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mercoledì 8 aprile 2015

Ci si accorge dell’intruso

C’è un gioco che si chiama “trova l’intruso” e non è un gioco facile se l’immagine proposta presenta tante possibilità. La politica oggi, dopo la sentenza della Corte di Strasburgo sulla Diaz, si accorge che De Gennaro forse è un “intruso”. Viene fuori un: “ve l’avevo detto io che...”.

O.K. molto bene ricordarsi.  Sì, ma nessuna campagna o battaglia fu fatta allora per allora, quando un capo di polizia fu promosso a fare un altro mestiere quello di manager industriale, per particolari qualità. Forse gli intrusi erano tanti e in tanti governi da allora ad ora.

immagine: gioco trova l'intruso

martedì 7 aprile 2015

6 aprile un anniversario triste

Il 6 aprile si è celebrato l’anniversario del terremoto dell’Aquila del 2009, un anniversario triste se si pensa alle vittime e che fa rabbia se si pensa che tra le nuove case costruite 800 balconi rischiano di cadere.
Dopo il terremoto decollò il Progetto C.A.S.E. (il significato della sigla era ambizioso e stava per Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili). Dopo 6 anni le case costruite si rivelano  Sostenibili  proprio per niente: 800 balconi a rischio crollo sono stati posti sotto sequestro, per il resto infiltrazioni di acqua ed altri inconvenienti …
… questo è il terremoto della coscienza …materiali scadenti e speculazione senza scrupoli …  
Di governi se ne sono succeduti 4: Berlusconi, Monti, Letta, Renzi ....  


venerdì 31 gennaio 2014

LA BANCA DEGLI ALTRI


Chi è disposto a gustare un piatto di fagioli messicani con la crema chantilly?

La Banca d'Italia venne istituita con la legge n. 449 del 10 agosto 1893.  Nacque un istituto considerato pubblico nella sua natura e strutturato come una società per azioni privata. Attraverso questo istituto lo Stato italiano (ispirandosi ad un orientamento comune in diversi stati capitalisti) intendeva controllare in forma delegata l’economia creditizia e monetaria senza esercitare un peso esclusivo.
 Il capitale sociale della Banca d’Italia fu diviso in quote, le quote sono appartenute a maggiori banche del paese, istituti assicurativi privati e pubblici; con alcuni vincoli sul diritto di voto per evitare il peso preponderante di un singolo istituto.
 L’ammontare del capitale sociale fu di 300 milioni di lire, interamente versato al 1936;  allora era una discreta cifra ma oggi equivale 156.000 euro.
 Questo capitale sociale  non è stato mai rivalutato perché la partecipazione azionaria alla proprietà della Baca d’Italia è stata considerata sempre qualcosa di simbolico e di prestigioso per gli istituti creditizi che vi partecipavano. Questo prestigio è derivato dalle competenze che lo Stato italiano ha dato nel tempo alla Banca d’Italia: nel 1926 diventò l’unico istituto bancario autorizzato ad emettere moneta a corso forzoso e, negli anni successivi, gli furono concesse prerogative di controllo su tutto il sistema bancario.
 A fronte di un capitale sociale rimasto fermo la Banca d’Italia ha continuato ad incrementare nel tempo le sue riserve; ma le riserve essendo non disponibili si potevano considerare come una sorta di teorico tesoro pubblico.
 Con l’aumento del Capitale sociale, deciso con decreto dal Governo in carica, ed approvato nella convulsa seduta parlamentare di due giorni fa:  il capitale passa da 300 milioni di lire a 7,5 miliardi di euro, le riserve vengono di fatto rese disponibili e determinano l’entità della nuova quota sociale dei vecchi proprietari. Le banche proprietarie delle vecchie quote, se venderanno una parte delle quote ad altri istituti di credito verranno ad un tratto ad incassare alcuni miliardi per effetto della rivalutazione della loro quota.
 L'elenco dei principali proprietari partecipanti della Banca d’Italia, indicati sul sito, è il seguente:
Partecipante
Quote
Voti
Intesa Sanpaolo S.p.A.
30,3%
50
UniCredito Italiano S.p.A.
22,1%
50
Assicurazioni Generali S.p.A.
6,3%
42
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A.
6,2%
41
INPS
5,0%
34
Banca Carige S.p.A.
4,0%
27
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.
2,8%
21
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
2,5%
19
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A.
2,1%
16
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A.  
2,0%
16

