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venerdì 18 gennaio 2019

Governo della Brexit e fiducia senza fiducia


IL 16 gennaio 2019

No 432, a favore 202. Il Parlamento britannico ha bocciato il piano della Premier Theresa May per l’uscita morbida della Gran Bretagna dall’Unione Europea. 

Il 17 gennaio 2019
la sfiducia al governo May non è passata per soli 19 voti, 325 contro 306.
IL dopo
Le speranze di un compromesso, in questo clima, si fermano per ora alla richiesta preliminare rivolta dal numero uno laburista all'inquilina di Downing Street di cominciare con il "togliere dal tavolo" qualsiasi ipotesi di 'no deal'.
Il mantenere aperta l’ipotesi di una brexit con  “nessun accordo – no deal” riporta in campo l’ipotesi di un nuovo referendum.
La scelta di tirare ancora avanti nel tempo, per nuove trattative con la UE,  si viene anche a scontrare con la scadenza tecnica delle nuove elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Il Regno Unito si viene cosi a trovare in una condizione di particolare impasse – ma anche l’Europa.


foto - album fr. z.

giovedì 3 gennaio 2019

gennaio 2019: aspettando il Parlamento di Londra


Lunedì 7 gennaio inizierà il dibattito che aprirà le porte al voto sulla Brexit a partire dal 14 gennaio.
Quella del 14 gennaio sarà l’ultima settimana utile per garantire al Regno Unito e all’Unione europea un accordo di divorzio che, secondo il calendario dei lavori, dovrà arrivare entro e non oltre il 21 gennaio.
Non è chiaro al momento se l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avverrà con o senza accordo o se addirittura ci sarà un nuovo referendum. Quel che è certo, ad oggi, è che a prescindere dalle modalità, dalle discussioni e dalle divergenze di opinione, la Brexit diverrà effettiva il 29 marzo del 2019.


Uno dei tanti quadri di Monet raffiguranti il Parlamento di Londra


venerdì 26 ottobre 2018

2,4 – 1,6= 0,8 di Prestito Italia


 Si è detto che se il debito restava con un incremento dell’1,6% tutto sarebbe filato liscio con la UE.
 Ebbene allora il problema è questo sforamento dello 0,8 in più che porta l’incremento del debito  al 2,4 %. 
 Una strada c’è per affrontare il problema: fare diventare lo 0,8% un debito finanziato interamente dentro Casa. Istituire un Prestito Italia in titoli dello Stato interamente sottoscrivibile da Persone fisiche - cittadini italiani, nominale e non trasferibile per 4 anni, non sottoscrivibile da banche – collocabile su territorio solo attraverso la Cassa depositi e prestiti e tramite l’ausilio di tutti gli sportelli postali. Potrebbe fruttare un interesse minimo stabile e non tassato dall’imposta del 12,5% (che è solo una stupida partita di giro). E se lo si vuole rendere appetibile, anche renderlo sgravabile dall’IRPEF in 4 anni. 
 La UE  non avrebbe tanti argomenti per dire di no, a meno di non voler dichiarare espressamente che un debito deve essere per forza detenuto dalle banche.
L’impegno per il  Governo, di conseguenza, diventerebbe quello di arrivare in quattro anni a fare risparmi di spesa tali da estinguere questo debito particolare.
C’è solo un problema di coraggio: mettere a prova la fiducia degli italiani sul debito dello Stato. (fr.z.)




