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venerdì 20 gennaio 2017

Tra terremoti e frane aggrappati ad un fiore

La natura vive i suoi assestamenti molecolari, spesso a noi ignoti, e non ascolta le ragioni della nostra mente e neanche le ragioni del nostro cuore.
La solidarietà umana, come indicava Giacomo Leopardi nella Ginestra, è l’unico debole rimedio ai disastri della natura.

Se volete potete pregare, ma il debole rimedio che noi come esseri umani possiamo porre è avere cura di chi ha bisogno di aiuto e di chi soffre; ed avere cura anche di coloro che con grande coraggio portano aiuto nei momenti più tragici. Avere cura anche quando si levano critiche e commenti. (f.z.)

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martedì 7 aprile 2015

6 aprile un anniversario triste

Il 6 aprile si è celebrato l’anniversario del terremoto dell’Aquila del 2009, un anniversario triste se si pensa alle vittime e che fa rabbia se si pensa che tra le nuove case costruite 800 balconi rischiano di cadere.
Dopo il terremoto decollò il Progetto C.A.S.E. (il significato della sigla era ambizioso e stava per Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili). Dopo 6 anni le case costruite si rivelano  Sostenibili  proprio per niente: 800 balconi a rischio crollo sono stati posti sotto sequestro, per il resto infiltrazioni di acqua ed altri inconvenienti …
… questo è il terremoto della coscienza …materiali scadenti e speculazione senza scrupoli …  
Di governi se ne sono succeduti 4: Berlusconi, Monti, Letta, Renzi ....  


lunedì 4 giugno 2012

Ricominciare dal terremoto


Anche ieri alle ore 21,00 un’altra scossa ha martoriato le popolazioni dell’Emilia, il terzo terremoto in pochi giorni.
Va acquisita la consapevolezza che trattasi di un problema grave che investe tutta l’Italia: la pianura padana è entrata nella carta sismica del paese con tutto l’impatto che si può avere in termini umani ed economici.
Una vasta area del paese che fino all’aprile 2012 era considerata a basso rischio sismico diventa ad alto rischio sismico. Questi fatti debbono portare alla consapevolezza di una grande questione nazionale: Governo, Parlamento, partiti e movimenti debbono prendere atto che occorre partire da questo evento per disegnare tutta l’azione politica nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Prendere atto che l’Italia è una nazione interamente sismica significa che i criteri delle nuove costruzioni debbono tenere conto di questo dato, e per le costruzioni vecchie debbono essere eseguiti interventi di adeguamento (o di demolizione e ricostruzione) . Un piano in questa direzione può avere la necessità di interventi economici di entità enorme a cui debbono contribuire enti pubblici e privati.
La soluzione non può essere solo quella dell’assicurazione per i danni del terremoto; tra l’altro malamente delegata al settore privato, come previsto dal decreto 59 (TERREMOTO: fatti vostri); si tratta di adeguare a criteri antisismici un intero paese per case, edifici pubblici, e monumenti di rilievo artistico.
Nelle costruzione delle case nuove spesso i privati sono disposti a spendere tanto per quelle cose che si vedono: le mattonelle di pregio nei bagni o le porte in legno pregiato; per le norme di sicurezza si fidano di quello che dicono i costruttori, allora i costruttori debbono essere legati a normative precise e ad adeguati controlli.
La salvaguardia del territorio e del patrimonio edilizio può diventare un vero e proprio motore di sviluppo economico per il paese, è una strada che va coraggiosamente iniziata anche perché trattasi di un lungo percorso.
04/06/12 francesco zaffuto
Immagine una casa antisismica in un laboratorio di sperimentazione – tratta dal link:

martedì 29 maggio 2012

Capannoni e terremoto


Ancora una volta la maggior parte delle vittime del terremoto di oggi 29 maggio sono a causa della caduta di capannoni e trattasi di operai.
Se si considera che i capannoni sono spesso strutture che non vanno oltre un piano, c’è qualcosa che non va nella costruzione di questi capannoni; anche se costruiti di recente non è stato tenuto conto del rischio sismico, spesso un tetto pesante ed ampio viene posato sopra pochi elementi che in caso di terremoto possono vibrare.
Gli operai morti sotto i capannoni sono da ascrivere in buona parte al terremoto ma anche alla mancata di valutazione del rischio sismico nell’edilizia.
Queste gravi disgrazie servano almeno ad avviare dispositivi legislativi e tecnici sull’edilizia che possano limitare i danni; tra l’altro il costo delle costruzioni con criteri antisismici non è poi così elevato se lo si confronta con l’entità dei danni di un terremoto. I terremoti non si possono eliminare fanno parte della natura della nostra terra ma si possono limitare i danni e anche i morti.
Per oggi il triste cordoglio per chi ha perso le persone care.
29/05/12 franceco zaffuto
Per le ultime notizie
immagine – fascia nera del lutto
altri post su questo blog relativi al decreto n. 59 del Governo

sabato 26 maggio 2012

IL TERREMOTO E I CENTO GIORNI


Secondo il decreto sulla Protezione civile ( n. 59 del 15 maggio 2012) lo Stato si occupa del terremoto per 100 giorni poi il carico passa alla Regione. L’Emilia Romagna dovrà pagarsi la ricostruzione. Come? Con la «tassa della sfortuna», la possibilità di alzare fino a 5 centesimi le accise regionali sulla benzina; ma sicuramente l’introito non può bastare per ricostruire case, ospedali, uffici, capannoni industriali. Ben poca attenzione i mass media stanno dedicando a questo argomento, e i terremotati emiliani ormai sono decaduti da notizia di rilievo.
L’obiettivo del Governo, con il suo decreto n. 59, era quello di spostare il costo della ricostruzione per i terremoti dalle casse pubbliche al settore privato costringendo i cittadini a farsi una assicurazione contro le calamità; ma ora non si può certo dire agli emiliani di farsi una assicurazione postuma e di conseguenza il terremoto dell’Aquila, che doveva essere l’ultimo assistito dallo Stato, diventa nei fatti il penultimo.
Il decreto n. 59 è assurdo: elimina la solidarietà tra regioni colpite da disastri e regioni non colpite; elimina la solidarietà tra privati colpiti e privati non colpiti tra diverse zone geografiche del paese (le assicurazioni private faranno pagare cifre diverse a seconda delle aree di rischio).
La solidarietà è possibile, ed è anche meno gravosa economicamente, quando ricade su un ente più ampio; sarebbe addirittura necessaria una solidarietà a livello europeo in aiuto a paesi a rilevante rischio sismico; ma in attesa di un’Europa poco attenta a questo grave problema, almeno la nazione Italia deve fare il suo dovere. Lo Stato è l’organo che deve assicurare la solidarietà nelle disgrazie nazionali, e non può sfuggire alle sue responsabilità pubbliche.
Il decreto 59 deve essere ancora esaminato dal Parlamento italiano e il Parlamento italiano può stracciarlo almeno per tutta la parte che riguarda ricostruzione e risarcimenti. Una parte della nuova IMU dovrebbe essere devoluta ad un fondo di garanzia per coprire i necessari interventi di ricostruzione in caso di disastri: se l’IMU venisse ad avere il carattere di imposta di solidarietà sociale forse i cittadini la pagherebbero con meno odio.
26/05/12 francesco zaffuto
Questo post continua l’argomento trattato su TERREMOTO: fatti vostri

domenica 20 maggio 2012

Il terremoto è un problema nazionale


Un altro terremoto di magnitudo 5,8 ha investito l’Emilia, la sua intensità è stata vicino alla punta registrata all’Aquila; i danni non sono della stessa entità ma ci sono morti e case distrutte:
L’Italia è una penisola sismica, il terreno soggetto ad eventi sismici copre quasi tutto il territorio nazionale, l’idea di fare diventare i terremoti un fatto privato da coprire con assicurazione privata porta a declinare le responsabilità di fronte ad un evento di portata nazionale che va affrontato dallo Stato con tutti i mezzi della solidarietà sociale. Giorni addietro è stato varato un decreto che apre le porte all’assicurazione privata, rinvio al post che è stato inserito in questo blog, anche per i commenti. TERREMOTO: fatti vostri
Immagine – carta sismica dell’Italia

