Milano, il 73,39% non ha
votato al referendum sull'autonomia.
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martedì 24 ottobre 2017
venerdì 16 dicembre 2016
Alta Velocità
I miracoli dell’alta velocità: in tempi brevissimi nei guai il
comune di Roma e quello di Milano
http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2016/12/15/expo-giuseppe-sala-indagato-in-inchiesta-piastra_1ac6bead-d861-4e37-9e38-9007da28daec.html
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martedì 29 dicembre 2015
La Lega degli automobilisti Padani
Il Sindaco di Milano è arrivato
alla misura urgente di sospendere il traffico per i giorni 28/29 e 30 dicembre;
misura che avrebbe dovuto prendere almeno dal 13 dicembre, visti i gravi danni
per la salute; ebbene, appena ha avuto
il coraggio di fare questa scelta gli sono saltati addosso Maroni e
Salvini. I due padani Doc e G sostengono
che il traffico automobilistico non è un problema e che la misura di Pisapia
non avrà incidenza nella sommatoria dei veleni.
La misura di Pisapia è minima ma nel suo
minimo ha una sua incidenza ed evita una ulteriore sommatoria di veleni.
Certo che vanno prese misure strutturali di
adeguamento del riscaldamento delle case e adeguamento di tutti i trasporti, ma
non sono misure che si prendono nell’arco di un mese, e queste cosiddette
misure tampone sono necessarie per far fronte all’emergenza; e vale la pena di
ripetere che dovevano essere prese almeno dal 13 dicembre. L’assenza di Maroni
e di alcuni sindaci come Scanagatti di
Monza, nella misura di sospensione del traffico, non va dimenticata per questo disastroso fine
2015. (f.z.)
immagine di normale traffico a Milano
lunedì 21 dicembre 2015
QUESTO INCREDIBILE DICEMBRE 2015
Da
settimane in tante zone della Lombardia si è superata la soglia dei 50
microgrammi per metro cubo di concentrazione di smog e polveri sottili, con una
media giornaliera di 90
I fiori
sono sbocciati per il caldo, occorrerebbe vedere come stanno sbocciando i nostri
polmoni.
Alle rose smog e polveri sottili non fanno tanto danno, sono ben attrezzate per
sopravvivere
Noi
umani un po’ meno, e abbiamo bisogno che non si superi la soglia dell’inquinamento
atmosferico.
L’ultima
foto è per lo smog e polveri sottili tratta da http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/12/17/news/smog-129701203/
Intanto
nessun provvedimento impopolare è stato preso da Pisapia e Maroni, solo qualche
consiglio di non prendere l’auto.
Non si respira ma per Pisapia, Maroni, Scanagatti (sindaco di Monza) ed altri sindaci del circondario tutto va bene, l'importante sono gli acquisti natalizi e le ripercussioni sul loro fedele elettorato.
sabato 19 dicembre 2015
L’autostrada Milano – Pechino
Le scelte fatte da Pisapia di favorire l'uso delle bici, di
aumentare l'uso delle auto elettriche, di stimolare verso un uso dei servizi
pubblici, do atto che sono state utili, e sono atti sul lungo periodo. Ma purtroppo
quando i livelli di concentrazione dello smog e polveri sottili arrivano ai
livelli di queste settimane; i
cosiddetti provvedimenti tampone delle targhe alterne e della diminuzione del
riscaldamento domestico, sono necessari, urgenti e indispensabili. Vi assicuro
che in questi giorni si respira proprio a fatica, anche a Pechino pare che sia
cosi; ma Sel significava Sinistra
ecologia e libertà.
Francesco
Zaffuto, che ha votato qualche volta Sel.
giovedì 17 dicembre 2015
Pisapia, Pisapia, dove è finita l'ecologia
Pisapia, Pisapia
dove è finita l'ecologia
e non ti arrischi per la via
a fermare delle auto la scia
Ti sei scordato la targa alternata
e come Maroni hai la mente motorizzata
e non ti arrischi per la via
a fermare delle auto la scia
Ti sei scordato la targa alternata
e come Maroni hai la mente motorizzata
Per salvare il
commercio a Natale
lasci aumentare
lo smog mortale.
Smog fuorilegge a Milano da
oltre tre settimane.
Una situazione critica in tutta la Lombardia,
in particolare a Milano, dove tutte le stazioni dell'agglomerato urbano hanno
superato la soglia limite dei 50 microgrammi per metro cubo di concentrazione,
con una media giornaliera di 90: i livelli più alti si registrano ad Arese con
105 e a Milano-Pascal Città studi e Milano-Senato con 104 e 103. Le previsioni
meteo del bollettino arpa per i prossimi giorni non prevedono miglioramenti sul
fronte inquinamento, con il tempo stabile che favorirà l'accumulo di
inquinanti.
Fino ad oggi nessun provvedimento
di targhe alternate solo, solo blande raccomandazioni a usare i mezzi pubblici.
Perché la Giunta Pisapia ha sottovalutato questi dati
allarmanti?
lunedì 14 maggio 2012
Supercontrolli in metrò a Milano

A Milano dal 4 giugno partirà una sperimentazione per combattere chi non paga il biglietto.
