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lunedì 6 novembre 2017

In Sicilia il 53,24% non ha votato

Secondo i dati raccolti dalla Regione Sicilia l’affluenza alle urne degli elettori alle ore 22,00 (ultima rilevazione alla chiusura dei seggi)  per le elezioni Regionali del 5 Novembre 2017 è stata del 46,76%, in leggero calo rispetto al dato registrato alla stessa ora alle elezioni del 2012: 47,41% (-0,65%).
Si possono fare tutte le analisi che si vogliono su questo dato, ma si registra una crisi della partecipazione alla democrazia rappresentativa.
AD OSTIA ancora peggio,  non vota il 63,85%

lunedì 23 ottobre 2017

Veneto come la Sicilia o come la Catalogna? Lombardia dati nel caos informatico

IN VENETO
Alla generica domanda  "Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?"  il Veneto ha risposto con un’affluenza del  il 57,2 per cento degli elettori alle urne. Il Sì è stato del 98,1 per cento.

giovedì 19 ottobre 2017

SONO PER L’AUTONOMIA MA NON ANDRO’ A VOTARE

Qualche riflessione sulla domanda e sui tablet.
Il referendum del 22 giugno chiede genericamente più autonomia delle Regioni Lombardia e Veneto. Genericamente e non su qualcosa di ben preciso.
Ma se l’autonomia  delle regioni già esiste e se già esiste perfino una procedura per chiedere una maggiore autonomia su alcune materie; perché fare un referendum?
 Per avere più forza contrattuale rispondono i promotori. Come se l’autonomia fosse una squadra per cui fare il tifo.

martedì 16 maggio 2017

Roma e il gioco dell’immondizia più in là

La strada maestra è la raccolta differenziata, il successivo riciclaggio della parte solida e il compostaggio degli umidi; ma un tempo per organizzare il tutto è necessario.
Non basta certo il gioco propagandistico di un po’ di scopini politici a risolvere il problema.
Quanto tempo?

lunedì 24 aprile 2017

martedì 23 febbraio 2016

Sardegna: il pescatore e il mare che non c’è

Calogero Di Giuseppe, del blog La Discussione, mi segnala di dare peso a un fatto che la stampa ha relegato a notizia di secondo piano


"Una trentina di pescherecci con gli equipaggi si sono ritrovati al molo pescatori di Golfo Aranci all’alba con uno striscione bianco e la scritta “No mare di Sardegna alla Francia”. 

Avere dei dubbi, se al mattino con la tua barca sei sul mare d’Italia o di Francia, è inquietante per chi campa di pesca.
Ancora più inquietante se nessuno ha informato i pescatori dei possibili cambiamenti, se la Regione Sardegna dice di non sapere niente, e se il Parlamento è ancora all’oscuro.
 Recentemente sappiamo che sono piovute alcune interrogazioni parlamentari ma il tutto pare restare nel vago.

Allora, il Governo risponda: c’è o non c’è un nuovo accodo sui confini di Mare e quali ripercussioni hanno sui pescatori?
Allora, la stampa e le TV smettessero di considerare questo fatto come notizia di secondo piano. (f.z.)

Immagine dallo stesso articolo citato di Repubblica


Commento da google+
10:33


Speriamo che la notizia venga ridimensionata o, per lo meno, resa pubblica. La Sardegna è un'isola ed un'isola ha degli abitanti che vivono di pesca  visto che il mare la circondano tutta. E allora che qualcuno spieghi, nei tempi e nei modi DOVUTI,  che significato può avere uno striscione che parla di mare italiano o di mare francese. Se non è vero niente, si smetta di GIOCARE con la vita degli altri perchè un pescatore vive di mare e col mare e, se un mattino di botto qualcuno gli dice che il SUO mare non è più suo ma francese, per favore lo si faccia saper ai diretti interessati nonchè a tutti gli ITALIANI che cavolo si stia facendo sulla pelle degli altri e di tutti noi. Usiamo in modo GIUSTO la televisione. Esiste una rete di SERVIZIO PUBBLICO. Usatela. Ma, soprattutto date le notizie giuste, perchè la SARDEGNA e l'ITALIA sono stanche, molto.

