Visualizzazione post con etichetta Presidente Repubblica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Presidente Repubblica. Mostra tutti i post

martedì 8 maggio 2018

Il Quirinale non poteva fare altrimenti


Dopo le estenuanti trattative per formare il Governo che non si sono sbloccate e che non hanno lasciato intravedere ulteriori spiragli non c’erano altre possibilità:
-         - il Governo Gentiloni non poteva restare ancora in carica  e non poteva questo Governo restare in carica fino alle prossime elezioni, sarebbe stato irrispettoso del risultato elettorale;
-         - non poteva essere affidato il mandato per il Governo alla coalizione di destra con il solo 36% dei voti, sarebbe stato irrispettoso per il 64% degli italiani;
-         -  non potevano essere sciolte le Camere per la sola indicazione dei segretari di partito, sarebbe stato irrispettoso  nei confronti del Parlamento e di tutti i parlamentari.
Quindi un Governo provvisorio indicato dal Presidente Mattarella che si presenta alle Camere e chiede la fiducia prevista dalla Costituzione. Se la fiducia non arriva il Presidente della Repubblica scioglie le Camere e indice elezioni nei tempi tecnici necessari. Certo con i tempi tecnici necessari si può arrivare a Luglio e con molta probabilità alla seconda metà di Luglio, data non gradevole per tutti i cittadini italiani, che potrebbe determinare un forte aumento delle astensioni al voto. Quindi un appello al buon senso da parte del Presidente Mattarella: dare tempo a questo Governo provvisorio per scongiurare la manovra sull’IVA, continuare nel frattempo a dialogare fino a Dicembre, con l’impegno a far dimettere il Governo  anche prima se venissero individuate maggioranze politiche per un nuovo Governo.  Di fronte a questa proposta di Mattarella, quali sono i rischi per la democrazia? Nessun rischio, perché il Parlamento è insediato con tutte le sue prerogative, una fiducia data in Maggio può essere annullata in qualsiasi momento dal Parlamento successivamente con una mozione di sfiducia. Nel frattempo il Parlamento insediato può lavorare con tutta la sua piena funzione legislativa: se vuole può approvare il reddito di cittadinanza, se vuole può approvare qualsiasi legge di riforma del Paese; ripeto se vuole e se vogliono i suoi parlamentari. Ma se complessivamente non vogliono, allora non ci nascondiamo dietro un dito.
Il nostro paese ha una tara pesante: il Parlamento si è sempre lasciato usare come ostaggio nelle mani di un Governo che ha fatto passare le leggi a colpi di fiducia, fino a far prevalere la funzione esecutiva su quella legislativa. Un esperimento di Governo provvisorio neutrale potrebbe perfino essere un’occasione per vedere se il Parlamento riesce ad esercitare autonomamente la sua funzione legislativa. E quale migliore occasione per gli stessi 5Stelle che hanno la Presidenza di una delle Camere e che possono di conseguenza influenzare l’ordine dei lavori.
Francesco Zaffuto

sabato 25 marzo 2017

Il Parlamento USA e il Presidente USA

Nella giornata di venerdì 24 marzo 2017, Donald Trump ha subìto la sua prima importante sconfitta da quando è diventato presidente degli Stati Uniti. La sua proposta di riforma di Obamacare, la storica riforma sanitaria introdotta dal suo predecessore Barack Obama nel 2014, è stata ritirata.  Non aveva la maggioranza in Parlamento.
La Repubblica presidenziale USA, tutto sommato, è meno forte del cosiddetto Premierato forte,  che ipotizzava per l’Italia il cosiddetto Italicum alla Renzi,  dove con un premio di maggioranza il Premier poteva avere l’Asso pigliatutto in Parlamento.
Per le future strategie di riforma della Legge elettorale italiana questo dovrebbe farci riflettere.

