie galanti dei salotti, nelle conferenze e riunioni dei potenti della terra, nelle feste nazionali, nei grandi eventi dei mortali, ecc ecc, per mettere in mostra se stesso, per simboleggiare il prestigio, che in realtà non c'è, della classe politica esistente.

Di tutto questo e di altre faccende di casa nostra , che meriterebbero il prestigioso e autorevole intervento del Capo dello Stato, ripeto ancora il nulla.
Però, in questi giorni, il Presidente ha rotto il silenzio per affrontare il problema delle carceri, superaffollate; e il suo grido infuriato di allarme è stato accolto da tutti i politici, ad eccezione di alcune frange, che all'unisono hanno dichiarato : è vero, è giusto ” risolviamo il problema delle carceri, che sono una vergogna per l' Italia.
OK. Giusto.
Anche se ci viene l'autorità di chiedere: “ ma questo signor Presidente e tutti i politici che lo seguono, sanno mettersi dal punto di vista di chi ha perso per assassinio un parente, un figlio il padre, la madre o subito violenza ?

Sa spiegare il nostro Presidente della Repubblica, come saranno risarcite tutte le vittime, di cui si perde il calcolo matematico?

E di altre vergogne, degli altri problemi prioritari degli italiani, come il cambiamento del sistema elettorale, “ porcellum “ e “mattarellum”, tanto odiati , e delle tasse che strozzano la popolazione dei produttori , commercianti ed in ultimo dei consumatori, su cui si scarica il fardello finale?

Nulla. Tutto in secondo piano.
E pur restando sul punto del sistema delle carceri, giusta si può definire la soluzione di ricorre all'indulto e amnistia? Non ci sono altre soluzioni rieducative?

O questo intervento del Nostro Caro primo cittadino, che scalza tutti gli altri necessari interventi richiesti , desiderati da tanti , ma rimasti nel cassetto della memoria da tempo, è preso volutamente come pretesto per rinviare le soluzioni?
Ma la gente non dorme. Sarà la storia a rispondere a tutte queste domande, a e a giudicare gli uomini per i loro atti e misfatti.
Antonio Pilato

nota su immagine per disabili visivi - nella vignetta di Portinari l'angelo pennuto dice: "qui solo condoni, scudi fiscali, indulti, amnistie ..." - l'uomo sul monte risponde: "così è lo stato del dritto"

giovedì 10 ottobre 2013

se non ti chiami Sallusti

 Se non ti chiami Sallusti e sei solo un giornalista pubblicista della Calabria condannato per diffamazione, all’età di 79 anni, senza tanti patemi d’animo, ti possono tradurre in carcere.
E’ accaduto a Gancemi Francesco – qui le cronache
 Sallusti, dopo alcuni giorni di arresti domiciliari, ottenne dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la commutazione della pena detentiva in una multa. Napolitano, all’epoca invitò il Parlamento a cambiare la legge punitiva del 1948. Il Senato discusse  per qualche settimana e poi non si approdò ad alcuna decisione.  
 Interverranno ora Presidenza della Repubblica e Parlamento per Gancemi? Temo di no.
Certo andare ad affrontare la questione libertà di stampa in relazione al reato di diffamazione, è sicuramente un argomento difficile.
 Gli argomenti difficili, specie quelli che possono determinare diversi schieramenti tra  giornalisti, vengono affrontati con difficoltà dal Parlamento, se ne discute un po’ e poi si accantonano, nella speranza che non venga fuori un nuovo caso eclatante. 
La questione reato di diffamazione, accantonata; la questione ordine dei giornalisti,  accantonata. Quando si parla di libertà di stampa in Italia si cita la Costituzione, ma poi giustamente la Costituzione rimanda alle leggi applicative e nelle leggi applicative navigano le contraddizioni, contraddizioni che le forze politiche preferiscono non affrontare.
 La libertà di stampa va tutelata perché riguarda la libertà di espressione del pensiero, ma va anche tutelato il cittadino che con una campagna diffamatoria può essere gravemente danneggiato. Il carcere va considerato come una misura molto grave e da evitare per i reati a mezzo stampa, ma nel contempo il cittadino danneggiato da una diffamazione deve essere equamente risarcito.
 Se la libertà di stampa riguarda l’espressione del pensiero non può essere richiesta l’iscrizione all’ordine dei giornalisti per esercitare tale libertà;  eppure in questo paese anche per pubblicare un periodico che si occupa di cucina è necessaria l’iscrizione all’ordine dei giornalisti.
 I politici che non si vogliono occupare di argomenti difficili  è meglio che evitino di presentarsi per essere eletti.

