lunedì 30 aprile 2018

Buon 1° maggio 2018, ma il lavoro è in doppio lutto


Buon 1° maggio 2018, ma il lavoro è in doppio lutto:
-         -  in lutto perché in Italia in soli 4 mesi sono morti 450 lavoratori per incidenti connessi  al lavoro – ne dà notizia l’Osservatorio nazionale di Bologna https://cadutisullavoro.blogspot.it/2018/04/1-maggio-con-450-morti-sul-lavoro_29.html?spref=fb
-          -  ed  in lutto perché il lavoro non si trova e tanti disoccupati sono costretti a vivere senza alcuna protezione di  welfare
E’ l’ora di lottare per un lavoro dignitoso per tutti,  con una giusta paga e che non ruba la vita.

Come augurio di Buon primo Maggio alleghiamo qui il link di un post di Arpa eolica con quasi tutte  le opere pittoriche sul lavoro  di Vincent Van Gogh

venerdì 27 aprile 2018

Una vittoria a salvaguardia delle API


Il Comunicato di Greenpeace

I Paesi membri dell'Ue hanno deciso di ascoltare la richiesta di migliaia di persone come te, e vietare per sempre l’uso di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api: imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam.

È una vittoria per le api, l’ambiente e per tutti quanti noi. GRAZIE per aver firmato la nostra petizione!
I Paesi che hanno votato a favore del divieto sono: Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Grecia, Portogallo, Irlanda, Slovenia, Estonia, Cipro, Lussemburgo, Malta, che rappresentano il 76,1% della popolazione dell'Ue. Quattro i Paesi contrari al divieto: Romania, Repubblica Ceca, Ungheria e Danimarca. Otto gli astenuti: Polonia, Belgio, Slovacchia, Finlandia, Bulgaria, Croazia, Lettonia e Lituania.

Oltre ai 3 insetticidi in vietati oggi, ce ne sono altri che costituiscono una minaccia per le api e altri insetti benefici. Tra questi quattro neonicotinoidi, il cui uso è attualmente permesso in Ue: acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos.


Per evitare che questi tre insetticidi ora vietati vengano sostituiti con altre sostanze chimiche che potrebbero essere altrettanto dannose, l'Ue dovrebbe bandire l’uso di tutti i neonicotinoidi, come la Francia sta già considerando di fare.

È inoltre necessario applicare gli stessi rigidi standard utilizzati per questo bando alla valutazione di tutti i pesticidi e, soprattutto, ridurre drasticamente l'uso di pesticidi chimici di sintesi e sostenere la transizione verso metodi ecologici di controllo dei parassiti.


martedì 17 aprile 2018

Parbleu, quello che ha detto Macron a Strasburgo


 Parbleu o anche alla faccia del caciocavallo. Macron, dopo aver deciso solo con USA e UK di bombardare in Siria, è andato a parlare a Strasburgo della necessità di migliorare la democrazia europea.
  In Europa "la risposta è l'autorità della democrazia non la democrazia autoritaria". Così il presidente francese Emmanuel Macron alla plenaria a Strasburgo dove ha messo in guardia contro il "fascino illiberale e gli egoismi nazionali. Dobbiamo edificare una nuova sovranità europea per dare una risposta chiara agli europei". … continua su

Quegli inglesi fuggiti dalla Brexit


Chi sono questi inglesi alla ricerca dell'Europa? Con la Brexit, nel 2016, 'il numero di cittadini che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro dell'Unione europea è aumentato del  165%.


domenica 15 aprile 2018

quando si dice di non pensare (Berlusconi)


Berlusconi Silvio: “In certi momenti è meglio non pensare... e non dire nulla”.
Che ci possa essere un momento di dire e non dire può essere disdicevole o meno ma può esistere; ma che sia meglio evitare di pensare dà la misura di quanto il pensiero alberga nel personaggio.
Certo il motivo della frase di Berlusconi era quello di dare una stoccata a Salvini; ma quello che è riuscito a “dire” Berlusconi fa accapponare la pelle: la rinuncia alla facoltà pensante.
Il contesto dai giornali:
 Già, ma come la mettiamo con Salvini? Che ne pensa di quella posizione del leghista così dura e pura? Pausa imbarazzata. “In certi momenti è meglio non pensare... e non dire nulla”.