lunedì 30 marzo 2015

EXPO: Indovinate chi taglierà il NASTRO

“Da Expo 2015 spa spiegano di non aver avuto ancora una risposta ufficiale dal Quirinale. E che restano in “confidente attesa” di una risposta positiva. E tuttavia qualcosa potrebbe non aver funzionato nel meccanismo dell’invito. Al Colle non è piaciuto leggere sui giornali l’annuncio della presenza di Mattarella al taglio del nastro, senza che fosse stata data alcuna conferma ufficiale. Ma forse ci sono altre ragioni. Vista la nota discrezione del Capo dello Stato, è possibile che abbia deciso di lasciare il centro della scena nella due giorni dell’Expo al premier Renzi, che su questo evento ha puntato molte fiches in termini di immagine. Un modo per evitare di sovrapporre le due presenze, per separare i ruoli.”
Notizia da
Certo se facciamo riferimento a un’etichetta istituzionale l’EXPO evento importante internazionale  dovrebbe essere inaugurato dalla Prima carica dello Stato il Presidente Mattarella; nel caso di impossibilità di presenziare alla inaugurazione si potrebbe passare alla seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Grasso; nel caso d’impossibilità della seconda carica l’impegno passerebbe alla terza carica il Presidente della Camera Boldrini;  e nel caso di impossibilità delle tre cariche precedenti si passerebbe alla quarta, il Presidente del Consiglio.  Ma se si mette da parte l’etichetta istituzionale,  allora vale l’indicazione: “Occhio, là ci vado Io”.


immagine: taglio di un taglio di nastro

sabato 31 gennaio 2015

Auguri Presidente Mattarella






Congratulazioni Presidente Sergio Mattarella e auguri per il Suo settennato a Lei e a tutti gli italiani.





Complimenti a Matteo Renzi e soprattutto ai suoi maestri: Andreotti e Machiavelli.

Condoglianze a Silvio Berlusconi e a Matteo Salvini.

No comment al M5S.

31 gennaio 2015 sabato ore 13.28 – Risultato ufficiale: 995 votanti, Mattarella 665 voti, Imposimato 127, Feltri 46, Rodotà 17, Bonino, Martino, Napolitano, Prodi 2. Dispersi 14. Bianche 105. Nulle 13. “Proclamo eletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. Lo ha annunciato la presidente della Camera Laura Boldrini al termine dello scrutinio dei voti a Montecitorio.

Foto del presidente da Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Mattarella

sabato 26 aprile 2014

25 Aprile e spese militari

(senza immagini)
25 aprile e spese militari

Dal discorso di Napolitano riportato dal sito del Quirinale

“Dobbiamo procedere in un serio impegno di rinnovamento e di riforma dello strumento militare, razionalizzando le nostre strutture e i nostri mezzi, come si è iniziato a fare con la legge in corso di attuazione, e sollecitando il massimo avanzamento di processi di integrazione al livello europeo. Potremo così soddisfare esigenze di rigore e di crescente produttività nella spesa per la Difesa, senza indulgere a decisioni sommarie che possono riflettere incomprensioni di fondo e perfino anacronistiche diffidenze verso lo strumento militare, vecchie e nuove pulsioni demagogiche antimilitariste.” Dal sito http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2854
Essere per la pace e per  la riduzione delle spese militari significa essere ossessionati da vecchie e nuove pulsioni demagogiche antimilitariste?
Ogni impegno pacifista può essere considerato come vecchie e nuove pulsioni demagogiche antimilitariste?
Quali sono le sane pulsioni militariste?  
Gli F35 fanno parte di queste sane pulsioni?
In verde i miei interrogativi personali - francesco zaffuto
Questo post non è aperto a commenti ognuno la pensi come vuole, ma è meglio che prima di parlare che si legga l’articolo Art. 278 del codice penale.  Offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica - Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