venerdì 18 maggio 2012

TERREMOTO: fatti vostri


Per i futuri terremoti, frane e alluvioni lo Stato non farà risarcimenti per gli immobili; se vogliamo ricostruire la casa fatti nostri, se abbiamo pagato una assicurazione bene altrimenti a dormire per sempre in tenda. Il terremoto dell’Aquila diventa l’ultimo terremoto di Stato.
Se ne è parlato poco ma il dispositivo è già in Gazzetta ufficiale ed è inserito nel decreto legge 59 del 15 maggio 2012 di riforma della protezione civile, si può consultare su diversi link, ne allego uno:
In pratica mentre lo Stato da un lato si prepara con l’IMU a tassare tutte le case, dall’altro scappa di fronte ai suoi doveri di solidarietà sociale, affida alle assicurazioni private il grande affare del terremoto. Riguardo al regolamento attuativo per le assicurazioni si rimanda a dopo la conversione in legge che deve avvenire entro 60 giorni.
Questo blog si occupò dell’argomento nel post dell’aprile 2009 TERREMOTO E ASSICURAZIONI
Le assicurazioni private stabiliranno i loro parametri di rischio e chiederanno sicuramente dei premi molto onerosi. Pagare una assicurazione non implica l’eliminazione di un rischio ma solo la copertura di un rischio. Gli incidenti stradali non sono evitati per l’esistenza dell’assicurazione obbligatoria, sono solo coperti dall’assicurazione; gli automobilisti continuano ad eccedere nella velocità e i morti ci sono lo stesso; diminuiscono gli incidenti in relazione ai divieti e ai controlli. La diminuzione delle vittime per causa terremoto si può avere solo adeguando i vecchi stabili con interventi antisismici e costruendo le nuove case con le migliori tecnologie antisismiche; il pagamento di una assicurazione può solo coprire i danni a chi è rimasto vivo. Se poi si vuole istituire un fondo assicurativo per le case in Italia non si capisce perché lo si debba dare in mano ai privati. Non si capisce perché dovrebbe far schifo pagare una “tassa” allo Stato per una forma assicurativa pubblica e dovrebbe essere meno indolore pagare un “premio” a delle compagnie private. Sappiamo tutti che le compagnie assicurative private vorranno in qualche modo guadagnarci e ci faranno pagare più dello Stato. Infine il rischio sismico in Italia non è uguale a quello che si può avere in Francia e in Germania e nei fatti andrebbe sempre a ricadere per la gran parte sullo Stato; allora ogni ipotesi di fondo assicurativo è meglio che sia pubblica. E’ tempo che il Parlamento ci dica se si vuole uno Stato sociale di fronte alle disgrazie oppure se tutti dobbiamo andare in ordine sparso. Ma se andiamo tutti in ordine sparso, nessuna meraviglia se ci sono gli evasori.
18/05/12 francesco zaffuto
Immagine – una vecchia foto del terremoto di Messina

giovedì 26 gennaio 2012

Terremoto, e che fai …


Alle 9,06 del 25 gennaio ho sentito anch’io il terremoto a Monza, nella Lombardia considerata terra lontana dei terremoti, la vetrinetta del mio studio ha tremato, la pianta che tengo su un vaso con delle rotelle leggermente si è mossa e il mio stomaco è come trasalito. Che fare? Avvisare gli altri che sono in casa, vestirsi e uscire o uscire in pigiama, ripararsi sotto un angolo della casa che ritieni più stabile? Di colpo vivi per un attimo quello che hanno vissuto gli abitanti dell’Aquila, in forma ridotta ma lo vivi. Ti rendi conto che puoi fare ben poco, molto poco. Ti rendi conto che per il terremoto occorre fare prima, molto prima, quando il terremoto non c’è: rendere gli edifici meno soggetti al disastro, educare sui minimi comportamenti da tenere in caso di pericolo, educare su come prestare soccorsi.
Se nel nostro paese ci si rendesse conto che tutto il territorio nazionale è soggetto a danno sismico e si mettessero in moto le necessarie misure di salvaguardia anche l’economia potrebbe averne un beneficio, un intero settore produttivo di vastissime proporzioni si metterebbe in moto; meno disastri nei terremoti e una crescita in economia senza produrre cose inutili.
26/01/12 francesco zaffuto
immagine - carta sismica dell'Italia