venerdì 17 luglio 2015

Cannonate e non cannoli


 Esistono due tipi di siciliani: quelli che straparlano e quelli che stanno muti. Quelli che straparlano arrivano verbalmente ad uccidere tutto il mondo e riescono a mettere in moto l’intera Apocalisse biblica, anche per una multa per un divieto di sosta. Quelli che stanno muti si esprimono per sillabe che non arrivano neanche al pronunciamento del sì e del no e addirittura usano deboli schiocchi della lingua indecifrabili, tipo gn o ng, ci sono suoni che non si possono scrivere perché la lingua sbatte sul palato schioccando.
 Provate a liberarvi di un amico siciliano e diventate un traditore dell’intera Sicilia. Se è un antico amico fraterno siete un traditore di tutta la fraternità umana. E’ quasi più facile liberarsi di un parente: si trova una giustificazione del tipo “ci fu lite in famiglia”; ma con l’amico non viene compresa la motivazione della lite. Lo stesso amico penserà che non è vero niente e che continuate ad essere suo amico,  anche dopo l’essersi chiamati reciprocamente emeriti coglioni.
 Provate ad avere un amico siciliano di quelli che straparlano, che vi ha telefonato, che voi non volete continuare a sentire le stupidate che vi dice, e sperate che la telefonata finisca subito;  allora non reagite a nessuna delle stronzate che dice, perché sapete che se reagite la telefonata non finisce più e quello continuerà a straparlare per ore aumentando la dose di Apocalisse.
 Il reato di Crocetta pare che sia: non essersi riuscito a liberare di un amico, avere ascoltato una telefonata senza reagire o solo pronunciando qualche indecifrabile schiocco con la lingua.  
 Cosa diceva l’amico?  Apocalissi,  e nelle apocalissi aveva messo dentro anche una vittima della mafia. Le vittime della mafia sono intoccabili e innominabili e Crocetta doveva accettare di prolungare la telefonata dicendo al suo amico che era un coglione.
 Ma chi ha dato via l’intercettazione, l’ha fatta uscire dalle sedi di competenza giudiziaria, l’ha fatta arrivare all’Espresso, ha sicuramente commesso un reato.
Ora proviamo ad immaginare un dialogo tra Mister X e Mister Y.
Mister x = Su Crocetta abbiamo questo, che facciamo?
Mister y = Colpite ad alzo zero.  
Questo quello che posso dire come siciliano su Crocetta, e per quanto riguarda  la sua  futura salute un consiglio: riposarsi dalla politica e cambiare medico
17/07/15 Francesco Zaffuto

domenica 1 febbraio 2015

Chi si ricorda di Formigoni? Il tribunale

Nel 2012 definì i radicali «criminali e maestri di manipolazione». E così, due anni e mezzo dopo, l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni è stato condannato per diffamazione. Lo ha deciso ieri la nona sezione penale del tribunale di Milano. La sentenza di primo grado ha stabilito una pena di un mese di reclusione con la sospensione condizionata subordinata al risarcimento di 10mila euro a Marco Cappato, 10mila a Lorenzo Lipparini e 25mila alla Lista Marco Pannella, nella persona di Marco Pannella.
 Si tratta di quell’antica vicenda delle liste elettorali del 2010 che è ancora pendente dinanzi al tribunale amministrativo …..

