Le guerre nel
mondo sono in drammatico aumento: 378 i conflitti totali nel 2017, di cui 186 crisi violente
e 20 guerre ad alta intensità. continua su ...
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lunedì 7 gennaio 2019
lunedì 30 luglio 2018
Ricordini di guerra
Dall’ultima guerra mondiale, che ha coinvolto l’Italia, sono
passati più di 70 anni
ed eppure continuiamo a trovare i ricondini. L’ultimo, pochi giorni fa
a Cesi in Umbria: una bomba americana di 500 libbre contenente 130 chili di
tritolo. Sono intervenuti gli artificieri dell’esercito e il pericolo è stato
scongiurato.
Vediamo i dati dei ricordini di guerra che
emergono dopo tanti anni di sepoltura:
Dall’inizio dell’anno 2018 gli artificieri
dell’Esercito hanno rimosso e distrutto oltre 800 ordigni esplosivi, rinvenuti
in tutta Italia, mentre lo scorso anno sono stati bonificati oltre 2.100
residuati bellici.
L’Esercito negli ultimi dieci anni ha svolto
oltre 35.000 interventi di bonifica su tutto il territorio nazionale.
Immaginiamoci la
tragedia che vivono quei popoli che ancora oggi debbono affrontare in pieno
giorni di guerra, e quanti ricordini si spargono per il mondo.
Per la notizia
il link
domenica 15 aprile 2018
quando si dice di non pensare (Berlusconi)
Berlusconi Silvio: “In
certi momenti è meglio non pensare... e non dire nulla”.
Che ci possa essere un
momento di dire e non dire può essere disdicevole o meno ma può esistere; ma
che sia meglio evitare di pensare dà la misura di quanto il pensiero alberga
nel personaggio.
Certo il motivo della
frase di Berlusconi era quello di dare una stoccata a Salvini; ma quello che è
riuscito a “dire” Berlusconi fa accapponare la pelle: la rinuncia alla facoltà
pensante.
Il contesto dai giornali:
Già, ma come la mettiamo con Salvini? Che ne
pensa di quella posizione del leghista così dura e pura? Pausa imbarazzata. “In
certi momenti è meglio non pensare... e non dire nulla”.
immagine: una
pittura di Bacon
sabato 14 aprile 2018
Ricordiamoci di quello che accadde in Iraq
Siria, vescovo di Aleppo: “Stanno facendo come in Iraq.
Armi chimiche un pretesto”
“Sia fatta luce su tutto ed emerga la verità
non come hanno fatto con l’Iraq in cui hanno distrutto il Paese dicendo che
c’erano le armi chimiche. Così come hanno fatto con l’ Iraq lo stanno facendo
ora con la Siria. La gente lo ha capito, non è stupida”.. Lo ha detto il
vescovo caldeo di Aleppo e presidente della Caritas siriana, mons. Antoine
Audo, intervistato da Antonio Soviero, manifestando forti dubbi sul fatto che
il regime di Damasco abbia usato armi chimiche a Douma, nel Ghouta est. “Come è
possibile che Assad – ha aggiunto mons. Audo – abbia usato armi chimiche per
difendersi ? Non è logico. Gli americani e i russi usano la Siria come pretesto
per farsi la guerra e difendere i loro interessi internazionali”.
NOTIZIA Riportata da
immagine di Aleppo da
https://www.avvenire.it/mondo/pagine/domande-risposte-1
giovedì 12 aprile 2018
Non si scherza con il fuoco della guerra
Come gesto di pietà per le vittime di un bombardamento
con armi chimiche Trump + Macron + May sono pronti ad ordinare un bombardamento
sulla Siria.
Come gesto di responsabilità per frenare il terrorismo
già da tempo Putin interviene con bombardamenti in Siria.
Come gesto di responsabilità per salvare la sua nazione Assad da anni bombarda il suo stesso
popolo.
Come gesto di responsabilità per salvare l’Islam
Erdogan e gli iraniani intervengono in azioni di guerra in Siria.
Come gesto di responsabilità per salvare le ragioni di
Israele, il governo israeliano si prepara ad un intervento in Siria.
Tutti questi gesti di responsabilità portano ad una
guerra che si può allargare con conseguenze catastrofiche.
La responsabilità prima di USA e Russia è quella di
parlarsi con il tavolo di mediazione dell’ONU; e l’Europa dovrebbe
energicamente invitarli a farlo e con urgenza. Il parteggiare da parte degli
europei per USA o per la Russia, nella questione siriana, non aiuta minimamente la pace.