giovedì 10 ottobre 2013

se non ti chiami Sallusti

 Se non ti chiami Sallusti e sei solo un giornalista pubblicista della Calabria condannato per diffamazione, all’età di 79 anni, senza tanti patemi d’animo, ti possono tradurre in carcere.
E’ accaduto a Gancemi Francesco – qui le cronache
 Sallusti, dopo alcuni giorni di arresti domiciliari, ottenne dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la commutazione della pena detentiva in una multa. Napolitano, all’epoca invitò il Parlamento a cambiare la legge punitiva del 1948. Il Senato discusse  per qualche settimana e poi non si approdò ad alcuna decisione.  
 Interverranno ora Presidenza della Repubblica e Parlamento per Gancemi? Temo di no.
Certo andare ad affrontare la questione libertà di stampa in relazione al reato di diffamazione, è sicuramente un argomento difficile.
 Gli argomenti difficili, specie quelli che possono determinare diversi schieramenti tra  giornalisti, vengono affrontati con difficoltà dal Parlamento, se ne discute un po’ e poi si accantonano, nella speranza che non venga fuori un nuovo caso eclatante. 
La questione reato di diffamazione, accantonata; la questione ordine dei giornalisti,  accantonata. Quando si parla di libertà di stampa in Italia si cita la Costituzione, ma poi giustamente la Costituzione rimanda alle leggi applicative e nelle leggi applicative navigano le contraddizioni, contraddizioni che le forze politiche preferiscono non affrontare.
 La libertà di stampa va tutelata perché riguarda la libertà di espressione del pensiero, ma va anche tutelato il cittadino che con una campagna diffamatoria può essere gravemente danneggiato. Il carcere va considerato come una misura molto grave e da evitare per i reati a mezzo stampa, ma nel contempo il cittadino danneggiato da una diffamazione deve essere equamente risarcito.
 Se la libertà di stampa riguarda l’espressione del pensiero non può essere richiesta l’iscrizione all’ordine dei giornalisti per esercitare tale libertà;  eppure in questo paese anche per pubblicare un periodico che si occupa di cucina è necessaria l’iscrizione all’ordine dei giornalisti.
 I politici che non si vogliono occupare di argomenti difficili  è meglio che evitino di presentarsi per essere eletti.

10/10/2013 francesco zaffuto

Immagine – cella di una prigione

martedì 3 settembre 2013

Quando il poker di senatori dà fastidio

Vediamo cosa ha detto Maroni
"Napolitano fa politica, e la nomina dei quattro senatori a vita, che sono una vergogna italiana, lo testimonia",
Vediamo cosa dice la Costituzione
Art. 59.
È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

La storia dell’applicazione di questo articolo si può trovare su


Il Presidente Napolitano non ha fatto altro che usare le sue prerogative costituzionali; un senatore a vita lo aveva nominato (Mario Monti) e ne poteva nominare altri quattro, restando il Parlamento con  un complessivo numero di 5 senatori nominati. Ha scelto  persone che godono della sua stima e che godono stima nel campo artistico e scientifico.
E allora cosa vuole Maroni?
Se vuole cambiare la Costituzione, si accomodi. Esiste una procedura per modificarla e da politico può provarci, ma eviti di usare la parola “vergogna” quando si usa legittimamente un articolo della Costituzione.

L’articolo 59 nei fatti determina in Senato l’esistenza di un numero di membri non eletti. Quando si varò la Costituzione si volle dare alla Presidenza della Repubblica un potere simile a quello reale; e nei fatti in un Parlamento con due Camere con uguali poteri ciò può anche alterare un risultato elettorale risicato.  Ma per evitare i risultati elettorali risicati si provvede con una buona legge elettorale e lo stesso potere del Senato è modificabile con legge costituzionale. Basterebbe anche una semplice modifica che dica in poche parole  “la fiducia al Governo viene data solo con voto della Camera dei deputati”.
03/09/13 franceco zaffuto

Immagine – 5 senatori romani dal film Cleopatra http://www.cinekolossal.com/1/cleopatra/foto/

giovedì 6 giugno 2013

Che tipo di Presidente ?


