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domenica 19 agosto 2012

Una parola che fa paura: “anarchia”


Ieri sera 18/08/12 alle ore 21,00 su Raimovie è stato mandato in onda il vecchio film di Giuliano Montaldo – Sacco e Vanzetti, un film visto anni fa da milioni di italiani e che ha commosso più generazioni. La scelta di Raimovie però è stata quella di mandare in onda una versione censurata. Trattasi di una censura ideologica che non sappiamo in che data è stata fatta e da chi è partita la volontà censoria. Dove è arrivata la mano della censura? Sulla frase pronunciata nel film da Volontè prima di sedersi sulla sedia elettrica: “Viva l’anarchia”.
Questa frase ai nostri censori della televisione fa paura; sono gravidi di una ignoranza violenta forse capace di rifare un processo a Sacco e Vanzetti. L’anarchia è un fenomeno complesso, un movimento che ha raccolto in duecento anni di storia tante anime da quella pacifista e non violenta a quella giustizialista che ha teorizzato il tirannicidio, gli anarchici sono stati spesso indicati come i generatori di tutto il male possibile come dei particolari ebrei.
Sul piano della fruizione artistica del film, se tale censura è stata fatta senza il permesso dell’autore e della casa cinematografica, siamo di fronte all’abuso. Ed è addirittura paradossale vedere Volontè che apre la bocca e che non si sente l’audio.
Su youtube esistono caricate tre versioni del film; chi vuole può confrontare la versione censurata e le due versioni non censurate, basta rivedere le ultime scene del film.
Versione censurata
Versioni non censurate
Immagine – la vecchia foto storica di Sacco e Vanzetti.
Nota - Tra i commenti una precisazione di Alberto Farina per Raimovie e una mia risposta

giovedì 26 aprile 2012

ALTRI MILLE


I mille che sbarcarono a Marsala costruirono l’Italia, ma oggi ci sono i mille che non sbarcano da nessuna parte e rappresentano l’Italia: sono i mille dei sondaggi. Vengono interrogati, interpellati con le domande più assurde e più sfiziose, e rispondono sempre a tono rivelando il pensiero di 60 milioni di italiani. Sono loro, sono il Campione di tutti i sondaggi.
Mi chiedo, ma voi siete mai stati uno dei mille? A me non è mai capitato.
Allora mi sorge il dubbio: questi mille sono sempre gli stessi o variano? Se sono sempre gli stessi sono diventati dei veri e propri professionisti della risposta. Ma poco ci viene detto dalle società che gestiscono i sondaggi, poco ci dicono su come viene formato il campione; ci dicono solo il responso dei mille, il responso sulle domande più stravaganti.
Una delle domande più stravaganti proposta ai mille è questa: "votereste una compagine elettorale formata dall’attuale maggioranza che sostiene il governo Monti?" E i mille rispondono. Eppure, la maggioranza dei mille dovrebbe fare lei stessa altre domande: ma che razza di domanda è questa? ma che senso ha fare una domanda su una ipotesi non possibile? perché mi fate questa domanda? Ma ci dicono che i mille hanno risposto e che voterebbero un simile paradosso.
I mille orientano tutto e tutti su realtà esistenti; e creano una realtà immaginaria.
Arrivederci al prossimo sbarco.
26/04/12 francesco zaffuto
Immagine - antica illustrazione dello sbarco dei mille

venerdì 10 febbraio 2012

Ti piace o non ti piace il governo Monti?


