lunedì 7 maggio 2012

Sardegna il voto anticasta


Il quorum è stato superato alle ore 22, chiusura dei seggi, ha votato il 35,5% degli aventi diritto, due punti in più della soglia del 33,3% fissata per la validità della consultazione regionale. I dieci referendum proposti sono pertanto validi ai fini del quorum raggiunto. Per i contenuti delle domanda al post Aspettando la Sardegna
Dalla mattina di oggi 7 maggio è iniziato lo spoglio e dai primi dati si prevede un’ampia affermazione dei Sì per l’abolizione delle province e per la riduzione dei costi della politica.
La soddisfazione per il concreto risultato in Sardegna è mitigata dal dato di affluenza alle urne: poco soddisfacente se confrontato con il 60% raggiunto nel maggio 2011, quando i sardi furono chiamati ad esprimersi sul nucleare. Se il 64,5% dei sardi non sono interessati al costo della politica, e mostrano indifferenza sul fatto di avere il 8 o 4 province (o nessuna), è un dato da prendere in considerazione e spiegarlo non è facile. Non so quanto può avere inciso una larvata propaganda a non andare a votare; ma si può ipotizzare che la limitata partecipazione sia dovuta alla complessità delle domande, perché si è trattato di domande che facevano riferimento alla conoscenze dell’ordinamento delle amministrazioni pubbliche, conoscenze certo non diffuse a livello di massa. L’avere stabilito un soglia per il quorum regionale referendario del 33,3% ha permesso di raggiungere la validità dei referendum; validità che non si sarebbe ottenuta con la soglia prevista per i referendum abrogativi delle leggi nazionali. Il fatto che in una libera consultazione referendaria possa contare di più chi esercita il voto rispetto a chi si astiene è indice di una buona democrazia, sarebbe l’ora di porre il 33,3% come nuovo quorum per i referendum nazionali.
07/05/12 francesco zaffuto
Immagine – la Sardegna e le province