venerdì 12 aprile 2013

… strilla il telefono


… strilla di solito all’ora di pranzo

lasci il boccone

quella forchettata di spaghetti

che ti è andata di traverso

A volte è un uomo o una donna

ti propone con voce ansiosa di comprare qualcosa

o di cambiare gestore telefonico

vorresti mandare quella voce a …

ma non lo fai

sai che c’è qualcuno che si sta guadagnando

quella forchettata di spaghetti che ti è rimasta in gola

Ma più volte la voce è strana

manca di ansia e di anima

ti dice tutto senza esitazione

poi ti dice che se vuoi sapere altre cose

puoi schiacciare 1 o 2 e così  via

Non è un uomo e neanche una donna

è una macchina che ti sta parlando

è una macchina che ti ha chiamato

all’ora di pranzo

Non puoi mandare quella voce al diavolo

è già il diavolo

 

VIVIAMO IN UNO STATO DOVE PER OGNI STRONZATA CI PROPINANO LA TUTELA DELLA PRIVACY, FACENDOCI FIRMARE CONTINUAMENTE MODULI,  E POI SI PERMETTE CHE DELLE MACCHINE POSSANO TELEFONARCI


immagine - un telefono

giovedì 11 aprile 2013

Appello a tutti i bambini del mondo


E’ deplorevole quel mostrare i bambini

al passaggio del corteo

Vengono presi in braccio

da Santi e Dittatori

Con aria spaventata non sanno cosa accade

Ci sarà qualche foto che li consegnerà alla Storia

Hai visto quale onore

In braccio al santo o al dittatore

E cosa facevi?

Strillavi disperato

Con gli occhi lacrimanti

e forse spaventato

Strillate

Strillate

Bambini

Strillate a volontà

Manifestate la vostra libertà


 Per la cronaca -  Francesco primo Papa,  ha compiuto un lungo giro in jeep bianca per salutare la folla e tra i bambini che gli venivano passati dal generale Domenico Giani, responsabile della sua sicurezza, uno ha perso il ciuccio e continuava a piangere e urlare. Il Papa glielo ha rimesso.

http://www.giornalettismo.com/archives/870583/papa-francesco-aiuta-il-bambino-senza-ciuccio/

 L’immagine qui proposta di bambino preso in braccio da Mussolini, sì lo so che è fuori testo, ma è sempre nel contesto.

11/04/13 francesco zaffuto

mercoledì 10 aprile 2013

730 il mio diario 2°puntata


Continuazione della 1 puntata   730 il mio diario 1° Puntata

Il pomeriggio è andata un po’ meglio, sono riuscito a posteggiare in zona disco senza pagare, e quelli del CAF non mi hanno fatto pagare per la copia del CUD.

Mi hanno chiesto se ero già un loro cliente dell’anno precedente, ed ho risposto sì; anche se sono uno quei clienti particolari che portano il 730 precompilato e che non vogliono pagare 55 euro.

 La giornata è andata a buca, ora per i prossimi giorni mi preparo a mandare a buca altre giornate: leggere le parti della giuda del 730 che mi sono necessarie, reperire tutte le pezze di appoggio di medicine, visite e analisi e poi iniziare a compilare il mio modulo e quello di mia moglie. E debbo stare ben attento perché quelli del CAF mi hanno detto che non mi fanno pagare nulla per il precompilato, ma nel caso riscontrassero degli errori debbo pagare 20 € di penale per ogni errore.

Dalla lezione di oggi ho imparato che l’INPS non ha inviato il CUD per risparmiare ma non gliene frega nulla del tempo dei pensionati; e tra l’altro debbono stare ben attenti a non andare alla Posta perché il CUD gli costa € 3,27. Debbono andare dai sindacati che sono gentili e il loro essere gentili sta alla base di stimolare a servirsi dei loro servigi che devi successivamente pagare a caro prezzo. Scopri anche che quei poveri ragazzi che incontri al sindacato che lavorano per il CAF sono tutti precari,  che lavorano per il solo periodo delle dichiarazioni dei redditi e per il resto dell’anno restano disoccupati. Certo in questo modo non c’è bisogni di fare qualche concorso all’agenzia delle entrate e far lavorare stabilmente qualche giovane.