Ti piace o non ti piace il governo Monti? Domanda secca come su facebook quando si vuole dare un merito veloce a qualche intervento. Questa domanda sul governo Monti viene proposta fastidiosamente e costantemente nei giornali, nelle trasmissioni TV; si chiede al popolo una affermazione totalizzante, un po’ come dire, vuoi che l’Italia si salvi o che affondi. I post di questo blog dove può traspirare un non mi piace sono superiori a quelli dove può traspirare un mi piace; ma ho cercato di intervenire solo su questioni ben specifiche e non mi interessa di rispondere alla domanda che considero oziosa e sgradevole?
Il primo tempo del governo Monti lo abbiamo visto, ora attendiamo il secondo.
C’era da rispondere allo spread, con urgenza dare al mondo il segnale di voler mettere a posto i conti, e il governo Monti lo ha fatto. Disse che, data l’urgenza, non poteva mettersi a studiare sull’imposta patrimoniale e diede il via al taglio di pensioni, aumento dell’ICI e dell’IVA. Ora finita l’urgenza si avvia verso una riforma del lavoro, anch’essa ritenuta urgente, ma senza soldi per migliorare il welfare ed evita di parlare di patrimoniale.
Il cresci Italia è stato puntato sulle liberalizzazioni; ma non sarà solo l’aumento di qualche tassinaro, di qualche farmacia, di qualche avvocato, di qualche nuovo giovane imprenditore che può determinare la ripresa della crescita; i dati delle aziende che in questi giorni chiudono sono allarmanti.
Lo Stato deve reperire risorse e spenderle nel migliore dei modi; la cura liberista non basta e, se è solo quella, può diventare veleno.
Si saranno dette alcune cose in franchezza Obama e Monti nel loro ultimo incontro? Hanno parlato di tassazione comune (USA – UE) delle transazioni finanziarie o hanno addirittura evitato il discorso?
10/02/12 francesco zaffuto
Immagine – il simbolo del mi piace di facebook

mercoledì 23 febbraio 2011

Il Contratto, reality sulla disoccupazione


Sto guardando la trasmissione su la Sette, Il Contratto; e sto scrivendo questo post in diretta.

Altro che grande fratello: chi vince viene assunto.

Tre disoccupati vengono esaminati in diretta, due avranno un calcio nel c… e uno alla fine della trasmissione sarà assunto. Si tenga pure conto che questi tre disoccupati portati in trasmissione sono stati già preselezionati dalla cinica lotteria della stessa trasmissione.
Sono presenti nella trasmissione: una spiritosa conduttrice, un paio di dirigenti di azienda, alcuni esaminatori per conto dell’azienda stessa, più tre esseri considerati esperti.
Il posto in palio è un miserabile posto di venditore di altri lavoratori per altri aziende; però con contratto a tempo indeterminato.
I tre partecipanti a questa deprimente lotta sono:
donna 39 anni Diploma Accademia belle arti
uomo 36 anni Laure in economia (tra l’altro con moglie in attesa di un bambino)
uomo 32 anni Laurea in filosofia
Vengono sottoposti a diversi test:
- in uno dei test l’esaminatrice (una ragazza molto carina dello staff aziendale già assunta) li sottopone a fare delle formelle colorate con il pongo per esprimere la propria personalità;
- in un altro test debbono trovare dei birilli da bendati tramite indicazioni che si danno tra loro.
Dopo questo paio di test gli esperti sono entusiasti; il professorino di Diritto del lavoro magnifica i test e critica le università perché lontane dalle esigenze del mondo del lavoro.
Poi passano a qualche esempio di vendita.
Poi passano ai rapporti umani con l’organizzazione di una cena.
Poi vengono stimolati a parlarsi addosso come nella tradizione del Grande fratello giudicandosi tra di loro.
Dopo l’esperto Dottoressa Ceresa (psicoterapeuta) elogia il conflitto come necessario .
Si passa a un nuovo test di travasare delle palline per vedere se sanno lavorare in Tim.
Poiché la candidata donna lamenta il suo ruolo di donna nel trasferire le palline insieme agli altri candidati uomini, allora gli esperi si dilungano in una sciorinata di luoghi comuni sulle donne.
Ora la prova finale: sono sul posto di lavoro, debbono simulare il loro lavoro, debbono proporre a dei clienti (altre aziende) servizi di selezione di personale. I tre candidati ci provano con sudori freddi.
A questo punto arrivano le valutazioni e il colloquio finale, i candidati si assentano per andarsi a vestire con un abito più formale. La conduttrice approfitta per fare una commovente intervista i genitori dei ragazzi.
Ora inizia il colloquio, domande ricorrenti fatte dai dirigenti: cosa ti piace dell’attività di vendita, quale è la tua strada e dove ti vedi, come puoi soddisfare i clienti, di questa esperienza cosa ti porterai dentro. Più domanda alle spalle di un altro candidato per tenere vivo lo spettacolo della lotta.
I candidati alla fine della trasmissione sembrano tutti piallati, il loro ideale è diventare venditori di quella ditta e ne sono entusiasti, sembra quasi che sia la vita da sempre sognata, addio alla filosofia, all’arte e alle riflessioni sull’economia, addio alla propria identità, pronti per un lavoro pagato. Ma solo per uno, quanto agli altri …. Non si uccidono così anche i cavalli.
Gli esperti (ben sistemati nel mondo del lavoro) fanno pure una manfrina finale sull’atteggiamento troppo insicuro di questi disperati candidati.
Finale, la dirigente comunica chi viene assunto ... il più entusiasta e disponibile per l’azienda.
Una trasmissione cinica, indignante, violenta contro gli esseri umani, stomachevole; ma sicuramente ci sarà chi la spaccerà come una iniziativa encomiabile per aiutare i giovani ad imparare come trovare lavoro.
Alle ore 23,50 del 22/02/11 la trasmissione è finita – francesco zaffuto
,
(immagine – “teschio 1 a” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)nota descrittiva dell'immagine per disabili visiviSu fondo nero un teschio umano visto di profilo, il teschio con è totalmente ossificato, ci sta ancora la pupilla di un occhio, una punta di naso quasi intatta, qualche cartilagine. Una grande mosca sta sul teschio e può succhiare le ultime energie.

