sabato 3 novembre 2012

pupi e pupari



Nel teatrino delle marionette i pupi vengono manovrati dai pupari e quando i pupari non lavorano i pupi se ne stanno quieti e immobili.

Nel teatrino della nostra vita sociale, in ossequio ai dettami  della massima legge dello Stato, possiamo dire che il puparo è: il popolo,  basta leggere l’art. 1  “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Quindi gli eletti sono i pupi e il puparo è il popolo che decide con la sua sovranità. Solo che,  dal giorno dopo le elezioni i pupi possono muoversi a loro piacimento e possono decidere anche della vita dello stesso puparo.  I pupi pare che non abbiano limiti, anche la stessa Decenza (Dea che dovrebbe consigliare tutti) non ce la fa.
 Durante il sonno del grande puparo, che potrà risvegliarsi solo in un nuovo giorno di elezioni,  vivono da svegli  tanti Pupari Supplenti che cercano di controllare i pupi: partiti, potentati economici, chiese, circoli ecc …; i più organizzati Pupari Supplenti riescono nell’intento di dirigere i pupi.
 Una novità assoluta che si è prodotta in Italia (patria di grandi inventori come Leonardo) è stata quella della nascita di un politico che non si è voluto fare eleggere come pupo e che vuole dopo le elezioni, come Puparo Supplente,  controllare tutti i suoi pupi; il puparo Grillo vuole in pratica sostituirsi alla Dea Decenza indicando regole di comportamento ai pupi.  Ma non è per niente facile perché chi è dotato di caratteri umani difficilmente può avere caratteri divini, rischia di conseguenza di elencare proibizioni che si contraddicono e che possono portare alla ribellione dei pupi. Si può porre un qualche rimedio solo chiamando alla partecipazione il grande puparo che dorme sonnolento tra una elezione e l’altra: il popolo. Ma il popolo o parte di esso,  se non esiste una qualche forma o regola per potersi esprimere, non riesce nei fatti ad esprimersi. Nei fatti si ripropone di nuovo un partito o, chiamiamolo  come vogliamo,  un organismo che attraverso le faticose regole della democrazia faccia esprimere tutti quelli che aderiscono ad un  movimento.
03/11/12 francesco zaffuto
Immagine – scena di un Teatrino di pupi di Palermo dal blog di Luigi Bologna http://legnagoflash.blogspot.it/  di cui al post  http://legnagoflash.blogspot.it/2011/01/viaggio-in-sicilia-26-palermo-il-teatro.html

4 commenti:

  1. Quanto paradossale è credere che il popolo sia il Puparo!!! Credo che purtroppo dobbiamo dire che è viceversa.
    Tomaso

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  2. Terribile e del resto aderente in pieno alla nostra realtà questa tua geniale interpretazione di Pupi e Pupari della nostra società!

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  3. Purtroppo è la realtà che viviamo e si deve completamente cambiare il sistema.

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