Facendo un esempio,  Unicredit che fino a pochi giorni fa aveva il 22,1% di 156.000 euro (cifra con cui non poteva comprare neanche un garage), oggi si trova ad avere il 22,1% di 7,5 miliardi di euro. Non è certo una differenza di poco conto.
 Se si considera,  inoltre,  che in base alle nuove norme non potrà detenere più del 5% del capitale sociale, si troverà addirittura costretta a vendere la parte di quota eccedente ottenendo un beneficio perfettamente legale ed immediato del 17,1% di 7,5 miliardi.
 In base ai nuovi dispositivi le quote potranno essere acquistate da banche e imprese assicurative con sede in Ue. Quindi i nuovi soggetti proprietari di Banca d’Italia possono essere soggetti finanziari anche non italiani (con sede UE), ma ogni soggetto non potrà possedere oltre il 5%.
 I telegiornali italiani ci hanno mostrato un’aula parlamentare con deputati grillini presi dall’isteria dell’ostruzionismo,  volevano impedire il voto di questa legge, volevano impedire alla maggioranza di esprimersi, gesto sicuramente antidemocratico. In fin dei conti se una democrazia vuole favorire con qualche miliardo le banche può farlo nel pieno della sua legittimità, ma almeno con una chiara e specifica discussione e voto specifico sull'argomento.
Vale la pena di osservare che il decreto si chiamava IMU-Banca d’Italia; in una democrazia, almeno rispettosa del buon senso,  si doveva scindere la discussione sull’IMU da quella sulla Banca d’Italia.  Nel decreto del Governo Letta,  sono stati messi insieme i dispositivi per l’eliminazione dell’imposta sulla prima casa con i dispositivi per la Banca d’Italia, è come se si fosse preparato un pasto a base di fagioli messicani con la crema chantilly, forse dietro questo cattivo gusto si può celare qualche sospetto.
31/01/14 francesco zaffuto


Immagine – un piatto di fagioli messicani, che mi auguro senza crema chantilly

sabato 14 dicembre 2013

il 2 per mille dei partiti

Il governo Letta ha fatto una accelerazione per dimostrare che toglie il finanziamento ai partiti e lo vara per decreto (ma entro 60 giorni deve pur sempre essere approvato dal Parlamento).

Ripeto in buona parte quanto già detto in un post del maggio di quest’anno.

Dove sta la grande novità delle misure del governo  Letta?
  Si tratta sempre di un finanziamento perché viene dalle imposte che gravano sui cittadini;  un due per mille che dovrebbe incassare lo Stato che viene destinato ai partiti; anche le stesse detrazioni d’imposta per le donazioni volontarie sono nei fatti un minore introito fiscale dello Stato.  
 La novità sta tutta nel fatto che i partiti vengono trattati come le chiese e come le ONLUS di beneficenza a cui attualmente si può stanziare l’8 per mille e il 5 per mille.
 Ma i partiti sono come le chiese e come degli enti di beneficenza????
 Direi proprio di no,  sono dei gruppi associativi che intendono gestire la cosa pubblica, sono quello che di fatto diventerà CESARE.
  La Costituzione nell’istituire CESARE protegge la libertà dei cittadini con il suo articolo 48.
Art. 48 Costituzione
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. …

 Questo articolo parla espressamente di uguaglianza nell’espressione della volontà, libertà e segretezza. La segretezza tutela la stessa libertà.  Firmare su un modulo fiscale nei fatti elimina la segretezza e rende palese l’intenzione di voto e l’orientamento politico.  