 Tra i grandi geni dell’INPS,  che hanno inventato il risparmio sulla spedizione del CUD,  ci sta in dirigente massimo Mastropasqua  il cui “stipendio” annuale in INPS pare che sia di un milione e 200 mila euro (ma poverino non si accontenta e prende su di se altri lavori ed incarichi, credo anch’essi retribuiti). A risentirci alla prossima puntata.

Per lo stipendio di Mastropasqua qui un link

10/04/13 francesco zaffuto

Immagine – la guida del 730

730 il mio diario 1° Puntata


Quest’anno una complicazione in più, il CUD non è arrivato.

Giorni addietro avevo cominciato a guardare come fare per scaricarlo da Internet. Il sito del Governo, bontà sua,  mi consiglia di farmi una casella di Posta certificata.

Comincio, ci passo un paio d’ore e alla fine ci riesco. Dovrei farlo anche per mia moglie ma ormai sono stanco. Concluso, niente affatto! La schermata finale mi dice che per essere attiva la casella di posta certificata occorre passare alla posta e farsela vidimare, portando i documenti.

 Stamani mi decido di andare alla posta (non è sotto casa e prendo la macchina).

Ore otto e 30 (perché se arrivo tardi non trovo da posteggiare)

Ovviamente pago  1 € di posteggio.

L’impiegata gentilmente procede a rilasciarmi il pass della posta certificata.

Chiedo se mi potrà servire per poi scaricare il mio CUD.

L’impiegata mi dice che lei non sa, ma mi informa che può lei stessa stamparmi il CUD se voglio.

Bellissimo, almeno faccio prima!

Mi fa riempire il modulo (è quello che ho riportato nella foto sopra).

Inserisce tutti i dati … il sistema non va … inserisce di nuovo.

Intanto al posteggio è scaduto il tempo.

Vado a pagare  1 € ancora una volta (in quella zona fioccano le multe).

Ritorno e l’impiegata inserisce ancora ma il sistema non funziona … mi dice che è meglio che passo più tardi o un altro giorno.

Chiedo all’impiegata se questo servizio di rilascio del CUD che fa la posta è gratuito.

L’impiegata mi informa che mi costa € 3,27

Dico che non è possibile una simile cosa, e dove può essere il risparmio dei costi dell’INPS visto che questa mattina il CUD mi viene a costare € 5,27 (posteggio compreso e gratis la mia perdita di tempo).

L’impiegata dice che se voglio può chiamarmi il direttore dell’ufficio postale per una reclamo.

Gli dico che è meglio di no, perché avrei dovuto parlare con persone molto più in alto di lui per risolvere il mistero.

Lascio l’ufficio postale, mi reco al Comune per prendere gratuitamente i moduli per il 730 e poiché l’auto è ancora ben posteggiata decido di andare in un vicino Patronato sindacale per chiedere qualcosa in merito a questo CUD.

Il Patronato è strapieno, arrivo a chiedere una informazione.

Gentilmente mi dicono che il CUD lo rilasciano loro gratuitamente ma debbo passarci nel pomeriggio.

Chiedo anche quanto costa farsi compilare il modello 730 da loro.

Gentilmente mi dicono € 50,00 + 5,00 per compilare il quadro B dei fabbricati. In pratica solo 55,00 e posso mettermi l’anima in pace con CUD ed altre storie.

Ma sono testardo come sempre il modello 730 voglio farlo io come negli anni precedenti. Passerò oggi pomeriggio per vedere se mi danno il CUD gratuitamente, visto che alla posta pretendono € 3,27, ma dovrò pagare di nuovo il posteggio.

Vi lascio – alla prossima puntata – pare che un’intera giornata l’ho bucata così.