L’Italia deve avere come riferimento l’art. 11 della
sua Costituzione e il ruolo dell’ONU
come organismo di dialogo tra le superpotenze e tra tutte le nazioni aderenti. La pace si può trovare solo iniziando un
percorso di pace.
domenica 25 marzo 2018
Sito archeologico di Barad bombadato
Aerei da guerra
turchi hanno bombardato e distrutto l’importante sito archeologico di Barad, a
sud di Afrin e non lontano da Aleppo.
Continua su …
http://www.fides.org/it/news/63939-ASIA_SIRIA_Fonti_siriane_i_raid_aerei_turchi_hanno_distrutto_siti_archeologici_cristiani
http://www.rightsreporter.org/turchia-come-isis-distrutto-sito-archeologico-cristiano-in-siria-la-vergogna-continua/
Ricordando
Palmira
lunedì 12 marzo 2018
Per un Giorno dedicato alla Pace
NECESSARIA
Una legge nazionale per ricordare
e una ricorrenza annuale per mobilitare
le coscienze
sabato 10 marzo 2018
Turchia, uccisi 3149 Curdi nell’indifferenza internazionale
Ieri la Turchia ha
annunciato ufficialmente e non senza una certa soddisfazione di aver ucciso
3.149 curdi nella regione siriana di Afrin dall’inizio della operazione “Olive
Branch”.
I Curdi che hanno
salvato il mondo dalla minaccia Isis.
Continua su
martedì 6 marzo 2018
La campagna elettorale di Putin
Dopo un cambio di data, le prossime elezioni presidenziali in Russia si
terranno il 18 marzo
2018. Se al termine del voto nessuno dei candidati in lizza
dovesse raggiungere la maggioranza assoluta, allora si procederà a un secondo turno in data 8 aprile.
Il favoritissimo Putin ha lanciato una
campagna a tutto campo:
lunedì 1 gennaio 2018
Bombe italiane vendute - c'era una appello di Amnesty
“Stop alle forniture militari all’Arabia Saudita. Si salvi il lavoro in Sardegna”21 giugno 2017
L’appello ai parlamentari italiani presentato oggi alla Camera
da Reti e associazioni della pace, dei diritti umani e dell’intervento
umanitario. Le bombe italiane fanno stragi di civili in Yemen, alimentando uno
dei conflitti più drammatici e gravi al mondo.
sabato 20 maggio 2017
110 miliardi di $ in armi USA per l’Arabia Saudita
Centodieci miliardi di
dollari in armi e sistemi di difesa che gli Stati Uniti
venderanno all'Arabia Saudita. E' il valore dell'accordo firmato a Riad
dal presidente americano Donald Trump e da re Salman.
mercoledì 17 maggio 2017
E’ questa una notizia secondaria??
Ci hanno stonato la testa con l’interpretazione di una
telefonata di Renzi con suo padre.
E’ questa una notizia secondaria??
L’ipotesi di un’esistenza di Auschwitz in Siria è una notizia secondaria?
Non dovremmo parlarne con il giusto rilievo?
Non dovrebbero tutte le agenzie di informazione allarmarsi?
Non si dovrebbe arrivare con urgenza alla verità?
http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_15/avevamo-detto-mai-piu-6104e1ea-39ab-11e7-8def-9f1d8d7aa055.shtmlUna che fonte mette in dubbio la foto
venerdì 12 maggio 2017
venerdì 14 aprile 2017
UNA DRAMMATICA SETTIMANA SANTA
Non è una Settimana Santa come le altre; con i due attentati alle chiese cristiane la domenica delle palme in Egitto la Settimana Santa brucia di polvere e si colora di sangue. C’è chi vuole portare la rottura tra mondo mussulmano e mondo cristiano ad un punto di non ritorno.
sabato 15 ottobre 2016
Nobel a Juan Manuel Santos, fare di tutto per la pace
L’Accademia di Oslo assegnando il premio nobel per la Pace,
ha riconosciuto il determinato impegno di Juan Manuel Santos, presidente della
Colombia, per la pace nel suo paese, per chiudere una guerra durata più di
mezzo secolo.
lunedì 4 aprile 2016
Panama Papers ed il forziere dei nostri santi
Una
talpa, illuminata dal desiderio di sacra verità o sacra vendetta, rivela i file
segreti di oltre 200 mila società offshore create dallo studio Mossack Fonseca
di Panama.
Certo, lo sapevamo che le Isole Caimans e Panama
erano paradisi fiscali e luoghi di riparo per ogni sorta di tesaurizzazione privata;
ma vedere i nomi di quelli che hanno il
tesoro fa un certo effetto.