mercoledì 17 ottobre 2018

L’Africa ha bisogno dell’Europa come l’Europa ha bisogno dell’Africa


Bene ha fatto il presidente Conte a recarsi in Eritrea ed Etiopia, quella pace appena nata tra i due paesi va aiutata a consolidarsi .
Nel corso di quel viaggio il presidente Conte ha toccato il punto dolente dei rimpatri degli immigrati clandestini
"L'Unione Africana ci aiuti negli accordi bilaterali per i rimpatri". Il premier Giuseppe Conte lancia il suo appello da Addis Abeba, a fianco del leader etiopico Aby Amhed.
La questione dei rapporti tra Africa ed Europa va però vista in una prospettiva ben più ampia. L’Africa ha bisogno dell’Europa come l’Europa ha bisogno dell’Africa. Un ordinato sviluppo dei paesi africani può portare un beneficio all’Europa aprendo un grande mercato; e gli stessi flussi migratori verso l’Europa, se ordinati portano un beneficio all’Europa.  Lo sviluppo dell’Africa può permettere il controllo dei flussi migratori e molto di più.  Ma occorre definitivamente abbandonare la logica del commercio delle armi e la logica dello sfruttamento selvaggio di aziende che giocano in Africa un ruolo da predoni.  E soprattutto,  nella battaglia europea  per la difesa del Clima diventa essenziale il rapporto con l’Africa che deve combattere la desertificazione e la mancanza di acqua. (fr.z)

Foto: Ansa – articolo citato

sabato 30 giugno 2018

Che accidenti di Europa è? ...


Che accidenti di  Europa è?  dove le quote latte sono obbligatorie e le quote immigrati sono facoltative.
 Il minimo di solidarietà richiesto a tutti i paesi europei non può essere un optional. 
Eppure il comma 6 dell’Accordo europeo del giugno 2018, con tanto condizionali e un solo indicativo “saranno attuate” così recita:
6.
Nel territorio dell'UE coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria; qui un trattamento rapido e sicuro consentirebbe, con il pieno sostegno dell'UE, di distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale, cui si
applicherebbe il principio di solidarietà. Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino.
L’intero accordo su
 Chi ha vinto al momento sono i paesi (come l’Ungheria di Orban) che rifiutano impegni di solidarietà sui migranti.
 E’ incomprensibile la soddisfazione di Conte e Salvini che sono contenti di questa vittoria dei nazionalisti e che lasciano l’Italia ancora negli impicci.   Certo secondo la logica salviniana possiamo essere cattivi anche noi, ma a noi ci costa di vedere i morti annegati da vicino.  A meno che non paghiamo qualche sodo ai libici per liberarci dall’orrenda visuale della morte dei migranti. In questo modo possiamo arrivare miracoloso effetto: “occhio che non vede cuore che non duole”.
Francesco Zaffuto
Link sullo stesso argomento
Immagine – Shengen map

martedì 26 giugno 2018

AHAHAHAAFRICA, il problema dell’Europa si chiama Africa


 Che l’Italia, e tantomeno la Sicilia, non possa contenere il flusso migratorio dell’intera Africa è evidente. La risposta però non può essere quella di lasciar morire in mare dei disperati; perché una scelta di tal genere stravolge il cuore degli italiani e degli europei, e dall’indurimento del cuore si possono solo generare catastrofi e guerre.
 Il problema della Sicilia, dell’Italia e dell’intera Europa si chiama Africa ed è un problema grande quanto il mondo stesso,  perché l’Africa è una grande parte del mondo.
 Occorre conoscere e vedere qual’ è il cammino dei migranti, occorre andare oltre la Libia che è solo un disgraziato punto di approdo, occorre arrivare nei luoghi da dove partono e conoscere a fondo le contraddizioni  che li spingono a partire. Senza la conoscenza del fenomeno non si può pensare a soluzioni.
  Non va dimenticato che sono stati tanti gli interessi  dei grandi capitalisti che hanno spolpato l’Africa: quelli che hanno guadagnato nella vendita di armi; quelli che hanno guadagnato nel commercio dei diamanti ed altre materie prime; quelli che hanno guadagnato inquinando; quelli che hanno guadagnato ed ancora guadagnano comprando terre e imponendo brevetti delle sementi ecc. ecc.
 Gli interessi  dei grandi capitalisti spesso hanno imposto nei paesi africani dittature locali che hanno portato a Stati amministrati da nuovi predoni locali.
 Questi vecchi interessi vanno spazzati via, e spazzando via questi interessi i nuovi investimenti per lo sviluppo (anche pochi) potranno veramente diventare fonte di sviluppo, altrimenti saranno assorbiti dall’arricchimento di nuovi predoni.
 Il problema dell’ACQUA in Africa è essenziale  ed affrontando il problema dell’Acqua in tanti territori si riuscirà a risolvere  anche quello del pane e della miseria. Ci sono tecnologie evolute che possono affrontare il problema dell’Acqua in Africa. Prima di cercare assurdamente l’Acqua sul pianeta Marte  va risolto il problema dell’Acqua in Africa, mettendo a frutto tutte le tecnologie conosciute e conoscibili.
 In Africa si recano missionari religiosi e volontari laici animati da grandi ideali, e questo è un bene, ma non basta.    I ministri degli esteri europei debbono viaggiare e studiare, e porre ipotesi di soluzione insieme agli stati africani più sensibili alla soluzione del problema.
 Dalla fine della miseria in Africa e dal suo sviluppo ci può guadagnare l’Europa per commercio e benessere, dallo spolpamento dell’Africa ricaviamo solo piaghe e disastri.
 In questa grande impresa per salvare l’Africa l’Europa deve chiamare a collaborare:  l’ONU, gli USA, la Russia e la Cina; perché il continente africano è quasi un terzo dell’intero Mondo.
Francesco Zaffuto

Link
Algeria, migliaia di migranti abbandonati nel deserto


giovedì 31 maggio 2018

La Corte Ue multa l’Italia 25 mln per mancanza di fogne


Dopo tanti avvertimenti arriva la maxi-multa all’Italia per non essersi messa in regola con la raccolta e il trattamento delle acque reflue urbane, come richiesto dalle norme comune. Norme che risalgono al 1991, e che dovevano essere soddisfatte in pieno dall’1 gennaio 2001. In dieci anni l’Italia non ha saputo attuare le disposizione comunitarie, e dopo altri 18 anni ci sono ancora 74 aree urbane senza allaccio alle fogne o prive di sistemi di raccolta e di trattamento delle acque reflue urbane a norma. Per questo l’Italia dovrà pagare 25 milioni di euro più altri 30 milioni ogni sei mesi passati senza risolvere la situazione….

martedì 17 aprile 2018

Parbleu, quello che ha detto Macron a Strasburgo


 Parbleu o anche alla faccia del caciocavallo. Macron, dopo aver deciso solo con USA e UK di bombardare in Siria, è andato a parlare a Strasburgo della necessità di migliorare la democrazia europea.
  In Europa "la risposta è l'autorità della democrazia non la democrazia autoritaria". Così il presidente francese Emmanuel Macron alla plenaria a Strasburgo dove ha messo in guardia contro il "fascino illiberale e gli egoismi nazionali. Dobbiamo edificare una nuova sovranità europea per dare una risposta chiara agli europei". … continua su

Quegli inglesi fuggiti dalla Brexit


Chi sono questi inglesi alla ricerca dell'Europa? Con la Brexit, nel 2016, 'il numero di cittadini che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro dell'Unione europea è aumentato del  165%.


giovedì 12 aprile 2018

Non si scherza con il fuoco della guerra

Come gesto di pietà per le vittime di un bombardamento con armi chimiche Trump + Macron + May sono pronti ad ordinare un bombardamento sulla Siria.
Come gesto di responsabilità per frenare il terrorismo già da tempo Putin interviene con bombardamenti in Siria.
Come gesto di responsabilità per salvare la sua  nazione Assad da anni bombarda il suo stesso popolo.
Come gesto di responsabilità per salvare l’Islam Erdogan e gli iraniani intervengono in azioni di guerra in Siria.
Come gesto di responsabilità per salvare le ragioni di Israele, il governo israeliano si prepara ad un intervento in Siria.
Tutti questi gesti di responsabilità portano ad una guerra che si può allargare con conseguenze catastrofiche.
La responsabilità prima di USA e Russia è quella di parlarsi con il tavolo di mediazione dell’ONU; e l’Europa dovrebbe energicamente invitarli a farlo e con urgenza. Il parteggiare da parte degli europei per USA o per la Russia, nella questione siriana,  non aiuta minimamente la pace.
L’Italia deve avere come riferimento l’art. 11 della sua Costituzione  e il ruolo dell’ONU come organismo di dialogo tra le superpotenze e tra tutte le nazioni aderenti.  La pace si può trovare solo iniziando un percorso di pace.

Immagine da http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Siria-opzioni-militari-e-possibili-obiettivi-di-Trump-e0888528-4dd4-4e9f-8c82-d8b184d87d2d.html

domenica 1 aprile 2018

sabato 24 marzo 2018

Morta la nigeriana respinta alla frontiera francese


Nigeriana di 31 anni incinta e malata, soccorsa dai volontari di Rainbow4Africa, è morta all’ospedale Sant’Anna di Torino dopo il parto cesareo. Il 9 febbraio, gli agenti francesi l’hanno respinta con il marito alla frontiera italiana mentre cercava di raggiungere Oltralpe la sorella su un pullman. L’hanno lasciata alla stazione di Bardonecchia, nella notte….
La notizia si aggiunge a quella della guida alpina francese che rischia una condanna fino a cinque anni per aver soccorso un’altra migrante incinta che rischiava di morire per il freddo … 
La Francia nei fatti chiude anche ai casi pietosi…
 L’Italia si è fatta carico per anni di salvare in mare i migranti…
A che punto è la UE?
In ottobre 2017 si era aperto uno spiraglio possibile per l’assunzione di responsabilità europea.
Il nuovo regolamento europeo è stato approvato nella commissione Ue con 43 voti a favore e 16 contrari, in base al quale tutti i paesi dell’Unione dovranno accettare i ricollocamenti, sparirà l’obbligo di domanda di asilo nel paese di approdo e chi non accetterà queste condizioni si vedrà decurtare i fondi comunitari.  MA …INTANTO
la riforma però non entra subito in vigore: ora le linee guida dovranno essere confermate dall’assemblea di Strasburgo e recepite dai singoli governi.

https://www.possibile.com/riforma-dublino-parlamento-approva-posizione-svolta-lasilo-europeo/


E in Libia accade quello che accade ….

lunedì 19 marzo 2018

il reato di Umanità di una guida alpina francese

Una guida alpina francese rischia cinque anni di carcere per aver soccorso una donna nigeriana, all'ottavo mese di gravidanza, in difficoltà sulla neve al confine. E’ indagato dalla magistratura francese per violazione delle leggi sull'immigrazione.
Meriterebbe un premio per la sua Umanità, ma...
 Continua su
http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2018/03/19/soccorre-sulle-alpi-una-migrante-incinta-ora-rischia-5-anni-di-carcere_088f3875-ac0c-411a-a6ef-11afc068769e.html


martedì 6 marzo 2018

La campagna elettorale di Putin


Dopo un cambio di data, le prossime elezioni presidenziali in Russia si terranno il 18 marzo 2018. Se al termine del voto nessuno dei candidati in lizza dovesse raggiungere la maggioranza assoluta, allora si procederà a un secondo turno in data 8 aprile.
Il favoritissimo Putin ha lanciato una campagna a tutto campo:

domenica 4 marzo 2018

In Germania un corretto inciucio


In qualche modo i tedeschi dicono che un governo va fatto e che non si può giocare a riportare gli elettori alle urne per i litigi dei politici. Non so se in Italia ciò si possa chiamare inciucio, ma certo lo hanno fatto con un certo stile e buon senso. Per la notizia vai su …

giovedì 6 luglio 2017

domenica 7 maggio 2017

OK. OK. la France ma...

OK ... ok ... la France ma 
godere per il meno peggio
non è
un gran godimento.
Sette anni fa si sperò per Hollande che non sembrava il meno peggio, e si rivelò una delusione. Oggi si è obbligati a godere per il meno peggio.

domenica 26 marzo 2017

Londra, manifestazione pro Europa

Il 25 marzo 2017, a Roma una laccata manifestazione con Capi di Stato europei ed una manifestazione in contestazione dell’attuale UE.  Intanto a Londra, nello stesso giorno,  una imponente manifestazione di migliaia di partecipanti in favore dell’Europa e contro quella Brexit che sta andando a sancire il governo britannico.

giovedì 16 marzo 2017

votazioni Olanda, avanzano i verdi ecologisti

BUONGIORNO OLANDA - Con la grande partecipazione al voto gli olandesi hanno considerato importante questo appuntamento elettorale; non è avanzata la destra di Wilders come i giornali temevano, si confermano con qualche perdita i partiti tradizionali e i verdi fanno un balzo.
L'affluenza è stata del 78%, sui massimi degli ultimi trent'anni.