10/10/2013 francesco zaffuto

Immagine – cella di una prigione

mercoledì 9 ottobre 2013

lettera a Barroso

Oggi il Presidente della Commissione europea Barroso si recherà a Lampedusa
gli invio questa lettera che annegherà nel grande mare del web.

Signor Presidente Barroso,
fa bene a venire in questo angolo della Sicilia anche se con tanto ritardo, ma sono proprio tanti  questi morti per smuovere il cuore dell’Europa. 
 Si ricordi Presidente che lei non è un capo spirituale che con la parola può elevare una preghiera al cielo, lei è un capo materiale a cui si chiedono provvedimenti.  
 Ha chiesto, Presidente,  cosa sono disposti a fare gli altri capi europei? Perché non è proprio giusto poi tra qualche che mese venire a dire “non hanno voluto”.
 La Sicilia, signor Presidente, è il sud dell’Europa ed anche il nord dell’Africa, l’Europa è il nord di questo mondo, e tanti disgraziati vedono in questo nord una speranza. 
 Avete fatto nella Commissione europea, signor  Presidente, l’elenco dei problemi? Perché questo elenco si può fare anche senza recarsi a Lampedusa:
come impedire che anneghino,
come non fare ricadere su Lampedusa, sulla Sicilia e sull’Italia tutto l’onere dell’accoglienza,  
come impedire le partenze e il ruolo criminale che svolgono gli scafisti,  
e soprattutto come impedire che diventino disperati nei loro paesi.
 Necessitano:
 finanziamenti,
una unità di intenti dal punto di vista giuridico per l’emigrazione,
una unità di intenti nella politica estera da attuare con le nazioni dell’Africa.
 Distinti saluti
09/10/2013 francesco zaffuto

Immagine – uno striscione  tenuto da lampedusani con su scritto  “basta parole, fermate questa mattanza” da http://notizie.it.msn.com/topnews/letta-mercoledi-barroso-a-lampedusa

martedì 8 ottobre 2013

Grotte, Ottobre 1893 - 2013

(la locandina della manifestazione)

Il 12 ottobre 2013  di quest’anno a Grotte,  in provincia di Agrigento,  si celebra il 120° anniversario del Congresso dei fasci siciliani che si tenne a Grotte, a quei tempi grande centro  minerario.
Si riunirono, quel 12 ottobre del 1893,  1500 persone, in gran parte lavoratori delle miniere ed anche braccianti e piccoli produttori;  il Congresso ebbe rilievo interprovinciale e vi parteciparono gli esponenti di punta  dei Fasci siciliani: Bosco e De Felice, e con la presidenza di De Luca.
 Lo storico Salvatore Francesco Romano ha considerato questo evento  tra i più importanti della Storia dei fasci in Sicilia, per la partecipazione e per i contenuti.

 Nella Sicilia della fine 800 dominava ancora  il latifondo di origine feudale, con mezzadria e bracciantato super sfruttato,  ed insieme al latifondo diversi centri minerari dove le condizioni di lavoro erano inumane e imperversava il lavoro minorile.  