sabato 12 marzo 2011

Cosa imparare dai giapponesi e dalla natura



Le sconvolgenti immagini che ci pervengono dal Giappone ci fanno riflettere sulla nostra fragilità di umani e sulla fragilità della terra.
Dai giapponesi dobbiamo imparare a costruire le case e a farlo davvero; non come in Italia dove ci dichiariamo tanto bravi in costruzioni antisismiche e poi non le realizziamo.
Dalla natura dobbiamo imparare ad essere meno presuntuosi e più solidali.
Non possiamo disseminare il pianeta di centrali nucleari che aggiungono pericolo al già fragile equilibrio della natura stessa.
Non possiamo ignorare la necessaria fratellanza umana per porre a un qualche riparo l’umanità da una sorte a volte avversa.
La carta sismica dell’Italia, che ho posto come immagine a questo post, ci dà l’urgenza dei nostri compiti: tutte le nuove case vanno costruite con criteri antisismici, con un contenuto incremento dei costi scongiuriamo perdite di vite umane e perdite per enormi costi di ricostruzione; rifiutare le centrali nucleari in Italia (come già abbiamo fatto) e perseguire con decisione la nuova strada delle energie rinnovabili.
12/03/11 francesco zaffuto
E CHE DIRE DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA ?
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pareri sulla sicurezza delle centrali
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Medici senza frontiere - aiuti
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immagine la carta sismica dell'Italia

giovedì 8 luglio 2010

Botte alla Camera e botte sui terremotati


7 luglio,
troppo
per
un
solo
giorno.
Certo due fatti ben distinti e con motivazioni ben distinte, ma due fatti molto gravi della politica italiana accaduti in un solo giorno.

Che nella Camera del Parlamento italiano si litigasse era già accaduto altre volte, ma i pugni e il ricovero al policlinico di un parlamentare sono una grave novità.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201007articoli/56558girata.asp

Che dei terremotati andassero a protestare a Roma per le inadempienze dei governi è già accaduto in passato, possiamo fare memoria dal terremoto del Belice ad oggi; ma che dei terremotati venissero accusati di fomentare disordini e bastonati mi pare che non fosse mai accaduto.
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_luglio_7/manifestazione-aquila-roma-1703342556569.shtml

Se consideriamo, oltre a questi fatti accaduti in un solo giorno, anche il clima di scontro politico che si respira da mesi per:
l’ iter della legge sulle intercettazioni con riequilibrio dei poteri tra governo, magistratura e informazione;
l’ iter della legge “costituzionale nuovo lodo Alfano” con ridimensionamento del potere giudiziario;
l’ iter della legge sulla manovra economica con ridimensionamento economico delle autonomie locali e pesanti ripercussioni su pensioni e servizi;
lo stato della politica nel nostro paese presenta aspetti di possibile “deflagrazione”.

Il caos può portare:
a vacanze stressanti per i nostri politici e di questo poco ci importa;
a scomposizioni dei partiti con nuovi assestamenti e questo potrebbe avere anche un aspetto positivo di rinnovamento;
a mire autoritarie di chi pensa di poter perdere posizioni e benefici, e su questo occorre porre la massima attenzione.
08/07/10 francesco zaffuto

(immagine “caos” dalle Metamorfosi di Ovidio – acquerello © francesco zaffuto)

domenica 14 febbraio 2010

Protezione civile S.p.A. – No grazie



14/02/10
Che Bertolaso abbia telefonato per una massaggiatrice o per una escort non ce ne può importare un fico secco. Quello che ci interessa è lo snaturamento della protezione civile che è già diventata un nodo per gli appalti e che ancora di più lo può diventare se assumerà la veste di S.p.A. Il presidente Berlusconi vuole costruire un ibrido, una società che interviene nel pubblico senza le responsabilità pubbliche, una sorta di “stazione per appalti” con ampie deroghe normative, libertà nelle assunzioni, riserva di super poteri per il premier. (f.z.)

Per la disanima degli interventi legislativi passati sulla protezione civile e per quelli in arrivo rinvio a due attenti articoli di Claudio Sardo sul Messaggero.it: uno di oggi 14 febbraio e uno del 2 febbraio.

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=26473&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=


http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=89867&sez=HOME_INITALIA
Sulla Protezione civile SpA hanno fatto marcia indietro
Protezione civile Spa, addio
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=14215


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(immagine - " uovo ad occhio e/o occhio all'uovo" fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/ )

sabato 16 gennaio 2010

terremoto di Haiti, una ginestra potrà salvarci

Ci giungono le immagini del terremoto di Haiti; è difficile contare i morti (forse 200.000) ed è impossibile misurare il dolore.


Solo l’umana solidarietà può cercare di lenire il dolore dei sopravvissuti e tentare di ricominciare a costruire una speranza. Verso Haiti si stanno spostando aiuti da ogni parte del mondo, non so se basteranno ma c’è stata una corsa di aiuti da tanti stati del mondo.

Gli uomini, distrutti dalle forze della natura, toccano con mano la debolezza di essere uomini; tutta la loro presunzione sembra essere messa in ginocchio.

Gli uomini che continuano a farsi guerra per le appartenenze e che non riescono a regolare il loro progresso inquinante, hanno di fronte la natura che li ignora; la terra ribolle di magma e si assesta in nuove colline e monti.

Nella sua riflessione alle falde del Vesuvio, Leopardi indicava all’uomo la metafora di un fiore, la Ginestra e chiedeva all’uomo di comportarsi come quel fiore: liberarsi dalla presunzione sciocca, evitare nuove dolorose contese, comprendere la propria miseria, essere solidali, ricominciare a costruire la bellezza e la speranza.
francesco zaffuto

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La mobilitazione di aiuti per Haiti
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QUELLO CHE NON VI SENTITE DIRE SU HAITI (E CHE INVECE DOVRESTE CONOSCERE)http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6673
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HAITI – come noi abbiamo preparato la catastrofe umana
http://domani.arcoiris.tv/?p=3524
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19/01/10 Difficoltà nella gestione degli aiuti ad Haiti
http://www.apcom.net/newspolitica/20100119_192001_4ac6cf0_81147.html

(immagine – “ginestre verso il Parnaso” foto © maria luisa ferrantelli)

venerdì 10 luglio 2009

G8, un successo per Berlusconi


10/07/09


I terremotati non avevano bisogno di un G8 all'Aquila, ma Berlusconi e leader mondiali avevano bisogno di uno scenario particolare per rilanciare l'attenzione sul G8.

Berlusconi, che aveva scommesso sulla sua idea di un G8 nel luogo del terremoto, è riuscito a rilanciare la sua immagine a livello internazionale. E' riuscito a vendere il suo prodotto ancora una volta e grazie ad una grande operazione di pubblicità.

Sui risultati del G8 su: clima, disarmo e Africa, è opportuna qualche riflessione meno ottimistica.
Il clima di cordialità e di attenzione dei vari leader mondiali è stato positivo, ma molti obiettibi sono rinviati nel tempo.
- Riguardo al clima, i primi risultati dovrebbero concretizzarsi tra il 2020 e il 2050; (saremo ancora vivi?).
- Riguardo all'Africa forse un primo concreto aiuto, ma resta da capire se si tratta di 20 miliardi di nuovi stanziamenti per combattere la fame nel mondo o se si tratta di rimessa in campo di precedenti stanziamenti mai effettivamente impiegati (un paio di mesi addietro si era evidenziato un mancato rispetto degli impegni pro Africa di Francia ed Italia). Gli USA con l'amministrazione Obama pare che si impegneranno con nuovi tre miliardi. E' tutto da vedere.
- Sul disarmo nucleare le decisioni sono rinviate a un prossimo summit tra USA e Russia.
Un G8 pervaso di grandi promesse e di una gestualità commovente; una sorta di miracolo Berlusconi-Obama, con qualche inserimento sporadico di Napolitano.
Anche i manifestanti anti - G8 sono stati meno rumorosi del solito, il clima pesante delle case terremotate ha fatto un certo effetto a tutti; anche questo secondo le previsioni di Berlusconi.
(f.z.)