La “geniale” pensata è quella di fare timbrare il biglietto anche in uscita. Questa procedura potrà richiedere circa 20 secondi ad ogni passeggero. L’assessore Maran crede che questa trovata possa combattere gli evasori e “tutelare i pendolari onesti” e per questo si avvia a sperimentare qualcosa che nei fatti non è sperimentabile; perché una cosa è l’uscita in situazioni normali e cosa ben diversa è un’uscita in caso di pericolo.
Tutte le uscite dai luoghi chiusi debbono essere facilitate. In caso di pericolo un rallentamento nell’uscita determina danni gravissimi, al panico per un immediato pericolo si viene ad aggiungere quello provocato dalla difficoltà di abbandonare il posto chiuso. Tutti i più gravi incidenti con morti e feriti in luoghi affollati sono aumentati per la difficoltà del deflusso.
La metropolitana è un luogo chiuso e spesso nelle ore di punta si affolla; in tutti i luoghi chiusi l’uscita deve essere estremamente facilitata.
Se Maran vuole combattere chi non paga il biglietto provveda insieme all’Atm ad assumere qualche controllore in più, in questo modo ci sarà anche qualche posto di lavoro in più. Già a Milano chi viaggia in metrò ha subito il trauma dell’aumento del biglietto a un euro e 50, ipotizzare anche la fine dei topi è troppo. Chissà poi che bella figura faremo con tale procedura per l’Expo, e come dovrà essere spiegata l’uscita a tutti gli ospiti stranieri.
14/05/12 francesco zaffuto
Immagine – folla per incidente su metro a Milano - foto tratta da “blitz quotidiano” di cui al link http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/milano-metro-fumo-blackout-rossa-671829/
venerdì 16 settembre 2011
Il dito della Borsa
E’ giusto che rimanga dov’è a perenne memoria di questi due anni di crisi economica dove il grande Moloch (la Borsa), ritenuto grande saggio, ha continuato ad esprimere “giudizi” catastrofici sulla nostra salute mentre speculava al ribasso determinando l’aggravamento della nostra salute.Entro la fine di settembre il Comune di Milano dovrà decidere sulla definitiva destinazione dell’opera. Lo scultore che l’ha realizzata, Cattelan, ha già detto che se viene spostata da Piazza Affari ad altro luogo ne rivendica la sua proprietà e la donerà ad altra città. Ai finanzieri la scultura non piace, ricorda troppo quello che normalmente accade.
L’assessore Boeri ha lanciato una consultazione su facebook
http://it-it.facebook.com/notes/stefano-boeri-per-milano/il-grande-dito-di-piazza-affari-cosa-fare/247869191920784
e un appuntamento per il 21 settembre alle ore 18 in Piazza Affari con i cittadini milanesi.
E’ urgente partecipare e fare arrivare qualche nota su facebook.Inserisco qui una bella foto di Alberto – ecco il link –http://albertocane.blogspot.com/2010/09/il-dito-medio-di-cattelan.html
Nella foto, in particolare, il dito pare toccare il cielo.
16/09/11 francesco zaffuto
martedì 31 maggio 2011
Il governo della città

Si sono concluse le elezioni amministrative, ci sono stati dei cambiamenti notevoli, si sono avvicendate componenti politiche, si prevedono scossoni sul piano del governo nazionale, ma da domani chi è stato eletto si deve confrontare con il governo della propria città.
Il governo della città non è piantare qualche aiuola per abbellirla e neanche organizzare eventi per cullarla. Governo della città significa avere cura prioritariamente che la merda che la città produce non soffochi la città e i suoi abitanti, quindi governo della città significa affrontare con i propri mezzi: rete fognaria, acqua, raccolta delle immondizia, igiene e sicurezza. Queste priorità debbono essere assicurate da chi governa la città indipendentemente dal suo orientamento politico (destra o sinistra in questo caso non importa).
Il voto di Napoli è esemplare; la città si è ribellata a tutte le componenti politiche che precedentemente hanno governato perché non hanno avuto cura delle priorità, si è affidata ad un uomo che dice di volere tagliare con il passato, è pronta a seguirlo; il fallimento di quest’uomo sarebbe la catastrofe per questa città, potrebbe cadere in una depressione sociale senza precedenti i cui effetti potrebbero essere la totale perdita di fiducia nella legalità.
L’altra grande città, Milano, che passa nelle mani di un nuovo sindaco, per gli aspetti prioritari apparentemente funziona; ma la raccolta differenziata a Milano non è pienamente decollata, lo scarico delle acque reflue grava in parte a danno dei fiumi, il livello di inquinamento dell’aria è estremamente elevato; e infine Milano, nel recente passato, non ha lavorato solo con mezzi propri ma si è lanciata in pericolose operazioni bancarie su titoli fortemente speculativi. Avere chiarezza su quanto ammonta il debito di Milano lasciato dalla passata amministrazione e informare i cittadini è una delle prime cose da fare per quantificare le risorse.
Ma i sindaci che arrivano al governo della città perché eletti all’insegna della Sinistra hanno un gravame in più, debbono avere cura della questione sociale: pane, lavoro, alloggi. Certo potranno scaricare le responsabilità sul governo nazionale per le sue inadempienze, ma per quello che sono i loro poteri locali debbono intervenire. Nulla osta al fatto che il comune possa intervenire nella costruzione di alloggi popolari, che possa intervenire in aiuto di situazioni di indigenza dei cittadini, che possa intervenire in aiuto della ricerca del lavoro, che possa promuovere servizi pubblici utili anche al fine di aumentare l’occupazione. La stessa richiesta di autonomia per affrontare meglio la questione sociale darebbe al cosiddetto federalismo una veste umana e solidale.