10/04/13 francesco zaffuto

Immagine – il modello della richiesta del CUD in posta

martedì 9 aprile 2013

200 mila laureati disoccupati? Ma …



Nel 2012 sono stati 200.000 i disoccupati laureati tra gli under 35 anni. Lo dice l’Istat, che indica anche un aumento di circa il 28% sul 2011. Chissà quanti sono in questi primi mesi del 2013?
 Per anni ci si è lamentati che in Italia c’erano pochi laureati. Ma ora cosa sta accadendo? Ce ne sono troppi? Sono laureati in materie che non hanno rilevanza sul mercato del lavoro?
 E’ possibile che famiglie e società abbiano speso tanto denaro per tenere in piedi delle Università che sfornano disoccupati?
 Possibile che le Università italiane servono solo per mantenere chi ci insegna?
 E’ possibile che i laureati non possono fare nessun lavoro, neanche manuale perché vengono considerati impreparati su tutto?
 E’ possibile che i laureati quando presentano un curriculum per un qualsiasi lavoro debbono addirittura nascondere di essere laureati, per evitare di essere scartati?
 In quale lista di collocamento si possono iscrivere i laureati in Italia?
 Come si può pensare di non avere una indennità di disoccupazione se sei un laureato disoccupato e che non trovi lavoro?
 Perché la scuola non insegna anche qualche utile mestiere?
 Perché la nostra cultura è così scissa dal costruire il pane?
 Perché nessuno ti prende per un tirocinio se hai superato una certa età?
 Perché siamo tutti delle buone colte animelle?
 Perché Cacciari è l’unico filosofo in Italia?
 Perché Sgarbi significa cultura?
 Perché cultura e filosofia servono per litigare nei servizi di Santoro, altrimenti fai il disoccupato?

Intanto in Parlamento si aspetta …
Intanto chi ha votato Grillo aspetta ….
(qui riporto stralci di un post da

Ho una certa, triste, familiarità con le cosiddette "agenzie per l'impiego" (private) e con il (sempre cosiddetto) "Centro per l'impiego" della mia città. Da disoccupato, iscritto alle liste di mobilità/collocamento ormai da svariati (troppi) mesi, per lo più mi capitano lavoretti di pochi giorni (per fortuna con regolare contratto) ed è grazie a questi lavoretti che finora riesco a andare avanti. La cosa, però, sintomatica del fatto che né le agenzie per l'impiego né i Centri per l'impiego servano a qualcosa è data, secondo me, dal fatto che nessuno di questi lavori me li hanno mai trovati loro ...
........
 Ma, dico io, a che cavolo servono questi seminari, tutti questi inservienti, le due segretarie, il relatore che ci dice cose che già sapevamo? Queste persone dovrebbero essere lì per noi, ovvero per aiutare e "instradare" (dare delle dritte che siano utili, dei consigli che valgano qualcosa) chi sta cercando lavoro... eppure la mia sensazione - nettissima - è che non fossero lì per noi, ma per loro: per lavorare loro, mentre noi - povera carne da macello - eravamo le capre che dovevano semplicemente assistere al loro spettacolino e giustificare il fatto stesso che loro invece fossero lì a lavorare. Io lo trovo l'ennesimo spreco di soldi italiani e non mi va che ci siano persone che mangiano sulla schiena di altre che invece non sanno dove sbattere la testa e per questo vi scrivo. Discorso molto simile per le "agenzie per il lavoro". Sono iscritto - io credo - a almeno una ventina di agenzie di questo tipo, sparse su tutto il territorio della regione in cui vivo e ...
 Niente, nisba, nada... Sono anni ormai che nessuno mi chiama più per offrirmi niente, nemmeno il lavaggio di cessi (con tutto il rispetto che ho per chi fa un lavoro utile come il lavaggio di cessi)...