 L’unico aspetto positivo di questo provvedimento del governo Letta è quello che: ove il cittadino non fa la scelta la parte del 2 per mille rimane allo Stato. Sempre che questa condizione non venga cancellata in una fase successiva.

 Riguardo al finanziamento dei privati si è posto un limite di 300.000 euro l’anno, fatta come donazione di un singolo (bontà sua, ma Bondi l’ha considerato un tradimento di Alfano ).

 Infine, occhio, che questa legge porterà forse qualche timido beneficio alle casse dello Stato a partire dal 2018, perché entrerà in vigore gradualmente per evitare traumi ai partiti che ancora vivono con il vecchio finanziamento.

 Se proprio si voleva mantenere un finanziamento si poteva stabilirlo in base allo stesso numero dei voti ricevuti in sede elettorale, liberi e segreti. Bastava limitarlo ad un euro per ogni voto, ma noi in Italia siamo un po’ complicati.

14/12/13 francesco zaffuto


Immagine – il bauletto del tesoro, tipico dei film sui pirati

sabato 7 dicembre 2013

COME CAVALLI SBANDATI

Sebastiano De Albertis – “il richiamo di cavalli sbandati” 1893 olio su tela 83x130 (Gallerie di Piazza Scala,  Milano)
In questo dipinto di Sebastiano De Albertis ci sono al centro di un campo dei cavalli sbandati. Due cavalli sellati e senza cavalieri  stanno in primo piano e nel loro stesso istante di movimento comunicano il disagio di chi si è perso, il terzo cavallo sta correndo lontano.  Sentiranno il richiamo del corno del campiere? E’ un’incognita che resta sospesa in un cielo ampio e leggermente dorato.
Questo dipinto forse è eccessivamente bello per descrivere le questioni che esporrò appresso, eppure oggi gli italiani sono come cavalli sbandati.
 Dopo la decisione della Corte Costituzionale di cancellare il porcellum pare che lo stesso Parlamento della Repubblica (eletto con quella legge) venga ad essere delegittimato. Si levano da parte di partiti di opposizione richieste di riconteggio  degli eletti, si reclamano nuove elezioni a breve, mentre incombono tutti i problemi economici e i rapporti sempre più delicati con l’Europa.
In qualche modo le istituzioni, il Parlamento e lo Stato vivono una condizione di fatto e non è certo possibile dichiarare illegittime tutte le leggi e gli atti che si sono approvati in otto anni di porcellum vigente. Ma una cosa è il passato ed un’altra cosa è il futuro. Una cosa è l’ordinario ed un’altra cosa è lo straordinario. Gli atti passati possono essere salvati, ma i per i futuri è necessaria la riflessione sulla legittimità.
  Leggi di bilancio, sul lavoro, e per l’ordinaria amministrazione, sono  possibili;  una nuova legge elettorale che rispetta il dettato costituzionale e il diritto dei cittadini di esprimere la preferenza sui candidati è possibile;  ma una legge di riforma della Costituzione fatta da questo Parlamento è il paradosso dei paradossi. Quindi non sono possibili tutte quelle belle cose che da anni si propongono nel libro dei sogni: Senato delle regioni, eliminazioni di province, semipresidenzialismo ecc. ecc. … Se questo Parlamento, eletto con le liste bloccate e con l’ultrapremio di maggioranza,   tocca, modifica o manipola l’articolo 138 della Costituzione, è come se venisse a cadere in Italia tutto l’impianto della logica della filosofia occidentale.
07/12/13 francesco zaffuto