31/05/11 francesco zaffuto
Il governo della città non è piantare qualche aiuola per abbellirla e neanche organizzare eventi per cullarla. Governo della città significa avere cura prioritariamente che la merda che la città produce non soffochi la città e i suoi abitanti, quindi governo della città significa affrontare con i propri mezzi: rete fognaria, acqua, raccolta delle immondizia, igiene e sicurezza. Queste priorità debbono essere assicurate da chi governa la città indipendentemente dal suo orientamento politico (destra o sinistra in questo caso non importa).
Il voto di Napoli è esemplare; la città si è ribellata a tutte le componenti politiche che precedentemente hanno governato perché non hanno avuto cura delle priorità, si è affidata ad un uomo che dice di volere tagliare con il passato, è pronta a seguirlo; il fallimento di quest’uomo sarebbe la catastrofe per questa città, potrebbe cadere in una depressione sociale senza precedenti i cui effetti potrebbero essere la totale perdita di fiducia nella legalità.
L’altra grande città, Milano, che passa nelle mani di un nuovo sindaco, per gli aspetti prioritari apparentemente funziona; ma la raccolta differenziata a Milano non è pienamente decollata, lo scarico delle acque reflue grava in parte a danno dei fiumi, il livello di inquinamento dell’aria è estremamente elevato; e infine Milano, nel recente passato, non ha lavorato solo con mezzi propri ma si è lanciata in pericolose operazioni bancarie su titoli fortemente speculativi. Avere chiarezza su quanto ammonta il debito di Milano lasciato dalla passata amministrazione e informare i cittadini è una delle prime cose da fare per quantificare le risorse.
Ma i sindaci che arrivano al governo della città perché eletti all’insegna della Sinistra hanno un gravame in più, debbono avere cura della questione sociale: pane, lavoro, alloggi. Certo potranno scaricare le responsabilità sul governo nazionale per le sue inadempienze, ma per quello che sono i loro poteri locali debbono intervenire. Nulla osta al fatto che il comune possa intervenire nella costruzione di alloggi popolari, che possa intervenire in aiuto di situazioni di indigenza dei cittadini, che possa intervenire in aiuto della ricerca del lavoro, che possa promuovere servizi pubblici utili anche al fine di aumentare l’occupazione. La stessa richiesta di autonomia per affrontare meglio la questione sociale darebbe al cosiddetto federalismo una veste umana e solidale.
31/05/11 francesco zaffuto
Immagine – “I dannati: dannato dal peso del paese” © illustrazione grafica di Dafne Zaffutonota descrittiva dell'immagine per disabili visiviUn uomo, avvolto in un mantello, avanza gravemente appoggiandosi a un bastone, sopra le sue spalle il peso di un paese ordinato; la sua figura è come indistinta dal paese che si porta addosso e i suoi capelli sono le cime di monti che circondano il paese.
mercoledì 25 maggio 2011
Ultima supplica ai milanesi
Milanesi un ultimo sforzo …Liberateci dalla colonna infame: Pisapia sarebbe in pratica l’untore capace di trasformare Milano in una zingaropoli, in una stalingrado-mecca-gay, e beve pure il caffè con il Leoncavallo.
Liberateci anche dalla colonna della stupidità: per risolvere i problemi si sposteranno due Ministeri da Roma a Milano, si saneranno le multe e si abolirà l’ecopass, tanto il problema inquinamento è stato già risolto.
Lo scatto di orgoglio con cui voi milanesi avete affondato il grande satrapo il 15 e 16 maggio non deve annegare nel mare della calunnia e della stupidità. Il grande satrapo pensa che voi, dopo pochi giorni, possiate ritornare a dormire e accarezza i vostri incubi. Ma voi Milanesi restate svegli per il 29 e 30 maggio, e svegli anche per i giorni che dopo verranno …
25/05/11
Immagine – la vecchia copertina del libro di A. Manzoni – Storia della colonna infame
mercoledì 11 maggio 2011
Rinnovata supplica ai milanesi
La Moratti, degna allieva di Berlusconi, si è sperimentata in un colpo gobbo contro Pisapia: in chiusura di una trasmissione TV lo ha accusato di furto di auto, nel momento in cui non poteva più rispondere, ma la “guasconata berlusconiana” della Moratti si rivela falsa. Anche il giornale Libero evidenzia i fatti …http://www.libero-news.it/news/734538/Moratti___Pisapia_ladro___Lui___E__falso__la_querelo_.htmlMilanesi, avete avuto il socialismo craxiano, avete avuto la Lega con Formentini, avete avuto gli uomini di Berlusconi e alla fine avete sperimentato la donna di Berlusconi, la sua più degna allieva; potete provare a cambiare musica.
Milanesi siamo nelle vostre mani
Tutta l’Italia è nelle vostre mani
Cosa faranno le vostre mani?
Sapranno grattarsi la testa le vostre mani?
E la testa comanderà alle vostre mani?
O il sonno dominerà le vostre mani?
Quando voterete per la vostra Milano legherete il destino dell’Italia.
Sarà premonitore il segno delle vostre mani.
L’allegro tiranno chiede il segno delle vostre mani
Cosa diranno le vostre mani?