 In Olanda, un mio amico mi informa che le agenzie private per il lavoro quasi non esistano e che il Centro per l'impiego (statale) lavori in questa maniera. Se tu dichiari di essere senza lavoro, devi dire quali sono le tue capacità, le tue qualifiche e cosa saresti disposto a fare. Dopo qualche giorno ti chiamano e ti offrono un lavoro; se tu rifiuti, hai un'altra possibilità: il Centro per l'impiego ti chiama e ti offre un altro lavoro che dovrebbe fare al caso tuo; se rifiuti sei fuori. Per tutto il tempo, da quando ci si rivolge al Centro per l'impiego fino alla seconda chiamata, si ha diritto a un sussidio, che viene revocato nel caso in cui il "chiamato" si rifiuti per la seconda volta. PROPOSTA DI ABOLIZIONE DELLE "AGENZIE PER L'IMPIEGO" E DEI CENTRI PER L'IMPIEGO DELLE PROVINCE E LORO SOSTITUZIONE CON AGENZIE STATALI SUL MODELLO DI QUELLA OLANDESE Non è un modo civile di condurre il problema della disoccupazione? Non è forse L'UNICO modo civile di farlo? Io credo di sì... Deve essere lo Stato a fare da tramite fra il lavoratore e le aziende, esattamente come avveniva una volta; non deve essere lasciato questo compito alle agenzie private che non hanno nessuna responsabilità al riguardo...

Ci stavano due tre cose da fare, magari costringere Bersani a farle, ma i grillini hanno scelto di fare gli incontaminati. Forse occuperanno il Parlamento per protesta, e il tempo scorre … tremendamente. (fr. Z.)

Immagine – Giurlanno e la storia – una ruota si mangia la testa del povero Giurlanno -  Liborio Mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)

sabato 6 aprile 2013

Meglio agire soffrendo che patire aspettando, con la sola speranza nell'animo


ospito questo intervento di Antonio Pilato - pittore e filosofo


Accogliamo e ringraziamo Papa Francesco per averci saggiamente invitato a ricordarci di non rimuovere mai dalla memoria, in tutti i momenti della nostra esistenza quotidiana, la speranza, che è assolutamente necessaria e indispensabile per la sopravvivenza contro i dolori della vita fisica, le incertezze e l'inquietudine spirituale, per non viverla ciecamente come fecero Giordano Bruno e Galilei, e altri ancora, che la verità e la fortuna cercarono su questa terra, a costo di perdere anche la vita, a fronte della dignità, ”come sa chi per essa vita rifiuta “.

 Ma c'è anche un detto che dice: “chi di speranza campa , disperato muore”. E per non morire, “come chi per la speranza della libertà spirituale e religiosa vita rifiuta “, meglio, sostiene l'uomo comune , agire assumendosi la responsabilità sociale ed economica per sé e per il sostegno della propria famiglia onestamente. Meglio allora seguire il principio secondo cui l'uomo è ciò che fa, artefice supremo del proprio destino, causa efficiente di ciò che è , e di ciò che deve essere. “Faber est suae quisque fortunae“ , ogni individuo è artefice del suo destino, possiede gli strumenti, come il fabbro, per costruire il suo futuro. E se qualcosa non va nella sua vita, non dovrà mai, come fanno i creduloni di superstizioni varie, attribuire ad altri la colpa del proprio crudele destino o alla mancanza della misericordia divina, sibbene alla povertà della propria virtù.

 Per virtù deve intendersi non solo l'aspetto religioso e morale , ma anche e soprattutto la cultura e la sapienza pratica, rapportata alla vita vissuta, e calata nella concretezza umana dell'esperienza viva dei rapporti sociali, perchè la vita non è aspettazione (chi si ferma più del necessario momento per riflettere è perduto), neanche idealizzazione e ancor peggio invocazione religiosa o attesa del provvido intervento divino sulle sventure, ma azione, realizzazione di tutte le potenzialità, compresa la predisposizione a partecipare alla dimensione civile dell'esistenza. “Meglio agire soffrendo che patire aspettando”, è stato il sempre valido suggerimento dei grandi pensatori dell'Umanesimo e Rinascimento.