Chi si
aspettava che un Putin e un Camerun non si fidassero di affidare i loro tesoretti
alla Russia e alla Gran Bretagna. Ad essi si aggiungono alti dirigenti cinesi,
il presidente ucraino Poroshenko, il re dell'Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud e il
sovrano del Marocco Mohammed VI. E la lista dei nomi
promette di ingrossarsi a dismisura. Una grande internazionale della fuga dei
capitali, per evitare il fisco nel
proprio paese e per costruirsi una buona e sempre possibile residenza lontana
dal proprio paese; mentre magari nel proprio paese si gioca a fare la parte
degli integerrimi e si perseguitano i piccoli evasori.
Accanto a questi isospettabili uomini politici
non mancano uomini delle mafie e del cartello del traffico di droga. Non
mancano rispettabili industriali che si sono stancati di fare gli imprenditori
e che preferiscono il parassitismo finanziario. Non mancano poi gli arricchiti
fortunati che, per loro qualità e per le regole del
mercato, sono stati pagati in modo
esorbitante per le loro prestazioni: manager, calciatori, artisti, mediatori di
affari ecc..
Fra poco ci diranno che, tranne qualche caso
problematico, poi in fin dei conti, era tutto regolare e lentamente tenderanno a
stendere un velo fino alla totale dimenticanza, e ricominciare come se nulla
fosse.
Ma questo bubbone che sta facendo marcire il
pianeta non è solo un fatto di frode e di evasione, è proprio un bubbone
prodotto dalla grande ricchezza non investita e tesaurizzata. Anche il
cosiddetto denaro guadagnato onestamente,
ma in modo esorbitante, va a fare parte della massa di capitale
finanziario tesaurizzato, investito in speculazioni finanziarie e che non dà
alcun impulso a investimenti produttivi.
In un
mondo che abbonda di ricchezza e di spreco si stende e spande la miseria
diffusa dei diseredati; con il problema ancora
insoluto della fame di bambini denutriti
che fa arricciare il cuore.
Una volta c’era la lotta di classe, o almeno
si parlava di lotta di classe; oggi ci sono le appartenenze di religione, di
razza, di etnia. Su queste appartenenze ci hanno soffiato come su un fuoco
sulla paglia gli stessi grandi speculatori; non possiamo e non dobbiamo mai
dimenticare l’appoggio dato dagli USA all’integralismo islamico negli anni
ottanta. Sono riusciti a creare un’altra realtà, ed ora è diventata così grande
che gli è quasi scappata di mano. Si parla di guerre sante con i forzieri del
tesoro ben tenuti al riparo; ci sarà sempre un Hotel di lusso per ricchi in
qualche isola con il mare incontaminato, mentre il resto del mondo brucia nelle
fiamme della guerra e della miseria.
Ad una internazionale dei miliardari si può solo
rispondere con l’ Internazionale dei
diseredati capace di superare i conflitti
religiosi ed etnici, altrimenti è la fine.
Nessuna nostalgia però del passato, perché se
guardiamo nel passato scopriamo grandi errori: il comunismo statalista ha
fallito nel suo compito; il socialismo riformista si è fatto fagocitare dallo
stesso capitalismo finanziario.
L’etica dell’uomo nuovo non si può costruire
con prediche e neanche con tappe forzate. Va amata la libertà di ogni singolo
uomo ma va data dignità ai bisogni essenziali di ogni singolo uomo; va costruito faticosamente un cammino di
uguaglianza preservando beni essenziali come l’aria, l’acqua e la terra.
Non c’è una sola ricetta miracolosa; ogni uomo che ha un’idea e una ricetta la
sveli e la condivida, non abbia paura di confrontarla, non si faccia prendere
dalla superbia esercitata con la parola; la parola serve per comunicare ed è l’unico bene umano prezioso con cui cercare
la verità.
Francesco
Zaffuto
lunedì 28 marzo 2016
Un argine alla follia omicida
I capi di tutte le religioni
hanno l’obbligo morale di unirsi contro questa follia
… non una predica ognuno per
conto loro … unirsi …
E’ solo l’atto di unirsi che
è necessario
Ahore 27 marzo 2016 la follia
omicida
Giorno di Pasqua - l’obbiettivo
donne e bambini cristiani – in un parco giochi – 72 morti di cui 30 bambini –
340 feriti
L’attentatore suicida, che si è fatto saltare, pensava di avere un premio nell’aldilà
immagine - quadrato nero di Malevic
venerdì 25 marzo 2016
La UE, la portineria turca, e i disperati
?????Per la massa di
disperati che sono scappati dalla guerra in Siria e che aspettano in campi di
fango, e per gli europei che temono una
invasione incontrollata, l’accordo tra UE e Turchia è un buon accordo?????
