Nonostante
che FCA abbia annunciato l'azzeramento del debito ed una liquidità
netta di 500 milioni di euro, nel giorno
della morte di Marchionne viene avviata una cinica speculazione di vendite in
borsa: il titolo di Fca crolla a Milano chiudendo in ribasso del
15,5%, a 13,99 euro, ai minimi dall'ottobre 2017. Male anche Exor (-3,49%),
Ferrari (-2,19%) e Cnh (-0,27%). dove arriva a toccare un -10,6% per poi essere
fermato in asta di volatilità. Profondo rosso anche a Wall Street dove i titoli
perdono l'11,10% a 17,14 dollari per azione.
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mercoledì 25 luglio 2018
martedì 29 maggio 2018
Lo spread di Lunedì e Martedì
Nonostante che il Presidente
Mattarella abbia rifiutato Savona, e nonostante la nomina di Cottarelli, lo
spread nelle giornate di Lunedi e
Martedì è continuato ad aumentare (fino
ad arrivare a 295 ore 17,50 di martedì
29 Maggio 2018 fonte Ansa).
Lo spread non misura la malattia,
misura l’andamento della speculazione sulla malattia. Già il solo parlare della malattia fa aumentare
il numero degli speculatori che puntano su un possibile aggravamento della malattia.
Il primo andamento al rialzo dello spread si è
avuto quando M5stelle e Lega hanno fatto circolare il loro contratto di Governo
(diminuzione delle entrate per la falt tax ed aumento delle spese per le altre
voci) con conseguente timore per il debito pubblico, individuata la malattia
comincia la speculazione;
secondo andamento a rialzo, circola
il nome di Savona (con conseguente campagna di stampa sull’economista
euroscettico);
terzo andamento a rialzo, Salvini
insiste su Savona come indispensabile.
Domenica sera cade il tentativo di
governo Conte, il Presidente
Mattarella conferma le preoccupazioni su
Savona e sul debito. La malattia è in qualche modo conclamata, gli speculatori aumentano per
numero ed intensità.
Arriva Cottarelli che dichiara subito
che l’Italia è in buona salute, e chi specula prova a guadagnare il massimo
sulla fase conclusiva della malattia.
Gli speculatori potrebbero fermarsi entro
giovedì, ma saranno lì in agguato forse per tutta questa estate elettorale.
Qualche speculatore ci perderà e qualche speculatore ci guadagnerà, e ciò è
normale; ma se per collocare nuove emissioni di titoli lo Stato dovrà alzare gli interessi
ci perderanno globalmente gli italiani. (fr.z.)
martedì 19 gennaio 2016
Il ritorno degli affossatori
Il ritorno degli affossatori
(18 gennaio 2016)
Dopo una settimana nera, tutte le borse iniziano con un lunedì
nero, un’ondata di speculazione al ribasso su tutti i mercati ha bruciato in
pochi giorni tutti i lenti recuperi del 2015.
Vi ricordate quando si
diceva che con il prezzo del petrolio troppo alto e con la concorrenza dei
cinesi la nostra economia non si poteva tirare fuori dalla crisi. Ebbene oggi
si dice che con il prezzo del petrolio troppo basso e con i cinesi in
difficoltà l’economia è ancora più in crisi.
La ragione è tutt’altra: una
massa di capitale finanziario, non legato alle imprese produttive, ogni giorno naviga a vista puntando le sue fiche sulla catastrofe. Hanno giocato al
ribasso dal 2008 al 2014 e gli è sempre andata bene, hanno acquisito esperienza
in questo gioco al massacro.
Riacquisteranno più
avanti a prezzi ben più bassi quello che rimane in piedi; delle imprese che nel frattempo sono state
affossate e seppellite non gliene frega un bel niente.
O si trova un modo per
arginare la prepotenza del capitale finanziario o si va tutti a fondo.
immagine da Internet con molta probabilità una caricatura di Daumier
sabato 18 ottobre 2014
L’andamento della febbre 15-17 ottobre
Ci
comunicano costantemente
lo stato
della nostra febbre
Borsa di
Milano
15 ottobre
Il Ftse Mib ha subito un tonfo del - 4,44%
16
ottobre il Ftse Mib chiude a -1,21%
17 ottobre
il Ftse Mib ha complessivamente recuperato con un + 3,42%
Con
il dato del 17 ottobre ci dicono che siamo ritornati a stare bene.
Se
osserviamo con attenzione, e sommiamo i
dati negativi del 15 ottobre insieme a quelli del 16 ottobre, abbiamo un meno
5,65% che non si può dire pienamente recuperato da un più 3,42%.
Cosa
è accaduto: nulla. Ma su quel nulla chi ha speculato al ribasso ha guadagnato
qualche miliardo.
15
ottobre, già si sapeva che stavamo male,
arriva qualche notizia che dice che si può stare peggio (andamento non
brillante dei consumi in USA e andamento negativo dell’economia in Grecia, cose
che già si sapevano); parte una ondata
di vendite, si scatena una speculazione a ribasso.
17
ottobre – le cose stanno come prima, si sta male come sempre; però gli speculatori che avevano venduto ormai si
sono accontentati della caduta e ritornano a comprare a prezzi più bassi, ovviamente ci hanno
guadagnato. Certo hanno perso quelli che
hanno venduto sbagliando i tempi, qualcuno ci ha perso, forse globalmente tutta
l’economia ci ha perso, ma cosa importa,
l’importante è l’illusorio miglioramento della febbre.