 Meglio agire quindi che aspettare il miracolo divino o che la mela matura cadendo, raggiunga la bocca , mentre si sta, affamati , ad aspettarla seduti all'ombra dei rami.
27 marzo 2013 Antonio Pilato

l'immagine sopra - la forza della speranza tra gli squali - di Antonio Pilato - acrilico e vernici - 2011 

OCCORREREBBE vergognarsi di essere ricchi



Lui aveva 62 anni, era un esodato. Si arrangiava con qualche lavoretto da muratore. Poi l’impresa, a sua volta in crisi, aveva smesso di pagarlo. Non aveva reddito, ed era vecchio per trovare un nuovo impiego. Lei aveva 68 anni, ex artigiana, una pensione da 500 euro. Con questi pochi soldi tiravano avanti a Civitanova marche. Un vicino li aveva invitati ai servizi sociali. Ma i due si vergognavano. Stamattina hanno scritto una lettera. Poche parole. “Non ce la facciamo più”. Poi sono andati nel garage, e si sono impiccati. Insieme. Mano nella mano. A scoprire i cadaveri il fratello di lei. Settant'anni, pensionato al minimo, solo, povero anche lui, alla vista di quei corpi, é scappato e si é buttato da un ponte. Da http://www.fanpage.it/tre-suicidi-che-spaccano-il-cuore/
Occorrerebbe vergognarsi di essere ricchi, occorrerebbe vergognarsi di non riuscire a fare niente in Parlamento per porre rimedio ...
(immagine - acquerello - fiori nella nebbia) 

venerdì 5 aprile 2013

I leoni del Masai

Firma la petizione di Avaaz.org
Siamo gli anziani dei Masai della Tanzania, una delle più antiche tribù dell'Africa. Il governo ha appena annunciato di voler cacciare migliaia delle nostre famiglie dalle nostre terre per permettere a ricchi turisti di usarle per la caccia a leoni e leopardi. Gli sgomberi inizieranno immediatamente.

L'anno scorso, quando per la prima volta è stato rivelato a tutto il mondo questo piano, quasi un milione di membri di Avaaz si è fatto sentire per aiutarci. La vostra attenzione e la bufera mediatica che si è scatenata hanno costretto il governo a fare marcia indietro, facendoci guadagnare mesi preziosi. Ma il Presidente ha aspettato che l'attenzione internazionale scemasse e ora ha fatto ripartire il piano per sottrarci la nostra terra. Abbiamo urgentemente bisogno del vostro aiuto.
Al Presidente Kikwete forse non interessa di noi, ma ha mostrato che risponde alla pressione globale: quella di tutti voi! Ma forse abbiamo solo poche ore. Vi chiediamo di stare al nostro fianco per proteggere la nostra terra, la nostra gente e gli animali più incredibili di questo nostro pianeta e di far sapere a tutti cosa sta accadendo prima che sia troppo tardi. Si tratta della nostra ultima speranza: 
La nostra gente ha vissuto per secoli grazie ai frutti delle nostre terre in Tanzania e in Kenya. Le nostre comunità rispettano gli animali e proteggono e conservano questo delicato ecosistema. Ma da anni il governo cerca di trarne profitto dando la possibilità a ricchi principi e re del Medio Oriente di venire nella nostra terra a uccidere. Nel 2009, quando hanno cercato di sgomberare le nostre terre per fare spazio a queste battute di caccia, abbiamo resistito e centinaia di noi sono stati arrestati e picchiati. L'anno scorso, ricchi principi hanno addirittura sparato agli uccelli dagli elicotteri. Si tratta di uccisioni insensate e contro ogni principio della nostra cultura.
Ora il governo ha annunciato che sgombererà un'enorme parte della nostra terra per fare spazio a quello che sostiene sarà un corridoio di natura selvaggia anche se molti sospettanoche sia solo un trucco per concederla a una azienda straniera di caccia e che cerca solo un modo per concedere ai ricchi turisti di sparare a questi incredibili animali. Il governo sostiene che questa nuova soluzione viene incontro alle nostre esigenze, ma in realtà avrà degli effetti disastrosi sullo stile di vita della nostra gente. In migliaia saremo sradicati dalle nostre vite, perdendo talvolta le nostre case, talvolta la terra in cui i nostri animali pascolano, e spesso entrambe le cose.
Il Presidente Kikwete sa bene che molti turisti in Tanzania riterrebbero una tale decisione molto discutibile, ed essendo il turismo una fonte fondamentale di entrate per il paese non vuole che questo diventi un enorme disastro per l'immagine del paese. Se riusciremo a far sollevare fin da subito ancora più indignazione rispetto a quella che già si è manifestata in passato, facendo in modo che i media ne parlino, potremmo costringerlo a pensarci due volte. Stai al nostro fianco per chiedere a Kikwete di fermare la svendita: 
Questo esproprio di terra vorrebbe dire la fine per i Masai di questa parte della Tanzania, e in molti nella nostra comunità hanno già detto che preferirebbero morire che essere costretti a lasciare le loro case. A nome del nostro popolo e degli animali che vivono in queste terre, vi chiediamo di farvi sentire e stare al nostro fianco per far cambiare idea al nostro Presidente.
Con speranza e determinazione,

