giovedì 8 settembre 2011

L’11 settembre Cassandra e le Torri

L’11 settembre Cassandra e le Torri

L’immagine delle torri squarciate ha perseguitato un po’ tutti in questi anni. Un po’ per liberarmi da quella immagine e un po’ per guardarne il lato nascosto, dopo diversi tentativi, nel 2004 ho dipinto questa tela (olio cm. 60x40). Il colore del fondo è un blu notte, le due torri sono come due lastre ghiacciate e gli aerei somigliano a strani e indefiniti uccelli. Ma forse sono i quattro volti di Cassandra che necessitano una qualche motivazione: il primo volto è indefinito solo delle labbra chiuse (chi predice è parte del tutto, può dire o tacere, difficilmente sarà creduto); il secondo volto che guarda in alto è in grado di vedere; il terzo si deforma nel dolore ed è in grado di vedere anche la propria morte; il quarto volto è come sereno perché anche Cassandra che ha visto la sua morte muore, e la morte può essere più serena rispetto alla predizione della morte stessa.
Il catastrofismo ha spesso pervaso la letteratura e il cinema americano, le “cassandre” erano tante, ma nessuna vera Cassandra era riuscita a prevedere quella tragedia e l’11 settembre colse di sorpresa l’America che pensava di dominare lo stesso catastrofismo ; si arrivò a dire che da allora tutto doveva cambiare. Oggi, dopo 10 anni, di cose ne sono cambiate: negli USA sono arrivate altre gravi catastrofi naturali, la politica di Bush è lontana, perfino la stessa politica di Obama è lontana dallo stesso Obama, e in Medio Oriente si sono aperti nuovi scenari. Quello che resta di quella tragedia è un vago disagio e un senso di vuoto che pervade il mondo; disagio e senso di vuoto che per essere colmati necessitano di una entità più grande di una nazione o di un popolo, necessitano dell’umanità.

08/09/11 francesco zaffuto


E MAI DIMENTICARE l' 11 settembre 1973


.