(antica foto d'epoca sui Carusi - così venivano chiamati i bambini che lavoravano nelle miniere)

 Il Congresso di Grotte stabilì come punti: l’elevazione dell’età minima per il lavoro a 14 anni (si consideri che allora nelle miniere lavoravano bambini di 11 e anche più piccoli); la stessa misurazione per lo zolfo estratto valevole in tutte le miniere per il cottimo, la paga minima giornaliera, la diminuzione dell’orario di lavoro a otto ore,  e l’eliminazione delle botteghe (il trucksystem: in base tale metodo per paga i lavoratori in gran parte non ricevevano soldi ma beni comprabili nelle botteghe dove gli stessi padroni imponevano gli acquisti).

(una illustrazione d'epoca di una manifestazione dei fasci siciliani)

Il Congresso di Grotte fu uno degli ultimi grandi momenti organizzativi dei fasci siciliani, nei mesi successivi iniziò  la repressione  delle manifestazioni, con i morti e i processi dei tribunali militari.

 (particolare di una foto d'epoca - sul processo del tribunale speciale di Palermo dove furono processati gli esponenti principali dei fasci siciliani)

Il Governo Crispi si distinse per la sua capacità nella mattanza; fu distrutto il più grande movimento di opposizione del Sud, gli anni che vennero dopo si caratterizzarono per la spoliazione della Sicilia e per la grande emigrazione, un grande grigiore pervase l’Italia e la condusse alla prima guerra mondiale.
 Dopo la prima guerra mondiale un nuovo grande movimento operaio si diffuse nell’Italia del Nord, ma il Sud e la Sicilia erano ormai sprofondate nel silenzio, la repressione del movimento dei fasci siciliani era riuscita a creare uno stacco temporale tra destini del nord e del sud  d’Italia.  Il movimento delle città operaie del nord d’Italia venne anch’esso represso e iniziò a diffondersi nel nord d’Italia un movimento piccolo borghese chiamato fascismo che non aveva nessun riferimento con lo spirito e le finalità dei fasci siciliani.
08/10/2013 francesco zaffuto

lunedì 7 ottobre 2013

Attenzione al Paracetamolo

Per la necessaria conoscenza di tutti riporto stralci dell’articolo apparso su 
Il PARACETAMOLO ( ovvero la nostra comune Tachipirina) può provocare malattie cutanee gravi ……
La Sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN) (chiamata anche Sindrome di Lyell)sono le due reazioni cutanee più gravi legati al paracetamolo. Di solito richiedono l’ospedalizzazione e possono causare la morte.
L’avvelenamento da paracetamolo causa danni a livello epatico ed è una delle più comuni cause di avvelenamento nel mondo. Negli Stati Uniti d’America e nel Regno Unito è la più comune causa di insufficienza epatica fulminante basti pensare che dal 2001 al 2010, più di 1.500 americani sono morti per aver preso accidentalmente troppo paracetamolo, secondo i dati del US Centers for Disease Control and Prevention. ………….
La dose giornaliera di paracetamolo non deve superare i 3 grammi, l’associazione con farmaci oppiacei, contro il dolore, non porta benefici ma può causare intossicazioni letali al fegato.
Bisogna inoltre fare attenzione, perché il paracetamolo è contenuto in molti altri farmaci, e la combinazione di due farmaci potrebbe portare ad un sovradosaggio accidentale.
I bambini sono più a rischio, molti sono morti per un sovradosaggio che ha causato loro danni irreversibili del fegato.
Un mio consiglio: evitare l’assunzione di farmaci senza l’indicazione del medico; e chi con una prescrizione medica assume questi farmaci deve sempre osservare le reazioni della pelle,   se vede sorgere strani arrossamenti o piccole bolle come di una  bruciatura deve chiamare immediatamente un medico o rivolgersi al pronto soccorso.  Purtroppo lo dico per una brutta esperienza in famiglia che ha avuto effetti letali.  (f.z.)
07/10/2013


immagine – il segnale di pericolo generico