venerdì 2 novembre 2012

Da “addio ponte” ad “arrivederci ponte”

Giorni addietro si parlava di un “addio”  definitivo al Ponte sullo stretto di Messina e del pagamento di una penale di 300 milioni di euro Addio Ponte.  Ieri il Governo Monti ha deciso un “arrivederci” tra circa due anni per “… verificare la  fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità". Come a dire che rinvia la patata bollente  ad altri. Cosa importa se il ministro Clini si era espresso per un definitivo addio, cosa importa se l’Europa ha già dichiarato il ponte opera antieconomica.
 Il motivo? Pare essere quello di risparmiare immediatamente su 300 milioni di penale e pagare tra due anni con una penale maggiorata del 10%. Una specie di colpo di genio tecnico: faccio quadrare i conti ora e poi si vede.  Questa condizione dovrà essere accettata dall’impresa che ha ottenuto l’appalto e per rendere ghiotta la proposta il governo ha  predisposto  questa dizione:  "Questa nuova procedura  dovrà essere accettata dal contraente generale tramite la sottoscrizione di un atto aggiuntivo al contratto vigente. In ogni caso - conclude - , durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalità autonoma e siano già compresi nel progetto generale".
 Promessa di un pagamento del 10% in più (più di quello che comunemente si paga per interessi sul debito pubblico) e promessa di qualche lavoretto cantierabile; un trattamento davvero con i fiocchi per l’impresa. Volete che non accetti? Magari tra due anni sorge un faraone che riprende l’opera.
02/11/12 francesco zaffuto
Immagine virtuale del possibile ponte sullo stretto riportata su internet
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