18/10/2014
francesco zaffuto
Immagine
– un vecchio termometro
mercoledì 23 ottobre 2013
La BORSA di Milano in 10 anni la peggiore
Non si tratta solo della nuova caduta del listino che si è registrata oggi 23 ottobre; si tratta di 10 anni, visti da uno studio degli andamenti mondiali fatto dall’ufficio studi di Mediobanca
http://www.corriere.it/economia/13_ottobre_22/borsa-studio-mediobanca-dieci-anni-solo-atene-peggio-piazza-affari-28060c8c-3b28-11e3-95f2-9a7a296f615f.shtml
le Borse migliori sono quelle del “nuovissimo mondo”, Jakarta, cresciuta del 957%, Città del Messico (+558%), Mumbai (+511%) e San Paolo (+396%). Niente male anche i rendimenti della Borsa sudafricana, cresciuta del 378%, russa (+317%) e coreana, con Seul cresciuta del periodo del 224%.
Ma a parte la particolarità dell’espansione del nuovo mondo dove prima c’era ben poco. Il confronto è bene farlo con le Borse europee e con gli USA. Ebbene, a parte Atene che sta peggio di noi, in dieci anni le altre Borse hanno tutte realizzato un segno positivo
+ 187% USA
+ 190% la borsa di Copenaghen
+ 129% la borsa di Francoforte, Germania
+ 85% Londra
+ 55% Parigi
Perfino Madrid arriva a un + 59%
Solo Milano in dieci anni arriva con un meno – 5,6%
Si può dire che l’economia Italiana è partita con un gap negativo prima della crisi economica e la crisi ha determinato una caduta catastrofica.
Non è solo il segno di una difficoltà per le aziende italiane, è anche il segno che sono scappati dalla borsa italiana gli acquirenti. Sono rimasti ad acquistare e a vendere gli speculatori e chi fa il mestiere di operare in titoli, i risparmiatori si tengono ben alla larga da ogni forma di investimento in azioni. C’è un generale scoraggiamento, si tira a campare e si aspetta.
Si aspetta la stabilità, si aspetta il cambiamento (che è l’inverso della stabilità), si aspetta la ripresa, si aspetta la notizia di possibili guadagni, si aspetta e intanto si corre verso altre piazze.
Chi ha operato sulla borsa di Milano ha puntato costantemente sul ribasso ed ha guadagnato con questa scommessa , ha creato un deserto di numeri, anche aziende in buone condizioni sono quotate a prezzi stracciati come quelle cattive. In dieci anni un deserto economico che si accompagna al deserto politico.
La Borsa non è un piano astratto e staccato dal paese e dai problemi del lavoro. Se la politica farà ripartire il lavoro e le aziende più sane che operano nel mondo del lavoro anche in borsa si avranno ripercussioni positive, altrimenti si può solo peggiorare.
23/10/2013 francesco zaffuto
Immagine – la Borsa di Milano da internet http://www.justnews.it/finestra-sul-mondo/fiducia-borsa-milano-positiva/
venerdì 24 maggio 2013
La Cina, il Giappone, i capricci della borsa e noi …
In Giappone la Borsa di Tokyo è recentemente (23/05/13 – giovedì nero) calata a picco con un -7,32%; i motivi che ci hanno propinato gli osservatori economici sono del tipo (riporto da agenzia Reuters):
http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL6N0E424C20130523
“l'indice dei direttori d'acquisto della Cina ha mostrato la prima contrazione a maggio negli ultimi sette mesi a causa di una domanda debole”.
"Sul Giappone poi c'è stata la tempesta perfetta: al rintracciamento di ieri dell'America, che in automatico ha messo pressione sul mercato che era salito più di tutti, si è accompagnato il dato del Pmi della Cina".
Si capisce ben poco, ma detta in malo modo e con un po’ di chiarezza: tutti gli speculatori internazionali che si aspettavano una continua crescita della Cina ora avanzano qualche preoccupazione e corrono ai ripari; aziende Giapponesi, Americane ed Europee legate allo sviluppo infinito della Cina vengono poste sotto osservazione dai mercati sempre pronti a svendere.
Positivo, negativo, bello, brutto, sono aggettivi che per l’economia mal si addicono ma vengono spesso usati come variabili per definire una economia meteorologica. Andiamo un po’ sui fatti umani per capirci, perché alla fine sono gli uomini che sopporteranno l’economia.
La Cina si è sviluppata industrialmente a ritmi sempre più crescenti; ha puntato sulle esportazioni e sulla mano d’opera a bassissimo costo. Si è potuta tenere una mano d’opera a basso costo per due motivazioni: una grande miseria ed una impossibilità di organizzarsi liberamente in sindacati. La Cina è riuscita a piazzare i suoi prodotti sui mercati internazionali con prezzi di grande concorrenza; ma l’abbassarsi della domanda di beni a livello internazionale, che ha influito sulla produzione europea, americana e giapponese, ora va a influire sulla stessa Cina.
La Cina potrebbe di nuovo riprendere il suo ritmo di crescita se si crea una domanda interna e potrebbe in qualche modo crearsi con un aumento dei salari.
Il grande sviluppo del capitalismo cinese dovrebbe cambiare rotta
http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2013/05/09/Nipote-Mao-riccona-web-insorge_8680543.html
Paradossalmente la Cina (paese capital/comunista) ha bisogno di socialismo e di libertà, ha bisogno di costruire una economia più solidale e rivolta al benessere dell’uomo. Ha gli stessi bisogni dell’Europa, del Giappone, dell’America: lavorare per star bene e non solo per fare arricchire un pugno di capitalisti.
24/05/13 francesco Zaffuto
Immagine fuori testo – testa di drago cinese – da http://italiani.asia/2011/10/cina-in-10-minuti/
sabato 30 giugno 2012
Borse in volo, almeno per un giorno

Borse in volo dopo la notizia di possibili interventi della Banca centrale europea per limitare lo spread. A Milano in chiusura il 29 giugno, l'indice FTSE Mib ha guadagnato il 6,59%, l'azionario milanese ha messo a segno il maggiore rialzo dal 10 maggio 2010, quando il maxi-piano per la Grecia venne salutato con un balzo dell'11,3% circa. Trattasi della migliore performance da oltre due anni e la dodicesima di sempre.