Ricaviamo da questo link
alcune note
L’intesa firmata con Ankara
lascia sul campo tante incognite: a partire dal 4 aprile chi arriverà
illegalmente in Grecia verrà riportato in Turchia singolarmente e senza
rimpatri di massa, recita l’accordo firmato a Bruxelles. Per ognuno di questi
migranti, Ankara rimanderà in Europa un siriano profugo di guerra legalmente
registrato.
Per i profughi di Idomeni al
confine con la Macedonia, l’intesa firmata prevede una redistribuzione nei
paesi europei, secondo uno schema già votato dai leader a settembre e
aggiornato con 18 mila posti in più (per un totale di oltre 70 mila posti) ma
che finora ha funzionato pochissimo e a singhiozzo. Al vertice Slovacchia e Ungheria si sono dette
contrarie. (nota: la Polonia si dice oggi contraria dopo i fatti del Belgio)
L’Italia deve attrezzarsi per essere “più
efficiente” nei controlli: prender con forza per prendere le impronte ai
migranti.
Quello con Ankara è un
accordo che si fonda sulla chiusura di fatto della rotta balcanica, con
l’auspicio che con il filtro turco possa arrivare meno gente.
In cambio, è stato promesso alla Turchia la
riapertura del dossier sull’ingresso in Ue a partire da giugno, quando
dovrebbero essere liberalizzati i visti di ingresso in Europa per i cittadini
turchi a patto però che Ankara riesca per allora a rispettare tutti i 72
parametri necessari.
Quanto ai 3 miliardi in più
chiesti da Erdogan, l’Ue promette di accelerare le procedure per dare ad Ankara
i 3 miliardi già stanziati: il raddoppio verrà deciso in base ad una verifica
dei risultati raggiunti nel 2018.
Gli appunti sopra riportati
sono stati tratti da
La Turchia
diventa una specie di portineria autoritaria per il passaggio dei migranti
verso i paesi UE. L’Europa potrà rimandare a questa portineria gli indesiderati
e che fine faranno non si sa; una volta tolti dai piedi all’Europa non importa
e il governo Erdogan ne potrà fare quello che vorrà. In cambio l’Europa, beneficata
per aver trovato un terreno per le sue espulsioni, dovrà prendersi in carica
uno stesso numero di migranti raccomandati dal governo turco. Il tutto con un costo di 6 miliardi di euro,
con la liberalizzazione degli accessi in UE per tutti i cittadini turchi, e con la riproposizione di un ingresso della
Turchia in Europa. Se si considerano,
inoltre, le ultime misure di Erdogan in
materia di libertà di stampa e l’assenza di prospettive per una pacificazione
sulla questione kurda; l’accordo non
pare un buon accordo.
Il grande
afflusso di disperati migranti che preme verso l’Europa ha origine dalle guerre
e, in questo momento, dalla grande
guerra che si sta svolgendo in Siria. La questione principale è far cessare quella guerra, e il ruolo non può essere giocato solo da Europa
e Turchia, è una questione che deve essere posta in sede Onu con l’intervento
di USA, Russia e Cina; ogni rinvio non può che aggravare il fenomeno. (f.z.)
sabato 23 gennaio 2016
ONORE A QUEST’UOMO SPERANZA DELL’INTERA UMANITA’

Salah Farah, insegnante keniota di religione islamica, ucciso
per aver protetto alcuni cristiani. Il
21 dicembre, al-Shabaab, formazione islamista e cellula somala di al-Qaeda, ha
teso un'imboscata a un autobus che si stava dirigendo a Mandera, città nel
nord-est del Kenya. Col volto coperto, armati, in tuta mimetica, i militanti
hanno fatto scendere i passeggeri e cominciato la loro caratteristica conta
mortale. I musulmani da una parte, i cristiani dall'altra, due gruppi separati
per ucciderne uno solo, in nome della sharia. Ma questa volta i passeggeri
musulmani si sono rifiutati di collaborare.
"Gli abbiamo chiesto di ucciderci tutti o
di lasciarci andare" ha raccontato Salah Farah al Daily
Nation dopo l'attacco. Anche lui si
trovava sul bus. "Appena abbiamo parlato hanno sparato a un ragazzo, e a
me". Poi gli assalitori fuggirono e cristiani furono salvi.
Il 18 gennaio, Farah, dopo un mese trascorso al
Kenyatta National Hospital di Nairobi, è morto per le ferite riportate.