Gli anziani dei Masai del distretto di Ngorongoro


Una scommessa che preferirei perdere


Qualche settimana avevo scritto questo post


ed avevo fatto una scommessa con un amico: “vuoi vedere che viene fuori un Renzi che fa il governissimo”
Cosa scommettiamo?  Una bottiglia.
Preferirei perdere la scommessa
(immagine – un bicchiere di vino)

mercoledì 3 aprile 2013

Statevi Muti


Statevi muti (se la m è minuscola) significa statevi zitti. Ma in Italia la parola pare che serva non per dialogare ma solo per fare rumore: ecco come esordisce dal suo giornale il tal Belpietro “Per il dopo Napolitano finora sono stati proposti solo nomi di parte o avanzi di Prima o Seconda Repubblica. Ma una personalità di prestigio in grado di rompere gli schemi e apprezzata nel mondo intero c'è: il grande Maestro d'orchestra”.
Ci sta addirittura chi ha pensato di postare una petizione online per candidare Muti a Presidente della repubblica.
 Perché strappare alla musica chi sa fare musica?
 Perché considerare la politica come un mestiere che può fare chiunque, come se non fosse mettere mano a un delicatissimo meccanismo che lega i destini del paese?
 Perché quando si parla di cultura la politica ignora la cultura, ma è pronta a servirsi di essa per ammantarsi di nuovi vestiti che possano abbagliare e luccicare?
 Ricordo che il maestro Muti ha sempre rimproverato la politica di scarsa sensibilità verso la musica classica: ignorata nei programmi scolastici delle scuole, destinata in angoli ristretti dei programmi televisivi per fare spazio a stupide fiction; ora improvvisamente la politica si ricorda della musica.
 Economia, politica e cultura debbono stare nel loro ambito,  aiutarsi a vicenda con le loro preziosità per il bene del paese e non diventare una poltiglia indigesta da dare ai cittadini italiani già malandati.
 Dall’ingresso in politica di un potente uomo dell’economia come Berlusconi, quale bene ne ha avuto l’Italia?  A cosa è servito fare assessore  alla cultura il musicista Battiato e che senso ha chiamare ora Fiorello per ricoprire il suo incarico?
Che senso ha avuto dare tanti voti a Grillo (tra l’altro qualcuno mio) se oggi è incapace di formulare una proposta politica di medio periodo per permettere il varo di alcune misure urgenti per la disoccupazione e le imprese in difficoltà.
 Se ci sono persone che nel mondo della cultura hanno fatto e studiato politica approfonditamente  allora ben vengano in politica, ma non solo perché sono note.
 La politica deve essere onestà, ma anche studio, sensibilità per il sociale, esperienza come in tutte le attività; siamo in un paese dove chiedono quando cerchi un lavoro esperienza anche per aiuto cuoco, fare pulizie, battere alla cassa; e poi siamo disposti a dare tutti destini del paese a chi non ha mai dimostrato alcuna esperienza in politica. Tutto quel discorso fatto dai “rottamatori “ può essere accettato solo per assicurare l’alternanza nei ruoli di potere e la formazione di nuovi quadri,  ma non per cancellare la necessità dell’esperienza.
Per quanto riguarda i giornalisti politici, prima è bene che studino e poi possono parlare di politica; altrimenti ... muti.
 03/04/13 francesco zaffuto
Immagine – una chiave di violino

martedì 2 aprile 2013

Morirà il libro?