Stabilizzare i tassi e impedire agli stati di affondare con il loro debito per gli effetti dell’innalzamento dei tassi di interesse, è ben visto anche dai mercati? E’ il segno che quando la politica esprime la volontà di fare ordine e di regolamentare i mercati possono reagire favorevolmente? Quando i mercati vengono lasciati al loro destino può permanere una rovinosa speculazione al ribasso? Questi interrogativi possono essere considerati anche come delle possibili risposte. Quello che accadrà nei giorni successivi è difficile da prevedere, fatto sta che per un giorno i mercati hanno speculato al rialzo e sono tanti gli investitori internazionali disposti a iniziare una speculazione al rialzo, perché sono tanti quelli che in questi tre anni hanno acquistato titoli a prezzi stracciati. Allora più che aspettare il segnale dei mercati occorre che la politica dia un segno ai mercati.
Riguardo poi al miracolo prodotto dal Mario Monti combinato con quello di Mario Draghi e di Mario Balotelli, abbiamo assistito ai più deliranti commenti fatti dalla stampa in un solo giorno, dove le combinazioni economiche e calcistiche sono state messe insieme con grande disinvoltura.
Chi è riuscito a capire qualcosa di quello che accaduto a Bruxelles sulla base dell’intervista rilasciata da Mario Monti? Io, lo confesso, no. Per tentare di capirci qualcosa ho dovuto fare riferimento a vecchie lezioni di tecnica bancaria dove si parlava di interventi della Banca centrale (allora Banca d’Italia) sul mercato aperto: la banca centrale interveniva con acquisti a sostegno del debito dello stato sovrano quando i tassi di interesse stavano sfiorando il limite di guardia. In pratica tecnicamente lo dovrebbe fare ora la Banca centrale europea, ma nessuno ha parlato di quale sarà il limite di guardia (2 o 3 o 4 o 5 ecc…); si dice che riguarderà solo i per i paesi virtuosi segno che i non virtuosi saranno lasciati cadere; si dice che sarà un intervento automatico ma si dice anche che la Merkel intende che ci saranno controlli ferrei. Il si dice si dovrà chiarire nei prossimi giorni e sei mercati capiranno che il si dice è solo un si dice può riprendere speculazione al ribasso.
Non voglio fare l’uccello del malaugurio, anzi mi auguro: che presto ci dicano quale è il limite di guardia (il 3% a mio avviso in questa fase non dovrebbe essere superato), che riescano a varare anche la tassa sulle transazioni finanziarie e che i 120 miliardi per la crescita facciano miracoli; ma rimango lo stesso con molte perplessità perché l’essere paese virtuoso non può significare essere un paese con livelli preoccupanti di disoccupazione; l’Europa deve dare un segnale in materia di comportamenti solidali per il lavoro e il welfare se non vuole arrivare alla disintegrazione del tessuto sociale.
Dalla lezione dei mercati del 29 giugno possiamo ricavare che ai mercati occorre dare qualche lezione.
30/06/12 francesco zaffuto
domenica 24 giugno 2012
Cure economiche ritardate

Nell’ultimo incontro di Roma il quartetto (Merkel, Hollande, Monti e Rajoy) si è detto favorevole alla introduzione della Tobin tax da introdurre anche senza il Regno Unito. E pensare che nel lontano 2009 era stato il primo ministro inglese Brown a proporre di tassare le transazioni finanziarie durante il G20 in Scozia e tutti lasciarono cadere l’invito. UN ALTRO G20 in Scozia, le exit strategy e le pia...
Oggi sono proprio gli inglesi (con un governo di conservatori) a manifestare la loro contrarietà; e anzi, in caso di introduzione parziale della tassa sulle transazioni fatta dagli altri stati europei, contano di avere vantaggi per l’emigrazione delle transazioni vero la borsa di Londra.
La tassa sulle transazioni finanziarie se introdotta dal 2009, e su tutti i mercati, avrebbe limitato le speculazioni finanziarie e avrebbe fatto incassare agli Stati un po’ di miliardi; era una medicina non risolutiva ma sicuramente utile all’ammalato; oggi pare diventare la medicina che si prescrive al moribondo (e c’è sempre qualche dottore che manifesta la sua contrarietà).
24/06/12 francesco zaffuto
Immagine – pillole che escono da un flacone di medicine
giovedì 10 maggio 2012
A come aggiotaggio

Aggiottaggio, Montepaschi, Siena, Antonveneta, Borsa, controllo azionario …
Tutte parole che ci sono ieri cascate addosso. Forse conosciamo bene la parola Siena per via del Palio e per via della sua bellezza. Ma le altre … ? Provo per un attimo sulla prima, aggiotaggio: la parola deriva da aggio (italiano come vantaggio) e dal francese agiotage (speculazione), ma se ne vogliamo capire il peso in termini di reato dobbiamo fare ricorso all’art. 501 del Codice penale
«Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a 25.822
Se l'aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate.
Le pene sono raddoppiate:
1. se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri;
2. se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello Stato, ovvero il rincaro di merci di comune o largo consumo.
Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all'estero, in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani.
La condanna importa l'interdizione dai pubblici uffici».
Al massimo per questo reato si può arrivare a multe di 51 mila euro e a tre anni di reclusione (che spesso vengono ridotti); se l’affare è di alcuni miliardi di euro mi pare che non ci sia proporzione e la tentazione di farla franca è notevole.
Il Montepaschi per dare garanzie pare che abbia gonfiato i suoi dati, non sarà facile da provare, e il rischio è quello di un reato non eccessivamente pesante per le pene.
Andiamo ora a cercare di capire cosa è accaduto nel caso specifico di Montepaschi e Antonveneta.