ONORE A QUEST’UOMO SPERANZA DELL’INTERA UMANITA’
mercoledì 13 gennaio 2016
I PRINCÌPI LAICI E LE LIBERTÀ COLLETTIVE
I PRINCÌPI LAICI E LE LIBERTÀ COLLETTIVE
Ancora sul dopo Parigi. Appunti intorno ad un dibattito.
di Angelo Gaccione
Proviamo a mettere in fila alcuni
fatti incontrovertibili.
1. ARMI E TAGLIAGOLE. Le armi con cui i tagliagola del
califfato nero (l’Isis) sventrano e devastano, sono prodotte in Occidente, dove
il mercato della macelleria è florido e redditizio. Gli Stati, tanto per
rinfrescare le idee a chi l’avesse dimenticato, sono i maggiori produttori in
proprio, e i governi sono i principali protettori del commercio bellico
privato; e sono sempre loro che ne autorizzano l’esportazione. Governo italiano
compreso. Questo è noto sia al presidente cattolico Mattarella, sia al boy
scout cattolico Renzi, e, a scalare, a partiti, sindacati e via enumerando.
2. AMERICANI. Il caos ingovernabile che ha portato
alla incandescente e pericolosa situazione odierna di un’area vasta del
Medioriente, e che ne ha consegnato una buona parte ai gruppi più integralisti
e fanatici, è il risultato della politica estera americana. La più criminale e
ignorante politica estera che una democrazia avanzata moderna, abbia mai potuto
concepire. Col tempo gli storici faranno un bilancio e metteranno a confronto
gli esiti di questa politica neo-imperiale, con i disastri provocati dalla
Germania nazista, e scopriranno che in termini di distruzione e di morte, quelle
degli Stati Uniti risulteranno di gran lunga più vaste.
3. REGIMI ARABI. I regimi arabi e mediorientali, nella
loro quasi totalità, sono corrotti e sfruttatori quanto e peggio di quelli
occidentali. Con un aggravante in più: l’intolleranza non riguarda
esclusivamente aspetti dottrinari legati al Corano
e alla sua interpretazione, ma investe le libertà nel suo complesso, i diritti
civili e, molto spesso, i diritti umani primari. In moltissimi di essi (se non
in tutti), un giornale come “Odissea” non potrebbe esistere. Non ci sarebbe
posto per i miei e per i vostri libri; per le vostre idee di lettori marxisti,
anarchici, radicali e per le mie libertarie; per la vostra condizione di
femministe, omossessuali, lesbiche, atei o liberi pensatori; e sarebbe
ostacolata la musica che componete, l’arte che realizzate, il teatro che
mettete in scena. Non parliamo delle manifestazioni politiche e dei cortei
pubblici, come quelli a cui siamo abituati qui da noi. La pena di morte vige
ovunque e sareste alla mercé di volgari sceicchi -dai gusti osceni- che
sguazzano nell’opulenza; di ayatollah ed imam (pessima genia di preti)
reazionari e dalle idee semplicemente disgustose, che sognano la realizzazione
di feroci e oscurantiste teocrazie.
4. TERRORISTI. Dicesi terrorista chi, in maniera
indiscriminata e senza distinzione, semina strage e morte fra la popolazione
innocente. A Parigi sono state indiscriminatamente colpite persone innocenti,
dunque, gli artefici di quella strage sono da considerarsi spregevoli
terroristi e miserabili criminali. Storicamente la pratica terrorista
appartiene agli Stati in guerra e ai regimi dittatoriali di ogni colore e fede.
5. FONDAMENTALISMI.
Tutti i fondamentalismi si equivalgono e finiscono per divenire criminali.
Quelli di natura religiosa sono criminali e ridicoli allo stesso tempo:
massacrano in nome di un nulla, o di
un’ortodossia di cui ci si ritiene unici custodi. È stato così, storicamente,
fra i cristiani, ed è così, oggi, fra i musulmani. Sciiti musulmani massacrano
sunniti musulmani, così come cristiani papisti, massacravano cristiani
luterani, calvinisti o valdesi.
6. GUERRA SANTA. Secoli orsono, i cattolici
scatenavano “guerre sante” contro gli “infedeli” non solo per liberare i
cosiddetti “luoghi santi”, ma anche per più prosaici interessi economici e
territoriali. Nel 1511, tanto per fare almeno un esempio, il papa di allora
dichiara la “guerra santa” contro il francese Luigi XII e gli scatena contro i
lanzichenecchi agli ordini del porporato svizzero Matteo Schiner. Per obbedire
alla volontà del papa, la nota ferocia dei lanzichenecchi devasterà interi
territori di Milano apportando lutti, saccheggi e morte. Proprio come oggi le
armate dell’Isis agli ordini del califfo Abu Bakr al Baghdadi.