Non possiamo certo dimenticare che nel 2006 ci fu un maldestro tentativo di modificare la Costituzione e quel tentativo fu affossato con un referendum costituzionale del 25/26 giugno 2006 (una delle modifiche era quella di dare la facoltà di sciogliere le Camere al Presidente del Consiglio).
Ritorna oggi, dopo la “strana” pacificazione tra destra e sinistra,  la questione “modifiche costituzionali” . Chi le deve trovare? I “saggi”. Pare che siano i pochi esseri pensanti, delegati a pensare da chi è stato eletto in Parlamento; come se i parlamentari comunemente non sapessero  pensare e come se i cittadini votassero in totale assenza di pensiero.
La Costituzione non fu fatta dai saggi ma da una Assemblea costituente elettiva con metodo proporzionale, le sedute si svolsero fra il 25 giugno1946 e il 31 gennaio 1948, e in quei 18 mesi riuscirono a produrre una delle Costituzioni più belle del mondo.  
 Oggi si tratta di apportare solo alcune modifiche; potrebbero bastare una quindicina di giorni e la volontà di avviare un dibattito parlamentare perché alla fine è il Parlamento l’organo che dovrà approvare o rifiutare. Ma viene buttato nel calderone dei possibili cambiamenti il Presidente della Repubblica elettivo, un punto che difficilmente può mettere d’accordo tutti e che può produrre uno stallo.
 Di Presidenti elettivi ce ne possono essere di tanti tipi: si può andare da forme dittatoriali a forme di grande debolezza istituzionale. Si può guardare agli USA dove Obama ha potuto realizzare ben poco del suo programma perché bloccato da un Congresso con una maggioranza ostile; si può guardare alla Siria dove non si riesce a mandarlo via in alcun modo. Non c’è che da scegliere. Eppure, se guardiamo alla storia, alla nostra vicina storia, vediamo che Italia e Germania, che avevano avuto il trauma di due dittatori, hanno optato per repubbliche non presidenziali.  La Germania è cresciuta più di tutte le altre nazioni d'Europa e non è stato certo per virtù di una repubblica presidenziale, ma perché ha trovato una stabilità all’interno delle stesse regole, e solidarietà tra le forze politiche pur nella competizione.
 Quindi al posto di perdere tempo, e 18 mesi sono tanto tempo, anche se non sono un "saggio" consiglierei di: correggere rapidamente il bicameralismo, ridurre il numero dei parlamentari, fare una legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere tra i candidati, introdurre la sfiducia costruttiva, lasciare il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento con gli stessi poteri, che già sono tanti.
 06/06/13 francesco zaffuto

Immagine fuori testo – statua dell’Imperatore Augusto

lunedì 20 maggio 2013

Io e il Presidente



Beppe Grillo con il suo post sull’art. 278 per il reato  di vilipendio al Capo dello Stato,
mi ha fatto ricordare che io stesso per questo articolo del codice penale  fui condannato dalla Corte di Assise di Appello di Caltanissetta,  il 5 maggio 1975,  a 9 mesi di carcere.
 Ripercorro qui, un po’ a spanne,  con la memoria quei fatti accaduti perché di anni ne sono passati tanti.
Il 24 dicembre 1971 fu eletto Presidente della Repubblica Giovanni Leone;  quella elezione (avvenuta dopo 23 scrutini) fu digerita male dalla sinistra, su quel clima di allora potete consultare questo articolo di Marco Travaglio che ben descrive quei tempi
 Se quella elezione era stata  digerita male dalla sinistra ufficiale figuratevi come poteva essere digerita da quella sinistra extraparlamentare che si faceva chiamare rivoluzionaria;  e in quei tempi, con i miei 21 anni,  militavo in quella sinistra extraparlamentare, andavo in giro distribuendo volantini, avevo un fazzoletto rosso attaccato al collo, e parlavo a rotta di collo in assemblee e comizi.
 Il 9 gennaio del 1972 feci due comizi; uno nella mattinata  a Caltanissetta e uno nel pomeriggio a Riesi (un grosso paese della stessa provincia), dissi le stesse cose, attaccai il Presidente della Repubblica  da poco eletto, mettendo insieme di malo modo notizie e appelli rivoluzionari con un linguaggio che poteva somigliare a quello usato da Bossi in tempi più recenti .  Fatto sta che:  mentre il vice questore di Caltanissetta,  che aveva ascoltato nella mattinata  il mio comizio, non dette peso alle mie stupidate; quando andai a ripetere le stesse cose a Riesi,  il maresciallo dei Carabinieri, che in un altro comizio avevo chiamato “sbirro”,  si appuntò una frase e mi citò in giudizio per l’applicazione dell’articolo 278 che allora vigeva e ancora vige.
Art. 278 Offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica
Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