Perché il Montepaschi va a comprare Antonveneta a un prezzo superiore di 3 miliardi di euro? Perché voleva diventare più grande, la terza banca d’Italia. Mi pare una frottola esagerata, chi sa fare i conti non arriva a questi livelli di stupidità. E se i 3 miliardi per il prezzo pagato in più sono ora amministrati da banche estere non è possibile per la Guardia di finanza fare perquisizioni all’estero, di conseguenza non sarà facile avere prove del reato e il comportamento dovrà essere attribuito a una strana stupidità.
10/05/12 francesco zaffuto
Immagine fuori tema – palio di Siena dal link
venerdì 6 gennaio 2012
Detestabile avere ragione

Immagine: il grafico che avevo già proposto sul post di settembre, non cambia nulla basta proseguire con il dente di sega fino al 5 gennaio 2012.
Trovo detestabile, specie quando si parla di cattive notizie, quel modo di dire: “avete visto, avevo ragione … ”. Ma anche ieri 05/01/12, dopo i primi giorni positivi dell’inizio dell’anno, si è verificato un crollo della Borsa di Milano del - 3,75%. Nonostante la cura del governo Monti, nonostante le rassicurazioni della UE, nonostante la concessione di denaro fresco alle banche della BCE, le borse continuano a procedere con un andamento a dente di sega verso il ribasso; fenomeno che avevo decritto nel post di settembre Febbre e coscienza del Grande Moloch. Purtroppo la situazione è la stessa.
“ La meccanica si ripete con costanza: una ondata speculativa al ribasso, poi un recupero per acquisti ma non tale da riportare alla precedente posizione; poi una nuova ondata speculativa al ribasso, un nuovo recupero per acquisti ma non tale da riportare alla precedente posizione, e così via fino ad oggi.
Ogni volta che si innesta l’ondata speculativa al ribasso, c’è da presumere che gli speculatori riescano a trascinare nelle vendite diversi malcapitati impauriti che non ritornano più agli acquisti, e gli acquisti sono fatti solo da chi si era rivolto alle vendite con l’intento di riacquistare a buon prezzo; mentre gli scottati non ritornano più. La divinità BORSA non ha nessuna coscienza e saggezza, e nelle sue febbri è dominata da chi scommette e da due anni si scommette sullo sfacelo. I popoli e i governi non debbono dipendere dal Moloch, né dalla sua febbre e né dalla sua strana coscienza, debbono governare il Moloch.”
Proibire le vendite allo scoperto e applicare la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie erano le misure minime da prendere su tutti i mercati mondiali dal 2008, ma ancora nulla; si continua a dipendere dai capricci della speculazione e si divinizza il comportamento della speculazione che chiede liberalizzazioni per continuare a procedere a mani libere nei suoi comportamenti.
06/01/2012 francesco zaffuto
sabato 26 novembre 2011
TITOLI: OCCORRE SALTARE CON L’ASTA

Mr. Monti occorre saltare con l’asta
Il 25 novembre ’11 – sole 24 ore - Il Tesoro ha venduto tutti gli otto miliardi di Bot a 6 mesi nell'asta di oggi, ma il rendimento medio è volato al 6,504% dal 3,535% del collocamento di ottobre. Si tratta del nuovo massimo dall'introduzione dell'euro. In totale, il ministero dell'Economia ha collocato titoli per 8 miliardi a fronte di una domanda pari a 11,7 miliardi.
Quindi sui titoli del debito italiani la domanda è stata superiore all’offerta. In condizioni normali a fronte di una domanda alta le condizioni dei tassi dovevano scendere e invece sono saliti. Quello accaduto per i titoli italiani è stranamente all’opposto a quanto accaduto ai titoli tedeschi che hanno avuto difficoltà nel collocamento (esaminato nel post Speculazione a go go); ciò rasenta il limite dell’assurdo, si evidenzia che in queste aste le banche fanno il bello e il cattivo tempo.
Mr. Monti, è il caso di saltare aste e banche; fare appello ai risparmiatori italiani con una emissione di titoli riservati in prima collocazione ai soli risparmiatori, con un rendimento fisso al 4% e non suscettibile di variazione d’asta, Una sorta di debito d’onore per salvare il paese, può darsi che i risparmiatori rispondano positivamente. Occorre provare a saltare le banche; la struttura degli uffici postali può essere di aiuto per la raccolta.
26/11/11 francesco zaffuto
Immagine – un atleta nell’attimo del salto con l’asta
giovedì 24 novembre 2011
Speculazione a go go

I titoli di debito tedeschi sono considerati i migliori (con una distanza di spread di 500 rispetto a quelli italiani), ma ieri 23 novembre non sono stati comprati
Sui 6 miliardi di titoli che la Germania sperava di piazzare, ne sono stati raccolti solo 3,6. La Bundesbank, la Banca centrale di Berlino, è dovuta intervenire per completare l’operazione.
La goccia che fece traboccare il vaso e mette a dura prova la forza dell’euro. L’asta di bond a dieci anni, l’ultima del 2011, lanciata Mercoledì dalla Germania, si è tradotta in un flop. La domanda è stata estremamente bassa, al punto che Berlino non è riuscita a collocare che 3,6 miliardi di euro, rispetto all’offerta di 6 miliardi di euro. http://www.forexinfo.it/Germania-asta-flop-di-Bund-La
Chi continua a parlare di “attesa per giudizio dei mercati” cosa potrà dire?
I mercati rivelano solo che sono in preda ad ondate speculative, hanno giudicato i titoli italiani come se fossero una schifezza, ma con il 7% di rendimento sono disposti a comprarli; hanno giudicato come migliori i titoli tedeschi e non corrono a comprarli. Alla faccia del caciocavallo!!! Questi dovrebbero essere quelli che giudicano?
Al freno sul debito pubblico occorre arrivarci non tanto per “il giudizio dei mercati” ma perché l’espansione del debito è stato un comportamento balordo, tutto basato sull’idea di una crescita che doveva continuare all’infinito con contraddizioni da scaricare sulle generazioni future, una sorta dei “chi vivrà vedrà” i cui nodi sono venuti al pettine. Sono le regole del capitalismo che vanno modificate; le grandi banche e i fondi pensione non possono essere nelle mani di speculatori privati a go go.
24/11/11 francesco zaffuto
Post per argomento collegato - IL MISTERO DEL DEBITO
Immagine – due bicchieri con wisky
lunedì 21 novembre 2011
Borsa: lunedì nero per Monti

La Borsa e in suo fantomatico “giudizio dei mercati” risponde con un – 4,74% di perdita sul FTS MIB. Dopo la grande volata di Monti e il grande appoggio avuto in Parlamento, niente da fare, i mercati rispondono con un Lunedì nero.
Il grafico dell’immagine allegata si riferisce alla giornata della borsa a Milano.
Il Governo nato per placare i mercati e rassicurarli non placa un bel nulla, i mercati continuano a scommettere sul disastro, speculano al ribasso, si beffano di una classe politica europea che non vuole governare i mercati, che non è stata capace di introdurre immediatamente una tassa sulle transazioni finanziarie (e che l’ha stupidamente rinviata), che non ha il coraggio di proibire tutte le vendite allo scoperto di titolo azionari e obbligazionari.
I mercati non hanno nessuna anima e nessuna ragione, vanno regolamentati e governati.
Evito, almeno oggi, di ripetermi perché su questo blog mi sono occupato più volte dell’argomento.
21/11/11 francesco zaffuto
sabato 1 ottobre 2011
I muscoli della UE sulle transazioni finanziarie

L’imposta sulle transazioni finanziarie può riuscire ad ottenere più obbiettivi: controllo dei movimenti finanziari, perché così le transazioni finanziarie sono costrette per documentazione fiscale ad uscire dall’ombra; scoraggiamento delle speculazioni sul brevissimo termine, perché pur essendo una tassazione di lieve entità si cumula rapidamente per chi sposta i capitali in cerca di facili guadagni; assicurare un’entrata per le casse degli Stati dell’UE.
Di questa tassazione se ne parla con frequenza dagli inizi della crisi (2008/2009), ma si è continuato a rinviare. ED ECCO:
Il coraggio
Il 28 settembre il grande annuncio a Bruxelles. La Commissione europea ha presentato una proposta destinata a introdurre un’imposta sulle transazioni finanziarie in tutti i 27 stati membri dell’Unione europea. L’imposta si applicherebbe a tutte le transazioni di strumenti finanziari tra enti finanziari per le quali almeno una controparte della transazione abbia sede all’interno dell’Ue. Lo scambio di azioni e obbligazioni sarebbe tassato con un’aliquota dello 0,1%, mentre per i derivati il tasso sarebbe dello 0,01%. In tal modo sarebbe possibile riscuotere un gettito di 57 miliardi di euro ogni anno. Con questo passo la UE dichiara di voler cominciare ad applicare la tassazione, e si presume che il suo passo possa convincere anche USA e Cina.
Ma si tratta di un coraggio rinviato
La Commissione ha proposto che l’imposta entri in vigore il primo gennaio 2014. Fine del coraggio.
Si rivela solo l’avarizia
Nel dibattito su questo tipo d’imposta, per tanti anni, si sono inserite motivazioni di giustizia mondiale; la tassazione veniva suggerita da tanti esponenti della cultura al fine di destinare gli introiti per combattere la fame nel mondo e per finanziare con aiuti lo sviluppo delle arie depresse del mondo. Ora la si inserisce per la cassa di un’Europa che si proclama in crisi economica. Ma c’è qualche differenza tra lo stare in crisi e il morire addirittura perché manca il pane e una bottiglia di acqua.
Il Governo italiano l’imposta sulle transazioni finanziarie non l’ha di certo promossa e il Ministro Tremonti spesso ha manifestato tutte le possibili perplessità.
Nel 2009 aveva parlato dell’imposta sulle transazioni il primo Ministro Brown e ci fu un gran gelo a quel G20.
Nel 2010 ne cominciò a parlare il presidente francese e si glissò anche allora.
OGGI si limitano “coraggiosamente” a fare una proposta e si prendono altri due anni e mezzo di tempo per metterla a punto, come se dovessero costruire il Ponte sullo stretto o la Piramide di Cheope . Si tratta di un dispositivo fiscale solo da approvare e subito dopo far partire le misure applicative destinate alle borse e alle banche; tutto qua ed è proprio necessario fare tutto con urgenza in questo periodo di crisi caratterizzato da forti ondate speculative. Ci sono i mercati che mostrano la necessità di essere governati e loro …. rinviano al gennaio 2014.
Coraggio, codardia e avarizia, oggi pare che vadano a formare una strana miscela a Bruxelles.
01/10/11 francesco zaffuto
Immagine – Braccio di ferro – sicuramente era meglio la sua scatola di spinaci
domenica 18 settembre 2011
La mano nel piatto, commodities e futures

Nel post Febbre e coscienza del Grande Moloch tentavo di rappresentare due anni di andamento delle Borse titoli con la speculazione al ribasso; ora è opportuno allargare la visione ponendosi una domanda: i nostri “cari” speculatori che puntano sul ribasso e sulla catastrofe sono dei disperati che svendono tutto e si accontentano di guadagnare su qualche margine speculativo molto ridotto oppure vanno spostando i capitali su altri fronti?
Se guardiamo al mercato immobiliare vediamo che permangono tendenze negative, dopo la grande bolla immobiliare (che ha originato in parte la stessa crisi) i nostri “bravi” capitalisti sono restii a ritornare ad investire sul mattone.
Se guardiamo al mercato dell’oro, dei preziosi, e allo stesso mercato dell’arte, la presenza di chi investe su questi beni rifugio è notevole.
Ma la cosa più sconcertante è quella che i nostri “buoni” speculatori stanno facendo sulle merci: hanno fiutato che ci si può arricchire su grano, riso, avena, granturco ecc. … poiché sono beni su cui la domanda non cala, un po’ come dire la fame ci sarà sempre e in futuro continuerà ad aumentare anche per l’aumento delle popolazioni, un investimento sicuro; la stessa prospettiva di un maggior uso di biocarburanti spinge verso l’investimento in beni agricoli.
Ecco le due paroline da tradurre: commodity è un bene per cui c'è domanda che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, cioè il prodotto è lo stesso indipendentemente da chi lo produce, come per esempio il petrolio e i metalli, ma anche grano, riso, avena e tanti prodotti agricoli; future è un contratto di borsa che stabilisce prezzi nel futuro. Attraverso i futures sulle commodities si stabiliscono contratti su merci con prezzi che valgono per il futuro, delle vere e proprie scommesse sul futuro sul prezzo delle merci.
Recentemente arriva qualche dato allarmante
- Il 50% della produzione cerealicola mondiale dei prossimi 5 anni è già stato acquistato dalle multinazionali del commercio alimentare alla borsa agricola di Chicago. Queste società si sono già riservati i prezzi del cibo fino al 2016. http://www.unita.it/mondo/emergenza-cibo-al-convegno-br-dedicato-a-toni-fontana-1.330641
- Da Agritel, società francese di consulenza nella gestione del rischio agroalimentare, apprendiamo che mentre la Borsa di Parigi ha perso oltre l'11%, i prezzi delle commodities come soia, mais e grano sono cresciuti di oltre il 10%. http://www.agi.it/food/notizie/201109151226-eco-rt10082-crisi_confagricoltura_commodity_agricole_barometro_recessione
Tutti i giocatori pretendono di vedere nel futuro, chi si siede al tavolo verde comincia a sentire un numero su cui puntare, lo vede quasi ballare dinanzi agli occhi; ma chi si siede al tavolo verde del gioco di un casinò è un innocente rispetto a chi specula su titoli e merci, quest’ultimo spesso si serve di studi di esperti che cinicamente esaminano le piaghe del mondo, fame e sete.
Il prezzo dei beni agricoli che sale può perfino divenire una spinta per l’aumento della produzione di beni alimentari; ma questo non può avvenire per il solito miracolo del mercato che trova un suo equilibrio, non possiamo più credere a questa favola dopo questa crisi, sono necessarie: consapevolezza dei fenomeni e politiche agricole mondiali improntate alla solidarietà.
18/09/11 francesco zaffuto
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(immagine – “la mano nel piatto” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Su un piatto bianco una mano di plastica che sta verso l’alto con un movimento vitale, una mano che pare si sia già mangiato tutto il contenuto del piatto …
Se guardiamo al mercato immobiliare vediamo che permangono tendenze negative, dopo la grande bolla immobiliare (che ha originato in parte la stessa crisi) i nostri “bravi” capitalisti sono restii a ritornare ad investire sul mattone.
Se guardiamo al mercato dell’oro, dei preziosi, e allo stesso mercato dell’arte, la presenza di chi investe su questi beni rifugio è notevole.
Ma la cosa più sconcertante è quella che i nostri “buoni” speculatori stanno facendo sulle merci: hanno fiutato che ci si può arricchire su grano, riso, avena, granturco ecc. … poiché sono beni su cui la domanda non cala, un po’ come dire la fame ci sarà sempre e in futuro continuerà ad aumentare anche per l’aumento delle popolazioni, un investimento sicuro; la stessa prospettiva di un maggior uso di biocarburanti spinge verso l’investimento in beni agricoli.
Ecco le due paroline da tradurre: commodity è un bene per cui c'è domanda che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, cioè il prodotto è lo stesso indipendentemente da chi lo produce, come per esempio il petrolio e i metalli, ma anche grano, riso, avena e tanti prodotti agricoli; future è un contratto di borsa che stabilisce prezzi nel futuro. Attraverso i futures sulle commodities si stabiliscono contratti su merci con prezzi che valgono per il futuro, delle vere e proprie scommesse sul futuro sul prezzo delle merci.
Recentemente arriva qualche dato allarmante
- Il 50% della produzione cerealicola mondiale dei prossimi 5 anni è già stato acquistato dalle multinazionali del commercio alimentare alla borsa agricola di Chicago. Queste società si sono già riservati i prezzi del cibo fino al 2016. http://www.unita.it/mondo/emergenza-cibo-al-convegno-br-dedicato-a-toni-fontana-1.330641
- Da Agritel, società francese di consulenza nella gestione del rischio agroalimentare, apprendiamo che mentre la Borsa di Parigi ha perso oltre l'11%, i prezzi delle commodities come soia, mais e grano sono cresciuti di oltre il 10%. http://www.agi.it/food/notizie/201109151226-eco-rt10082-crisi_confagricoltura_commodity_agricole_barometro_recessione
Tutti i giocatori pretendono di vedere nel futuro, chi si siede al tavolo verde comincia a sentire un numero su cui puntare, lo vede quasi ballare dinanzi agli occhi; ma chi si siede al tavolo verde del gioco di un casinò è un innocente rispetto a chi specula su titoli e merci, quest’ultimo spesso si serve di studi di esperti che cinicamente esaminano le piaghe del mondo, fame e sete.
Il prezzo dei beni agricoli che sale può perfino divenire una spinta per l’aumento della produzione di beni alimentari; ma questo non può avvenire per il solito miracolo del mercato che trova un suo equilibrio, non possiamo più credere a questa favola dopo questa crisi, sono necessarie: consapevolezza dei fenomeni e politiche agricole mondiali improntate alla solidarietà.
