giovedì 22 settembre 2011

Troy Davis ucciso dalla giustizia della morte


Apprendiamo che questa notte in USA è stato ucciso Troy Davis in esecuzione di una condanna a morte. C’erano anche dubbi sulla sua colpevolezza e tra un rinvio e l’altro attendeva l’esecuzione da 20 anni.
Il 30 novembre 1786 il Granduca di Toscana aboliva la pena di morte e la tortura; in quel periodo storico in Italia, Cesare Beccaria, un grande filosofo e grande uomo, con il suo libro “Dei delitti e delle pene” mise a nudo l’assurdità di quella pena e indicò la strada per una giustizia capace di fare evolvere l’uomo.
Nel mondo ancora oggi 68 Stati prevedono la pena di morte nel codice penale; 30 Stati mantengono la pena di morte anche per reati comuni ma di fatto non ne hanno fatto uso da dieci anni; in 10 Stati è in vigore ma solo limitatamente a reati commessi in situazioni eccezionali, ad esempio in tempo di guerra; 89 Stati l'hanno abolita completamente.
Sono tanti i paesi che si sono liberati di questa pena selvaggia, l’ONU con una decisione ratificata dall'Assemblea generale (con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti) ha ratificato una moratoria il 18 dicembre 2007 per la sospensione. Ma oggi 22 settembre 2011 la nazione che pretende di indicare valori di libertà e democrazia continua ad applicare la pena di morte; e la Cina, grande paese che può condizionare l’economia mondiale, continua ad applicarla alla grande.
E’ ancora lunga la strada per liberarci da una giustizia selvaggia è ancora lunga la strada dell’umanità.
22/09/11 francesco zaffuto
Immagine – crisantemi bianchi