mercoledì 24 novembre 2010

Ci manca la seconda puntata

Quella che arriva prepotente e sempre l’ultima notizia anche se si tratta di quella più stupida, una sciocchezza detta da un uomo politico è capace di primeggiare sulle prime pagine per qualche giorno. Intanto, cadono nel dimenticatoio fatti gravi, scalzati dal nuovo scompaiono. Poi arriva la terza puntata e si scopre che quei fatti dimenticati sono diventati estremamente più gravi; quella che manca è la seconda puntata quella che doveva essere dedicata ai rimedi.

Di questa mancanza della seconda puntata è emblematico il caso Haiti: nella prima puntata abbiamo assistito ai servizi strazianti del terremoto, alla spedizione di soccorso degli americani che aveva visto la partecipazione dello stesso ex presidente Clinton, alla missione in trasferta del nostro Bertolaso; poi il silenzio .... ora dopo alcuni mesi, alla terza puntata, ci accorgiamo che ad Haiti è scoppiato il colera, tutta quella mobilitazione internazionale non è riuscita neanche a risolvere il problema di un po’ di acqua pulita da bere.
.
L’osservazione degli organi di informazione è uno strumento molto più importante di quello che si possa pensare; quando l’attenzione diminuisce o cessa sembrano cessare anche i fatti, e forse si perdono anche i possibili rimedi.
24/11/10 francesco zaffuto

senza immagine

lunedì 25 ottobre 2010

Dimenticato come segretato

Ciò che viene dimenticato, perché i massmedia non ne hanno parlato o ne hanno parlato cosi sinteticamente al punto di sfuggire all’attenzione, diviene nei fatti come segretato: consegnato al grande dimenticatoio e scompare.
Necessita qualche volta riesumare qualche notizia, anche se è passato un po’ di tempo, e pensarci sù, giusto per non fare la figura con noi stessi di dementi.
Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari
I risultati alla Camera sono stati i seguenti:Presenti 525Votanti 520Astenuti 5Maggioranza 261Hanno votato sì 22Hanno votato no 498).
Una stragrande maggioranza che ha attraversato le diverse componenti politiche si è espressa per il mantenimento del vitalizio.
Ecco un estratto del discorso alla Camera dell'onorevole che ha proposto l'abolizione del vitalizio :“Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possaaccettare l'idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o unapensione, di versare contributi per quarant'anni, quando qui dentro sonosufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra ilPaese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Nonsarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto ilparlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altrepersone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità,che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C'è lavedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente inParlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostraproposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine delgiorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia peri deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare icontributi che a noi sono stati trattenuti all'ente di previdenza, se ildeputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l'INPS hacreato con gestione a tassazione separata.Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altrinell'arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e diogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamentirealizzati.Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghiquestori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, chenon esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice deliberadell'Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noiprospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camerae anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l'anno."