Noi, abitanti di tutti i paesi d’Italia, vi supplichiamo: salvateci.
venerdì 1 aprile 2011
Supplica ai Milanesi

Milanesi siamo nelle vostre mani
Tutta l’Italia è nelle vostre mani
Cosa faranno le vostre mani?
Sapranno grattarsi la testa le vostre mani?
E la testa comanderà alle vostre mani?
O il sonno dominerà le vostre mani?
Quando voterete per la vostra Milano legherete il destino dell’Italia
Sarà premonitore il segno delle vostre mani
L’allegro tiranno chiede il segno delle vostre mani
Cosa diranno le vostre mani?
Noi, abitanti di tutti i paesi d’Italia, vi supplichiamo: salvateci.
.
eccoli
.
immagine – ponte sul naviglio – dal link http://www.centroprofessionemusica.it/scuola/images/1242406918.jpg
martedì 24 agosto 2010
Milano città inospitale
“I pendolari tolgono spazio ai residenti. Io devo difendere i milanesi...” Questa frase è del vicesindaco De Corato (Corriere della Sera Lombardia 24/08/10)
A settembre i pendolari troveranno una città diventata un grande reticolo di strisce blu. Se prima potevano lasciare la macchina in prossimità di qualche stazione della metropolitana e prendere il mezzo di trasporto per andare a lavorare, ora non potranno più farlo. Cominceranno a vagare per una ventina di minuti per trovare qualche tratto di strada senza strisce blu, inquinando per l’inutile girovagare, poi alla fine si arrenderanno e posteggeranno nelle odiate strisce blu. Correranno verso una edicola per procurarsi dei tagliandi di sosta sufficienti (perché a Milano non esistono macchinette per la sosta), compreranno tanti tagliandi per le ore di sosta (magari otto o nove in rapporto alle proprie ore di lavoro), li gratteranno pazientemente con una monetina e li poseranno ben distesi sul cruscotto. Poi si avvieranno trafelati verso la metropolitana. Dopo avere speso circa una diecina di Euro per i tagliandini, dovranno ancora pagare per il biglietto della Metro.
I pendolari fortunati che escono da casa a piedi e vanno a prendere un mezzo di trasporto interurbano avranno solo la conseguenza di un aumento degli abbonamenti.
Milano è diventata una città inospitale, per chi ci si reca per lavoro, per quelli che ci vanno per motivi di studio o per sbrigare un qualche affare; ed anche per i pochi che ci si recano per turismo o divertimento.
Vorrei ricordare al De Corato cosa è Milano e cosa sono i milanesi.
Chi sono i Milanesi? La maggior parte dei pendolari che vanno a lavorare a Milano sono ex milanesi che si sono spostati nell’hinterland perché non trovavano casa a Milano.
Gli amministratori di Milano non possono avere due pesi e due misure: quando chiedono soldi alla Stato parlare di Grande Città Metropolitana e poi nel quotidiano spillare soldi ai pendolari.
Non possono neanche usare la scusa dell’inquinamento perché questo meccanismo di sosta porterà solo ad aumentare l’inquinamento: chi si trova in condizione di pagare tanto sul posteggio sarà invogliato a cercare posteggio il più vicino possibile al posto di lavoro tentando di risparmiare sul trasporto, andrà a posteggiare sulle strisce blu più vicine ed entrerà sempre di più in città al posto di posteggiare in prossimità di una stazione della metropolitana.
La soluzione è possibile: posteggi liberi e gratuiti in prossimità delle fermate della Metropolitana (o con la sola cifra fissa di un euro indipendentemente dal tempo di sosta); trasporto interurbano con la stessa cifra di quello urbano.
E’ evidente che la competenza di tali misure non può essere solo di De Corato, ma di un Consiglio della CITTA’ METROPOLITANA che includa i comuni interessati dal fenomeno del pendolarato. Altro che le chiacchiere di un federalismo straccione e di quartiere.
24/08/10 francesco zaffuto
(immagine – la carta dei trasporti Metro di Milano)
.(nota : poiché è ancora estate i commenti potrebbero essere inseriti con ritardo)
mercoledì 21 luglio 2010
La Milano da bere al veleno

La nuova Milano da bere può essere al veleno; veleno che può comodamente uscire dai rubinetti delle case, può accadere in quello che doveva esser il quartiere modello della nuova Milano, Santa Giulia.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/milano-cromo-nei-terreni-di-santa-giulia-acque-avvelenate-sequestrata-larea/42222/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/milano-cromo-nei-terreni-di-santa-giulia-acque-avvelenate-sequestrata-larea/42222/
La vecchia Milano che io ricordo, anche se già allora era preda di tanti gaglioffi, era bilanciata dal rumore dei grandi bidoni di latta che gli operai facevano rullare nelle manifestazioni.
Di quelle fabbriche è rimasto ben poco, sono diventate tutte terreni adibiti alla speculazione edilizia, da Sesto a Lambrate, da Rho fino a Pero.
Nessuna nostalgia, perché in quelle fabbriche spesso si distillava veleno e gli operai stavano a stretto contatto con quelle sostanze. Ma i grandi capitalisti milanesi, esperti dei migliori vini pregiati e dei consumi più esclusivi di via Montenalpoleone, scoprirono che era più comodo esternalizzare fabbriche e veleni; gli operai dell’est e del sud del mondo non potevano certo fare sentire quell’assordante rumore di tamburi di latta e nel contempo tutte le aree abbandonate diventavano terreni edificabili a prezzi da capogiro; un duplice affare. Coloro che erano sensibili a tali duplici affari, avendo spesa tutta la sensibilità nella conta del denaro, non potevano certo essere sensibili alla bonifica di quei terreni avvelenati; basta coprire tutto con un po’ di cemento ... e occhio che non vede, cuore che non duole. Su via... con i nuovi quartieri.... approfittiamo anche di una mano d’opera edile a basso costo fatta di extracomunitari disperati.
La Milano da bere se la sono bevuta e mangiata tutta ... scusate... non voglio essere oracolo di miseria... c’è ancora da rosicchiare qualcosa con l’Expo.
La nuova Milano non ha più quell’assordante rullo dei tamburi di latta degli operai delle grandi fabbriche; è una Milano più composta nella sua disperazione, qui oggi si può rimanere silenziosamente disoccupati con un paio di titoli di studio in tasca, ti chiedono un ottimo inglese per fare il cameriere.
21/07/10 francesco zaffuto
(visto che d’estate fa caldo, scusate se i commenti saranno inseriti con un po’ di ritardo, saluti)
venerdì 9 luglio 2010
umanisti in azienda e umani in politica
Un
Master
per
umanisti
d'azienda
o
un
Corso
per
umani
in politica
Leggo su
http://archiviostorico.corriere.it/2010/luglio/07/ora_umanista_azienda_oltre_vecchi_co_9_100707064.shtml
che Angelo Panebianco
fonda un “Master per umanisti d’azienda”, presso l’Università di San Raffaele di Milano. Questi fortunatissimi laureati in lettere o in filosofia saranno 35 e tutti ben selezionati; per partecipare a questo corso dovranno avere come requisito essenziale l’ottima padronanza dell’inglese. Per un anno staranno ad ascoltare (...forse in inglese...) le lezioni di scienza politica di Panebianco, Martinelli, Somaini, Navaretti, Dassù ; e per finire, lezioni su come si legge un giornale economico di Oscar Giannino. Dopo un anno, alla fine del corso, alcuni di loro, fortunati tra i fortunati, tramite la benedizione di qualche santo, potranno partecipare ad un ulteriore stage presso aziende che valuteranno gli ultimi requisiti e capacità. Dopo questi stage forse qualcuno potrà essere assunto come umanista d’azienda e troverà un lavoro; uno di quei lavori dove dirigi gli altri e ti aspetti di essere pagato più degli altri.
S’io mi chiamassi Paneduro
fonderei un “Corso per umani nella politica”, presso il parco pubblico della mia città. Le lezioni si possono tenere se non piove e camminando (come nella antica scuola dei Peripatetici), a gruppi di 5 (un maestro e 4 allievi) e si potranno fare più corsi per ogni nuovo gruppo. Requisiti per l’iscrizione: buona conoscenza della lingua italiana e discreta conoscenza della Divina commedia e delle poesie di Carlo Porta e Gioacchino Belli.
5 materie
1) Rispetto della libertà e della dignità di ogni essere umano
2) Rispetto degli animali e della natura
3) Esercitazioni e meditazioni per non rubare
4) Esercitazioni e meditazioni per non esercitare potere e carisma
5) Esercitazioni e meditazioni per sviluppare la speranza nell’essere umano
Quando gli allievi si riterranno in piena coscienza formati potranno iscriversi a partiti e sindacati con l’alta qualifica di umani.
09/07/10 francesco zaffuto
.
(immagine “si alzò per guardare le stelle” dalle Metamorfosi di Ovidio – acquerello © francesco zaffuto)
giovedì 6 maggio 2010
QUALE FEDERALISMO

A Milano inizia il processo su debito del Comune e derivati. Anche altri comuni coinvolti nelle speculazioni swap.
Non possono essere queste le premesse del federalismo.
Partiamo dallo stato in cui versano i comuni nell’amministrare quel poco di autonomia che hanno fino ad ora avuto.
Milano - Il comune si lancia in una spericolata speculazione sui derivati. Il valore negativo di mercato dei contratti che il Comune ha tuttora aperti con quattro banche ha raggiunto pare 180milioni di euro. Le quattro banche (JPMorgan Chase, Ubs, Deutsche Bank e Depfa), a detta del sindaco, avrebbero inviato al Comune «una lettera ingannevole nella quale veniva assicurato che i derivati erano per noi economicamente vantaggiosi». In altre parole, le banche, secondo la Moratti, hanno truffato il Comune. Ma un Comune non può operare speculazioni come qualsiasi speculatore di Borsa. Ad iniziare questo comportamento speculativo era stato nel 2005 Albertini, che oggi si gode la sua vecchiaia a Bruxelles come eurodeputato.
Si apre oggi il processo e tra gli imputati ci sono Gaetano Bassolino, manager di Ubs a Londra e figlio del governatore della Campania; Giorgio Porta, ex numero due di Montedison e all'epoca dei fatti direttore generale del Comune, e Mauro Mauri, esperto della commissione tecnica comunale. In tutto, verranno processati due ex manager del Comune, undici banchieri e quattro banche.