Qui il link di una petizione urgente su questo argomento presentata sul blog Verità e Democrazia

mercoledì 4 dicembre 2013

POCELLUM ABUSIVO


LA CORTE COSTITUZIONALE SI è PRONUNCIATA - Il porcellum è anticostituzionale. 
Gli abusivi resteranno parcheggiati in Parlamento, ma non potranno riprodursi con la stessa legge.  
Dal 21 dicembre 2005 siamo stati fuori dalla Costituzione
qui lo schema delle legislature fuori norma: data elezioni, insediamento e i giorni di durata
XV Legislatura9-10 aprile 200628 aprile 200628 aprile 2008732
XVI Legislatura13-14 aprile 200829 aprile 200814 marzo 20131.780
XVII Legislatura24-25 febbraio201315 marzo 2013
La Sentenza arriva con un po' di ritardo ma meglio tardi che mai. 
 La Corte non poteva agire prima perché può intervenire solo se viene sollevata una eccezione di incostituzionalità; ma gli abusivi sapevano bene di essere abusivi.
Dopo questa sentenza, se non interverrà una nuova riforma  elettorale si andrà a votare con la legge precedente;  e anche in questo caso non sarà facile che si possano determinare maggioranze stabili. 

Qui la notizia riportata dall'Ansa

La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul Porcellum, ha dichiarato illegittimo sia il premio di maggioranza senza soglia sia le liste bloccate. Lo rende noto la Corte. 
La Corte costituzionale - si legge in una nota - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza - sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica - alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali "bloccate", nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza.

"Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali". Lo afferma la Consulta, dopo aver bocciato il Porcellum.

immagine - una seduta della Corte Costituzionale - da internet

giovedì 14 novembre 2013

La girandola delle invenzioni

All’ombra di una finanziaria che si chiama “legge di stabilità” , minata qua e là da più di 3.000 emendamenti, si sono subito liquefatte le invenzioni di modifica dell’IRPEF.  Ce ne erano due di rilievo: l’elevazione della no Tax area a 12 mila euro presentata, con due distinti emendamenti, da parlamentari PD e da parlamentari PDL; e un’altra di Sacconi di riduzione al 10%  della prima aliquota a chi ha redditi inferiori a 40 mila euro l’anno. E’ bastato dire che non c’erano le coperture finanziarie e la girandola delle invenzioni è stata accantonata.
 L’IRPEF è l’imposta base del sistema fiscale italiano, per l’ammontare dell’entrate e perché colpisce la totalità delle persone fisiche;  tutti i governi che sono succeduti hanno continuato ad apportare modifiche per mostrare una diversa politica fiscale: detrazioni, aliquote accorpate, addizionali ecc. ecc.. Questa girandola continua di invenzioni non ha fatto altro che offuscare il dettato principale della costituzione; art. 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.  Pertanto proporzionalità e progressività.
Chi ha un reddito di 15.000 euro non può versare allo stato l’attuale 23%, e tutta la fascia medio bassa di redditi fino a 28.000 euro non può essere colpita con un 27%.  Anche la stessa aliquota del 38% appena superati i 28.000 euro è estremamente elevata.
L’IRPEF risponde al dettato costituzionale solo se esistono più scaglioni d’imposta e non se si riducono.
  Fatto salvo un primo scaglione che deve intendersi come soglia di povertà, tutti i successivi scaglioni sarebbe opportuno che fossero incrementati con entità non superiori 5.000 euro annui.  Chi supera di poco la soglia della povertà può essere colpito con un 5%, i successivi scaglioni possono essere gravati da aliquote superiori e sempre con gradualità, 8%, 10%, 15%, 20%, 25% ecc.. Si può anche arrivare a colpire i redditi che superano i 100 mila euro anche con aliquote del 60% senza deprimere l’economia e senza fare andare a dormire le famiglie sotto i ponti.
I governi che si succedono non debbono inventare nuove forme di IRPEF, debbono solo limitarsi ad aumentare o a diminuire le aliquote su scaglioni ben prefissati da una legge stabile.
14/11/13 francesco zaffuto