Cari Onorevoli,
cosa dire!?
Non si trattava di ridurvi in miseria, si trattava di diventare pensionati come gli altri.
Capisco che possiate essere restii alla parola uguaglianza, visto che non va più di moda; ma se la proposta di Borghesi la trovavate troppo penalizzante potevate farne un’altra, ma mi pare che vi siate limitati a dire di no, non ci sono altre notizie, siete riusciti a salvare capra e cavolo.
A noi resta di evitare di dimenticare.
25/10/10 francesco zaffuto
.
(immagine “segretato” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
una mano sta depositando un teschio dentro una scatola, sono visibili anche i quattro lati laterali interni della scatola, un tutti e quattro i lati si ripete l’immagine del gioco dell’oca.

sabato 2 ottobre 2010

...solo pistole ad acqua


...solo pistole ad acqua e possibilmente caricate con acqua oligominerale, è questa l’unica soluzione...

Se Di Pietro parla in Parlamento con toni accesi arma la mano di un possibile attentatore. Maroni dice che quello accaduto al direttore di Libero può accadere nuovamente ed occorre abbassare i toni.

Le parole di Di Pietro, di Grillo, di Vendola sono diventate poco digeribili; eppure mai queste persone hanno parlato di armi, bensì di lotte e manifestazioni.

In Italia, mi pare, l’unico a parlare espressamente di fucili è stato Bossi, in alcuni suoi comizi, e mi pare fosse presente anche il fido Maroni


INTANTO A ROMA OGGI NUOVO NO B DAY

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=121238&sez=HOME_INITALIA

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/10_ottobre/02/no_b_day_2_popolo_viola_in_piazza_italia_svegliati_-3-,26327644.html


02/10/2010 francesco zaffuto

immagine pistola ad acqua - di tipo platica e ben colorata – in modo che non ci possano essere dubbi

giovedì 20 maggio 2010

Intervista a Carlo Marx sul compenso a Santoro

Forse perché il barbera l’altra sera era pesante, ho pensato de parlà con Carlo. Sì, il Carlo Marx, per fargli una intervista su cosa ne pensava dei 10 milioni a Santoro a pie di lista.

Ho girato tutti li gironi, sì li gironi dell’Inferno, e non l’ho trovato. Dopo ero sicuro di trovarlo in qualche cornice del Purgatorio, niente da fare. Con grande meraviglia ho incontrato il Carlo in una delle tante stanze della portineria del Paradiso.
E come un inviato speciale mi avvicinai e cominciai a parlare.