Nel link allegato che riporta un articolo del marzo 2010 potete leggere come Albertini e Moratti sono riusciti a trasferire i loro debiti fino al 2035, è ovvio che a quella data o saranno diventati degli ultracentenari rimbambiti o giaceranno nella tomba da tempo.
http://www.repubblica.it/economia/2010/03/17/news/derivati_quattro_banche_rinviate_per_truffa_ai_danni_di_milano-2715439/
Nel campo della speculazione sui derivati con ci sono solo i grandi sindaci e neanche solo quelli di destra, basta citare una fetta di piccoli e grandi comuni dell’Umbria: Terni, Narni, Orvieto, Stroncone, Guardea, Alviano, Polino, Avigliano Umbro, Lugnano in Teverina e Baschi. In questi Comuni sarebbero state attivate operazioni finanziare sui derivati per un totale di circa 466 milioni di euro. La Guardia di Finanza, su richiesta della Corte dei Conti dell'Umbria, in marzo già si è interessata ad esaminare questi pericolosi contratti.
Strano che i sindaci dei comuni investono in swap, senza sapere di cosa si tratta. Gli swap permettono di ottenere anticipi dalle banche in previsione di consistenti guadagni.
In pratica scommettevano; e nel caso il Comune non fosse riuscito a ripianare il debito accumulato, potevano rifinanziarlo con un'altra scommessa, con un altro swap fino al crack. Tanto poi il tutto viene a ricadere sulle amministrazioni successive e il politico locale nel frattempo è diventato deputato.
Grazie all’attuale autonomia gli enti locali hanno un'esposizione solo per strumenti di derivati verso le banche di 35,6 miliardi di euro. A fine 2008, secondo la Banca d'Italia, il debito delle di regioni, province e comuni era di 106,6 miliardi di euro; forse entro la fine del 2010 avremo delle piccole “Grecie” a livello locale.
Grazie all’attuale autonomia gli enti locali hanno un'esposizione solo per strumenti di derivati verso le banche di 35,6 miliardi di euro. A fine 2008, secondo la Banca d'Italia, il debito delle di regioni, province e comuni era di 106,6 miliardi di euro; forse entro la fine del 2010 avremo delle piccole “Grecie” a livello locale.
Riguardo poi alle entrate molto spesso i Comuni non si sporcano le mani ad incassare direttamente e si rivolgono ad esattori come Tributi Italia, che applicano forti agi e non fanno i riversamenti dovuti. Ce ne siamo occupati nel post di questo blog poco tempo fa.
I COMUNI e GLI ESATTORI - Le vicende di Tributi It...alia
SE SI COMPORTANO IN QUESTO MODO COSA ACCADRA’ CON IL FEDERALISMO?
Ripigliamo la frase del politico italiano moderno “il federalismo è una buona cosa” e aggiungiamo un MA:
- deve essere assolutamente proibito alle amministrazioni federali regionali e ai loro comuni di fare debiti con banche private;
- debbono pareggiare le uscite con le entrate fiscali;
- debbono rivolgersi per necessità di cassa ad una sola Cassa depositi e prestiti nazionale;
- debbono essere controllati dalla magistratura contabile;
- debbono rendere pubblici, trasparenti e comprensibili i loro bilanci.
06/05/10 francesco zaffuto
- deve essere assolutamente proibito alle amministrazioni federali regionali e ai loro comuni di fare debiti con banche private;
- debbono pareggiare le uscite con le entrate fiscali;
- debbono rivolgersi per necessità di cassa ad una sola Cassa depositi e prestiti nazionale;
- debbono essere controllati dalla magistratura contabile;
- debbono rendere pubblici, trasparenti e comprensibili i loro bilanci.
06/05/10 francesco zaffuto
.
(immagine - " uovo ad occhio e/o occhio all'uovo" fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/ )
lunedì 1 marzo 2010
il naso su Milano

01/03/10
I “Genitori antismog” si fanno portavoce di una battaglia per la trasparenza: i dati sull’inquinamento diffusi dall’ARPA (agenzia regionale protezione ambientale della Lombardia) sono sottostimati rispetto a quelli del Centro di ricerca di Ispra della Direzione generale della Commissione europea. Nelle pagine locali del Corriere della sera di oggi 1 Marzo 10, si evidenziano alcuni dati delle centraline ARPA confrontate con le centraline del Centro di Ispra: nello stesso giorno del 31 gennaio 2007 la centralina ARPA di Monza registrava 101 microgrammi di polveri sottili, nello stesso luogo la centralina della Commissione europea ne registrava 180 microgrammi.
Il 25 febbraio 10 il presidente Formigoni si è mostrato lieto per i risultati di miglioramento dell’inquinamento in Lombardia,
http://www.marketpress.info/notiziario_det.php?art=133279
I dati a cui si riferiva Formigoni erano, ovviamente, quelli dell’ARPA, i Genitori antismog, lamentano che “in questi giorni la Regione Lombardia sta impendendo l’accesso all’ultimo rapporto del Centro comune di ricerca di Ispra datato ottobre 2009, affermando di “non averlo ancora approvato” “ (Corriere della sera di Milano 1 marzo).