il precedente post
I terremotati non hanno bisogno del G8 inserito il 24 aprile 09

“ E i no global non avranno il coraggio di venire a fare casino fra i terremotati. Capite? Risparmiamo soldi e siamo più sicuri”. Con questa frase Berlusconi annuncia un G8 tra i terremotati. Peccato che già quasi tutti soldi del G8 sono stati investiti e, forse , questa nuova idea si tradurrà un ulteriore spreco.
http://www.corriere.it/politica/09_aprile_23/spostamento_g8_reazioni_maddalena_sardegna_3e267c8a-3011-11de-8d39-00144f02aabc.shtml


Non si capisce come mai, giorni addietro, il presidente Berlusconi chiedeva ai politici di non andare a fare passerelle e ora è disposto a organizzare un intero impianto strategico e organizzativo per ospitare i leader mondiali; impianto che per le conseguenze logistiche può portare solo disagio nelle zone terremotate. I leader mondiali sanno cosa comporta un terremoto e se vogliono possono dare una mano anche senza recarsi sul posto.I grandi del G8 si possono incontrare in qualsiasi albergo - ristorante d’Italia, prendere le decisioni necessarie, rispondre con sincerità come mai una volta si è G20, una volta G8, e una volta G7. Meno spettacolo e più umanità per i diseredati della terra e ci saranno meno contestazioni. Non sono certo i no global che impediscono scelte ponderate sulla crisi economica, scelte ponderate per salvare l’Africa dalla catastrofe umanitaria, scelte ponderate verso il disarmo e un mondo migliore.
francesco zaffuto
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(immagine – “angoscia del futuro” cera e china © francesco zaffuto link Altre allegorie)

lunedì 20 aprile 2009

TERREMOTO E ASSICURAZIONI


20/04/09

Le compagnie assicurative che fino ad oggi in Italia hanno preferito non assicurare le case per i danni causati dai terremoti, oggi fiutano un grande affare: “Una assicurazione obbligatoria per tutte le case d’Italia”. Stanno cominciando a studiare attorno a questa grande possibilità. Ecco come si esprime in proposito il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai ( da una articolo apparso oggi 20 aprile 09 sul Corriere della sera)
«Abbiamo calcolato che per un appartamento medio di 90-120 metri quadri l’assicurazione costerebbe, sempre ovviamente nella media, 15 euro al mese. Più o meno dai 100 ai 250 euro all’anno».
« Il tetto rimborsabile per ciascuna abitazione sarebbe di 150 mila euro. Il totale dei premi riscossi in un anno, ipotizzando una cifra media di 150 euro per ognuna dei 27 milioni di abitazioni civili esistenti in Italia, dovrebbe aggirarsi sui 3 miliardi e mezzo”.
«Secondo noi il modello francese è quello preferibile. Il primo livello vede in azione le compagnie assicurative che coprirebbero fino ad un certo ammontare, quindi entrerebbero in campo le società di riassicurazione e infine come assicuratore di terzo livello, cioè in grado di coprire i danni più ingenti delle eventuali catastrofi, per esempio sopra i 6 miliardi di euro, lo Stato. A cui comunque andrebbe nel frattempo una percentuale dei premi riscossi».
Le dichiarazioni di Cerchiai sono a ruota di quanto dichiarato dal ministro Brunetta (da un articolo apparso sul Messaggero
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=54267&sez=HOME_INITALIA&ctc=120&ordine=desc
«Non una nuova tassa, ma un modo per contrastare la miopia e l'egoismo dei singoli e delle istituzioni»:
«Abbiamo bisogno di qualcosa che ci incentivi ad essere virtuosi - dice il ministro. Il sistema assicurativo obbligherebbe invece alla responsabilizzazione di tutti: sia cittadini che enti locali sarebbero interessati a costruire bene per pagare meno l'assicurazione grandi rischi. Se le città fossero tutte assicurate sarebbero tutte più sicure, i governi locali sarebbero indotti a controllare e lo Stato, come garante in ultima istanza, pagherebbe di meno. L'assicurazione obbligatoria sarebbe un modo per contrastare la miopia e l'egoismo dei singoli e delle istituzioni».
Intanto sia chiara una cosa: pagare una assicurazione non implica nei fatti l’eliminazione di un rischio ma solo la copertura di un rischio. Gli incidenti stradali non sono evitati per l’esistenza dell’assicurazione obbligatoria, sono solo coperti dall’assicurazione; gli automobilisti continuano ad eccedere nella velocità e i morti ci sono lo stesso; diminuiscono gli incidenti in relazione ai divieti e ai controlli. La diminuzione delle vittime per causa terremoto si può avere solo adeguando i vecchi stabili con interventi antisismici e costruendo le nuove case con le migliori tecnologie antisismiche; il pagamento di una assicurazione può solo coprire i danni a chi è rimasto vivo. Se poi si vuole istituire un fondo assicurativo per le case in Italia non si capisce perché lo si debba dare in mano ai privati. Non si capisce perché dovrebbe far schifo pagare una “tassa” allo Stato per una forma assicurativa pubblica e dovrebbe essere meno indolore pagare un “premio” a delle compagnie private. Sappiamo tutti che le compagnie assicurative private vorranno in qualche modo guadagnarci e ci faranno pagare più dello Stato. Infine il rischio sismico in Italia non è uguale a quello che si può avere in Francia e in Germania e nei fatti andrebbe sempre a ricadere per la gran parte sullo Stato; allora ogni ipotesi di fondo assicurativo è meglio che sia pubblica.
francesco zaffuto
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(immagine – “angoscia del futuro” cera e china © francesco zaffuto link Altre allegorie)
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atricoli collegati in queto blog Angoscia del futuro - terremoto in Abruzzo