Inviato – Siete qua, professore?
Marx – Siete? So uno solo, perché mi chiami siete?
Inviato – Per rispetto professore.
Marx – Ma no, qua danno del tu anche al Capo, stile Roma antica. Vedi de parla, dici nun dica.
Inviato – Come mai sei qua?
Marx – (sorride) Mi hai cercato all’infernaccio? Eh .. eh. Io penso che se so sbagliati (dice grattandosi la barba), ma qua dicheno l’errore nu ne possibile.
Inviato – Come mai st’accento vagamente romanesco.
Marx – E pe via che manno messo con un certo Gioacchino, un certo Belli, che me continua a parla in sto modo da cent’anni. Nun riesco manco più a dire più “grundisce , grundisse”. Ma lasciamo perdere , dimmi piuttosto, che voi da me?
Inviato – Scusa, te posso chiedere perché non t’anno messo con Engels.
Marx – No... l’amico mio sta ai piani superiori. Hanno detto che stava a pagare sempre da bere lui e che gli spettava. Ma dimmi tu, che mi pari ancora umano, che fai qua e che voi da me?
Inviato – Sono venuto per chiederti di Santoro.
Marx – A me de santi me veni a chiedere? A me che me stanno proprio sopra li co.... E nun me fa parlare male che qui intercettano tutto.
Inviato – Non è un santo, se chiama così di nome. Tu pensa che è uno che dice di essere di sinistra e che guadagna in un colpo 10 milioni di euro.
Marx – E che vol dì? Che è sto modo de parlà? Euro, milioni? Nun si capisce niente.
Inviato - So tanti, so proprio tanti. Tanti, tanti.
Marx - Famme capì, quanto vale un omo da voi. Uno omo de fatica. Uno di quelli che io chiamavo.... Famme pensà ... come li chiamavo?
Inviato – Proletari
Marx – Esatto. Uno di quelli. Quanto guadagna in un anno nel tuo paese?
Inviato – Uno di quelli guadagna al massimo in un anno 16.000 euro.
Marx – E allora è semplice, fai la divisione e capisci. Tu hai detto dieci milio de ste euro, li dividi per 16.000 e vedi quanto omini ha fottuto questo tizio.
Inviato – Ci provo ma non è facile. Fatela voi professò.
Marx – Ho passato la vita a scrive il Capitale e sono qua per riposare.
Inviato – Ci provo, professò. Mi viene, mi viene... circa 625 omini proletari.
Marx – Visto che sei bravo. Pertanto, 625 omini che questo tizio doveva pagare il doppio de 16.000 . Che fa trentadumila. Li ha pagati la meta, si è acchiappato il PLUSVALORE e di conseguenza in un colpo se fatto quei dieci milioni di cui parlavi. V’avevo detto tutto io. V’avevo detto tutto. Ce fosse stato qualcuno che studiava.
Inviato – Sì, solo che non è ...
Marx – Come solo che non è. Siete 625? Nun avete che da perde le vostre catene? Gle fate un culo così e tutto cambia. E nun me fa parla, e nun me fa parla che qui ci intercettano tutto.
Inviato – Ma non... ma non...
Marx – Ce risiamo. Vuoi dire la solita storia che non ce sono le condizioni storiche.
Inviato – Il fatto è che questo Santoro non è un padrone.
Marx – Non è un padrone! E che è?
Inviato – E’ un giornalista.
Marx – Un, un che.... un giornalista?
Inviato - Sì, un giornalista che stava sempre a parla male del padrone dei padroni. E gli hanno detto vedi de parla di qualche altro argomento, goditi sti dieci milioni, riposati un po’ che sei stressato.
Marx – (si gratta la barba e i capelli). Ma voi in pratica avete un padrone dei padroni cosi coglione che paga di tasca sua una simile cifra per un solo giornalista. Con quella cifra ne poteva comprare almeno cinquanta.
Inviato – Vedi, te spiego. Quel padrone dei padroni non paga con soldi suoi, ma con soldi nostri. Soldi che lui prende con un canone che fa pagare a tutti; lui stesso ci dice “ma non pagate, ma non pagate”; li sui nimici dicheno “pagate, pagate, che è brutta cosa non pagare” , e nui paghiamo. Poi lui co li suoi compari prende li sordi e li spenne per comprà giornalisti, cantanti e ballerine.
Marx – Non ciò capito niente. Non ci ho capito proprio niente.
Inviato – Te lo posso racconta natra volta.
Marx – No, no, per carità, mi viene il cerchio alla testa. Una cosa penso di averla capita: la masse dei coglioni sete voi.
Inviato – Ma non potresti tu professò, per lucidarci la memoria scrivere un’appendice al Capitale; quarche paginetta per ricominciare.
Marx – Sì, e poi chi la legge? Me pare che ci aveva ragione quer tipaccio che entrato in paradiso da la porta de servizio. Ci aveva un nome strano, Woutila e per semplicità se faceva chiamare Giovanni e pure Paolo. Me venne a trovà e mi disse cor vocione “nvedi che giù tu sei fori moda; quannu a lu dimonio l’oro non gli abbasta, semo noi che sciogliemo e legamo tutti quanti: proletari, ruffiani, ladroni e padroni” .
Inviato – Non parlava così da noi ma me pare di conoscerlo. E tu non gli hai detto niente?
Marx – Bhe, non sarò di moda da voi ma qua qualche autorità per anzianità ce l’ho , e, per rieducarlo, l’ho mannato a scopare per ducentanni il refertorio.