lunedì 24 novembre 2014

Rottamata l’Emilia Romagna

La regione che si caratterizzava per la partecipazione democratica registra questi dati: votanti 37,7%; astenuti 62,3%. Chi vince, sul piano della legittimità, con il 48% dei voti in realtà, sul piano dei conti della democrazia, rappresenta solo il 18,09%       degli aventi diritto al voto.
La caduta della soglia dei votanti del 50% mette in crisi il concetto di maggioranza democratica;  la maggioranza non si esprime e la minoranza governa per effetto della forza della legge. Si potrà dire che questo già accade in tante democrazie occidentali, ma è la prima volta che accade in Italia in modo così lampante.
Nel limitato scenario dei votanti si legge: una vittoria del PD renziano, una elevata affermazione della Lega di Salvini, un tracollo di Forza Italia, un forte ridimensionamento del movimento a 5 stelle.
Nell’ampio scenario dei non votanti è difficile leggere, si possono fare solo degli interrogativi:
si ripeterà una forte astensione quando ci saranno l’elezioni politiche?
una rinnovata partecipazione al voto potrà determinare scenari politici completamente diversi?
ci sarà un definitivo tracollo dell’esercizio di voto come partecipazione alla politica?
A questi tre interrogativi non si riesce a dare una risposta, è probabile che limitatamente potranno verificarsi tutti e tre gli aspetti.
In un sistema politico dove chi ottiene i voti è legittimato a prescindere dalla percentuale dei votanti, e dove si ipotizza un premio maggioranza, l’astensione paradossalmente rafforza tecnicamente il gruppo vincente e indebolisce gli oppositori.
Il vincente, cinicamente o anche non cinicamente, può tirarsi i suoi calcoli e da quei calcoli sentirsi confortato:  in fin dei conti ho vinto, prendo il potere, “il potere logora chi non ce l’ha”.

24/11/2014 francesco zaffuto

giovedì 27 marzo 2014

Le province quasi non ci sono più

In questo blog ho sostenuta l’ipotesi di eliminare le province, come alleggerimento della macchina amministrativa e come possibile risparmio.
 Se lo sta facendo Renzi non posso certo lamentarmi e non penso di essere un renziano.  Mi pare che c’erano tanti altri che sostenevano la stessa ipotesi, eppure  ieri al Senato, per far passare l’abolizione delle Province, è stato necessario un voto di fiducia (ed ancora deve ritornare alla Camera per un altro voto).
Certo, l’abolizione delle province potrà fare risparmiare 100 oppure 1.000,  dipenderà dalla successiva riorganizzazione e distribuzione delle competenze; una cattiva riorganizzazione può annullare i benefici del provvedimento;  ma il superamento dell’istituto elettivo delle province mette le premesse per poter organizzare uno snellimento della pubblica amministrazione e un possibile risparmio.

mercoledì 20 marzo 2013

Qualche buon limone di Sicilia


Ieri 19 marzo 13 nell’Assemblea regionale siciliana è stata votata le legge di abolizione delle province. Non si faranno le prossime elezioni  provinciali e si avvierà la costruzione di consorzi tra Comuni al fine di eliminare la costosa macchina provinciale sostituendola con un decentramento più snello e meno costoso.
 Si avviato un processo verso il risparmio dei costi della politica che dovrebbe cominciare tra qualche mese a dare i suoi frutti. Il provvedimento legislativo è stato votato dai partiti che sostengono il Governatore Crocetta e dagli esponenti del Movimento 5 stelle. E’ la dimostrazione che se si vuole si può lavorare insieme;  questa testimonianza contrasta con  il clima sciocco e assurdo che si è creato a livello nazionale su un possibile Governo. Le continue dimostrazioni di Grillo di essere più pulito, dove per pulizia si intende non votare con nessuno e non parlare con nessuno, sembrano appartenere alla propaganda di un detersivo prodotto da frati trappisti.
   Solo con il dialogo e con l’avvio di un fruttuoso lavoro parlamentare si può mettere mano a provvedimenti per risollevare le condizioni in cui versa l’Italia.
 ALLORA UN BUON GOVERNO CON L’INDICAZIONE DI UN ESPONENTE DI PRESTIGIO RICONOSCIUTO E CHE DURI TUTTO IL TEMPO NECESSARIO PER COLLABORARE CON IL PARLAMENTO E AVVIARE LE RIFORME; NON QUALSIASI NOVITA’  MA RIFORME PER MIGLIORARE LAVORO E VITA DEGLI ITALIANI.
20/03/13 francesco zaffuto
Immagine – limoni di Sicilia