Immagine – una girandola colorata 

lunedì 4 novembre 2013

Pensieri liberi + un'analisi

Una foto da facebook
descrizione per disabili visivi
una foto di Eugenio Scalfari con sopra scritta la frase
"se vince Grillo paese va a rotoli"
e con sotto la scritta
Adesso invece stiamo da Dio

https://www.facebook.com/beniamino.perri.5

Una analisi delle ultime votazioni amministrative e il M5S
il link del blog 
http://cittademocratica.blogspot.it/2013/11/le-elezioni-trentine-ed-il-flop-5-stelle.html?spref=fb

Commento in breve: Forse, tutto sommato,  per le prossime elezioni ci sarà qualche speranza in meno  (f.z.)

venerdì 25 ottobre 2013

Malato di Sla muore lottando

Malato di Sla muore dopo il presidio a Roma

Il Comitato 16 novembre: era un combattente, costretti a fare nove presidi. La moglie: «È morto per lo stress»

Si chiamava Raffaele Pennacchio, medico di 55 anni e malato di Sla, morto dopo due giorni di presidio a Roma per chiedere più fondi per l’assistenza domiciliare dei disabili gravissimi.
«Dopo l’incontro (con i rappresentanti del governo cui ha partecipato anche Pennacchio, ndr) sembrava semplicemente stanco - prosegue Lamanna del Comitato 16 novembre -, quando siamo arrivati in albergo si è sentito male. Raffaele era un grande combattente e la notte prima aveva voluto essere davanti al Ministero dell’Economia, dormendo in ambulanza: al chiuso, protetto, ma aveva voluto esserci. La sua morte per noi è un colpo senza possibilità di ripresa».
Mercoledì l’incontro con i rappresentanti dell’Esecutivo (i sottosegretari alla Salute Paolo Fadda e all’Economia Pierpaolo Baretta, e la viceministro per il Lavoro e le Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra) si era concluso positivamente. «Avevamo appena portato a casa un primo importante risultato - spiega Lamanna -: l’impegno per l’aumento del fondo per la non autosufficienza e per l’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi. Impegno che ci consentiva di poter finanziare il nostro progetto “Restare a casa”.
A nome del governo, Fadda, Baretta e Guerra si dicono «molto colpiti e addolorati dalla improvvisa scomparsa di Pennacchio che abbiamo avuto modo di apprezzare per la determinazione e l’impegno». Baretta invita però a «non strumentalizzare questo dramma»
La notizia dettagliata su questo link del Corriere


STRUMENTALIZZARE! C’è poco da strumentalizzare! Purtroppo siamo in un paese dove il sano non crede all’ammalato e il sazio non crede al digiuno. Altrimenti non sarebbe stato necessario che dei malati così gravi si mettessero a lottare in prima persona.