7. DISTINGUO. Potete disquisire e operare tutti i
distinguo che volete, ma dei vostri distinguo e delle vostre analisi, le bande
dell’Isis se ne fanno un baffo. A loro non interessa alcun tipo di consenso
dell’Occidente, come non gli interessa la saldatura con gli strati proletari
musulmani. L’Isis non ragiona secondo gli occidentali concetti di classi,
sfruttamento, oppressione economica e ingiustizia sociale. Ragiona secondo gli
interessi dell’etnia di appartenenza. Secondo il modo di intendere i dettami
del Corano, da cui prende ciò che gli
fa comodo, e divide in maniera schematica e manichea il campo, fra devoti di
Allah e quelli che giudica infedeli. Dunque, sparare nel mucchio, farsi
esplodere in un luogo affollato di popolo con donne, bambini, migranti
musulmani, simpatizzanti occidentali della causa palestinese o avversari
dell’imperialismo americano, per un combattente dell’Isis non ha alcuna
importanza. Non è un caso che non hanno mai mosso un dito, né attaccato i
mercanti di carne umana che lucrano sulla pelle dei migranti in fuga verso
l’Europa, quasi tutti poveri e di religione musulmana.
8. FANATICI. I giovani che accorrono ad
intrupparsi nelle file dell’Isis nell’illusione di edificare una società
migliore, resteranno presto delusi. I capi militari e gli esponenti religiosi
che li manovrano, sono dediti ai traffici più indegni e alle pratiche più
criminali, compreso la tortura, lo stupro e l’uso di bambini adolescenti nelle
decapitazioni. Lavaggio del cervello, valore della vita ridotto a zero,
obbedienza assoluta, è quello che gli sarà riservato. Un abisso se raffrontiamo
la loro condizione con quella dei combattenti curdi e delle loro libere ed
eroiche donne in armi, in difesa delle loro terre e della libertà.
9. PREDICATORI. Quanto la religione possa influire
sulla mente di questi psicolabili, lo mostra la predicazione, non di un vecchio
rincoglionito di qualche sperduta montagna afghana, ma di un giovane imam di 35
anni di Brest, nato e educato in Francia. In un video che lo riprende durante
una lezione ad un nutrito gruppo di bambini, si scaglia contro la musica dei
grandi compositori classici occidentali, da lui definita satanica e demoniaca.
A sentire il delirio che gli usciva dalla bocca, non si sapeva se piangere o
ridere. E tutto sempre con il nome di Allah sulla bocca. È questo il tipo di
educatore che gira in molte moschee o scuole coraniche.
10. CORANO E BIBBIA. Non c’è dibattito televisivo in cui,
dal più attempato personaggio al giovinastro di primo pelo (politico,
opinionista, militante, fedele o carrierista che dir si voglia), non ripeta a
pappagallo che Corano e Bibbia sono libri pacifici, e che la
religione non c’entra con la violenza, e così via. Lasciamo perdere il 99% di questo originale campionario
che non ha, evidentemente, alcuna dimestichezza con la lettura e con la storia;
siamo pure comprensivi con quanti credono per fede e sono esonerati da una
verifica empirica diretta delle fonti; giustifichiamo senz’altro coloro che
scartano apriori questo genere di letture giudicate noiose e spesso ostiche.
Ma, santo Dio, almeno quell’uno per cento che, si dà il caso, quelle letture ha
fatto o dovrebbe aver fatto per dovere culturale o professionale: predicatori,
preti, teologi e quant’altri, dovrebbe risparmiarci la tiritera. Poiché
conosciamo la materia, per avervi dedicato qualche tempo (la Bibbia è, fra gli altri, uno dei volumi
che tengo a portata di mano sul comodino, praticamente da anni), e poiché sono
convinto che ogni buon ateo dovrebbe farne tesoro, due cose mi sono chiare: 1) le religioni, né più né meno delle
altre ideologie, hanno prodotto, chi più chi meno, guerre fratricide e spietati
tribunali inquisitoriali e di morte; 2) i
due maggiori libri della tradizione monoteista, come tutte le opere nate
dall’ingegno e dalla fantasia degli uomini, sono al loro interno
contraddittori, perché rispecchiano la personalità, le idee e i convincimenti,
di coloro che li hanno redatti. Possiamo trovarvi la visionarietà più
sbrigliata; la saggezza più profonda; la poesia e la tenerezza più toccanti; il
senso di pietà più umana e fraterna, ma anche la ferocia più disumana; la
barbarie della guerra; il disprezzo per i nemici o lo straniero; il pregiudizio
ostile verso la donna o il diverso; il dominio dell’uomo su altre creature:
animali, per esempio. Guerre, distruzioni e morte attraversano entrambi questi
due libri che restano, letterariamente e per molti aspetti sapienziali, dei
capolavori. Sono impregnati di sangue come i capolavori epici della classicità,
anch’essi intrisi di violenza e di pietà. Io non me ne scandalizzo, se
rapportiamo le vicende storiche al contesto e alle geografie. Popoli, etnie e
tribù, si costruiscono le loro favole ed i loro miti; i loro riti e le loro
fedi; il loro “Dio degli eserciti” sterminatore dei nemici e protettore della
propria casa. Nel momento in cui il militarismo romano diverrà odioso agli
occhi delle masse povere di alcune aree dell’impero, nascerà, come
giustificabile e comprensibile reazione, il rifiuto della violenza, di uccidere
e di obbedire al braccio armato dell’imperatore. Tutte istanze insite nel
messaggio della predicazione del cristianesimo primitivo, cioè, prima che
diventi chiesa istituzione, potere temporale. Essendo libri così sfaccettati,
complessi e contraddittori, ognuno può prendere gli aspetti e le prescrizioni
che più gli aggrada ed impiegarli a suo uso e consumo.