mercoledì 27 febbraio 2013

Ultime notizie dalla Lombardia


Giuseppe Verdi in Piazza della Scala intento nella lettura delle notizie sulle elezioni regionali  in Lombardia
“Questi terroni
amano ancora il Bossi
travestito da Maroni
e continueranno a fare strage del mio Nabucco”
Per capire Verdi basta osservare i dati disaggregati delle elezioni regionali in Lombardia al link
Nella città di Milano Ambrosoli ha ottenuto il 48,34% dei voti e Maroni il 34,45% .
Solo grazie al voto delle altre province e soprattutto dei piccoli centri della Lombardia Maroni poi vince con il globale 42,81% dei voti.
 La foto proposta di Giuseppe Verdi è del 1890 e allora in Milano i “terroni” non erano i meridionali ma tutti quelli che venivano in città dalle campagne. 
27/02/13 francesco zaffuto
Per una bellissima carrellata di vecchie foto su Milano andate al blog



giovedì 3 gennaio 2013

Ospedale San Giovanni Bianco a rischio chiusura reparto ostetricia


Ricordo bene che nella conferenza di fine anno Monti parlò della necessità “di dare agli italiani nuova fiducia perché scelgano di tornare a fare bambini”.  Ma osservando le notizie di oggi viene il dubbio che sia Monti che Formigoni forse pensano che i bambini possano nascere sotto i cavoli.
 Tra gli effetti delle  misure finanziarie del Governo Monti  sulla sanità,  collegate alle stesse scelte della Regione Lombardia,  c’è la possibile chiusura di diversi reparti ospedalieri di ostetricia. Le nuove regole prevedono che per restare in funzione debbono avere una quota annuale di 500 parti.  A cadere sotto la mannaia della nuova disposizione può essere perfino il reparto ostetricia di San Giovanni Bianco che serve tutti i piccoli paesini della Valle Brembana e che presenta un quantitativo di parti che non supera i 200 l’anno.
 La chiusura di questo reparto metterebbe a grave rischio le partorienti di quella valle; se già da un paesino come Branzi per arrivare all’Ospedale di San Giovanni Bianco ci vuole quasi mezzora, la scomparsa del reparto di ostetricia presso San Giovanni Bianco comporterà di dovere arrivare a Bergamo e nei fatti potrà significare più di un’ora di spostamento. Un’ora di spostamento può significare partorire per strada, ma se ci sono complicazioni può significare anche la morte per la madre o per il nascituro.
 Spero che il nuovo Governatore della Regione Lombardia e il nuovo Presidente del Consiglio si accorgano dell’assurdità e pongano subito rimedio.
03/01/13 francesco zaffuto
Immagine – Veduta di San Giovanni Bianco – in un mio vecchio acquerello del 1992

mercoledì 24 ottobre 2012

26 ottobre Grillo a Caltanissetta

Questa è una vecchia foto degli anni '50 di viale Regina Margherita;  scivola nella sua prospettiva e si perde quasi all'infinito e quando si arriva giù in fondo:  una terrazza si apre a guardare tutta la grande valle, centro e cuore della Sicilia. Questa foto l'ho trovata su facebook a questo indirizzo
Oggi questo viale non è molto cambiato, tranne che giù in fondo è stato collocato il monumento ai caduti, può raccogliere il doppio della popolazione di Caltanissetta; in passato è stato usato per l'organizzazione di grandi fiere e oggi giace un po' abbandonato dall'amministrazione della città.
  Grillo per la chiusura della campagna elettorale in Sicilia ha scelto questo viale e non la piazza principale della città, nessuno lo aveva mai fatto; si aspetta un grande afflusso di spettatori, che teoricamente potrebbero diventare tutti voti per il suo movimento. Non è facile, perché i siciliani amano l'arte della parola ma ci credono anche un po' poco. Comunque, questo viale pieno di persone può far tremare  chi ha governato a sbafo la Sicilia per tanti anni.
Auguri
24/10/12 francesco zaffuto
Il comizio di chiusura della campagna elettorale di Grillo è previsto  il 26 ottobre alle ore 20,30
ecco i link degli ultimi post inseriti sul questo blog per le elezioni in Sicilia
La Sicilia rischia di perdere 10 miliardi di fondi...
tutti gli eleggibili della Sicilia
Nuoto: dopo Mao, Grillo
DOPO IL COMIZIO DEL 26 - qualche link
http://www.ilfattonisseno.it/2012/10/grillo-a-caltanissetta-incanta-e-tuonada-qui-e-partita-la-legalita-illegale/

sabato 20 ottobre 2012

tutti gli eleggibili della Sicilia


Come siciliano lontano dalla sua terra mi è stato difficile capirci qualcosa su queste elezioni regionali. Ero molto preoccupato della possibile perdita dei finanziamenti  UE ed ho inserito nel mio blog il post
 Riguardo alle elezioni del prossimo 28 ottobre so  ben poco e non riesco ad  avere notizie dalla TV italiana che considera  la Sicilia molto più lontana dell’Africa.  A forza di cercare su internet ho trovato un articolo su “blitz quotidiano” che propongo a chi vuole sapere qualcosa delle prossime elezioni siciliane e degli uomini in campo, questo è il link
 Leggendo scopro che tra tanti uomini ci sta una donna, sindacalista della FIOM;  la sigla sindacale mi rassicura un po’ e forse se stavo in Sicilia avrei votato per lei.    In ogni caso a queste elezioni  la sinistra arriva divisa e dai sondaggi  pare che tutto possa ricominciare come prima,  come se nulla fosse mai accaduto, dopo Lombardo qualcosa di simile a Lombardo, con un po’ di confusione in più.  Ma cosa serve ai siciliani? Direi:
Pane ......Lavoro . .....Libertà ..... Uguaglianza
Pace ..... Felicità
  Le stesse cose che servono a tutta l’Italia,  e chi non è in grado di aprire un cammino su queste parole vada all’Inferno  (possibilmente da non eletto). 
19/10/12 francesco zaffuto
Immagine – limoni di Sicilia – un po’ acri, ma sono, in questo momento,  il meglio della Sicilia.

lunedì 15 ottobre 2012

La Sicilia rischia di perdere 10 miliardi di fondi UE


Eccome,  se ne ha bisogno di quei 10 miliardi di fondi UE; eccome, se possono servire per tirare un po’ su la depressa economia siciliana; ma rischia di perderli per sempre.
 I fondi si potevano utilizzare fin dal 2007 e possono essere utilizzati entro il 2013; di anni ne sono passati un bel po’ e non sono stati per niente utilizzati.
 Come mai?
Occorre per capire fare riferimento a un vecchio proverbio noto anche molto bene in Sicilia:
AIUTATI CHE DIO TI AIUTA
Il vecchio proverbio, frutto della saggezza popolare; insegna che nei guai e nelle varie difficoltà della vita è bene confidare in Dio, ma non si può pretendere di risolvere i problemi senza darsi da fare. Quando la UE  ha stabilito i fondi per lo sviluppo delle regioni depresse ha previsto un minimo di cofinanziamento, se non erro prevedeva che un miliardo lo mettesse la stessa Regione siciliana e questo gesto di buona volontà avrebbe prodotto l’arrivo degli altri 10 miliardi. Ma in questi anni tutto è accaduto nella Regione Sicilia tranne esprimere quel gesto di buona volontà. La Regione autonoma siciliana ha speso a destra e a manca, ha foraggiato con fondi privilegi e clientele, il cofinanziamento non c’è stato;  nel frattempo è avanzata la crisi economica e sono arrivate le misure nazionali per fronteggiarla,  il cosiddetto patto di stabilità.
 Con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica e al premier Mario Monti, l’Ance Sicilia (associazione dei costruttori edili) lancia l’allarme ed auspica l’arrivo di un commissario ad acta per la Regione per intervenire con urgenza e non fare saltare la scadenza prevista dalla UE.
 «Se la Regione svincolasse la propria quota obbligatoria di cofinanziamento - osserva l'Ance Sicilia - violerebbe il Patto di stabilità. E per il 2013 ci viene annunciata dalla Regione un'ulteriore contrazione di 1 miliardo negli investimenti in opere pubbliche».  E prosegue “… temiamo che il quadro politico che si prevede uscirà dalle elezioni del 28 ottobre sarà frammentato e non metterà il prossimo governo nelle condizioni di assumere decisioni forti e neppure di approvare il bilancio entro aprile 2013. Scatterebbe il commissariamento, a norma di Statuto».
 Il colpo di spugna delle elezioni, per ricominciare di nuovo,  pare che non possa bastare per l’utilizzo dei fondi UE. E aggiungerei che se i fondi saranno spesi male e solo per cementificazioni non potranno guarire certo i mali della Sicilia. Anche se sono lontano dalla Sicilia da tanti anni, penso che occorra un grande piano per l’acqua, per il riciclaggio dei rifiuti e per le energie alternative;  e il tutto convogliato in special modo allo sviluppo delle imprese agricole e manifatturiere.
 Auguri alla Sicilia che il 28 ottobre va a votare anche se in tanti non ci andranno. Pare ci sia un po’ di confusione in questa campagna elettorale, allego un link sui manifesti elettorali che ho trovato passeggiando tra i blog: http://lacuriosona.blogspot.it/2012/10/la-sicilia-al-voto.html
15/10/12 francesco zaffuto