mercoledì 8 aprile 2009

Angoscia del futuro - terremoto in Abruzzo


08/04/09


Non ci sono parole per descrivere l’angoscia di chi ha perso i propri cari e la propria casa. Giornali e televisioni si sprecano a descrivere il dolore visibile, ma il dolore invisibile dell’anima è enorme.
Ora è il momento dei soccorsi e della solidarietà.
Immediatamente dopo si debbono costruite delle strutture abitative in legno di soccorso e va iniziato un progetto di ricostruzione antisismica dell’Aquila che non cancelli la storia di quella città.
Ma quando il tempo sarà passato e si rincorreranno nel nostro paese nuove brutte notizie, esiste il rischio di dimenticare. Abbiamo dimenticato Messina, il Belice, Gemona, l’Irpinia. Questo ultimo disastro non dobbiamo dimenticarlo.
Il disastro dell’Aquila deve modificare la cultura degli italiani sulla casa di abitazione e sugli edifici pubblici. Deve nascere e consolidarsi la consapevolezza che abitiamo un paese a rischio sismico. Questa consapevolezza deve essere un preciso dovere per chi si dedica alla politica.
Chi acquista una casa è meglio che risparmi sulle mattonelle di abbellimento e spenda quello che c’è da spendere in materia di calcestruzzo e strutture di sicurezza
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Sul piano tecnologico dobbiamo migliorare le nostre tecniche prendendo esempio da altri paesi a tecnologia avanzata nel settore antisismico come il Giappone.
E’ necessario un piano di intervento antisismico che deve impegnare la politica del futuro con carattere di priorità; un impegno di lungo periodo che deve vedere la necessaria collaborazione di tutte le intelligenze tecniche e scientifiche.
Vanno effettuati controlli rigorosi in sede di progettazione edilizia e in sede di realizzazione.
Vanno combattuti gli aspetti di lavoro in nero che spesso sono prassi nel settore edilizio.
Sul piano della ricerca scientifica non devono essere sottovalutate le ricerche in materia di previsione dei terremoti più gravi (compresi gli studi del ricercatore Giuliani).
Un piano per l’Aquila e un piano di lungo periodo per tutta l’Italia. Un piano edilizio che non faccia perdere la bellezza e la storia delle nostre città, Ma la politica deve liberarsi dalla ignoranza, dalla corruzione e dalla speculazione.
francesco zaffuto
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(immagine – “angoscia del futuro” cera e china © francesco zaffuto link Altre allegorie)