mercoledì 2 ottobre 2013

Stabilità

Stabilità è una di quelle parole ritornanti e magiche su cui continuiamo a sbattere la nostra limitata intelligenza. Oggi il governo Letta va alle Camere per chiedere la fiducia in nome della Stabilità: perché se non c’è la Stabilità non si possono fare le cose e se manca la Stabilità i mercati ci possono penalizzare e senza Stabilità rischiamo la catastrofe.
 In nome sempre della Stabilità si desiderano riforme costituzionali che possano assicurare questa agognata Stabilità: Renzi propone una riforma dove se vince uno comanda uno; Berlusconi è una vita che propone la stessa ipotesi di presidenzialismo. In Italia su presidenzialismo e semipresidenzialismo i giornalisti hanno consumato fiumi di inchiostro.
 Ebbene, vediamo un esempio di grande Stabilità istituzionale.
E’ innegabile che gli USA sono un esempio di Stabilità con un presidenzialismo elettivo; attorno alle elezioni presidenziali si sviluppano speranze ed attese di riforme accompagnate da una retorica a tutto volume; il presidente USA mette su un governo con i suoi ministri, nessuno lo può mettere in crisi e governa giusto quattro anni fino alle successive elezioni. Più stabile di così?!
 Ebbene, ieri in USA il presidente Obama si e trovato nelle condizioni di dover , contro la sua volontà, lasciare a casa senza paga 800 mila impiegati dello Stato federale perché il Congresso non gli ha approvato il Bilancio, hanno trovato anche una parola in USA per descrivere il fenomeno  'shutdown' (che potrebbe tradursi in italiano con “stare il c. sedere per terra). Questo braccio di ferro con il Congresso dura già da diversi anni: da una parte in USA c’è Obama che vuole varare una riforma sanitaria allargata che possa coprire anche gli strati più poveri della popolazione e dall’altra parte una componente repubblicana che non vuole sentire parlare di questa riforma. Il potere stabile di Obama quindi è molto limitato, quasi quanto quello di Letta che oggi con le ossa rotte si presenta alle Camere. La differenza sostanziale sta nella Stabilità:  Obama non può essere mandato a casa dal Congresso e durerà in carica per tutto il suo mandato presidenziale, ma chissà se riuscirà a portare in porto la sua riforma sanitaria.
 Quando in Italia si parla di riforme istituzionali dicendo che ci può salvare dalla instabilità il presidenzialismo dobbiamo fare qualche riflessione in più: diciamo che può bastare una legge elettorale che possa assicurare la maggioranza di governo, ma riguardo al FARE LE COSE occorre un minimo di unità di intenti e della buona volontà.  Negli USA in questo momento ci sono tanti ricchi americani che non vogliono pagare nulla per l’assistenza sanitaria dei più poveri; e se in Italia ci sono tanti ricchi che preferiscono che la grande massa delle imposte sia pagata dai lavoratori,  la stabilità non è una cura sufficiente.

