venerdì 18 maggio 2012

TERREMOTO: fatti vostri


Per i futuri terremoti, frane e alluvioni lo Stato non farà risarcimenti per gli immobili; se vogliamo ricostruire la casa fatti nostri, se abbiamo pagato una assicurazione bene altrimenti a dormire per sempre in tenda. Il terremoto dell’Aquila diventa l’ultimo terremoto di Stato.
Se ne è parlato poco ma il dispositivo è già in Gazzetta ufficiale ed è inserito nel decreto legge 59 del 15 maggio 2012 di riforma della protezione civile, si può consultare su diversi link, ne allego uno:
In pratica mentre lo Stato da un lato si prepara con l’IMU a tassare tutte le case, dall’altro scappa di fronte ai suoi doveri di solidarietà sociale, affida alle assicurazioni private il grande affare del terremoto. Riguardo al regolamento attuativo per le assicurazioni si rimanda a dopo la conversione in legge che deve avvenire entro 60 giorni.
Questo blog si occupò dell’argomento nel post dell’aprile 2009 TERREMOTO E ASSICURAZIONI
Le assicurazioni private stabiliranno i loro parametri di rischio e chiederanno sicuramente dei premi molto onerosi. Pagare una assicurazione non implica l’eliminazione di un rischio ma solo la copertura di un rischio. Gli incidenti stradali non sono evitati per l’esistenza dell’assicurazione obbligatoria, sono solo coperti dall’assicurazione; gli automobilisti continuano ad eccedere nella velocità e i morti ci sono lo stesso; diminuiscono gli incidenti in relazione ai divieti e ai controlli. La diminuzione delle vittime per causa terremoto si può avere solo adeguando i vecchi stabili con interventi antisismici e costruendo le nuove case con le migliori tecnologie antisismiche; il pagamento di una assicurazione può solo coprire i danni a chi è rimasto vivo. Se poi si vuole istituire un fondo assicurativo per le case in Italia non si capisce perché lo si debba dare in mano ai privati. Non si capisce perché dovrebbe far schifo pagare una “tassa” allo Stato per una forma assicurativa pubblica e dovrebbe essere meno indolore pagare un “premio” a delle compagnie private. Sappiamo tutti che le compagnie assicurative private vorranno in qualche modo guadagnarci e ci faranno pagare più dello Stato. Infine il rischio sismico in Italia non è uguale a quello che si può avere in Francia e in Germania e nei fatti andrebbe sempre a ricadere per la gran parte sullo Stato; allora ogni ipotesi di fondo assicurativo è meglio che sia pubblica. E’ tempo che il Parlamento ci dica se si vuole uno Stato sociale di fronte alle disgrazie oppure se tutti dobbiamo andare in ordine sparso. Ma se andiamo tutti in ordine sparso, nessuna meraviglia se ci sono gli evasori.
18/05/12 francesco zaffuto
Immagine – una vecchia foto del terremoto di Messina