Immagine – dati i contenuti del post,  ecco per consolazione una stupenda cassata siciliana dal sito http://www.siciliaontheroad.it/

martedì 25 settembre 2012

Il bottino


La festa mascherata di Fiorito,
 ha fatto emergere l’entità del bottino:  da uno stanziamento di un milione di euro, in un paio di anni, si è passati a 14 milioni di euro destinati ai consiglieri della regione Lazio. In pratica tutti i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione potevano accedere a questo grande bottino.
Lo scandalo viene attribuito alla megafesta e alle appropriazioni indebite che ci sono state;  ma la questione essenziale è l’entità del bottino che è stato messo a disposizione dei consiglieri del Lazio. Anche se spesi “bene” per la loro “attività politica” rimane tutta la nefandezza dell’atto di rapina alla collettività. Pagare con i soldi della collettività propri atti di propaganda elettorale, spazi pubblicitari nelle TV private,  congressi e cene di lavoro, non si può considerare meno dannoso o meno gravoso per la collettività.  Se si considera, inoltre, che questo finanziamento ai consiglieri è aggiuntivo allo stipendio percepito come consiglieri e al cosiddetto rimborso delle spese elettorali ai partiti (che viene percepito su base nazionale e regionale)  siamo di fronte a un bottino senza limiti.
I costi della politica delle regioni inseguono nello spreco quelli dello Stato e regioni come la Sicilia hanno poco da invidiare al Lazio
Giorni addietro la Camera dei deputati ha cercato di mettere una pezza  rendendo pubblici per il futuro i bilanci dei gruppi parlamentari, il Senato ancora tarda sull’aspetto della trasparenza.
 La trasparenza è sicuramente una necessaria lente per migliorare la vista sul bottino ma è urgente porre un limite al bottino.
25/09/12 francesco zaffuto

Immagine – baule del tesoro

domenica 22 luglio 2012

Megaprovince. Ma che senso ha?


Dopo la lunga diatriba se abolire o salvare le province la scelta del governo Monti pare essere quella di costruire 43 megaprovince al posto delle attuali 107. In base agli accorpamenti alcune province saranno cosi grandi al punto di coincidere con tutta la regione; avremo solo una duplicazione di uffici provinciali e regionali con spigolosi aspetti di competenza amministrativa.
Ma che senso ha?
Mi pare una scelta poco funzionale che non va certo nella direzione di una ipotesi federale. Fatta eccezione per le due province autonome di Trento e Bolzano; se si vuole imbroccare un percorso federale, la Regione può organizzare uffici periferici a seconda delle sue necessità istituzionali con un migliore utilizzo degli organici e senza l’oneroso costo della macchina politica elettorale provinciale.
22/07/12 francesco zaffuto
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Immagine – un elmo romano