Passo un dibattito postato su arpa eolica, chi vuole può inserire commenti su cliccando a questa pagina Dibattito

Qui il tema proposto
è
Morirà il libro?
Comincia a scomparire anche dai banchi delle scuole.
Scomparirà anche dal comodino della nostra camera da letto?
Ci addormenteremo tutti dopo avere spento una lavagnetta luminosa?

Potete inserire vostri commenti sul tema - suscitare dibattito - rispondere tra voi - anche questa redazione interverrà come voi con qualche riflessione.
Il Post resterà inserito con carattere permanente.

qui qualche intervento iniziale

Il libro non potrà mai morire, benché ce la stiano mettendo proprio tutta, a partire dall’agghiacciante proposta di introdurre già alle elementari libri di testo e quaderni in digitale. Non si stimola certo così l’amore per la lettura e per lo studio. Mi riaffiora alla memoria il piacere quasi fisico e la soddisfazione provata nell’infanzia di avere per le mani i miei primi libri di scuola. Ancora adesso i bambini, anche piccolissimi, sono attratti istintivamente dallo sfogliare libri pieni di illustrazioni. Non abbiamo bisogno, in un mondo in cui fin dalla nascita si è bombardati di virtualità, di sottrarre oggetti reali. Il libro infatti non è solamente il suo contenuto, da leggere su schermi o scaricare da internet (prestazioni sicuramente utilissime e spesso a loro volta insostituibili), ma anche oggetti da tenere sul comodino, da portare con sé in treno, passeggiando, su cui fare sottolineature o annotazioni, che diventano poi carichi del nostro vissuto e processo di interiorizzazione. Senza contare che può essere anche un oggetto bello e artistico, un dono o un ricordo. Non è un caso che, in controtendenza, accanto al libro pullulino tante piccole case editrici, perché, chiunque scriva, sa che affidare alla pubblicazione quei frammenti di anima nascosti in tanti cassetti e a volte anche di pregio e che nessun grande editore prenderà mai in considerazione, è ben diverso dal ricercare se stessi in un mare di brani pubblicati on line, che potranno magari perfino sopravviverci, ma non vivere, perché presto nessuno li aprirà più o li incontrerà mai E’ sempre un oggetto che passa dal cuore alle mani dei nostri cari o di chi ci ha conosciuti il luogo in cui la memoria continua ad essere vivente..
Maria Luisa Ferrantelli

qui una vignetta trovata su internet


Due omini di fronte a un libro, uno descrive l'oggetto sconosciuto: Si chiama libro. Si può leggerlo senza bisogno di uno schermo. Le pagine sono tutte accessibili e non scompaiono in caso di mancanza di corrente. E' più leggero di un portatile. Non sarà obsoleto il mese prossimo. E lei può anche prestarlo a suo padre senza dovergli spiegare come usarlo.

Per posizionare un commento vai su Dibattito

lunedì 1 aprile 2013

Grllo e le elezioni del Presidente della Repubblica

Ultime notizie: Grillo avanza la proposta di eleggere il Presidente della Repubblica a rotazione con incarico trimestrale, in concordanza con il criterio adottato per i capogruppi del M5S in Parlamento. In questo modo in sette anni si potranno alternare ben 28 Presidenti della Repubblica, di cui 14 donne.
Per maggiori dettagli 
sulla notizia clicca qui Grillo 28 Presidenti

sabato 30 marzo 2013

E dall’uovo di Pasqua esce Monti


Molto giustamente il Presidente della Repubblica ha detto che un governo c’è e che si chiama Monti,  e finché non si troverà una intesa su un nuovo nome resterà Monti. Napolitano ha dichiarato che intende predisporre presso il Quirinale una camera di compensazione (forse un paio di commissioni di indirizzo per creare confronti tra le forze politiche e per favorire l’iter di leggi in Parlamento). Nel frattempo le forze politiche potranno meglio scervellarsi sul dopo Monti, mentre Monti continuerà ad occuparsi di politica estera e dell’attività ordinaria.