 In pratica rischiavo fino 5 anni di galera per quelle parole pronunciate; parole sicuramente sgradevoli, ma erano parole in confronto ai fatti di 5 possibili anni di galera.
Il processo si tenne in Corte di Assise (per tale reato, considerato grave, si prevede la massima  Corte con giudici togati e giudici popolari); dopo due istanze fui condannato a 9 mesi con la condizionale (grazie alle attenuanti generiche); mesi che non ho fatto dentro, ma se mi succedeva un’altra minima stupidata me li andavo dritto a scontare tutti.
 Con il passare del tempo si dimentica e si cambia,  anche se qualcosa nelle nebbie della memoria rimane;  è difficile a 65 anni ritrovarsi in quelle carte ingiallite e quasi illeggibili;  io sono cambiato e preferisco misurare le parole perché credo siano preziose per capirsi;  non ho mai abbandonato i miei desideri di libertà e di uguaglianza, ma non ci sono state rivoluzioni; e con  il senno del poi penso che potevo avere anche una condanna più grave se offendevo il Presidente di un regime comunista per il quale lottavo.  
 Il Presidente Leone, sicuramente non seppe mai nulla della mia condanna, si trovò anche lui ad avere qualche dispiacere e non intendo qui parlare della complessa vicenda che lo portò alle sue dimissioni. Ma dopo tanti anni quell’articolo 278 sta ancora là, e di lotte per la libertà di espressione ce ne sono state tante.
 Quando nel 2006 il Parlamento abrogò alcuni articoli lesivi della liberta di espressione pareva che il legislatore potesse arrivare a una svolta sostanziale,  e invece con la legge n.85  abrogò solo l’articolo 279, lascando in vita  l’art. 278.
279. Lesa prerogativa della irresponsabilità del presidente della Repubblica.
Chiunque pubblicamente , fa risalire al presidente della Repubblica il biasimo o la responsabilità degli atti del Governo, è punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa da lire duecentomila a lire due milioni

 In una  società che si dice rispettosa della libertà di espressione, tra l’altro pienamente prevista dalla sua Costituzione, un articolo come il 278 va abrogato oppure notevolmente cambiato. Come si può pensare di infliggere da 1 a 5 anni di reclusione per delle parole anche le più gravi? Beccaria diceva che se una condanna non è proporzionata all’entità del reato siamo di fronte a una ingiustizia.
 Nel nostro paese abbonda la parola “galera”, poi si scopre che il falso in bilancio non è reato e che si va in galera per il furto di una mela o per delle parole. Dopo tanti anni la Costituzione si deve ancora  integrare nelle leggi,  e lo stesso pensiero illuminista è ancora lungi da approdare alle menti di tanti politici che preferiscono la “lesa maestà” rispetto alla libertà.  Auguro al Movimento 5 stelle e a Grillo di vincere questa battaglia in Parlamento, ma non sarà facile;  con questo post ho voluto dare un mio pur debole contributo.
20/05/13 francesco zaffuto

Immagine fuori testo – una vecchia foto di una manifestazione del gruppo marxista leninista di cui facevo parte.

lunedì 22 aprile 2013

la mia veneranda età


 Napolitano è il nuovo presidente, pur con tutte le considerazioni politiche da fare, quella che mi assilla è una considerazione esistenziale sulla vecchiaia. 
Ho tre esempi davanti: un presidente di 88 anni che si prepara a un nuovo settennato e che considera indispensabile la sua presenza per risolvere i mali dell'Italia, anche se già i primi sette anni sono passati; un Papa che non si è considerato indispensabile e che si è messo da parte dicendo che la vecchiaia esiste ed era necessario un Papa più giovane per far fronte ai problemi della Chiesa; poi penso alla mia di vecchiaia ed ho paura perché ho solo 65 anni e di fronte all'età di 88 ci sta un tempo enorme;  eppure mi sento veramente vecchio e distrutto quando guardo mio figlio che non riesce a trovare un lavoro.