Dopo averlo salutato, me ne so rigirato sulla terra; ma non sarà possibile trovare a destra o a manca una rivista per pubblicare sta cazzo di intervista .

l’inviato speciale (f.z.)
Intervento dell'amico libomast
Caro ex Prof. che share avevi sul tuo posto di lavoro? da fetecchia e allora liquidazione di fine rapporto e pensione da fame –
Per le lobby, eliminare una trasmissione e/o un conduttore che fa un "uso criminoso della tv pubblica" perché fa sorgere dubbi e va controcorrente, a costo zero, perché pagano i contribuenti, non solo è un ottimo affare, ma apre le porte alla fui-tina di altri rompi co…… , per finire di espropriarci, indottrinarci, sfiancarci, ecc.
Riporto lo sfogo finale dell’ultimo post del blog -C A N E L I B E R O N L I N E
“Ci hanno trasformati in esseri indifferenti, cinici, ipocriti… ci hanno ammaestrati tutti a tale scopo…così non abbiamo un anima e un pensiero…ma siamo tutti figli di Grande Fratello difendendo solo il ns orticello...e basta!!!!!!!!!!! “.
Invece di quell’orticello dobbiamo cercare di salvarne i semi...se qualcuno viene a sradicarci tutto io ripianto e ripianto ancora…io non voglio sopravvivere…IO VOGLIO VIVERE!!!!.
Non mi stupisco per i 10 milioni di € - non mi stupisco per i 28 miliardi di €. - Mi stupisco di esserne venuto a conoscenza -.

La Tv pubblica, che ha fatto conoscere l’Italia agli Italiani, oggi, per le lobby, deve cambiare e deve avere il compito istituzionale di indirizzare gli Italioti a comportarsi come loro desiderano.
http://www.youtube.com/watch?v=uly9_8lHGjw&feature=player_embedded

Noto che stai cercando la carta stampata, hai nostalgia del tuo vecchio ciclostile
“ma non sarà possibile trovare a destra o a manca una rivista per pubblicare sta cazzo di intervista..”
Noto che l’immaterialità di internet non ti soddisfa – bellissima internet, ma…………. sai che i Brunetta di turno vogliono controllarla e strumentalizzarla eliminando anche nell’istituzioni pubbliche la carta stampata – sanno che l’informatizzazione non è ancora della massa principale degli italiani e in particolare degli anziani - e quindi ………………, non solo vecchi, ma ancora dipendenti per il loro analfabetismo, compriamo su ebay i vecchi ciclostile che funzionano anche con carta riciclata, riportiamo indietro i nostri orologi e ricominciamo a ricostruire.
Non dimenticare di rivedere questo vecchio video di Gaber
http://www.youtube.com/watch?v=emoFu3iejiQ&feature=related
Ciao a presto.
Liborio

domenica 11 aprile 2010

Il grande dimenticatoio


(I deputati PDL si sono pure dimenticati di andare a votare per il decreto salva - liste)
http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo479009.shtml

Ricordate tutti i patemi d’animo prima delle elezioni per le liste annullate: minacce, improperi, manifestazioni, decreti interpretativi, cause e giudizi. Passate le elezioni tutto è caduto nel grande dimenticatoio. Tutto macinato e dissolto, si aprono nuovi orizzonti di dibattito e scontro.

