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giovedì 11 maggio 2017

Cassazione e prezzo del divorzio

Giustamente l’Ansa per commentare la notizia ha fatto ricorso alla locandina del vecchio film di Germi. 
Ebbene la notizia è una vera e propria novità sul piano giuridico. Da trenta anni in tema di assegno di mantenimento in seguito a divorzio si è fatto riferimento al parametro al  "tenore di vita matrimoniale". 

sabato 27 febbraio 2016

Qualche parola sulla parola fedeltà


In questi giorni abbiamo assistito a una bagarre parlamentare sulla parola fedeltà; questa parola è stata cancellata come obbligo per le unioni civili, allo scopo di sancire una differenza tra matrimonio eterosessuale e unione civile omosessuale.  
La parola fedeltà presuppone una promessa;  ed in qualche modo la fedeltà diventa il requisito che mantiene la promessa data;  considerare  insignificante la parola fedeltà per le unioni civili è come dire: “la vostra promessa non vale”.
 La promessa di fedeltà può derivare da un contratto ma anche da una semplice stretta di mano; addirittura le norme del codice civile hanno esteso la parola fedeltà  al diritto del lavoro, l’Articolo 2105 del codice civile in materia di lavoro porta la dizione: Obbligo di fedeltà  “Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.”
Certo è incredibile, avere leggi che considerano infedeltà la concorrenza sleale,  e considerano prassi ordinaria  l’infedeltà nell’unioni civili.
Nella bagarre parlamentare sulla “fedeltà” c’è stato qualcuno che ha proposto di cancellarla dal matrimonio eterosessuale, considerandola un vecchio residuo di maschilismo, insomma un dibattito tra ubriachi l’ha definito Cacciari.  .
Ma alla fine del dibattito la legge  c’è, ed è uno stato di fatto: nelle unioni civili niente adozioni del figliastro e niente fedeltà coniugale.
Le ripercussioni di queste due scelte si avranno tutte sulla magistratura, nelle aule dei tribunali,  e saranno pane e companatico per gli avvocati.
Il problema dei figli lasciati per  l’improvvisa morte dell’unico genitore si presenterà e dovrà essere il giudice che dovrà decidere. I problemi di separazioni nelle unioni di civili ci saranno e sarà un giudice che dovrà decidere cosa significa per la legge  la mancanza della parola fedeltà.
Tutto quello che il Parlamento non ha deciso, e lasciato nel dubbio,  ricadrà sui magistrati. Affollati tribunali e scartoffie come sempre, ma tra le scartoffie vengono distrutte a volte le vite delle persone.
 Per il resto tutto rinviato a un prossimo progetto di legge, e forse tra qualche anno se ne riparlerà.
Francesco Zaffuto

Immagine – il capolavoro dello scultore Piero Manzoni è, forse, simile a quello che con questa legge ha realizzato Renzi. Qualsiasi cosa produce un artista, se ha fama ed un mercato,  è sempre un’opera d’arte.


martedì 5 giugno 2012

Il Papa teologo e la sua teologia approssimativa e contorta per il popolo


“Anche senza la ricezione ‘corporale’ del sacramento e anche senza assumere l’ostia possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo corpo”.
Sembrerebbero parole uscite da un movimento ereticale medioevale o dal dibattito del movimento della Riforma; posizioni di questo genere, le cui relative conseguenze potrebbero mettere in discussione l’esistenza stessa dell’istituzione ecclesiastica e delle sue gerarchie, dalla chiesa cattolica anticamente sono state condannate come eretiche. Peccato che a proferirle sia stato il Papa in persona rivolgendosi ai divorziati durante la sua visita a Milano. E’ vero che il concetto di “comunione spirituale” non è nuovo, tuttavia con essa si è sempre intesa un’unione che il fedele può realizzare col Cristo ( è un’estensione un po’ ardita dire anche “col suo Corpo”) nella sua interiore intenzionalità in qualunque momento, specie quando si trovi materialmente impedito a ricevere l’ostia o il suo pentimento non si sia potuto ancora trasformare nella concreta uscita dalla condizione di peccatore. Ma come può il divorziato o risposato avere ripristinato l’uscita dalla condizione che, a detta della dottrina cattolica, è di colpa? E soprattutto, come può accedere all’unione spirituale col Cristo, quando l’impedimento materiale non è dovuto ad una contingenza accidentale, ma risiede proprio nel divieto pubblicamente espresso da parte di chi presiede alla materializzazione e somministrazione del Corpo di Cristo? Il che equivale a dire che l’intenzionalità di comunione del fedele è superiore all’atto sacramentale e lo realizza in ogni caso. Certo non ci stupisce che il Cristo possa concedere ciò che un suo portavoce terreno nega, ma da qui a concludere che la funzione del sacerdote è del tutto pleonastica (anzi, in questo caso addirittura in contrasto con la volontà divina) o a dire con certo protestantesimo che è solo simbolica, il passo è breve. Considerando che l’Eucarestia è la base su cui poggia tutta la liturgia cattolica, ne discende che tutta la funzione della Chiesa non è sostanziale ma solo formale ed evocativa. Questa Chiesa, così calcolatrice, contraddittoria e attenta al suo potere e al numero dei seguaci (sono troppi tra loro i divorziati e risposati), chiede una fede separata dai contenuti teologici a cui dovrebbe aderire, non a caso il cattolico è il più ignorante rispetto alle Scritture, la cui lettura e interpretazione viene delegata ai sacerdoti. Si può così rappresentare il Cristianesimo dell’uomo del 2000?
E’ indispensabile che il Cristianesimo recuperi tutta la spiritualità distrutta nei secoli. Quando poi si parla di “comunione spirituale” si presenta infatti un’ulteriore questione: cosa è lo spirito nella concezione cattolica di uomo? Non è un caso che i cattolici non ne abbiano alcun concetto e lo confondano con l’anima, poiché il dogma della bipartizione dell’uomo in anima e corpo è stato sancito dal concilio di Costantinopoli nell’869. Sussistendo solo i due elementi di natura individuale e mancando il terzo elemento di natura universale, lo spirito appunto, con che cosa l’uomo potrebbe realizzare un’unione cosmica? La perdita dell’uomo tripartito si può dire che segnò l’inizio del processo di materialismo della Chiesa cattolica e della perdita di spiritualità del messaggio cristiano. Allora si saprebbe che l’immagine della Natività è la nascita del Cristo in ognuno di noi tramite la propria anima purificata rappresentata come la Vergine, che la vera comunione è sempre e solo spirituale e perenne e nostra missione è risvegliarne la coscienza in noi, non può avere mediazioni materiali, è il “non io ma il Cristo in me”, e finalmente che è l’uomo stesso ad essere il tempio.
05/06/12 Maria Luisa Ferrantelli
immagine - cenacolo di Leonardo