22/04/13 francesco zaffuto

Immagine fuori testo

Tartarughe da http://www.marotochi.it/sfondi.php?search=tartaruga

sabato 20 aprile 2013

Napolitano Presidente, Grillo è merito tuo


 Non ti lamentare Grillo è anche colpa tua. Subito dopo il risultato elettorale della fine di febbraio hai fatto rimbambire Bersani, lo hai indebolito al massimo, lo hai cacciato nelle mani di Berlusconi. Potevi tenere Bersani per quei pochi capelli che aveva in testa e fargli fare un governo con gran parte del tuo programma.  Non era in gioco Bersani in quanto tale,  era quel minimo di speranza che si era aperta per cambiare il paese.  Invece ha giocato alle belle statuine mute per trenta giorni.

 Quello che sta accadendo oggi è anche colpa tua. La stessa presentazione di Rodotà,  figura emerita di riferimento di tutta la sinistra,  non l’hai fatta fare alla sinistra,  non hai minimamente tentato di presentarla come una scelta comune insieme a SEL o a esponenti del PD, l’hai presentata come votata dal tuo WEB e non ci hai neanche dato il numeri dei voti. Le azioni determinano fatti, e queste tue azioni hanno determinato questi fatti; certo, vantati pure di un PD in crisi e in fase di scioglimento, ma sarebbe stata ben altra cosa se il PD si scioglieva di fronte a una votazione sulla TAV o sul Reddito minimo garantito, invece si sta sciogliendo di fronte alle mancate elezioni dei suoi bischeri e non è detto che si sciolga (tutt’altro).   SEI TU CHE HAI DETERMINATO QUESTA NUOVA  ELEZIONE DI NAPOLITANO,  CON IL TUO COMPORTAMENTO. Comincerà il periodo delle larghe intese, comincerà il periodo delle grandi riforme costituzionali (che probabilmente non si faranno), e intanto quelle quattro cose necessarie per i disoccupati e per le imprese in difficoltà diventeranno di secondo piano. Non so quanti voti perderai o quanti ne guadagnerai alla prossima tornata di elezioni, ma una cosa è certa:  si è persa una occasione storica per questo paese ed hai contribuito alla grande!

Altro che scendere a Roma a protestare, dovresti cominciare a protestare contro te stesso.

20/04/13 francesco zaffuto

Immagine di un grillo sicuramente innocente su una foglia

Una nota doverosa - il 23 Aprile - finito tutto - il blog di Grillo - bontà sua -  rende noti il numero dei voti delle Qurinarie del M5S - chi vuole può andare a leggerle a questo link

più del Papa

Vanno da Napolitano a chiedergli di restare.
Un Papa se se ne è potuto andare per vecchiaia
Un Presidente della Repubblica non se ne può andare 
perché il PD ha 101 traditori
perché non si può accettare Rodotà
e perché Berlusconi resta sempre là ...  

venerdì 19 aprile 2013

sotto 400

perbacco
Prodi non ce la fa
solo 395 voti
MA perché non votano Rodotà?
Come si fa a dire che Rodotà è il candidato di Grillo?
E' una persona che ha saputo camminare
a testa alta,
e questo, a quanto pare,  dà fastidio.
Rodotà ha anche firmato l'appello di Micromega
per applicare una legge dello Stato che esiste dal 1957
e che in base al suo dettato
Berlusconi sarebbe stato sempre inelegibile 
http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cberlusconi-ineleggibile%E2%80%9D-l%E2%80%99adesione-di-rodota-%E2%80%9Clho-sempre-sostenuto-da-tempi-non-sospetti%E2%80%9D-audio/
Certo per chi pensa che le leggi siano un optional 
Rodotà è difficile da digerire.

er mejo ...

Al momento Prodi per il PD è er mejo ...
e Rodotà er peggio ...
ma che vor dì'  ??
Rododotà fa troppo odore di sinistra?
Prodi ricorda l'ulivo!
Ma l'ulivo non seppe dialogare con la sinistra e cadde,
seppe fare cose "egregie",
ma tra quelle cose una raffica di privatizzazioni.

mercoledì 17 aprile 2013

Il nome

RODOTA' è un buon nome
l'essere il candidato inizialmente votato dal M5S
non sminuisce la sua persona
spiegasse il PD perché no

martedì 16 aprile 2013

Ma che vor di’ …. ?