18/09/11 francesco zaffuto
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(immagine – “la mano nel piatto” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Su un piatto bianco una mano di plastica che sta verso l’alto con un movimento vitale, una mano che pare si sia già mangiato tutto il contenuto del piatto …
venerdì 16 settembre 2011
Il dito della Borsa
E’ giusto che rimanga dov’è a perenne memoria di questi due anni di crisi economica dove il grande Moloch (la Borsa), ritenuto grande saggio, ha continuato ad esprimere “giudizi” catastrofici sulla nostra salute mentre speculava al ribasso determinando l’aggravamento della nostra salute.Entro la fine di settembre il Comune di Milano dovrà decidere sulla definitiva destinazione dell’opera. Lo scultore che l’ha realizzata, Cattelan, ha già detto che se viene spostata da Piazza Affari ad altro luogo ne rivendica la sua proprietà e la donerà ad altra città. Ai finanzieri la scultura non piace, ricorda troppo quello che normalmente accade.
L’assessore Boeri ha lanciato una consultazione su facebook
http://it-it.facebook.com/notes/stefano-boeri-per-milano/il-grande-dito-di-piazza-affari-cosa-fare/247869191920784
e un appuntamento per il 21 settembre alle ore 18 in Piazza Affari con i cittadini milanesi.
E’ urgente partecipare e fare arrivare qualche nota su facebook.Inserisco qui una bella foto di Alberto – ecco il link –http://albertocane.blogspot.com/2010/09/il-dito-medio-di-cattelan.html
Nella foto, in particolare, il dito pare toccare il cielo.
16/09/11 francesco zaffuto
domenica 11 settembre 2011
Febbre e coscienza del Grande Moloch

Dopo una ripresa (di mercoledì 7) che è stata attribuita alla approvazione della “manovra” in Senato, un nuovo venerdì nero attribuito alle dimissioni del consigliere tedesco Stark dalla Bce (eppure si è apprestato adire che andava via per motivi personali). Ogni scusa è buona per far salire la febbre e far ripartire un’ondata di speculazione al ribasso in Borsa.
Riporto un disegno che cerca di sintetizzare, in modo molto abbozzato, più di due anni di febbre del Grande Moloch (quella grande divinità a cui tutti i governi dicono di guardare e di attendere il suo giudizio, divinità che dovrebbe avere una strana coscienza e saggezza).
La crisi economica comincia nel 2008 e subito si sentono le ripercussioni alla salute del grande Moloch. Qui per esigenze grafiche ho posto a 0 la situazione della Borsa al Gennaio 2009.
Dal gennaio 2009 al marzo 2009 c’è una continua discesa del mercato borsistico e nel marzo del 2009 si registrano i dati più gravi della caduta .
C’è incertezza sulle misure che prenderanno i governi, panico generale, crisi di nervi; eppure dal marzo 2009 all’ottobre 2009 c’è una certa ripresa del mercato borsistico, nei mesi di ottobre e novembre 2009 non si è certo recuperato tutto ma le quotazioni sono abbastanza sostenute.
La fase successiva alla crisi è quella dei governi che prendono misure a sostegno dell’economia in USA e in Europa, sono stati scongiurati i fallimenti iniziali, i governanti si premurano con assicurazioni rassicuranti, prendono misure di sostegno nei confronti del debito. Eppure dal gennaio 2010 a oggi assistiamo a un procedere a dente di sega ma tutto in flessione. La meccanica si ripete con costanza: una ondata speculativa al ribasso, poi un recupero per acquisti ma non tale da riportare alla precedente posizione; poi una nuova ondata speculativa al ribasso, un nuovo recupero per acquisti ma non tale da riportare alla precedente posizione, e così via fino ad oggi.
Ogni volta che si innesta l’ondata speculativa al ribasso, c’è da presumere che gli speculatori riescano a trascinare nelle vendite diversi malcapitati impauriti che non ritornano più agli acquisti, e gli acquisti sono fatti solo da chi si era rivolto alle vendite con l’intento di riacquistare a buon prezzo; mentre gli scottati non ritornano più.
La divinità BORSA non ha nessuna coscienza e saggezza, e nelle sue febbri è dominata da chi scommette e da due anni si scommette sullo sfacelo
I popoli e i governi non debbono dipendere dal Moloch, né dalla sua febbre e né dalla sua strana coscienza, debbono governare il Moloch.
11/09/11 francesco zaffuto
Post collegati all’argomento
Un’altra botta e …
IL GRANDE MOLOCH
BISCAZZIERI DI TUTTO IL MONDO UNITI
sabato 3 settembre 2011
Un’altra botta e …
… se vogliono, possono comprare tutto per pochi spiccioli.
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-09-03/venerdi-nero-milano-081609.shtml?uuid=AagBwB1D
Il comportamento degli investitori appare inspiegabile, sembrano giocare a rovinare se stessi. Ormai banche è società industriali sono quotate a molto meno del solo loro valore delle loro immobilizzazioni; e trattasi di un fenomeno con caratteristiche mondiali.