immagine: una pittura di Bacon

sabato 14 aprile 2018

Ricordiamoci di quello che accadde in Iraq

Siria, vescovo di Aleppo: “Stanno facendo come in Iraq. Armi chimiche un pretesto”
“Sia fatta luce su tutto ed emerga la verità non come hanno fatto con l’Iraq in cui hanno distrutto il Paese dicendo che c’erano le armi chimiche. Così come hanno fatto con l’ Iraq lo stanno facendo ora con la Siria. La gente lo ha capito, non è stupida”.. Lo ha detto il vescovo caldeo di Aleppo e presidente della Caritas siriana, mons. Antoine Audo, intervistato da Antonio Soviero, manifestando forti dubbi sul fatto che il regime di Damasco abbia usato armi chimiche a Douma, nel Ghouta est. “Come è possibile che Assad – ha aggiunto mons. Audo – abbia usato armi chimiche per difendersi ? Non è logico. Gli americani e i russi usano la Siria come pretesto per farsi la guerra e difendere i loro interessi internazionali”.
NOTIZIA Riportata da

PRIVACY de che!? Top secret sui debitori di Montepaschi


PRIVACY de che!? Se siamo su Facebook si può passare sopra la privacy come un carro armato. Se si tratta di tutelare privacy di quelli che hanno messo a k.o. la più grande banca allora massima tutela …
 ed è la Monte dei Paschi salvata con i soldi pubblici. I dirigenti dell’istituto, costretti a rispondere alle domande dei piccoli azionisti, si trincerano dietro la legge sulla privacy per non fare i nomi, e ammettono a denti stretti che il gruppo Mps “vanta crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi 10 milioni di euro, di cui 9,7 milioni non performing”.
Inoltre c’è il lungo elenco delle personalità pubbliche e dei loro congiunti che hanno ricevuto soldi da Mps per una cifra superiore di quasi 7 volte a quella dei partiti......

venerdì 13 aprile 2018

OCSE, che non è un partito comunista, ci dice fate la Patrimoniale


OCSE, che non è un partito comunista, dice all’Italia che per arginare le forti diseguaglianze economiche e sociali può istituire una IMPOSTA PATRIMONIALE.
Queste due parole IMPOSTA PATRIMONIALE, durante la recente campagna elettorale italiana sono state demonizzate da Di Maio, da Renzi, da Salvini, Da Berlusconi, da Meloni. Solo il buon BERSANI ha avuto la pazienza di spiegare in una trasmissione televisiva dinanzi alla Gruber la necessità e la fattibilità di un’IMPOSTA PATRIMONIALE per arginare le disuguaglianze sociali.  
Ora arriva l’OCSE il centro di studi internazionali dei paesi capitalisti aperti al mercato mondiale che dice all’Italia che una patrimoniale non è il demonio comunista ma un modo per adeguare un sistema fiscale assurdo che grava soprattutto sui redditi da lavoro.

L'Ocse, nel rapporto "The Role and Design of net wealth taxes", indica l'Italia (insieme ad altri tre Paesi) come una nazione dove la disuguaglianza sociale è aumentata di più e dove la concentrazione di ricchezza verso l'alto è diventata sempre più evidente negli ultimi dieci anni di crisi. Una crisi quasi ininterrotta. Tant'è che i livelli pre-crisi non sono stati ancora recuperati. Il 43% della ricchezza - è scritto nel Rapporto - è appannaggio del 10% più ricco della popolazione". Quindi, conclude l'Ocse, "uno dei modi per ridurre più velocemente i divari di ricchezza è l'imposizione della tassa patrimoniale".

Scrive  l'Ocse che : "oltre alle considerazioni fiscali, potrebbe esserci anche una maggiore giustificazione per un'imposta patrimoniale netta in un Paese che mostra alti livelli di disuguaglianza della ricchezza come un modo per ridurre i divari a un ritmo più veloce". Analizzando l'andamento negli ultimi anni della distribuzione del reddito e della ricchezza a livello internazionale, l'organizzazione sottolinea quindi che "dopo la crisi, sono proseguite le tendenze verso una maggiore disuguaglianza di ricchezza". Che, come sostengono in molti vanno eliminate. In ogni caso, sottolinea l'Ocse, le ragioni di una patrimoniale "non possono essere valutate singolarmente ma dipendono dal sistema fiscale complessivo e dallo scenario complessivo economico e sociale del paese". 

NIENTE di prescrittivo da parte dell’OCSE  ma almeno la classe politica si deve mettere urgentemente a studiare su come modificare il Fisco in Italia,  e per un buon sistema fiscale ci deve essere ben equilibrato tra:
imposte sul reddito, imposte sul patrimonio ed imposte sui consumi.