Concluse le Quirinarie di Grillo i risultati sono

1. Gabanelli Milena Jole
2. Strada Luigi detto Gino
3. Rodota' Stefano
4. Zagrebelsky Gustavo
5. Imposimato Ferdinando
6. Bonino Emma
7. Caselli Gian Carlo
8. Prodi Romano
9. Fo Dario

Da http://www.beppegrillo.it/2013/04/prima_gabanelli/index.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+beppegrillo%2Fatom+%28Blog+di+Beppe+Grillo%29

Come persone niente male, ma ora che vor di’ ….?

Che voterete la Gabanelli anche se magari non vuole?

Che voterete Strada anche se ha già detto che intende continuare a fare il suo lavoro di medico per la pace?

Che voterete solo la prima classificata Gabanelli e se si trova l’accordo per la Bonino non la votate?

Che alla fine troverete un accordo per Prodi, nonostante il terzo classificato sia Rodotà? Riuscirete a parlare con Bersani o diventa l'ottusa chiacchierata in streaming dell'altra volta?  

Ma insomma che vor di’ … ?

Che si espresso il popolo ????? Ma quale popolo ? Quello della annata 2012 M5S, buona l’annata per un vino.

Allora diciamo che è stata una normale consultazione di un Partito, e il solo fatto di essere su internet non è una gran cosa.

Ma non si dice il numero dei votanti e il numero dei voti ai candidati (che non erano certo candidati per loro volontà).

Ma che cos’è? E’ la nuova demoggrazia, ragasso ….

16/04/13 francesco zaffuto

(evito immagini)

lunedì 15 aprile 2013

Presidenti e presidenziali


Grillo si è ritirato

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/15/presidente-repubblica-secondo-turno-quirinarie-m5s-beppe-grillo-si-ritira/562613/

Anche io comunico che non sono disponibile alla carica di Presidente della Repubblica.

Ma che è questa baraonda!

Questo continuo a sciorinare nomi e sondaggi.

Chi volete che salvi la Patria?

Chi volete che porti il rinnovamento?

Ma non potete VOTARE.

VOTA il Parlamento a seduta comune.

Non deve eleggere il più simpaticone.

Deve eleggere una persona che in qualche modo riesca a mediare in questa baraonda politica, una persona almeno paziente, di buon senso e con una certa esperienza.

Non è una carica per il rinnovamento, è una carica di stabilità per la nostra Costituzione che viene spesso ignorata.

 E’ IL GOVERNO E IL PARLAMENTO CHE SONO OBBLIGATI AL RINNOVAMENTO E ALLE MISURE PIU’ URGENTI DA PRENDERE

PER IL LAVORO

Chi ha nicchiato sul governo ci risparmi la sceneggiate delle Quirinarie.

Al Grillo parlante …. ormai … preferisco Pinocchio

15/04/13 francesco zaffuto

Immagine – Pinocchio che con il suo naso lungo osserva il predicante Grillo dalle forme di Grillo