http://www.finanzaonline.com/forum/econometria-e-modelli-di-trading-operativo/1332985-banca-intesa-vale-borsa-meno-dei-suoi-quadri-de-chirico-boccia-balla-caravaggio.html
http://www.australiaitalia.it/news.asp?Action=Liv_2&Id=614
I piccoli investitori non possono avere alcun beneficio per quello che sta accadendo, gli stessi speculatori possono guadagnare solo sui ritagli delle variazioni al ribasso; vanno avanti tutti con gli occhi bendati rincorrendo la caduta. Chi può realmente guadagnare da questa colossale caduta che è andata avanti per due anni e che è stata rovinosa negli ultimi due mesi? Il gruppo dei grandi capitalisti che tengono in mano ricchezze spropositate (Soros, Murdoch, Bill Gates, … più una discreta lista che potete controllare con un po’ di pazienza su internet e potete metterci anche Berlusconi senza tema di errore) è in grado di comprare tutte le migliori Società industriali e Banche. Che questo possa essere stato un preordinato disegno, non lo penso proprio: troppa intelligenza e troppa capacità di prevedere il futuro, ma è lo stato dei fatti che si sta determinando. Lo faranno o non lo faranno? Non azzardo previsioni, ma sono in grado di farlo e se non lo fanno è solo perché è estremamente fastidioso poi dover controllare tutte quelle società; forse si limiteranno a limitati buoni affari. Intanto stati e statisti guardano al mercato e al giudizio del mercato per salvare le proprie economie come se il mercato di borsa potesse pensare e riflettere, come se fosse un grande saggio dalla lunga barba bianca. Gli Stati hanno la responsabilità pubblica di regolare e stimolare i mercati, altro che aspettare il giudizio di un Moloch schizoide.
03/09/11 francesco zaffuto
Post di questo blog sull’argomento
IL GRANDE MOLOCH
BISCAZZIERI DI TUTTO IL MONDO UNITI
immagine – “ultimo equilibrio” china © francesco zaffuto
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
un uomo, che sembra un ragno, tenta di arrampicarsi su un grafico statistico, il suo volto continua a deformarsi.
mercoledì 3 agosto 2011
IL GRANDE MOLOCH
Il nostro grande Moloch, a cui siamo soventi offrire sacrifici umani, è “la grande massa di capitale finanziario non investito in forme produttive”. Viene considerato come un oracolo ma anche come un Dio capace di dare giudizi. In realtà è un mostro senza alcuna testa e ragione, ha solo una bocca avida da saziare con i guadagni immediati. Compongono il grande Moloch: fondi di investimento, banche di affari, singoli speculatori e famiglie di speculatori, e anche i piccoli ignari risparmiatori che hanno affidato i loro risparmi a banche e a fondi di investimento. Il grande Moloch ha un insieme di artigli operativi: tecnici e operatori di borsa capaci di tenere sotto osservazione ogni fenomeno ed ogni possibile oscillazione dei titoli; ma la sua potenzialità si accresce grazie alle opportunità di investimento e alle stesse regole che i mercati borsistici hanno creato nel passato. Se non si ha il coraggio e la determinazione di modificare le regole per frenare la speculazione il grande Moloch sarà capace di distruggere economie di stati ed imprese. Alcune modifiche possibili e urgenti sono:proibizione delle vendite allo scoperto;
Tobin tax su tutte le transazioni finanziarie a breve;
eliminazione di tutti i contratti e “titoli” derivati che potenziano la speculazione.Era quel minimo che si doveva già fare nel 2009. Oggi la malattia non è variata e le medicine non sono variate, ma i capi di governo degli stati mondiali più importanti sembrano ben legati allo stesso Moloch che dovrebbero contrastare e governare.
Lunedì primo agosto abbiamo assistito a una nuova caduta delle borse, poi ci sarà una piccola ripresa e poi ancora una nuova caduta; è questo l’andamento con cui si va avanti da due anni. Coloro che pensano che si possa innestare una crescita con una possibile speculazione al rialzo e che basta fare i buoni per incoraggiare il grande Moloch si sbagliano di grosso. La crisi del 2008/2009 è venuta dopo anni di speculazioni al rialzo e di crescita fittizia del mercato. La crescita vera si può basare solo sulla reale produzione e sul miglioramento della vita sul pianeta, una crescita drogata è solo una illusione.
03/08/11 francesco zaffuto
Immagine - Il tempio del grande Moloch - da una scena del film Cabiria - L'entrata del tempio, una grande bocca vorace.
lunedì 18 luglio 2011
Nessun Miracolo

Nonostante il Miracolo della manovra approvata con urgenza, con la sostanziale “non guerra” dell’opposizione e con la benedizione di Napolitano, oggi la borsa di Milano cade:
l’indice FTS MIB - 3,06
e i principali istituti bancari nel mirino del ribasso: Mediobanca - 2,94; Unicredit – 6,36; Intesa San Paolo – 6,51 ecc. … ecc anche gli altri in caduta.
Questo è il giudizio dei mercati! Esclamano i nostri commentatori: giornalisti ed economisti di grido. Ma quale giudizio, questa è speculazione alla selvaggia, dove lo speculare al ribasso da due anni si rivela come la migliore condizione speculativa. Fra qualche giorno la borsa risale per pareggiare le posizioni scoperte, ma la flessione complessiva tenderà a rimanere.
La speculazione si batte con misure capaci di contenerla e non di certo chiedendo giudizi ai biscazzieri. Le vendite allo scoperto vanno proibite, l’aveva detto la Merkel già l’anno scorso quando la speculazione stava prendendo di mira anche le banche tedesche, oggi ovviamente tace visto che la speculazione sta facendo guadagnare i titoli di Stato tedeschi.
Il mercato ha bisogno di regole, non è l’oracolo di Apollo.
Per una più attenta osservazione del fenomeno speculativo al ribasso rinvio al post di pochi giorni fa
BISCAZZIERI DI TUTTO IL MONDO UNITI
18/07/11 francesco zaffuto
AGGIORNAMETOMartedì ore 12,15 - come volevasi dimostrare FTS MIB + 2,08. I Biscazzieri ricomprano a prezzi più bassi per guadagnare sui differenziali e la borsa ricomincia a salire, ma rimane depressa rispetto alla perdita del - 3,06 del giorno precedente. Andiamo avanti così da circa due anni. Altro che giudizio dei mercati, mercati senza giudizio e ancorati al guadagno del giorno per giorno sulla pelle di tutti.
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Immagine – Totò vende la fontana di Trevi, l'unica vendita allo scoperto divertente.
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