11. L’USO. Il fanatismo che mira a costruire
una teocrazia come fondamento dello Stato islamico basato sulla sharia e la guerra santa agli infedeli,
vi troverà ciò che cerca e che gli serve. Così come il fedele pacifico che
vuole uniformare la sua condotta morale e la sua scelta di vita agli
insegnamenti del profeta, basati sui princìpi di umanità, compassione,
solidarietà, rifiuto della violenza e della morte, troverà anche questo e vi si
potrà ispirare per diventare un buon musulmano. Le guide religiose, gli
esegeti, i commentatori delle sure e
dei versetti, hanno, a questo
riguardo, un potere e una responsabilità enormi. Sono loro che interpretano per
i fedeli, e sono loro che spingono verso una direzione pacifica o aggressiva;
tollerante o conflittuale. Sono sempre loro che manipolano le coscienze e ne
condizionano l’agire. Teniamo conto che spesso masse considerevoli di musulmani
sono non scolarizzate, e se lo sono, le uniche letture a cui sono obbligate,
riguardano passi ben selezionati del libro “sacro”. Se un fedele cristiano
volesse utilizzare la Bibbia come
strumento di guerra, avrebbe solo l’imbarazzo della scelta. La parabola pacifica,
tollerante e non-violenta del cristianesimo, nella sua versione cattolica, di
fratellanza e carità verso gli altri, si è oramai consolidata in tutto il mondo
dov’è presente; per un segmento dell’islam e per diverse forme di religiosità
tribale, ci vorrà ancora molto tempo e dovrà scorrere ancora molto sangue. Non
scordiamoci che veniamo dalle caverne, e il retaggio genetico vorrà pure dire
qualcosa. Il pericolo maggiore è rappresentato dai mezzi tecnici di distruzione
di massa che la perversa intelligenza creativa della scienza ha messo a
disposizione, e di cui, i ciechi che guidano i pazzi, potrebbero facilmente
impossessarsi. E non è affatto una
eventualità remota o un’idea peregrina.
12. IL DEEP WEB. Lo sfascio di paesi e regimi fra i
più diversi, ha messo in libertà e a disposizione materiali pericolosissimi, e
creato l’opportunità di poterli veicolare con estrema facilità. Uranio,
polonio, progetti e ricerche per costruire ordigni micidiali fuori da ogni
controllo e altro ancora, sono già oggi disponibili e facilmente acquistabili
attraverso quella che potremmo definire una corsia coperta, protetta e sicura,
altamente privilegiata e che non compare su nessuna mappa. Questa corsia
protetta si chiama Deep Web e dove si può comprare di tutto, soprattutto armi,
droghe e documenti, per potersi reinventare una nuova identità.