02/10/2013 francesco zaffuto


Immagine – bandiera USA 

lunedì 30 settembre 2013

L’Iva e le altre

  Se su un maglione venduto a 100 euro grava (fino ad oggi 30 settembre) IVA del 21 per cento, vuol dire che 100 è comprensivo della stessa Iva,   proviamo a scorporare l’IVA con una semplice proporzione che ci permette di ricavare il prezzo al netto dell’IVA
100 : 121 =  x : 100  risolviamo l’incognita ed abbiamo 100x100/121 che corrisponde a € 82,64
Di conseguenza l’IVA al 21% sul maglione di € 100 corrisponde a € 17,36
Sullo stesso maglione dal 1 ottobre l’IVA sarà del 22%, se il negoziante lascia invariato il prezzo abbiamo
100 : 122 = x : 100  e risolvendo otteniamo € 81,97 con un’IVA di  € 18,03
In pratica l’aumento di un punto percentuale corrisponderà a € 18,03 – 17,36 = € 0,68. Se il commerciante non aumenta il prezzo del maglione quello 0,68 graverà su di lui, quindi nel giro di pochi giorni i commercianti cercheranno di adeguare i prezzi  e il maglione probabilmente sarà segnato a € 101.
 I commercianti che riescono subito ad adeguare i prezzi e che mantengono le vendite non soffriranno di certo; ma ci sono commercianti che già sono in difficoltà a vendere quel maglione a cento euro e ci sono consumatori che proveranno a guardare nel proprio guardaroba e utilizzeranno i maglioni vecchi se i tarli non se li sono mangiati durante l’estate.
 Quindi  l’effetto di questo aumento IVA  può essere : tendenziale diminuzione dei consumi, difficoltà per il commercio e per chi produce, e per l’occupazione non sarà di certo una boccata di ossigeno.
  Certo quel  € 0,68 sembra ben poco, ma  18,03 euro su ogni maglione sono una cifra notevole. L’IVA, grava su tutti, non importa se chi compra il maglione sia ricco o povero.
 Si possono fare tutte le chiacchiere che si vogliono sulle impose ma se si vogliono ridurre le imposte occorre ridurre la spesa.  
 Quell’idea di mantenere la spesa elevata e pagarla aumentando il debito pubblico non è praticabile stando in Europa e qual’ora fosse praticabile,  uscendo dall’Europa e stampando Lire italiane,  avrebbe come effetto una inflazione strepitosa.
 Se si vuole ridurre la spesa senza chiudere scuole ed ospedali occorre ridurre la spesa superflua. Ma, ma, ma, …
Se lo Stato eroga pensioni superiori a 5.000 euro al mese è sicuramente superfluo, ma appena si vuole operare un qualche limite subito scattano i veti: si dice che si tratta di diritti acquisiti sulla base dei contributi pagati, e “grandi giuristi” come Amato diranno subito che non si può.
Se si vuole porre un divieto di accumulo di più pensioni oltre i 5.000 euro scattano le stesse pregiudiziali.
Se si vogliono eliminare le province, si dice che il risparmio è ben poco.
Se si vogliono ridurre gli stipendi ai parlamentari si dice che il risparmio è ben poco; se si vuole ridurre il numero dei parlamentari si dice che ci vogliono tempi lunghi per una riforma costituzionale.
Se si dice che si possono ridurre gli stipendi ai dirigenti pubblici con oltre 300.000 euro l’anno, si dice che è stato fatto e si scopre che nei fatti non è stato fatto.
Se si vogliono risparmiare  i miliardi per gli arerei di guerra F35 si dice che ci sono impegni internazionali.
Se si vuole colpire il gioco d’azzardo e i guadagni di chi opera in quel settore, si dice che il gioco d’azzardo permette un incasso allo Stato, salvo poi diventare spesa per curare il malati di ludopatia.
Se si vuole chiudere la TAV, si dice che è un’opera utilissima per il progresso (come lo era il mega ponte sullo stretto).
Poi si dice sempre la solita balla di far pagare gli evasori e si sparano cifre enormi sulle imposte evase; ma finché gli evasori non si scoprono con  precisi dati anagrafici non si può fare niente ed occorre fare attenzione tra  grandi evasori e piccoli disperati sull’orlo del fallimento.
 Le imposte poi debbono avere un proprio equilibrio e se sono squilibrate nel modo di operare frenano la stessa economia. Ci possono essere imposte sui consumi (l’IVA ne è un esempio), sui redditi (l’IRPEF ne è un esempio), imposte sul patrimonio (l’IMU ne è un esempio).  Le imposte sui redditi di lavoro sono quelle che più delle altre frenano occupazione e produzione generando anche prezzi elevati nel momento della produzione dei beni;  bene,  in Italia abbiamo IRPEF ed IRAP e da tempo si dice che è necessario diminuire queste imposte ma non si vogliono neanche ipotizzare e studiare delle imposte sul patrimonio.
 Berlusconi e Letta sono complici per l’aumento dell’IVA, solo che il primo vuole darla da bere dicendo che non è colpa sua e il secondo si limita a dire che era inevitabile.
30/09/2013 francesco zaffuto
Immagine – un maglione 

domenica 29 settembre 2013

Ma è stata veramente una sorpresa?


 Governo nato a seguito di una particolare “storica” elezione del Presidente della repubblica, con la pretesa di modificare la Costituzione in diciotto mesi e con la pretesa di far risollevare il paese dalla crisi economica: si è trascinato in questi mesi con al centro dei suoi problemi le vicende giudiziarie di Berlusconi che hanno offuscato le sue deboli azioni;  l’unico provvedimento che si riesce a porre a ricordo di questo Governo è la eliminazione dell’IMU e una sua possibile trasformazione in una nuova tassa comunale nel 2014. I miliardi che sono serviti per l’operazione IMU ovviamente sono venuti a mancare per l’operazione IVA e per l’eventuale diminuzione della pressione fiscale sul lavoro.
 Il governo viene abbandonato dai ministri berlusconiani nel momento stesso di prendere le decisioni sull’IVA e questa difficoltà diventa la scusa per il PDL  per non dire chiaramente che il motivo chiave è l’annunciata decadenza del Senatore Berlusconi dal suo seggio parlamentare.
 Il paese si presenta bloccato su una vicenda giudiziaria conclusa in Cassazione ma che si trascina nel mondo politico, probabilmente la tensione salirà fino al 14 ottobre (data in cui il Senato si deve pronunciare sulla decadenza del senatore Berlusconi).  I nodi da sciogliere per Napolitano ora sono ben più complessi, si rischia di arrivare di nuovo ad elezioni senza aver modificato quella legge Porcellum che nei fatti ha determinato questa condizione di ingovernabilità.
 Il paese Italia, giusto per ricordarlo, nelle ultime elezioni nazionali si è così espresso:
1/4 astenuto (giusto per sintetizzare perché gli astenuti sono molti di più)
1/4 per il PD e i suoi alleati
1/4 per Berlusconi con il suo PDL e alleati
1/4 per Grillo che vuole marciare da solo.
E' appena il caso di ricordare agli italiani che votano e ai politici italiani che interpretano il voto che non si governa il paese con 1/4.
29/09/2013  francesco zaffuto

