domenica 18 settembre 2011

La mano nel piatto, commodities e futures




Nel post Febbre e coscienza del Grande Moloch tentavo di rappresentare due anni di andamento delle Borse titoli con la speculazione al ribasso; ora è opportuno allargare la visione ponendosi una domanda: i nostri “cari” speculatori che puntano sul ribasso e sulla catastrofe sono dei disperati che svendono tutto e si accontentano di guadagnare su qualche margine speculativo molto ridotto oppure vanno spostando i capitali su altri fronti?
Se guardiamo al mercato immobiliare vediamo che permangono tendenze negative, dopo la grande bolla immobiliare (che ha originato in parte la stessa crisi) i nostri “bravi” capitalisti sono restii a ritornare ad investire sul mattone.
Se guardiamo al mercato dell’oro, dei preziosi, e allo stesso mercato dell’arte, la presenza di chi investe su questi beni rifugio è notevole.
Ma la cosa più sconcertante è quella che i nostri “buoni” speculatori stanno facendo sulle merci: hanno fiutato che ci si può arricchire su grano, riso, avena, granturco ecc. … poiché sono beni su cui la domanda non cala, un po’ come dire la fame ci sarà sempre e in futuro continuerà ad aumentare anche per l’aumento delle popolazioni, un investimento sicuro; la stessa prospettiva di un maggior uso di biocarburanti spinge verso l’investimento in beni agricoli.
Ecco le due paroline da tradurre: commodity è un bene per cui c'è domanda che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, cioè il prodotto è lo stesso indipendentemente da chi lo produce, come per esempio il petrolio e i metalli, ma anche grano, riso, avena e tanti prodotti agricoli; future è un contratto di borsa che stabilisce prezzi nel futuro. Attraverso i futures sulle commodities si stabiliscono contratti su merci con prezzi che valgono per il futuro, delle vere e proprie scommesse sul futuro sul prezzo delle merci.
Recentemente arriva qualche dato allarmante
- Il 50% della produzione cerealicola mondiale dei prossimi 5 anni è già stato acquistato dalle multinazionali del commercio alimentare alla borsa agricola di Chicago. Queste società si sono già riservati i prezzi del cibo fino al 2016. http://www.unita.it/mondo/emergenza-cibo-al-convegno-br-dedicato-a-toni-fontana-1.330641
- Da Agritel, società francese di consulenza nella gestione del rischio agroalimentare, apprendiamo che mentre la Borsa di Parigi ha perso oltre l'11%, i prezzi delle commodities come soia, mais e grano sono cresciuti di oltre il 10%. http://www.agi.it/food/notizie/201109151226-eco-rt10082-crisi_confagricoltura_commodity_agricole_barometro_recessione
Tutti i giocatori pretendono di vedere nel futuro, chi si siede al tavolo verde comincia a sentire un numero su cui puntare, lo vede quasi ballare dinanzi agli occhi; ma chi si siede al tavolo verde del gioco di un casinò è un innocente rispetto a chi specula su titoli e merci, quest’ultimo spesso si serve di studi di esperti che cinicamente esaminano le piaghe del mondo, fame e sete.
Il prezzo dei beni agricoli che sale può perfino divenire una spinta per l’aumento della produzione di beni alimentari; ma questo non può avvenire per il solito miracolo del mercato che trova un suo equilibrio, non possiamo più credere a questa favola dopo questa crisi, sono necessarie: consapevolezza dei fenomeni e politiche agricole mondiali improntate alla solidarietà.
18/09/11 francesco zaffuto
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(immagine – “la mano nel piatto” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Su un piatto bianco una mano di plastica che sta verso l’alto con un movimento vitale, una mano che pare si sia già mangiato tutto il contenuto del piatto …