Il naso elettorale di Formigoni deve mostrarsi soddisfatto: Milano è sempre più europea e sempre più pulita. Ma i Genitori antismog tengono a precisare che:
LONDRA: dal 2004 non ha mai superato i 50 mg/m3 più di 40 volte all'anno
PARIGI: dal 2004 non ha mai superato i 50 mg/m3 più di 40 volte all'anno
MILANO: dal 2004 ha sempre superato i 50 mg/m3 più di 100 volte all'anno con punte di più di 160 volte all'anno e oltre.
http://www.genitoriantismog.it/iniziativa/ora-deuropa
Milano non ha bisogno di un naso elettorale ma di un naso per respirare.
francesco zaffuto
Il 25 febbraio 10 il presidente Formigoni si è mostrato lieto per i risultati di miglioramento dell’inquinamento in Lombardia,
http://www.marketpress.info/notiziario_det.php?art=133279
I dati a cui si riferiva Formigoni erano, ovviamente, quelli dell’ARPA, i Genitori antismog, lamentano che “in questi giorni la Regione Lombardia sta impendendo l’accesso all’ultimo rapporto del Centro comune di ricerca di Ispra datato ottobre 2009, affermando di “non averlo ancora approvato” “ (Corriere della sera di Milano 1 marzo).
Il naso elettorale di Formigoni deve mostrarsi soddisfatto: Milano è sempre più europea e sempre più pulita. Ma i Genitori antismog tengono a precisare che:
LONDRA: dal 2004 non ha mai superato i 50 mg/m3 più di 40 volte all'anno
PARIGI: dal 2004 non ha mai superato i 50 mg/m3 più di 40 volte all'anno
MILANO: dal 2004 ha sempre superato i 50 mg/m3 più di 100 volte all'anno con punte di più di 160 volte all'anno e oltre.
http://www.genitoriantismog.it/iniziativa/ora-deuropa
Milano non ha bisogno di un naso elettorale ma di un naso per respirare.
francesco zaffuto
(immagine “divagazioni su “il naso” di Gogol” biro e matita © francesco zaffuto)
sabato 27 febbraio 2010
28 febbraio: naso Moratti o naso Formigoni

28 febbraio stop alle auto
27/02/10
“La qualità dell'aria è migliorata grazie alle politiche di divieti e incentivi messe in campo da Regione Lombardia: anzi, l'andamento del 2010 è il migliore degli ultimi anni". Lo ha detto il naso di Roberto Formigoni, presentando in una conferenza stampa i dati scientifici raccolti dall'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (ARPA). “"L'aria è più pulita – prosegue il naso di Formigoni - al di là di quanto sostengono alcune centrali allarmistiche, smentite dai dati scientifici resi noti oggi".
http://www.cittaoggiweb.it/cronaca-del-territorio/25-02-2010/Smog-dati-Arpa-Formigoni-aria-piu-pulita_28537.html
Nonostante ciò il naso della Moratti pare allarmato, si consulta con il naso di Chiamparino, e parte una iniziativa che va oltre la stessa Lombardia. Giorno 28 febbraio ci sarà lo stop alle auto in circa cento comuni di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, una specie di stop della Padania. L’adesione alla domenica senza smog, anche se diffusa in tutto il nord, non coinvolge certo tutti i comuni vicini a Milano e Torino, grazie alla poca collaborazione di nasi come quello di Formigoni.
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/143472/
I nasi della Lega Nord si sono opposti all’iniziativa Moratti-Chiamparino, liquidandola: "è inutile e penalizza chi lavora". Ma fino ad ora cosa c’è stato di utile da parte degli amministratori? Non certo l’Ecopass di Milano, che si è rivelato solo uno strumento di incasso di denaro con la licenza di continuare ad inquinare. Ma anche le idee brillanti di Moratti e Ciamparino sono improntate agli incassi, vogliono proporre una tassa di circolazione sulle tangenziali che poi dovrebbe essere devoluta ai comuni per iniziative antinquinamento.
Intanto per quello che riguarda i nostri nasi, nonostante i progressi di cui parla Formigoni: dall’inizio dell’anno a Bologna ci sono stati 28 sforamenti dei limiti per i livelli di Pm 10. A Brescia, Monza e Milano hanno già superato il limite consentito di 35 giorni. Otto città hanno superato i 30, tra queste Padova e Torino.
francesco zaffuto
(immagine “divagazioni su “il naso” di Gogol” biro e matita © francesco zaffuto)
martedì 23 febbraio 2010
la soluzione del filtro al naso

privi di un senso e forzati in tutti i sensi
23/02/10
Un piccolo filtro che si infila nel naso e che ci protegge dallo smog. Già è stato testato al Policlinico di Milano da un luminare dei disturbi respiratori. «Ecco la soluzione allo smog. È molto più efficace rispetto ai filtri da montare sulle auto» dicono gli inventori, basta montarlo al naso. A maggio entrerà in produzione e immediatamente dopo sarà venduto in farmacia. Gli inventori hanno già depositato il brevetto ed assicurano che è in grado di ridurre di oltre il 90% le inalazioni di polveri nocive, Pm10 e particelle di smog.
Basterà infilarsi questi filtri e andare in giro tranquillamente anche se privati da uno dei cinque sensi, l’olfatto.
Ma cosa importa se non potrete sentire gli odori della primavera, il profumo di un fiore, in una città come Milano l’olfatto è secondario. Un modesto ridimensionamento della vostra libertà di odorare e gli altri saranno liberi di scoreggiare con le loro automobili.