 Ottima scelta Presidente.

Tra tutte le ipotesi possibili questo blog l’aveva considerata nel post

Si chiama Monti il Governo di Grillo post inserito il 4 marzo 2013.

 Occorre spiegare però al Peppe Grillo che attualmente la sua azione ha determinato il protrarsi in vita del Rigor Montis, e quanto questo potrà restituire centralità al Patlamento e possibilità di portare avanti i cosiddetti "20 punti M5S" è tutto da vedere.

30/03/13 francesco zaffuto

Immagine – un uovo di Pasqua 

venerdì 29 marzo 2013

Col senno di poi

Fumata nera, Bersani getta la spugna

Col senno di poi avrei potuto vincere.
Altro che smacchiare il giaguaro, avrei potuto tagliargli la testa.
Bastava dire no a Napolitano nel novembre 2011, rifiutare Monti.
Bastava fare le elezioni quando il giaguaro era in difficoltà e gli italiani non avevano Grilli per la testa.
Ma io l’ho fatto per salvare l’Italia ma non si è salvata l’Italia.

Ripercorriamo la Storia dall'avvento di Monti

Qui con Franco Portinari (che ringrazio per l’uso di queste immagini)  possiamo percorrere la Storia d’Italia dal novembre 2011, quando parve che un’epoca fosse tramontata.
Le vignette sono tratte dal blog di Franco Portinari  http://www.portoscomic.com/

Antefatto, il grande partito di governo è in difficoltà


Berlusconi, non ha più la maggioranza, e Napolitano chiama Monti


costretto a passare il campanello di comando al Tecnico

forse è la fine



arriva un anno di liquidazioni … per i partiti: al centro sinistra l’affare …

a destra la Lega “verde e integerrima”  vede scricchiolare il mito Bossi



I rampolli di famiglia rivelano d’identità


Maroni avvia l’operazione scopa


In Lazio una festa mascherata ci rivela Fiorito



Polverini in difficoltà



Ma ci stanno guai anche per l’Italia dei Valori 


chi ha qualche “risparmio” in più sogna la Svizzera, ma anche la Svizzera si indigna




Intanto anche gli “eccellenti” e i santi cominciano ad avere difficoltà in Lombardia

Anche molto più in alto ci sono guai,  e si deve spiegare l’esistenza del diavolo



Con una situazione così, basta una nuotata per prendersi la Sicilia


Cominciano le grandi manovre per le elezioni nazionali e il Monti comincia a cavalcare il centro





Il Bersani con una successione ideologica  straordinaria vince le primarie





I rottamatori sono avanzati, d’Alema si è fatto da parte ma …





nuove faticose primarie anche per i parlamentari, che implicano particolari emigrazioni






Ma c’è anche chi perisce con un solo Report …






Il grande partito della destra si sta squagliando per eccesso di decenza




Si cerca un leader  di destra, con congressi e forse con primarie





Ma il leader già c’è




Intanto Monti detta la sua Agenda






Ma il Cavaliere ritorna




Arriva nuovamente  in TV





e risale nei sondaggi  con l’IMU – “andate riprendere i soldi in Posta”





Ma nuove forze avanzano






 E nuove forze franano




Le elezioni hanno prodotto strani risultati





e





Ma  di questi tempi accadono cose mai viste: il Papa non c’è più




… pardon, ce ne sono due




E in politica avanza un grande profilo costituzionale




Ma della legge guida occorre leggere bene tutti gli articoli






Intanto nel paese avanza un’ondata di integralismo





CONCLUSIONE FINALE


Questa Storia si è conclusa ora avanti un'altra