mercoledì 3 aprile 2013

Statevi Muti


Statevi muti (se la m è minuscola) significa statevi zitti. Ma in Italia la parola pare che serva non per dialogare ma solo per fare rumore: ecco come esordisce dal suo giornale il tal Belpietro “Per il dopo Napolitano finora sono stati proposti solo nomi di parte o avanzi di Prima o Seconda Repubblica. Ma una personalità di prestigio in grado di rompere gli schemi e apprezzata nel mondo intero c'è: il grande Maestro d'orchestra”.
Ci sta addirittura chi ha pensato di postare una petizione online per candidare Muti a Presidente della repubblica.
 Perché strappare alla musica chi sa fare musica?
 Perché considerare la politica come un mestiere che può fare chiunque, come se non fosse mettere mano a un delicatissimo meccanismo che lega i destini del paese?
 Perché quando si parla di cultura la politica ignora la cultura, ma è pronta a servirsi di essa per ammantarsi di nuovi vestiti che possano abbagliare e luccicare?
 Ricordo che il maestro Muti ha sempre rimproverato la politica di scarsa sensibilità verso la musica classica: ignorata nei programmi scolastici delle scuole, destinata in angoli ristretti dei programmi televisivi per fare spazio a stupide fiction; ora improvvisamente la politica si ricorda della musica.
 Economia, politica e cultura debbono stare nel loro ambito,  aiutarsi a vicenda con le loro preziosità per il bene del paese e non diventare una poltiglia indigesta da dare ai cittadini italiani già malandati.
 Dall’ingresso in politica di un potente uomo dell’economia come Berlusconi, quale bene ne ha avuto l’Italia?  A cosa è servito fare assessore  alla cultura il musicista Battiato e che senso ha chiamare ora Fiorello per ricoprire il suo incarico?
Che senso ha avuto dare tanti voti a Grillo (tra l’altro qualcuno mio) se oggi è incapace di formulare una proposta politica di medio periodo per permettere il varo di alcune misure urgenti per la disoccupazione e le imprese in difficoltà.
 Se ci sono persone che nel mondo della cultura hanno fatto e studiato politica approfonditamente  allora ben vengano in politica, ma non solo perché sono note.
 La politica deve essere onestà, ma anche studio, sensibilità per il sociale, esperienza come in tutte le attività; siamo in un paese dove chiedono quando cerchi un lavoro esperienza anche per aiuto cuoco, fare pulizie, battere alla cassa; e poi siamo disposti a dare tutti destini del paese a chi non ha mai dimostrato alcuna esperienza in politica. Tutto quel discorso fatto dai “rottamatori “ può essere accettato solo per assicurare l’alternanza nei ruoli di potere e la formazione di nuovi quadri,  ma non per cancellare la necessità dell’esperienza.
Per quanto riguarda i giornalisti politici, prima è bene che studino e poi possono parlare di politica; altrimenti ... muti.
 03/04/13 francesco zaffuto
Immagine – una chiave di violino

sabato 30 marzo 2013

E dall’uovo di Pasqua esce Monti


Molto giustamente il Presidente della Repubblica ha detto che un governo c’è e che si chiama Monti,  e finché non si troverà una intesa su un nuovo nome resterà Monti. Napolitano ha dichiarato che intende predisporre presso il Quirinale una camera di compensazione (forse un paio di commissioni di indirizzo per creare confronti tra le forze politiche e per favorire l’iter di leggi in Parlamento). Nel frattempo le forze politiche potranno meglio scervellarsi sul dopo Monti, mentre Monti continuerà ad occuparsi di politica estera e dell’attività ordinaria.


 Ottima scelta Presidente.

Tra tutte le ipotesi possibili questo blog l’aveva considerata nel post

Si chiama Monti il Governo di Grillo post inserito il 4 marzo 2013.

 Occorre spiegare però al Peppe Grillo che attualmente la sua azione ha determinato il protrarsi in vita del Rigor Montis, e quanto questo potrà restituire centralità al Patlamento e possibilità di portare avanti i cosiddetti "20 punti M5S" è tutto da vedere.

30/03/13 francesco zaffuto

Immagine – un uovo di Pasqua 

giovedì 28 febbraio 2013

Napolitano potrebbe fare come il Papa


La Costituzione prevede con l’

 Art. 88.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.

 

 Oggi il Papa va via perché è vecchio e nella Chiesa ci sono tanti problemi.

 Il Presidente con il semestre bianco ha molto meno potere del Papa, non può sciogliere le Camere e in questo momento ci vorrebbe un Presidente capace di esercitare tutte le prerogative.

 Sarebbe il caso che il nostro Presidente dopo avere sentito il Grillo, il Bersani, e il Berlusconi, e le loro stonature,  si dimettesse e dicesse loro di eleggere con urgenza un Presidente della Repubblica con pieni poteri.  Nel frattempo al Governo resta Monti per un'altra ventina di giorni,  non è certo la fine del mondo, se lo sono già tenuti per più di un anno.

 Un nuovo  Presidente della Repubblica potrà,  nel pieno dei poteri di scioglimento delle Camere, dare l’incarico di formare un nuovo governo.

 Non è una rinuncia ma un passaggio tecnico che potrebbe semplificare le cose e stringere i politici nuovi e vecchi alle loro responsabilità;  dove “il tutti a casa” non è ad Ottobre. L’Italia non può permettersi un trascinamento di incertezza per così lungo tempo.

28/02/13 francesco zaffuto

Post collegati per continuazione argomento

Immagine Tiara dei Pontefici