Cosa importa se non potrete sentire l’odore del panzerotto che state per addentare, conserverete gli altri sensi intatti: potrete sentire con l’udito i messaggi pubblicitari, i discorsi dei politici e le canzoni di Sa Remo; potrete continuare a vedere con i vostri occhi i cartelloni pubblicitari e tutti i televisori installati nella metropolitana e nelle stazioni ferroviarie di Milano.
francesco zaffuto
la notizia del filtro per il naso è stata riportata, con un vago entusiasmo, dal Giornale di Feltri al link:
http://www.ilgiornale.it/milano/lotta_veleni_traffico_arriva_filtro_naso_che_uccide_linquinamento/cronaca_milano-inquinamento-traffico-gel-polveri_sottili/02-02-2010/articolo-id=418456-page=0-comments=1
(immagine “divagazioni su “il naso” di Gogol” biro e matita © francesco zaffuto)
mercoledì 6 gennaio 2010
Il pane, lo spreco e le colpe

06/01/10
E’ bastata un’inchiesta del Corriere della Sera sullo spreco del pane a Milano ed è venuto fuori un pullulare di dichiarazioni di intellettuali e cardinali.
L’inchiesta del Corriere è consultabile alla pagina web
http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/pane_buttato_9daa83c8-f842-11de-bb47-00144f02aabe.shtml
L’inchiesta del Corriere è consultabile alla pagina web
http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/pane_buttato_9daa83c8-f842-11de-bb47-00144f02aabe.shtml
L’inchiesta metteva in risalto soprattutto quello che accade a Milano: il pane in rimanenza che viene buttato dagli stessi fornai poiché diventa pane raffermo ed invendibile il giorno successivo.
I negozi dei fornai a Milano sono delle specie di boutique del pane, trovare il pane comune è quasi impossibile, il prezzo per le diverse tipologie spesso supera i sei euro al chilo.
Comprare il pane nelle boutique del pane è un lusso, la maggior parte delle famiglie milanesi per sopravvivere cercano di comprare il pane nei supermercati e guardando con attenzione il prezzo al chilo (poiché anche nei supermercati è facile superare i 4 euro al chilo). In pratica a Milano (e credo in molte città d’Italia) ci sono due fette di popolazione: quella che compra il pane come nutrimento e quella che compra il pane per “sfizio” (scegliendo tra dieci o venti gusti e forme). Nonostante il pane sia fatto sempre e solo di farina , il cui costo non va oltre i 40 centesimi di euro, i fornai riescono, con il miracolo della manipolazione artistica a portare il pane perfino ad 8 euro al chilo.
I fornai di Milano il pane preferiscono buttarlo e ben si guardano di abbassare i prezzi; basterebbe che abbassassero i prezzi verso sera e molto di quel pane potrebbe entrare nel consumo delle famiglie milanesi. Nei fatti la scelta di buttare il pane fatta dai fornai milanesi è una scelta consequenziale alla volontà di tenere elevato il prezzo dello stesso pane.
I fornai di Milano il pane preferiscono buttarlo e ben si guardano di abbassare i prezzi; basterebbe che abbassassero i prezzi verso sera e molto di quel pane potrebbe entrare nel consumo delle famiglie milanesi. Nei fatti la scelta di buttare il pane fatta dai fornai milanesi è una scelta consequenziale alla volontà di tenere elevato il prezzo dello stesso pane.
Il mezzo panino salvato dal sacco nero non si trasforma immediatamente in un aiuto al terzo mondo per sollevarsi dalla fame. Sono necessari altri elementi: chi ha risparmiato sul pane deve in qualche modo fare arrivare le sostanze di quel risparmio ai diseredati (altrimenti il risparmio è solo a beneficio del suo reddito) e gli organismi statali di questi accorti consumatori debbono comportarsi in modo coerente sul piano degli aiuti internazionali.
La questione di una educazione per evitare gli sprechi è sicuramente utile e rilevante, perché la produzione cerealicola se non viene in qualche modo limitata e cadenzata nel tempo porta a un impoverimento delle terre (un vecchio uso nelle campagne era quello di seminare un anno grano ed un anno fave per fare riprendere energia ai terreni).
Link dell’ intervista a Borlaug http://it.wikisource.org/wiki/La_fame_del_Globo/2
Ma l’educazione contro lo spreco non può essere improntata ad una episodica campagna di colpevolizzazione, deve diventare una sistematica campagna di educazione. Non ci vuole molto tra l’altro per cambiare il nostro stile di vita, basta dedicare un minimo di tempo e di attenzione alle cose che facciamo quotidianamente: non comprare pane in eccesso, quello che resta lo si può congelare e se diventa raffermo può essere utilizzato per gustose ricette. Le antiche casalinghe non buttavano certo il pane raffermo e in cucina si facevano dei veri miracoli del gusto: dalle polpette ai canederli, dalla panzanella alle minestre toscane. Basta scorrere su internet e trovare un’enorme quantitativo di preziose ricette.
francesco zaffuto
ricette sul pane raffermo
http://www.cucinare.meglio.it/pane_raffermo-p1.html
canederli
http://ricette.giallozafferano.it/Canederli-alla-Tirolese-Knodel.html
http://www.ricettemania.it/ricetta_canederli_976.html
http://cosacucino.style.it/oggi-preparo-ricetta.php/id_piatto/493/canederli
polpette di carne
polpette di melenzane
http://www.misya.info/index.php/2007/06/20/polpette-di-melanzane.htm
(immagine “spaventapasseri in campo di grano” acquarello © francesco zaffuto link Spaventapasseri)
http://www.misya.info/index.php/2007/06/20/polpette-di-melanzane.htm
(immagine “spaventapasseri in campo di grano” acquarello © francesco zaffuto link Spaventapasseri)
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