13. IL FATTORE DEMOGRAFICO. Un dato è incontrovertibile. La
popolazione europea d’Occidente è destinata a diventare minoritaria, rispetto
ai flussi di immigrazione provenienti dai paesi arabi ed africani. Già ora la
tendenza è evidente se si prendono in esame i dati di natalità dei nuclei
familiari stranieri residenti, e li si confronta con quelli delle coppie
autoctone. L’emancipazione sessuale delle donne europee occidentali e la consapevolezza
di non essere semplici macchine riproduttive; il cambiamento dei costumi e
della morale che ha influito in maniera decisiva anche sugli uomini; un uso più
responsabile e accorto della maternità e della procreazione (sempre più coppie
si orientano verso un figlio solo); la centralità del lavoro fuori casa e la
crescita delle professioni femminili; la carriera intellettuale,
l’indipendenza, la cura di sé, la qualità di vita raggiunta, lo studio, i
viaggi; la scomparsa della vecchia cultura contadina; gli anticoncenzionali e
l’aborto; il crollo dei matrimoni, le convivenze a tasso zero di natalità; la
perdita di influenza della religione; tutto questo ha prodotto una vertiginosa
contrazione delle nascite. Il fenomeno, a quanto se ne sa, sta investendo anche
l’Oriente europeo ex comunista. Contrariamente alle famiglie arabe in cui le
donne sono per lo più relegate al ruolo di casalinghe e di madri, a quelle di
colore, e a quelle provenienti da paesi di tradizione cattolica (Filippine,
America Latina, ecc.). Nuclei, questi, molto prolifici e che, per esempio in
Italia, hanno impedito che il saldo fra nascite e morte si chiudesse in maniera
esageratamente negativa. Considerati gli attuali flussi migratori (e senza
contare i profughi ambientali che potrebbero diventare una vera e propria bomba
demografica), è più che probabile che culture di importazione e loro religioni
di riferimento, diventeranno maggioritarie, in gran parte dei paesi
occidentali.
14. DIVENTARE LUNGIMIRANTI. Governare saggiamente ed in maniera
illuminata questo processo, è fondamentale per evitare i disastri che l’Europa
ha già vissuto con la guerra di tutti contro tutti nella ex Jugoslavia, e che
ha incancrenito di odi e rivalse le terre balcaniche. Sappiamo dalla storia
come i fantasmi dei particolarismi, delle piccole patrie, dei nazionalismi,
sono sempre in agguato e pronti a riaffiorare dal fondo oscuro dove stanno
sospesi. Non discriminare o separare è fondamentale. Com’è fondamentale non
transigere sui princìpi da cui le democrazie sono nate. Ricordarci che siamo
figli della Rivoluzione francese dell’89 e dei diritti dell’uomo e del
cittadino; e siamo, altresì figli, come italiani, della Resistenza partigiana.
Resistenza che ha comportato un tributo di sangue altissimo, e in cui si sono
immolati giovani spesso neppure maggiorenni, padri di famiglia, operai,
studenti, contadini, soldati sbandati, religiosi, disertori di varie
nazionalità, comunisti, anarchici, socialisti, azionisti, senza partito,
cattolici, ebrei, valdesi, e gente di ogni professione e di ogni fede. Dentro
quel sacrificio e in quel che ne è seguito, è inscritto quanto ci compete, ed è
il faro che ci deve guidare. Impedire che i pilastri della Costituzione e della
separatezza dei poteri possano essere minati, è indispensabile. Tenere separata
dallo spazio pubblico la sfera religiosa e le credenze di ciascuno, che devono
restare in un ambito strettamente privato.
15. NULLA È DATO UNA VOLTA PER TUTTE. Essere tolleranti sulle credenze di
ciascuno, ma intransigenti verso il predominio di una singola fede. Potrebbe tuttavia accadere che in una realtà
multietnica, una comunità divenuta maggioranza numerica pretenda di imporre al
resto della società la sua religione, o di voler trasformare l’ordinamento
giuridico e la forma costituzionale, secondo i dettami di quella religione e di
quella fede. È una eventualità tutt’altro che improbabile e dunque è meglio
pensarci sin da ora e prendere le contromisure. Gli antidoti possono essere la
buona accoglienza, la garanzia di uguali diritti e doveri per tutti,
l’integrazione attraverso la scuola e la sua istruzione laica, lo studio della
lingua, la trasmissione dell’amore per la terra dove i figli dei migranti sono
nati e vivono, la corretta amministrazione, e una moralità degna di questo
nome. Le nuove generazioni, nate e cresciute nelle democrazie, saranno esse
stesse baluardo contro ogni deriva autoritaria e integralista, se saremo capaci
di alimentare in loro la passione civile e la cura per i princìpi laici e per
le libertà collettive. Sono le buone pratiche pubbliche la migliore garanzia
della tolleranza e della coesione, mai gli apparati repressivi o i corpi
speciali; ma ricordando che queste straordinarie conquiste non sono date una
volta per tutte e per sempre. Occorre costantemente vigilare per proteggerle e
consolidarle, e questo richiede sacrificio.
[Milano, 31
dicembre 2015 – 1 gennaio 2016]
[Pubblicato
sulla prima pagina di “Odissea” in Rete in data
12 gennaio 2016] http://www.libertariam.blogspot.it/
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