Eppure quella vicenda aveva messo a nudo che le procedure per la presentazione delle liste erano un colabrodo di contraddizioni: a Milano si erano riscontrate irregolarità formali su firme e autentiche, a Roma accadeva la mancata presentazione della lista PDL per le indecisioni sui candidati fino all’ultimo minuto.
In un paese dove vige il buon senso, prima di passare alle grandi riforme, si dovrebbe sanare con una piccola riforma il difetto riscontrato sulla presentazione delle liste.
Visto che l’ elevato numero delle firme, debitamente autenticate, necessarie per la presentazione delle liste alle elezioni regionali, nei fatti ha determinato la rinuncia di gruppi politici minori e perfino difficoltà ai gruppi politici più grandi.
Visto che il rimaneggiamento continuo delle liste fino all’ultimo minuto ha creato difficoltà.
Si potrebbe varare una piccola, piccola, riforma per:
per un numero contenuto e plausibile di firme,
per stabilire una procedura certa per raccogliere le firme,
per avere liste di candidati definite e allegate prima della raccolta delle firme,
per avere uffici pubblici di autentificazione sempre aperti e disponibili per tutti i cittadini.
Una piccola riforma delle procedure in garanzia di grandi e piccoli gruppi politici.Niente di tutto questo, si passa alle grandi riforme della Repubblica, una Repubblica con un dimenticatoio a misura extralarge
11/04/10 francesco zaffuto

post collegato
Presentazione liste regionali - discussione su for...ma e sostanza

(immagine “aspettando” matita © francesco zaffuto link Altre allegorie)

mercoledì 15 aprile 2009

Appello per il Teatro e la Musica Classica in TV

post del 15/04/09
(la lettera che segue viene inviata automamente da singoli o da gruppi che ne condividono il contenuto)
Al Presidente della Rai Paolo Garimberti
SEDE RadioTelevisione Italiana
viale Mazzini 14
00195 Roma

Lettera aperta
Promuovere un appuntamento fisso settimanale in prima serata, in uno dei canali televisivi, da dedicare al teatro e alla musica classica
Sig. Presidente,
Lei certamente ricorderà che la televisione italiana nei suoi primi anni di vita si fece promotrice del teatro e della musica classica. Oggi, inseguendo gli indici di ascolto, gli interessi della pubblicità, l’imitazione delle reti private, ha relegato gli appuntamenti con il teatro e la musica classica ad impegno marginale, sporadico e in tarda serata. La televisione pubblica, nella sua fase iniziale, pur dotata di minori mezzi, ci mise in contatto con autori di teatro classici e moderni, ci diede l’opportunità di conoscere grandi interpreti; ancora oggi certe vecchie registrazioni sono considerate un patrimonio culturale e costituiscono fonti uniche di documentazione relativamente a grandi interpreti.
I cittadini italiani possono certamente fruire del teatro recandosi nei teatri e fruire della musica classica recandosi nelle strutture esistenti; ma Lei ben sa che il nostro paese è formato da grandi città dove esistono teatri e luoghi per fruire della musica, ma anche da tante piccole città e piccoli paesi dove non esiste alcuna struttura. Il ruolo di promozione culturale della televisione per il teatro e la musica classica è estremamente necessario. Inoltre, Sig. Presidente, un appuntamento fisso per il teatro e la musica classica in televisione diventa promozionale anche per tutti coloro che lavorano nel teatro e nella musica classica e può portare ossigeno a settori che soffrono per limitati investimenti. Sicuramente un impegno in tal senso troverà collaborazione nel mondo del teatro e della musica classica; in termini di spesa potrà costare anche meno di certi spettacoli che attualmente vediamo in televisione; in termini di crescita culturale avrà ricadute notevoli sui giovani e sulla scuola; può mettere in movimento processi culturali imitativi tra i giovani. Gli indici di ascolto andranno gradualmente a salire; il gusto per la cultura si affina attraverso la fruizione della cultura stessa.
I cittadini che pagano il canone televisivo hanno il diritto ad almeno un appuntamento settimanale fisso in prima serata in una delle tre reti TV con il Teatro e la Musica Classica.
SICURAMENTE SI PUO’ FARE
SICURAMENTE E’ DOVEROSO FARLO
Cordiali saluti
firma nome e cognome indirizzo o denominazione gruppo
Il presente appello è riportato anche nei siti:
(immagine – “ invito a pranzo” china © francesco zaffuto)