Immagine sede OCSE di Parigi da


giovedì 12 aprile 2018

Non si scherza con il fuoco della guerra

Come gesto di pietà per le vittime di un bombardamento con armi chimiche Trump + Macron + May sono pronti ad ordinare un bombardamento sulla Siria.
Come gesto di responsabilità per frenare il terrorismo già da tempo Putin interviene con bombardamenti in Siria.
Come gesto di responsabilità per salvare la sua  nazione Assad da anni bombarda il suo stesso popolo.
Come gesto di responsabilità per salvare l’Islam Erdogan e gli iraniani intervengono in azioni di guerra in Siria.
Come gesto di responsabilità per salvare le ragioni di Israele, il governo israeliano si prepara ad un intervento in Siria.
Tutti questi gesti di responsabilità portano ad una guerra che si può allargare con conseguenze catastrofiche.
La responsabilità prima di USA e Russia è quella di parlarsi con il tavolo di mediazione dell’ONU; e l’Europa dovrebbe energicamente invitarli a farlo e con urgenza. Il parteggiare da parte degli europei per USA o per la Russia, nella questione siriana,  non aiuta minimamente la pace.
L’Italia deve avere come riferimento l’art. 11 della sua Costituzione  e il ruolo dell’ONU come organismo di dialogo tra le superpotenze e tra tutte le nazioni aderenti.  La pace si può trovare solo iniziando un percorso di pace.

Immagine da http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Siria-opzioni-militari-e-possibili-obiettivi-di-Trump-e0888528-4dd4-4e9f-8c82-d8b184d87d2d.html

mercoledì 4 aprile 2018

Il salvataggio delle banche fa aumentare ancora il debito pubblico


Per Eurostat “gli interventi del Governo relativi alla liquidazione” delle due banche Popolare di Vicenza e Veneto banca “devono essere classificati sulla base del loro impatto netto”. Quando all’impatto sul deficit 2017 “i flussi totali attesi in uscita possono essere stimati a 14,7 miliardi di euro, mentre il totale delle somme recuperate è atteso a 10 miliardi di euro. Come risultato dovrebbe essere dunque registrato nei conti un impatto negativo sul deficit per 4,7 miliardi”, intorno a 0,3 punti percentuali di pil in più rispetto alla stima del marzo. Quanto al debito pubblico, tenendo conto delle garanzie da 6,4 miliardi e dei 4,8 miliardi pagati cash a Intesa San Paolo, l’effetto “sia diretto che indiretto è pari a 11, 2 miliardi”.


Potremmo dire questa è una necessità eccezionale; ed invece questa è solo l’ultima perché ci sono stati gli interventi per salvare più di una volta il Monte dei Paschi di Siena e gli interventi per salvare Banca Etruria ed altre banche toscane in crisi. Forse il complesso delle operazioni di salvataggio ha fatto aumentare il debito pubblico di circa trenta miliardi di euro.
Che lo Stato intervenga per salvare il sistema bancario nazionale è doveroso ed anche estremamente necessario, ma un intervento di tale portata doveva portare ad una vera e propria messa in sicurezza degli istituti salvati operando un processo di nazionalizzazione. Se dei banchieri privati hanno fallito, e fallito per mancanza di correttezza nella gestione bancaria, lo Stato  con il suo intervento non può regalare soldi ai privati, deve necessariamente nazionalizzare parti del settore bancario.  
 Il liberismo esasperato nel settore bancario ha nei fatti strozzato i paesi europei in difficoltà e sta cominciando a strozzare l’intera idea di Europa. La gestione del credito a breve termine e del credito a lungo termine deve essere improntata a rigore, le banche private debbono rispondere a regole ben definite e quando sono in difficoltà la nazionalizzazione deve essere vista come una operazione doverosa.


Altri link  su banche e salvataggi

Salvataggi – Europa - Bail In e Conti Correnti




Banche piccole o grandi


Banche il costo dei manager

La poca vigilanza della Banca d’Italia

lunedì 2 aprile 2018

Per questa volta l’immondizia spaziale non ci ha rotto la testa


La stazione spaziale cinese è caduta nell’oceano Pacifico. Allarme rientrato, per questa volta non ci è caduta in testa, si tira un sospiro di sollievo e nel contempo si dice che le probabilità di colpirci erano molto scarse.  Consolante, ma il quantitativo d’immondizia che siamo come esseri umani riusciti a produrre e che naviga nello spazio è enorme.  Siamo stati capaci di riempire d’immondizia la terra e il cielo, questo è l’aspetto più contraddittorio di quello che chiamiamo progresso tecnologico. Abbiamo bisogno non di cancellare i progressi tecnologici, ma di gestirli con ordine e calma. Non ci possono essere nazioni, e addirittura enti privati,  che fanno a gara per inviare le loro navicelle nello spazio, sarà necessario un ordine mondiale per la ricerca spaziale.
Link – il satellite cinese di Pasqua 2018
immagine – detriti spaziali visti dal polo – foto da: