lunedì 15 ottobre 2012

La Sicilia rischia di perdere 10 miliardi di fondi UE


Eccome,  se ne ha bisogno di quei 10 miliardi di fondi UE; eccome, se possono servire per tirare un po’ su la depressa economia siciliana; ma rischia di perderli per sempre.
 I fondi si potevano utilizzare fin dal 2007 e possono essere utilizzati entro il 2013; di anni ne sono passati un bel po’ e non sono stati per niente utilizzati.
 Come mai?
Occorre per capire fare riferimento a un vecchio proverbio noto anche molto bene in Sicilia:
AIUTATI CHE DIO TI AIUTA
Il vecchio proverbio, frutto della saggezza popolare; insegna che nei guai e nelle varie difficoltà della vita è bene confidare in Dio, ma non si può pretendere di risolvere i problemi senza darsi da fare. Quando la UE  ha stabilito i fondi per lo sviluppo delle regioni depresse ha previsto un minimo di cofinanziamento, se non erro prevedeva che un miliardo lo mettesse la stessa Regione siciliana e questo gesto di buona volontà avrebbe prodotto l’arrivo degli altri 10 miliardi. Ma in questi anni tutto è accaduto nella Regione Sicilia tranne esprimere quel gesto di buona volontà. La Regione autonoma siciliana ha speso a destra e a manca, ha foraggiato con fondi privilegi e clientele, il cofinanziamento non c’è stato;  nel frattempo è avanzata la crisi economica e sono arrivate le misure nazionali per fronteggiarla,  il cosiddetto patto di stabilità.
 Con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica e al premier Mario Monti, l’Ance Sicilia (associazione dei costruttori edili) lancia l’allarme ed auspica l’arrivo di un commissario ad acta per la Regione per intervenire con urgenza e non fare saltare la scadenza prevista dalla UE.
 «Se la Regione svincolasse la propria quota obbligatoria di cofinanziamento - osserva l'Ance Sicilia - violerebbe il Patto di stabilità. E per il 2013 ci viene annunciata dalla Regione un'ulteriore contrazione di 1 miliardo negli investimenti in opere pubbliche».  E prosegue “… temiamo che il quadro politico che si prevede uscirà dalle elezioni del 28 ottobre sarà frammentato e non metterà il prossimo governo nelle condizioni di assumere decisioni forti e neppure di approvare il bilancio entro aprile 2013. Scatterebbe il commissariamento, a norma di Statuto».
 Il colpo di spugna delle elezioni, per ricominciare di nuovo,  pare che non possa bastare per l’utilizzo dei fondi UE. E aggiungerei che se i fondi saranno spesi male e solo per cementificazioni non potranno guarire certo i mali della Sicilia. Anche se sono lontano dalla Sicilia da tanti anni, penso che occorra un grande piano per l’acqua, per il riciclaggio dei rifiuti e per le energie alternative;  e il tutto convogliato in special modo allo sviluppo delle imprese agricole e manifatturiere.
 Auguri alla Sicilia che il 28 ottobre va a votare anche se in tanti non ci andranno. Pare ci sia un po’ di confusione in questa campagna elettorale, allego un link sui manifesti elettorali che ho trovato passeggiando tra i blog: http://lacuriosona.blogspot.it/2012/10/la-sicilia-al-voto.html
15/10/12 francesco zaffuto

Immagine – dati i contenuti del post,  ecco per consolazione una stupenda cassata siciliana dal sito http://www.siciliaontheroad.it/