Immagine – fotocomposizione di Liborio Mastrosimone – Sorprese - http://libomast-digiart.blogspot.it/

Descrizione per disabili visivi – Tre uova che vengono inserite  da mani in un tempio;  un grande occhio emerge dall’uovo centrale e forse può vedere le sorprese contenute nelle altre due uova, c’è proprio un tuorlo nel secondo uovo, e quindi il terzo chiuso potrà generare quello che era destinato a generare.

sabato 28 settembre 2013

e fu crisi di governo


che tutti i miei parlamentari si dimettano

e dopo l'annuncio di Letta per una richiesta di chiarimenti in Parlamento per martedì prossimo 
arriva la mossa anticipata
che tutti i miei ministri si dimettano

"non possiamo dare sostegno a un Governo che vuole aumentare l'IVA" (questa la motivazione)

Qui per dovere di informazione la memoria difensiva presentata dal Senatore Berlusconi alla Giunta del Senato per le immunità parlamentari 
http://www.ansa.it/documents/1380379887579_M.pdf

giovedì 26 settembre 2013

imbarazzo

Per imbarazzo ( da embarazo spagnolo) si può intendere uno stato emotivo più o meno intenso che si manifesta esclusivamente in una situazione sociale, comportando senso di fastidio o di disagio, anche per le incertezze nelle decisioni da prendere; per imbarazzo può intendersi anche un ostacolo, la difficoltà a risolvere un problema, o un semplice disturbo digestivo.
L'imbarazzo può essere un sentimento simile alla vergogna, ma il senso di vergogna può essere anche provocato da motivazioni che nessun altro conosce, mentre l'imbarazzo è sempre pubblico (riferibile al concetto di "ansia sociale"). Inoltre l'imbarazzo di solito è causato da un atto socialmente inaccettabile .
SE ANCORA NON SI E’ CAPITA LA PAROLA IMBARAZZO BASTA PENSARE AL  PRESIDENTE LETTA, OGGI NEGLI USA, MENTRE DALL’ITALIA ARRIVANO LE  MINACCE DI DIMISSIONI DI TUTTI I PARLAMENTARI DEL PDL.
Per i significati della parola riferimenti su http://it.wikipedia.org/wiki/Imbarazzo
Immagine – uomo che, per superare l’imbarazzo, mette la testa nella sabbia – da internet - http://marketingarena.it/2012/06/16/seat-pagine-gialle-e-limbarazzo-del-marketing-oltre-il-limite/

venerdì 20 settembre 2013

ORA BASTA

ORA BASTA


VENEZIA - Dodici, o forse tredici grandi navi in transito nella Laguna di Venezia nell'arco di 24 ore. Sarà il weekend più congestionato dell'anno: sui ponti, migliaia di crocieristi faranno ciao ciao , ammirando le pietre storiche della Serenissima, mentre i grattacieli del mare solcano le acque del canale della Giudecca e del bacino di San Marco. Questo passaggio lento nel cuore della città rappresenta, del resto, il valore aggiunto, il business, degli itinerari di viaggio.…..